Lingua   
Lista semplice
Mostra filtri
Lingua
Percorso
Data

Autore Aramirè

Rimuovi tutti i filtri
Downloadable! Video!

La tabbaccara

La tabbaccara
Canto di lavoro e di protesta salentino, reso celebre nell’interpretazione dello storico gruppo de Li Ucci.
Nel disco del 1999 intitolato “Buonasera a quista casa. Pizziche, stornelli e canti salentini”
Ripreso dagli Aramiré nel disco “Mazzate Pesanti” del 2004.
Testo trovato su “Tabacco e tabacchine nella memoria storica. Una ricerca di storia orale a Tricase e nel Salento”, a cura di Vincenzo Santoro e SergioTorsello, Manni editore, 2003.

In questo canto delle “tabacchine” del Salento la protesta si lega alla rassegnazione della propria condizione sociale perché il lavoro, mal pagato quanto sia, è pur sempre l'unico mezzo per poter sfamare i figli, e questa consapevolezza è sempre presente nelle lavoratrici salentine. Ma non manca il disprezzo verso chi ha scelto di farsi serva del padrone per guadagnare qualcosina di più di niente, la “maestra”, cioè colei che controlla il lavoro e... (continua)
Sta sonanu le sette
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/12/2013 - 09:23
Downloadable! Video!

Carceri ca me teniti carceratu

anonimo
[Anni 30?]
Canto raccolto dal ricercatore Brizio Montinaro e da Roberto Licci (Canzoniere Grecanico Salentino) nel 1978 a San Foca di Melendugno, Lecce, dalla voce di Niceta Petrachi, detta Teta, conosciuta anche come “la Simpatichina”
Testo e traduzione italiana trovati su La Putea. Cultura e artigianato del Salento
Interpretata dagli Aramiré, compagnia di musica salentina, nel loro disco intitolato “Mazzate Pesanti”.
L’ultima strofa tra parentesi è presente nella versione dei Gèkos, gruppo di giovani salentini che cerca di “rifondare” il folk di quella terra con la musica reggae, jazz, ska e blues.
Il testo potrebbe aver ispirato (o essere stata ispirata da) una canzone napoletana risalente al 1933 intitolata “Carcere”, scritta da Libero Bovio con musica di Ferdinando Albano: anche questa inizia infatti con il verso “Carcere ca mme tiene carcerato” e l’intera prima strofa è molto simile alle prime due del canto salentino…
Carceri ca me teniti carceratu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/12/2013 - 18:00




hosted by inventati.org