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Dal Rojava una voce

Testo contro l’invasione turca nella Siria del Nord per un’offensiva anti-curda.

Canzone contro la guerra di Erdogan verso il Rojava.
"Sangue sui civili...sangue... perché volevano la libertà
(Continues)
Contributed by bohhjkk 2019/10/16 - 22:45
Song Itineraries: From Kurdistan
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I Wanna Destroy You

Album: Underwater Moonlight (1980)

For their second full-length album, Underwater Moonlight, the Soft Boys blended their punk spirit, psychedelic roots, and raw talent into something special. On the opening track, they spelled out their mission is stark terms. The world is a mess, and the forces that are trashing it need to be put down. Over a searing guitar, Robyn Hitchcock declaims a manifesto on the redemptive power of music and a desire to fix his broken world. The Boys provide solid harmonies as they chant the chorus, finally fading out with a grim howl. It’s a wonderful song, remarkable in a catalog best known for strange creatures and subtle intrigue.

Music and Meaning: The RBHS Jukebox
I wanna destroy you
(Continues)
2019/10/16 - 22:41
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Ferma la guerra

1989
Il fatto è che non credo più
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/16 - 16:09

Canzone della vecchia miniera

Anonymous
AVVISO PER ADMIN -- NON PUBBLICARE

volevo segnalare un duplicato fra questa pagina e la pagina

Anche mio padre (RV 4-6-2008)

saluti gianfranco

PS il titolo corretto dovrebbe essere

Anche mio padre (Santa Barbara)
gianfranco 2019/10/16 - 15:31
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Fleur de Paris

Mon épicier l'avait gardée dans son comptoir
Le percepteur la conservait dans son tiroir
La fleur si belle de notre espoir
Le pharmacien la dorlotait dans un bocal
L'ex-caporal en parlait à l'ex-général
Car c'était elle, notre idéal.

C'est une fleur de Paris
Du vieux Paris qui sourit
Car c'est la fleur du retour
Du retour des beaux jours
Pendant quatre ans dans nos coeurs
Elle a gardé ses couleurs
Bleu, blanc, rouge, avec l'espoir elle a fleuri,
Fleur de Paris

Le paysan la voyait fleurir dans ses champs
Le vieux curé l'adorait dans un ciel tout blanc
Fleur d'espérance
Fleur de bonheur
Tout ceux qui se sont battus pour nos libertés
Au petit jour devant leurs yeux l'ont vu briller
La fleur de France
Aux trois couleurs.

C'est une fleur de chez nous
Elle a fleuri de partout
Car c'est la fleur du retour
Du retour des beaux jours
Pendant quatre ans dans nos coeurs
Elle a gardé ses couleurs
Bleu, blanc, rouge, elle était vraiment avant tout
Fleur de chez nous.
2019/10/16 - 14:18
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Fleur de Paris

MAÎTRE PIERRE
(Continues)
2019/10/16 - 14:13
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A Thousand Years

With this contribution, the number of Finnish translations and versions on this website will reach 1000 which is more than any other language except Italian, French and English. Thank you all for bearing with me.
TUHAT VUOTTA
(Continues)
Contributed by Juha Rämö 2019/10/16 - 12:54
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Five To One

Stavo pensando (senza essere volgare): 5 a 1 è anche il rapporto tra le dita di una mano e il numero di peni che ha un uomo :)
Pietro 2019/10/16 - 12:40
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Presso una chiesa

Anonymous
Nel corso delle mie ricerche condotte in tutta la montagna pistoiese ho raccolto anch'io "testa bassa". Volentieri vi manderei la versione da me raccolta se avessi il vostro email.-
(florio franceschi)

Carissimo Florio Franceschi, la versione da Lei raccolta può essere inserita direttamente in una pagina seguendo le istruzioni in homepage; altrimenti, la mail è antiwarsongs@gmail.com. Grazie ancora e aspettiamo la versione (cosa che ci fa, ovviamente, molto piacere) [CCG/AWS Staff]
2019/10/15 - 23:51
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אונדזער שטעטל ברענט

Mordechaj Gebirtig non trasse mai alcun profitto dalla sua straordinaria opera, era solo un povero mobiliere. Dotato però di un innato talento poetico e musicale.
Non conosceva lo spartito e componeva aiutandosi con un flautino, erano gli amici a trascrivere le canzoni.

E ha fatto la fine che ha fatto.

Visto che è stata inserita la presentazione di Rudi Assuntino dove cita "Sciopero generale", forse varrebbe la pena di ricordare anche questo testo di Mordechaj che descrive la visione di una umanità che vive in pace e in armonia, ben 60 anni prima di John Lennon, a cui invece è stato riservato uno spazio immenso.
Flavio Poltronieri 2019/10/15 - 18:24
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Eravamo in ventinove

Anonymous

ERAVAMO IN VENTINOVE
il testo presenta alcune analogie con una famosa canzone militare: La Tradotta. E' una violenta invettiva contro il lavoro di galleria.
eravamo in ventinove
(Continues)
Contributed by gianfranco 2019/10/15 - 17:15
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Mrs. McGrath

Anonymous
L'origine è irlandese e il periodo "La guerra dei Trent'anni". Della stessa epoca ne esistono versioni in Inghilterra mentre quelle americane sono successive e, ad ogni modo, erano conosciute solamente all'interno delle comunità irlandesi. Il Folk Revival americano l'ha riscoperta attorno al 1950 ed è diventata immediatamente e ovviamente un efficace inno di protesta contro ogni tipo di guerra. In Irlanda i primi ad interpretarla furono Peg (e Bob) Clangy, Robin Roberts e i Dubliners, in Inghilterra Pete Castle e Timothy Walsh, negli USA Ed McCurdy, Burl Ives, Pete Seeger in studio e anche dal vivo con Big Bill Broonzy. Io, la prima volta che l'ho ascoltata fu dalla, ancora a tutt'oggi, emozionanti voci del povero Tim Hart e della sua allora compagna Maddy Prior.
Flavio Poltronieri 2019/10/15 - 15:42
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Cantadonna

1978
Dalla costola di Adamo
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/15 - 15:39
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Eravamo in ventinove

Anonymous
Fonte: libretto "Canti degli Alpini" - Commissione per la difesa del canto alpino - Ottobre 1967 - Associazione Nazionale Alpini.
ERAVAMO IN 29
(Continues)
2019/10/15 - 10:39
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Wake Up or We're All Gonna Die

released September 27, 2019
Greta Thunberg came from Sweden
(Continues)
2019/10/14 - 23:23
Song Itineraries: War on Earth
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Vive la République, Vive la Liberté

Per Riccardo Venturi (informazione stagionata di due anni al tuo quesito):

Ti traduco quanto riferito al proposito dai Tri Yann:

"Vive la Republique, Vive la Liberté" riprende la storia della prima versione di quella che diventerà in seguito la Marsigliese, raccontando quello che fu, nella ricerca della libertà e della giustizia, il desiderio dei Bretoni di ritrovare la propria identità e autonomia sociale nella natia terra di Bretagna.
Flavio Poltronieri 2019/10/14 - 16:43
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Agafant l'horitzó

CONDANNE PESANTISSIME: 13 anni a Oriol Junqueras, 9 anni per i due "Jordis".

Una risposta da stato fascista alla richiesta pacifica di autodeterminazione in Catalogna. Solidarietà ai prigionieri politici.
2019/10/14 - 16:07
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Contro

sono stati semplicemente dei grandi pensatori carlo pulcinelli
carlo.pulcinelli@live.it 2019/10/14 - 11:54
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Dictator

Erdoğan assassino
2019/10/13 - 21:42
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I Hate Hitler

[1995?]
Nell'EP "1, 2, 3, 4 – Bullenstaat!"
Se con Eva Braun a qualche cialtrone poteva essere venuto il dubbio sulla collocazione politica de Die Ärzte, qui invece la punk band tedesca fa definitivamente chiarezza...
Das nächste Stück ist ein Stück für all die scheiß Faschisten in unserem Land! Es heißt: I hate Hitler!
(Continues)
Contributed by B.B. 2019/10/13 - 21:14
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Eva Braun

[1983]
Una canzone che risale agli esordi della punk band tedesca.
Inclusa solo in un live bootleg e poi in raccolte successive, da ultima "They've Given Me Schrott! - Die Outtakes" (2019)

Una canzone chiaramente satirica che però fu subito espunta dalla produzione e dai live de Die Ärzte, perchè fraintesa ed addirittura salutata dai neonazi come un inno alla consorte di Adolf Hitler...
Eva, Eva...
(Continues)
Contributed by B.B. 2019/10/13 - 21:03
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Marciar Marciar

Il testo che segue è tratto dal bel libretto "Canti popolari del Cusio, 1977" pagina 23, presentato dalla signora Adriana alla pagina "Canzone della vecchia miniera".
Queste le note esplicative:

"MARCIAR"

« Marciar » è il più famoso canto partigiano dell'alto novarese, conosciuto e cantato da tutte le formazioni della zona. Pare sia stato composto da Antonio Di Dio, caduto a Megolo, fratello di Alfredo, Comandante della «Val Toce». Qualcuno però lo attribuisce a Filippo M. Beltrami.

Vorrei riportare anche la didascalia associata all'immagine del piccolo paese

Case della Piana di Forno, nell'alta val Strona. che fu nido di partigiani nei lunghi inverni della guerra. I loro canti sono l'aspetto meno celebrato, ma più umano della vita alla macchia. Parlano di figli con la penna d'alpino, tornati dal fronte al bosco dietro casa, a difendere l'orto e la vacca. O partigiani ragazzi, che non sono mai partiti e, prima ancora di diventare uomini, si trovano ad imbracciare il mitra sul sentiero dell'ultimo gioco e del primo amore.
Mamma non piangere se più non tornerò,
(Continues)
Contributed by gianfranco 2019/10/13 - 10:09

Ma che volete da noi?

1973
Un Poco Abitudine...
Ma che volete da noi?
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/12 - 23:48

Canzone della vecchia miniera

Anonymous
Anche mio padre (Santa Barbara)

testo tratto dal disco long playing "Minatori della Valtrompia" (Albatros VPA 8237)
Esecutori : la Famiglia Bregoli di Pezzase
anche 'l mio padre
(Continues)
Contributed by gianfranco 2019/10/12 - 17:06
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Tu non sai che cos'è

1970
Ti ho parlato della guerra
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/12 - 14:59
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Ma che bella giornata di sole

E' necessario che Antonello Venditti costruisca su questa meravigliosa canzone (che feci ascoltare pubblicamente quando mia moglie soccombette di tumore causato dalla nave dei veleni sul Tirreno Cosentino) un video esplicativo dei contenuti dedicati alla deportazione ed alla Resistenza.
Sono il Presidente dell'ANPI del Tirreno Cosentino e ne sarei MOLTO felice.
Massimo Converso
Cittadella del Capo (CS)
2019/10/12 - 10:07
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No Killing

(1986)

dall'album The Blind Leading the Naked
I don't wanna see my brother die
(Continues)
2019/10/11 - 23:32

L’Apologie des Jambes

L’Apologie des Jambes

Chanson française – L’Apologie des Jambes – Marco Valdo M.I. – 2019

ARLEQUIN AMOUREUX – 3 bis

Opéra-récit historique en multiples épisodes, tiré du roman de Jiří Šotola « Kuře na Rožni » publié en langue allemande, sous le titre « VAGANTEN, PUPPEN UND SOLDATEN » – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1972 et particulièrement de l'édition française de « LES JAMBES C'EST FAIT POUR CAVALER », traduction de Marcel Aymonin, publiée chez Flammarion à Paris en 1979.


Dialogue Maïeutique

Et les jambes, maintenant ! Marco Valdo M.I. mon ami, tu ne sais qu’inventer pour attirer l’attention du populo, pour piquer le badaud au vif, pour capturer un instant le chaland qui passe. Des jambes, je le demande, à quoi ça rime ? Où cela nous mène ?

À peu près n’importe où, Lucien l’âne mon ami. Les jambes nous mènent du début à la fin, elles conduisent immanquablement ailleurs,... (Continues)
Arlecchina, je suis ensorcelé
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2019/10/11 - 22:08
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This Land

2019
This Land

Lui, afroamericano che vive in Texas, è benestante, ha un ranch, una bella auto. Il vicino di casa non crede che un nero possa vivere in un posto del genere, gli dice: negro, tornatene a casa tua. E lui esplode: vaffanculo, sono figlio dell’America, questa è la mia casa. Non è una parafrasi, è il testo della canzone che apre il nuovo album di Gary Clark Jr e gli dà il titolo.

“This land” è l’eco di “This Land is Your Land” distorta da un groove lento e minaccioso. La canzone di Woody Guthrie rappresentava la visione di un’America senza steccati, dalla California all’isola di Manhattan. Questa racconta di un paese che ottant’anni dopo non ha ancora risolto la questione afroamericana. Il cantante e chitarrista texano ha questa capacità: riesce a prendere modi e stereotipi del blues, del folk, del soul e del rock e farli suonare contemporanei.
rockol.it
Paranoid and pissed off
(Continues)
Contributed by Dq82 2019/10/11 - 15:53
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Un nome, un senso

1974
Un nome, un senso
Un nome ad ogni uomo
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/11 - 15:04
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Errore Giudiziario

1974
Un nome, un senso
Prendi su la tua roba
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/11 - 14:50
Song Itineraries: From World Jails
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Alla finestra

1974
Un nome, un senso
Lungo le strade della città
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2019/10/11 - 14:22
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Migrazioni

2019
Tradizione e tradimento
Quest’anno come sempre
(Continues)
Contributed by Dq82 2019/10/11 - 12:56
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A prescindere da me

2019
Tradizione e tradimento

A prescindere da me inizia a darci un assaggio della componente elettronica che caratterizza l’album. Elettronica che però non prende il sopravvento da protagonista della scena, ma fa semplicemente il suo lavoro, fondendosi con gli strumenti in maniera sapiente e “colorando” le canzoni dando loro un respiro ampio. Il testo è un invito a muoversi, a non restare fermi, fossilizzati, ad uscire quindi dalla nostra “comfort zone” per guardare avanti, crescere, imparare, maturare e cambiare, mantenendo sempre fissa la coscienza di chi siamo e siamo stati, perchè rimanendo immobili si muore (“tu muoviti per sempre pigramente / si muore nel rigore / nel movimento assente, nel pensiero senza amore / ed io è di questo che ho paura / perché quando mi fermo è arrivata la mia ora”). Proprio il parallelismo che fa Fabi tra immobilismo e morte ci fa tornare alla mente la poesia... (Continues)
La strada si fa stretta ed è più stretta ad ogni giro di lancette
(Continues)
Contributed by Dq82 2019/10/11 - 12:54
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Preghiera dei partigiani

Anonymous
Santa Maria Mater Dei
manda giù i parabei
manda giù i munizziùn
de masà quij lazarùn
2019/10/11 - 11:03
Keçê Kurdan
Raise your head up, kurdish girl
Lorenzo Masetti 2019/10/11 - 10:56




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