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Before 2015-2-24

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No Escape (From Balkan)

DUBBIOSA
Yes I left my motherland and went so far
(Continues)
Contributed by krzyś 2015/2/24 - 23:54
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Volio BiH

(2013)
Album: "Apsurdistan"

Vorrei che Ronaldo giocasse nella Bosnia e che i palestinesi potessero vivere in pace...
Volio bi' da za Bosnu zaigra Ronaldo
(Continues)
2015/2/24 - 22:34
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Kažu

THEY SAY
(Continues)
2015/2/24 - 22:20
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Mostar

"I confini sono nelle vostre teste"!
Su un ponte tra Mostar Est e Mostar Ovest

via Sarajevo Rewind
CCG Staff 2015/2/24 - 21:39
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Le général dort debout

La "version courte" interprétée par Ray Ventura & ses collégiens" (1936)
LE GÉNÉRAL DORT DEBOUT
(Continues)
Contributed by CCG/AWS Staff 2015/2/24 - 10:27
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Friday Morning

VENERDÌ MATTINA
(Continues)
2015/2/24 - 09:44
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The General's Fast Asleep

The General's Fast Asleep

Chanson anglaise (Military fox trot)– The General's Fast Asleep – Vera Lynn – 1935

Pour le commentaire voir : Le général dort debout
You won't see any big parade
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/2/23 - 21:02
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Le général dort debout

Chanson française – Le Général Dort Debout – Ray Ventura – 1936
Paroles : Jean Féline



Alors voilà, mon ami Lucien l'âne. Voilà la chanson que je t'avais promise l'autre jour en te faisant connaître ma version « LE GÉNÉRAL », de la chanson allemande « DER GENERAL », chanson de Dieter Süverkrüp. J'espère que tu t'en souviens…

Évidemment et j'attendais avec une certaine impatience cette chanson d'enfance de Georges Brassens...

Ce « général qui dort debout » est une chanson de son enfance, mais elle est aussi présente tout à la fin de son existence comme en témoigne un enregistrement de 1980. Je te rappelle que Tonton Georges est mort jeune d'esprit et de corps… Né en 1921, il meurt en 1981, soit exactement 60 ans.

En effet, de nos jours, soixante ans n'est plus considéré comme un âge avancé. D'ailleurs, moi qui te parles… J'ai largement plusieurs dizaines de siècles, alors…

En parlant... (Continues)
LE GÉNÉRAL DORT DEBOUT
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/2/23 - 20:34
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It Ain't Me Babe

Neanche io credo che sia certamente la giusta interpretazione. Sono convinto che l'intento principale fosse quello di riferirsi ad una ragazza, e che il testo sia così splendidamente scritto da poter lasciar trasparire anche una critica politica.
Andrea 2015/2/23 - 16:57
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Das neue Deutschland

[1919]
Parole di Erich Mühsam, nella raccolta “Revolution. Kampf-, Marsch- und Spottlieder” pubblicata a Berlino nel 1925
Originariamente pensata sulla melodia di “Preisend mit viel schönen Reden”, verso di apertura de “Der reichste Fürst” del poeta tesesco Justinus Kerner (1786-1862), divenuta poi inno del Württemberg.
Il testo di Mühsam è stato più recentemente ripreso dal solito Christoph Holzhöfer, “sinistro” e prolifico cantautore tedesco originario di Bestwig, Renania-Vestfalia.

Canzone satirica indirizzata alla dirigenza socialdemocratica delle Repubblica di Weimar, responsabile della feroce repressione della Novemberrevolution. Due su tutti: Friedrich Ebert, allora Cancelliere, e Gustav Noske, ministro della Difesa, mandante ed esecutore della reazione, coloro che diedero mano libera ad esercito e paramilitari (Freikorps) per fare a pezzi i lavoratori e i militanti rivoluzionari, comunisti, socialisti ed anarchici.
Sich empfehlend den Genossen
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/23 - 13:21
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Raffaella Carrà: Il presidente

[1977]
Parole di Gianni Boncompagni (1932-), conduttore radiofonico, paroliere, autore televisivo e regista televisivo italiano.
Musica di Franco Bracardi (1937-2005), sceneggiatore, musicista e attore italiano.
Nell’album della Carrà intitolato “Fiesta”

1977. La Carrà era già un’icona nazionale, Boncompagni approdava alla RAI per condurre Discoring, di cui era autore pure Franco Bracardi (il fratello del comico e cabarettista Giorgio nonchè pianista residente del Maurizio Costanzo Show)...

E fu pure l’anno della prima discesa in campo di Silvio Berlusconi, che proprio allora emise i suoi primi vagiti politici conquistandosi l’amicizia con Craxi, rivelatasi negli anni successivi molto fruttuosa per le emittenti televisive del gruppo Fininvest. Parlo ovviamente dei decreti Berlusconi uno, bis e ter, con cui iniziò lo stupro della democrazia e della cultura ancora in atto nel Belpaese.

Si può quindi considerarla una canzonetta inquietantemente premonitrice...
Una festa in grande stile
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/22 - 22:31

Wilde Love

2012
Loveblood

liberamente ispirata a The Ballad of Reading Gaol
All men kill the thing they love
(Continues)
Contributed by dq82 2015/2/22 - 20:44
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Lo estamos pasando muy mal

benisimo yo la escuchaba desde muy pequeño en los 80s un detalle obviamente la cantante anti arte es violeta parra y bueno... tantos otros, victor jara qulapayun etc, lo mas interesante es que este tema nunca fue editado cuando debio serlo por censura pero atras suena el tema lo estamos pasando muy bien mas lento de fondo o sea mientras se habla sobre un supuesto asesinato planifiado de la dina en el fondo se dice lo estamos pasando muy bien esto es fantastico etc jajajaja buen tema me recuerdan esos años que en chile se escuchama musica solo en cassettes piratas grabados en nuestras casas si conseguiamos uno lo copiabamos y se masificaba que recuerdos pero vomo dicen por ahi... todo tiempo pasado fue peor...
2015/2/22 - 19:43
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Il prossimo disco dei Clash

2015
La prima volta
feat. Linea

Filippo Andreani è membro degli Atarassia Gröp. E così come per un'intera generazione punk Joe Strummer e i Clash non sono solo stati idoli musicali, fonte d'ispirazione, ma anche una "scuola di politica". (Marino Severini dedica a "Joe lo strimpellatore" Bandito senza tempo ogni qulavolta la canti). E questa è una canzone sui tempi moderni, e sullo smarrimento di una sinistra che non esiste più, in attesa che Joe Strummer torni ad indicare la via
Il sindacato ha firmato: vendesi scarpe da ballo
(Continues)
Contributed by dq82 2015/2/22 - 12:22
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Expo 2015

[2015]
Album :iPorn
“Altro che I lavoretti alla Vallanzasca”
(Continues)
Contributed by adriana 2015/2/22 - 10:11
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Oh Dear Me (The Jute Mill Song)

O, dear me, the mill is running fast
And we poor shifters canna get nae rest
Shifting bobbins(1) coarse and fine
They fairly make you work for your ten and nine(2)

O, dear me, I wish this day was done
Running up and doon the Pass(3) is nae fun
Shiftin’, piecin’, spinning warp(4), weft(5) and twine(6)
Tae feed and clothe ma bairnie offa ten and nine

O, dear me, the warld is ill-divided
Them that works the hardest are the least provided
But I maun bide(7) contented, dark days or fine
There’s nae much pleasure living offa ten and nine
Oh povera me il mulino va veloce
(Continues)
Contributed by Cattia Salto 2015/2/22 - 00:06
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Mojado

[2007]
Parole e musica di Édgar Ricardo Arjona Morales, in arte Ricardo Arjona, cantautore e musicista guatemalteco.
Nell’album intitolato “Adentro”.
Il brano si avvale della partecipazione straordinaria di (feat.) della band tex/mex Intocable

“Mojado”: migrante senza documenti, che ha provato più volte ad attraversare clandestinamente la frontiera tra Messico e USA... Letteralmente, “bagnato”, in inglese “wetback”, con riferimento al fatto che in molti cercano di attraversarla a nuoto immergendosi nelle acque del Rio Grande... Il termine, dispregiativo, è stato coniato negli anni 20 del secolo scorso ed è utilizzato con significato immutato ancora oggi...
... es muy triste, es, hay palabras ya para decirlas, pero hay problemas, pero, pues, todo lo que uno ha vivido no lo puede platicar en unos cinco o diez minutos...
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/21 - 23:06
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Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)

[1972-73]
Scritta da Mick Jagger e Keith Richards
Nell’album degli Stones intitolato “Goats Head Soup”, pubblicato nell’estate del 1973.
Testo ripreso da Keno's Rolling Stones Web Site




Heartbreaker è il poliziotto che spara a un ragazzo senza ragione, è lo spacciatore che vende la dose ad una ragazzina di 10 anni, è la madre della piccola tossica che non l’ha protetta, convinta che quello fosse il suo destino inelluttabile... Heartbreaker è la violenza e l’indifferenza...

Una piccola nota sul verso di apertura del brano: se “police” davvero fosse stato scritto originariamente “po-lice” - come suggerito dal sito Keno citato - allora dovrebbe tradursi come “po-pidocchi” o “po-vermi”, il che non è dettaglio di poco conto...
The po-lice in New York City
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/21 - 15:32
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Undercover Of The Night

AL RIPARO DELLA NOTTE
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/21 - 12:18
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Песня про Путина


The Deportation of Soviet Koreans and Its Reverberation in the Lyrics of Korean Songwriters

Oct 8, 2014 by Asya Pereltsvaig

[This post was originally published in May 2013]

One of the first groups deported by the Soviet regime on purely ethnic grounds was the Koreans of the Far East. Their deportation was conceived in 1926, initiated in 1930, and carried out in 1937, when virtually all ethnic Koreans were forcefully moved to unpopulated desert areas of Kazakhstan and Uzbekistan. This resettlement program was so brutal that it engendered enduring bitterness not only among the deportees themselves but also among many of their descendants as well. It is thus unsurprising that the two most famous ethnic Koreans in Russia are songwriters known for the subversive lyrics.

The history of Russia’s Koreans, who refer to themselves as Koryo saram, goes back to 1850s and early 1860s, when they began... (Continues)
Donquijote82 2015/2/20 - 22:13
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I Can't Breathe

[2014]

Singolo

Pussy Riot's first song in English is dedicated to Eric Garner and the words he repeated eleven times before his death. This song is for Eric and for all those from Russia to America and around the globe who suffer from state terror - killed, choked, perished because of war and state sponsored violence of all kinds - for political prisoners and those on the streets fighting for change. We stand in solidarity.
He's become his death
(Continues)
Contributed by adriana 2015/2/20 - 18:00

Brudermord

Anonymous
[1848]
Canzone di anonimo soldato dell’esercito imperiale austriaco, inorridito dall’ordine di sparar sulla sua gente ricevuto durante la repressione della rivoluzione del 1848. In quel periodo accadde effettivamente – specie durante le rivolte del 1849 nel Baden-Palatinato - che reparti dell’esercito si rifiutassero di sparare e passassero con gli insorti, ma fu un fenomeno sporadico e comunque irrilevante per l’esito finale.
Testo trovato su Volkslieder Archive
Brudermord, Brudermord!
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/20 - 14:27
Song Itineraries: Deserters

Lied Der Verfolgten

[183?]
Versi di Friedrich von Sallet (1812-1843), scrittore e poeta tedesco, che in molte opere ha satirizzato la casta militare della sua epoca.
Musica di Dieter Süverkrüp
Nel suo album “1848, Lieder Der Deutschen Revolution” pubblicato nel 1973.
Ulteriore musicalizzazione ad opera del compositore Sergio Vesely, nell’album intitolato “Schlafe, mein Deutschland. Alte Dichter, 1848 - neue Lieder, 1998 - Politische Lieder von heute zur Vormärz-Lyrik der 48er Revolution”, pubblicato nel 1998 in occasione dei 150 anni dalla Rivoluzione del 1848.
1830, nach der Julirevolution in Frankreich, wächst in Deutschland die antifeudale Opposition.
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/20 - 13:12

Oh welche Lust Soldat zu sein

Versi di Erich Mühsam (1878-1934), anarchico e poeta, una delle prime vittime del nazismo trionfante: arrestato nel 1933, subito dopo l’incendio del Reichstag, fu barbaramente trucidato nel campo di concentramento di Orianenburg il 10 luglio 1934.
Credo si tratti di parodia della militare ottocentesca “Auf Brüder stimmet alle ein wie schön es ist Soldat zu sein
Poesia messa in musica da Dieter Süverkrüp ed Walter Andreas Schwarz ‎nel loro album “Erich Mühsam: Ich Lade Euch Zum Requiem” pubblicato nel 1995
Soldat sein heißt zu Zeit
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/20 - 11:33
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Мама Анархия

MOTHER ANARCHY
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2015/2/20 - 10:09
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Kriegslied [So lebt der edle Kriegerstand]

[März 1917]
Versi di Erich Mühsam (1878-1934), anarchico e poeta, una delle prime vittime del nazismo trionfante: arrestato nel 1933, subito dopo l’incendio del Reichstag, fu barbaramente trucidato nel campo di concentramento di Orianenburg il 10 luglio 1934.
Nella raccolta intitolata “Brennende Erde. Verse eines Kämpfers” pubblicata a Monaco nel 1920.
Questa poesia è già di per se stessa una canzone, come dal titolo.
In ogni caso è stata messa in musica da diversi artisti, come Gerhard Stäbler ‎(in “Für Später: Jetzt” del 1984), dai gruppi punk Blockade (nel loro disco omonimo del 1989) e Kaltfront ‎(nel loro “Zieh Dich Warm An” del 2006), dai Der Singende Tresen ‎(nel loro “Mühsamblues” del 2014) e da Claus Boysen e Rainer Abraham ‎(nel loro “Tucholsky Und Genossen”, data imprecisata)…
Oltre all’immancabile, prolificissimo Christoph Holzhöfer.
Sengen, brennen, schießen, stechen,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/20 - 09:55
Song Itineraries: World War I (1914-1918)
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Kalender 1913

[1913]
Versi di Erich Mühsam (1878-1934), anarchico e poeta, una delle prime vittime del nazismo trionfante: arrestato nel 1933, subito dopo l’incendio del Reichstag, fu barbaramente trucidato nel campo di concentramento di Orianenburg il 10 luglio 1934.
Credo che la poesia faccia parte della raccolta intitolata “Kain-Kalender für das Jahr 1913”, pubblicata a Monaco
Poesia musicata da Dieter Süverkrüp ed Walter Andreas Schwarz ‎nel loro album “Erich Mühsam: Ich Lade Euch Zum Requiem” pubblicato nel 1995.
Più recentemente è stata messa in musica da Christoph Holzhöfer

Una poesia che intuisco molto attinente al percorso, non formalizzato ma trasversale, de La Guerre de Cent mille ans che i ricchi hanno fatto, fanno e faranno ai poveri.
Urgerebbe quindi un intervento traduttorio degli ottimi Marco Valdo M.I. e il suo inseparabile amico Lucien Lane, che ringrazio anticipatamente.
Januar:
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/20 - 09:21
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Großstadt-Indianer

Chanson allemande – Großstadt-Indianer – Juliane Werding – 1972



Il existe dans les Chansons contre la Guerre, comme tu le sais, Lucien l'âne mon ami, rassemblent des milliers et des milliers de chansons et plus encore de traductions d'icelles dans des dizaines et des dizaines de langues et d'idiomes ; il s'agit bien entendu, car on peut les entendre à l'unique condition qu'elles aient été enregistrées, des chansons contre la guerre. La guerre versus la paix en donc est le thème général et il s'agit de la guerre considérée, non comme un des beaux-arts… Quoique on verrait bien se développer une esthétique de la guerre et de la paix, comme le regretté Thomas de Quincey le fit au milieu du dix-neuvième siècle pour l'assassinat, sous le titre original de Murder considered as one of the fine arts, en français : De l'assassinat considéré comme un des beaux-arts et en italien : L'assassinio come... (Continues)
INDIEN DE VILLE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2015/2/19 - 22:06
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Waffenhändler-Tango

[2001]
Parole e musica di Konstantin Wecker
Una canzone che trovo pubblicata come singolo, significativamente sul lato B di “Amerika”, e poi anche in una compilation del 2006 intitolata “Politische Lieder”
Erst baun wir Waffen, dann verkaufen wir sie weiter,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/19 - 20:18

Hallo, Mister General

[1982]
Parole e musica di Dieter Süverkrüp
Nel disco collettivo intitolato “Wir Wollen Leben - Lieder Gegen Den Untergang”

Una canzone dedicata ad Alexander Haig (1924-2010), gran generale USA e politico di spicco nelle amministrazioni Nixon, Ford e Reagan (di cui fu Segretario di Stato), famoso non solo (e non tanto) per il cognome in comune con una nota marca di scotch whisky (il cui motto era ed è “Don't be vague, ask for Haig”) ma soprattutto per una “felice” ed imitata frase a proposito della necessità di intensificare i bombardamenti per vincere la guerra in Vietnam: “Bombing the North [Vietnam] back to the Stone Age.” Forse la frase non era proprio farina del suo sacco ma di uno dei suoi collaboratori, il gen. Curtis Lemay… Fatto sta che Haig la fece sua e viene ancora oggi comunemente utilizzata sia dai gerarchi israeliani che da quelli americani. Recentemente è stata utilizzata... (Continues)
Hallo, Mister General mit dem klangvollen Whisky-Namen
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/19 - 11:57
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Ricordati di Chico


COLOMBIA. PARLANO LE VITTIME
(Gianni Sartori)

Intervista con Enrique Cabeza. Insieme a Yomaira Mendoza, ha recentemente portato a conoscenza dell’opinione pubblica europea le esperienze di una comunità afro-colombiana che ormai da venti anni cerca di tener fuori dal proprio territorio la violenza e le minacce dei latifondisti. Nel 1996 erano iniziati attacchi e massacri contro le comunità che di conseguenza erano state costrette a fuggire e nascondersi. Nei campi di rifugio hanno cominciato a organizzarsi per ritornare, si è trattato di un processo organizzativo lungo e difficile dato il persistere della violenza. Nel 2006 è stata realizzata la prima Zona Humanitaria del Curvaradò.

D. Cominciamo con un riepilogo della vostra vicenda nel contesto colombiano attuale…

R. Anzitutto devo dire che lo Stato colombiano, il governo attuale( presidente J.Manuel Santos) ha compiuto passi importanti... (Continues)
Gianni Sartori 2015/2/19 - 11:04

Das Krähenlied (Zwischen Zwei Kriegen)

[1982]
Parole di Heinz R. Unger, leader di questa “Folk-Politrock-Band” austriaca attiva negli ani 70 e 80
Musica di Georg Herrnstadt e Willi Resetarits
Nell’album intitolato “Die Letzte Welt”
Zwischen zwei Kriegen krächzen drei Krähen –
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/19 - 10:21

Mister Kapital

[1982]
Parole di Heinz R. Unger, leader di questa “Folk-Politrock-Band” austriaca attiva negli anni 70 e 80
Musica di Georg Herrnstadt e Willi Resetarits
Nell’album intitolato “Die Letzte Welt”
Sagt mich tot und schreibt mich krank, Totgesagte leben lang
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/2/19 - 09:40
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Aquarius

Forse è giunto il momento, visto i tempi che corrono, di rispolverare questo stupendo messaggio di pace e amore, ai visto mai che l'Arte, quella vera, riesca dove la politica connivente dei nostri giorni fallisce miseramente!
Americo Palelli 2015/2/19 - 02:54
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Il testamento di Tito

Aoooouh, forse come il mio solito non mi sono spiegato bene, ma secondo me, nella quarta strofa Fabrizio non dice proprio che un ladro non può entrare nel tempio, anzi, dice, ritenendosi alle parole della canzone che ce ne può entrare facilmente. Cioè, dalle partole del testo non si evince tutto quel senso che sia dato dagli folti "spiegazionisti" di questo passaggio. Se io riuscissi a chiarirmi per bene questi versi, potrei magari fornire una traduzione definitiva del pezzo, che sì, è un buon lavoro secondo me, ma non è privo di qualche "slittata" involontaria. Insomma, mi rode proprio la mia l'incertezza riguardo il punto, e credo vivamente, che solo Riccardo fosse unico a poter darmi un parere decisivo nel merito della questione.
Fiduciosissimo
Krzysiosissimo
Saludissimo,
Ciau!
Krzysiek Wrona 2015/2/19 - 02:10




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