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Before 2020-1-14

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Malarazza [Lamento di un servo ad un Santo crocifisso]

PROPOSTA DI MODIFICA AL TESTO
di Alberto Musmeci

Nota: essendo un dialetto, e non una lingua, ho scritto in modo da approssimare la dizione siciliana, anche se letta da uno non siculo.
MALARAZZA
(Continues)
Contributed by Alberto Musmeci 2020/1/14 - 12:14

Filastrocca di un piatto di plastica

I rifiuti marini costituiscono un grave problema in costante aumento. Se la plastica rappresenta una importante risorsa per la società moderna, il suo ‘smaltimento’ in mare è una autentica iattura, una guerra.
«Filastrocche Plastic Free» di Mimmo Mòllica, per sviluppare una memoria di ferro e ricordarsi che i «piatti di carta» sono fatti di plastica e la sterminata presenza di rifiuti in plastica nell'ambiente marino: più di 11 mila tonnellate l’anno vengono recuperate lungo le coste e sulle spiagge.

«Un piatto di plastica» fa parte di «Filastrocche Plastic Free» di Mimmo Mòllica, tre filastrocche per sviluppare una memoria di ferro, per ricordarsi che i «piatti di carta» sono fatti di plastica.

"Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione". (Albert Einstein)
Di plastica un piatto
(Continues)
Contributed by River 2020/1/14 - 09:31
Song Itineraries: War on Earth
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Pippo non lo sa

Mio papà mi ricordava che " Pippo non lo sa " a Milano voleva dileggiare i " Mosquito " che volavano sul nord Italia ...
Claudio Ascari 2020/1/13 - 22:07
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Ai mamà


QUANDO LO STATO SI AUTOASSOLVE: NESSUN COLPEVOLE PER LA MORTE INGIUSTA DI REMY FRAISSE

(Gianni Sartori)

L'8 gennaio i magistrati della corte d'appello di Tolosa responsabili dell'inchiesta sulla morte di Remy Fraisse hanno stabilito che nessuno doveva essere perseguito per il tragico evento. Il giovane militante ecologista – 21 anni - era rimasto ucciso da una granata esplosiva nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2014 mentre protestava contro la costruzione di una diga a Sivens (Tarn). Nonostante le richieste in tal senso degli avvocati della famiglia di Remy, i giudici hanno sostanzialmente evitato di procedere ad una nuova ricostruzione dei fatti e di interrogare il prefetto in proposito. Un “non-luogo a procedere” nei confronti del gendarme responsabile (con cui si confermano e sottoscrivono le conclusioni a cui era giunto il giudice nel gennaio 2018) che chiude definitivamente... (Continues)
Gianni Sartori 2020/1/13 - 17:55
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A Gaza

2014

Scrivo. E nel frattempo a Gaza vanno all'appuntamento con la tragedia
quotidiana. Nella loro terra sono estranei, separati, senza domani, senza
protezioni, esplorano i margini del dolore. Maledetti dall’odio del custode che
stamattina si è svegliato più vorace. Serrati dalla sua legge, una macchina che
scava, devasta, frantuma, distrugge costruzioni e chiama a una lenta discesa
disperata in quella voragine che resta sempre aperta.
Muoiono, sospesi all'ingresso di un cielo stordito, scorticato dal filo spinato
che corrode anche la vista negata di bambini invisibili, ma con addosso ancora
l'accento della vita, che in loro risale con affanno per venire alla luce illegale
che li circonda nel fumo di una civiltà morente.
Quei loro sogni, infranti nello specchio, in me scorrono come nuvole
periodiche contaminate da rabbia inefficace. E voleranno eterni in lenti
intervalli... (Continues)
Ecco, se mi adattassi a una poesia ragionevole,
(Continues)
Contributed by Dq82 2020/1/13 - 09:30
Song Itineraries: The Palestinian Holocaust
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Gli occhi neri di Julia Cortez

da Ferite & Feritoie (2019)

l’emozionante canzone Gli occhi neri di Julia Cortez è dedicata alla tenerissima figura della maestrina, l’ultima con cui ha comunicato Che Guevara prima della sua esecuzione.

La Higuera, Bolivia, ottobre 1967. Che Guevara è prigioniero in una piccola scuola, in attesa della sentenza. L’ultima persona che vedrà, prima di morire, a parte i soldati, è la maestrina di quella scuola, la giovane Julia Cortez. A raccontare questo risvolto minimale di una grande storia furono Giovanni Marrozzini e Angelo Ferracuti in un reportage dalla Bolivia (“Nessuno va più a trovare il Che”) apparso in maggio sul magazine del quotidiano Repubblica. Julia è ancora viva, suo figlio si chiama Ernesto e i due cronisti l’hanno intervistata. Paolo Capodacqua riprende il loro racconto e aggiunge un nuovo brandello alla tela del mito del Che.

Gli occhi neri di Julia Cortez è una canzone... (Continues)
Mi scusi, signorina, se non sto in posa
(Continues)
Contributed by Dq82 2020/1/13 - 06:11
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Manifesto

Black bloc sulla strada
(Continues)
Contributed by Antonio Santi 2020/1/13 - 04:52
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Non mi faccio comandare

2014
Fuori Dal Gruppo
Non mi faccio comandare da un americano
(Continues)
Contributed by Antonio Santi 2020/1/13 - 04:44
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I nidi degli uccelli

da Ferite & Feritoie (2019)
con Michele Gazich
(Per non dimenticare, giornata della memoria della Shoah)
Io ricordo il cielo stellato
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/1/12 - 18:37
Song Itineraries: Extermination camps
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Per questo mi chiamo Giovanni

da Ferite & Feritoie (2019)
Con Pippo Pollina, Roberto Soldati

(Dedicata a Giovanni Falcone e ispirata dall'omonimo libro di Luigi Garlando)
Per questo mi chiamo Giovanni
(Continues)
Contributed by Alberto Scotti 2020/1/12 - 18:29
Song Itineraries: Mafia and Mafias
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Lilie

Before he closed the gate, he attired in steel and blown off candles,
(Continues)
Contributed by Edvard Sidoryk 2020/1/12 - 16:32
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Morituri te salutant

The path is the dust,
(Continues)
Contributed by Edvard Sidoryk 2020/1/12 - 16:30
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Figlia ti voglio dare

Anonymous
Compagnia Genio Guastatori Brigata Cadore ottavo scaglione 1989
Noi durante il campo invernale, con presenti i graduati fino al capitano l'abbiamo cantata così (in crescendo sui gradi):

Ma penso che di versioni ce ne siano varie (anche in funzione del tasso alcolico)!
Figlia ti voglio dare in sposa al sergentino
(Continues)
Contributed by Cristian 2020/1/12 - 10:54
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Anna Lamberti Bocconi: Confessione di Alonso Chisciano

Benedetta insonnia, che mi spinge a cercare in qualche angolo del grande centro commerciale del web pagine come questa, per fortuna trovandole. Ho un'impressione parallela a questa, legata allo stesso disco, che di impressioni ne offre a iosa. Per puro caso il mio primo (e unico) viaggio in Portogallo ebbe come colonna sonora i versi e le note di "Lusitania", all'epoca appena uscita insieme a tutto "Discanto", album davvero non comune, e non solo per il titolo. Da allora sono passati innumerevoli ascolti di Teresa Salgueiro (Madredeus) e Dulce Pontes, bravissime nel loro genere, ma per me il Portogallo, o almeno quella frettolosa successione di "salite, ponti e discese e barche e ponti ancora" che ebbi la fortuna di visitare, si identifica in questa canzone, e così sempre sarà, se mai avrò occasione di tornarci.
Luca 2020/1/12 - 03:34
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Prendi il fucile e gettalo per terra (Gran Dio del cielo)

Anonymous
1977 CREL-Fondo Beccaria

La seconda parte dell'incipit (se fossi una rondinella) si connette all'antico motivo dell'uccello messaggero. Se un particolare rilievo aveva avuto nel Risorgimento la rondinella come latrice di messaggi, in questa guerra moderna e novecentesca assume una nuova valenza come espressione del mito del volo.

Come hanno rilevato le nuove ricerche storico-antropologiche sulla Grande Guerra, la guerra di trincea, estenuante, interminabile, abbrutente, induce nei combattenti di tutta Europa una serie di proiezioni mitiche, se vogliamo di tipo "regressivo" per il loro radicarsi su un patrimonio arcaico di credenze, superstizioni, simbolismi di tipo magico, e fra queste la più diffusa e partecipata è senz'altro quella di alzarsi in volo, liberandosi dal fango, dal fetore dei cadaveri, dal sangue e dagli escrementi, dai pidocchi, dalle miserie e dagli orrori della guerra.

(da Al rombo del cannon. Grande guerra e canto popolare. di Franco Castelli, Emilio Jona, Alberto Lovatto, pag. 250).
O DIO DEL CIELO
(Continues)
2020/1/11 - 22:09
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The Lumberjack’s Prayer

[1910s]
Scritta da Matti Valentin Huhta, aka T-Bone Slim (1880–1942), poeta, cantautore, vagabondo e agitatore sociale statunitense, di origine finlandese.
Sulla melodia dell'inno religioso "Praise God From Whom All Blessings Flow"
interpretata da Utah Phillips

Una canzone che circolava su foglio volante al prezzo di 10 cents. Il denaro raccolto serviva per finanziare le pubblicazioni gratuite dei Wobblies (IWW)
Testo trovato direttamente sul sito dell'Industrial Workers of the World

Lumberjacks often worked twelve hours a day, seven days a week, faced incredible dangers on the job, and lived under horrendous conditions. They were one of the most abused groups of workers in the early 20th century. The Industrial Workers of the World (IWW) was the only labor organization to pay any attention to workers in the lumber camps of the South and the Pacific Northwest. Although humorous in tone,... (Continues)
I pray dear Lord for Jesus' sake,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2020/1/11 - 19:20
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El me gatt

A version into suburban Florentine by Anonimo Toscano del XXI Secolo
Version en florentin banlieusard par l'Anonimo Toscano del XXI Secolo
Anonimo Toscano del XXI Secolon käännös Firenzen esikaupunkin murreeseen


Si tratta fondamentalmente di una discronia: pur essendo di ambientazione odierna, la seguente versione in fiorentino di periferia riporta ai tempi (trenta o quaranta anni fa) in cui l'Isolotto, vale a dire il quartiere in cui vivo, era veramente il Bronx, un posticino che veniva accuratamente evitato dalla gente perbene e la cui provenienza incuteva timore. A differenza che nelle altre versioni, il finale è leggermente differenziato, o “sdoppiato”. Il fatto che una delle vie principali dell'Isolotto si chiami davvero “via Torcicoda” aggiunge un'ironica connotazione felina a tutta la storia. La versione è dedicata alla memoria del mio gatto nero, Redelnoir, schiacciato da una macchina il 4 agosto 2013. Prima o poi lo beccherò, l'automobilista. Non dorma mai sonni tranquilli. [AT-XXI]

I' MI' GATTO
(Continues)
2020/1/11 - 18:59
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Der Schandfleck

d’après la traduction italienne de Riccardo Venturi – VERGOGNA – 2020
d’une
Chanson allemande – Der Schandfleck – Die Toten Hosen – 1984


Dialogue Maïeutique

Depuis le temps, Lucien l’âne mon ami, où tu cours le monde et où tu entends des chansons, tu as pu reconnaître cette capacité de la chanson à s’intéresser à mille et mille choses, à sa manière certes parfois déroutante, mais aussi très profonde, très émouvante.

C’est ça, dit Lucien l’âne, exactement ça qui donne souvent à la chanson son intérêt ; c’est sa manière de mettre en émoi l’émotion. Il est rare qu’elle fasse un discours – sauf pour rire ou faire rire ou ironiser ; il est rare et il est également catastrophique – pour elle et pour ses auditeurs – qu’elle se complaise dans un ronflement pompeux. Par ailleurs, je pense qu’il est à peu près inutile de préciser outre mesure qu’il existe des chansons idiotes, débiles, tonitruantes... (Continues)
LA TARE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2020/1/11 - 18:47

Buon anno anche a te Nicoletta

Canzoniere Anarchico della Bassa Bolognese
(2020)
Un canto per Nicoletta Dosio e per chi non si piega all'arroganza del potere
Cantabile (volendo) sulle note della Ballata del Michè di FdA
Lo zero è una cifra speciale
(Continues)
2020/1/11 - 18:46
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Quaranta giorni di libertà

Verde, la sigla finale dello sceneggiato televisivo

[1974]
Musica: Guido e Maurizio de Angelis
Album : Welcome! [1977]

Sigla dello sceneggiato televisivo Quaranta giorni di libertà , sulla Repubblica partigiana dell’Ossola , 9 settembre - 23 ottobre 1944.

Riccardo Gullotta 2020/1/11 - 18:22
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El me gatt

A version into Reggio Emilia Mountainside dialect by Graziano Malvolti
Version dans le dialecte montagnard de Reggio Emilia, par Graziano Malvolti
Graziano Malvoltin käännös Reggio Emilia vuoristoalueen murreeseen





Interpretata da Mara Redeghieri e Graziano Malvolti (l'autore della traduzione) come "rumorista" nell'album Attanadara - Dio valzer (2016) [Mara Redeghieri: Voce / Lorenzo Valdesalici: Chitarra classica / Nicola Bonacini: Contrabbasso / Graziano "Gago" Malvolti: Commenti]. Il video è realizzato da Ericailcane e Bastardilla.

E ME GAT
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2020/1/11 - 17:21
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¿Qué dirá el Santo Padre?

vi ammiro e continuerò ad ammirarvi a vita!
siete grandi.
io mi debbo togliere ciò che ormai penso sia il frutto della ipocrisia più becera ed infima. il battesimo cattolico.
se non l'ho ancora fatto è per ovvi motivi di insicurezza palese visto il mio stato mentale
non buono per la semplice motivazione .....

(ora esplodo! )

continuate a prendere in giro la povera gente! prima o poi, il vaticano scoppierà! ed il botto enorme, quel dio della mia minchia lo sentirà echeggiare in eterno!!!!!!!!!!!!!
Daniele D'Aco 2020/1/11 - 15:02
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A Survivor from Warsaw

Veramente tanti complimenti!!!!!
Bibiana
2020/1/11 - 11:12
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O Gorizia, tu sei maledetta

Anonymous
Una de las canciones antimilitaristas más elocuentes y significativas de todos los tiempos es Gorizia que hace un recuento emocional y político al mismo tiempo de la batalla de Gorizia, ciudad que Italia le disputó a Austria en 1916. Según cálculos oficiales, en la batalla para conquistar la ciudad de Gorizia, que duró del 5 al 10 de agosto de 1916, murieron alrededor de noventa mil soldados, cincuenta mil italianos y cuarenta mil austriacos. La ciudad quedó finalmente en manos italianas. La versión que aquí se presenta ha sido recopilada por el investigador Cesare Bermani, de un testigo que afirmó haberla escuchado de las tropas que conquistaron Gorizia el 10 de agosto de 1916.

En 1964, el Nuovo Canzoniere Italiano, una agrupación de investigadores y ejecutores de música popular, presentó esta canción en el Festival dei due Mondi de Spoleto, en el espectáculo Bella ciao, dedicado a la... (Continues)
O GORIZIA, TÚ ERES MALDITA
(Continues)
2020/1/10 - 16:04
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Benedetto sei tu

(2020)
dal nuovo album: Cip! uscito proprio oggi 10 gennaio 2020
Sia benedetto il Signore Gesù Cristo
(Continues)
2020/1/10 - 11:28

Song of the Coffle Gang

Anonymous
Song of slaves, set to music by George W. Clark, white musician curator of the anti-slavery songbook "The Liberty Minstrel" (1844) and author of the music of some of the songs contained therein.
The song also appears in the 1848 collection entitled "The Anti-Slavery Harp", edited by William Wells Brown (1816-1884), an African American born in slavery in Kentucky, who fled to the north via the "Underground Railroad" (of which he himself he was a guide) and then became an important writer, playwright, historian and leading figure, together with Frederick Douglass of the abolitionist movement.
2020/1/9 - 23:10




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