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Before 2013-12-5

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Hobo Low

Testo e musica di Steve Seasick
trovato qui http://www.tekstowo.pl/

Qualcosa in tema di carceri.
I woke up in the mornin', Memphis city time
(Continues)
Contributed by krzyś 2013/12/5 - 23:50
Song Itineraries: From World Jails
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Paper Planes

"Paper Planes" is from M.I.A's 2007 album, Kala. This protest song denounces violence & the stereotypical view of immigrants. The song also was born from M.I.A.'s frustrations of trying to secure a US work Visa (according to M.I.A. the paper planes in the song refers to the Visa). As a British artist with Sri Lankan Tamil descent, she viewed herself as a victim of racial profiling. In connection with her Visa problems, back in 2006, she was placed on the Department of Homeland Security risk list because of the political content of her lyrics.

The song samples The Clash's "Straight To Hell". That sample alone could be viewed as a statement of intent. M.I.A. is the very embodiment of the rebellious punk spirit of The Clash. Even though there may be genre & cultural differences, the objective of the music really wasn't that different. The sound of the gun shot and cash register adds... (Continues)
fly like paper, get high like planes
(Continues)
2013/12/5 - 23:43
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The La La Peace Song

(1974)

"The La La Peace Song", released in 1974, proved another hit although O. C. Smith also recorded a version and sales suffered as a result. Two years later in 1976 Wilson recorded "
Mmm hmm, la la, oh, yeah
(Continues)
2013/12/5 - 23:22
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Here Comes the Judge

(1968)
Hear ye, hear ye
(Continues)
2013/12/5 - 23:16

Inno a Di Vittorio (Musica e versi veritieri di Giuseppe Angione su Giuseppe Di Vittorio undicenne)

Testo e musica di Giuseppe Angione, classe 1895, bracciante e militante comunista di Cerignola, Puglia.
Trovata sull’Archivio Sonoro di Puglia
Fu lo stesso autore a trascrivere il testo di questa canzone nel 1973. L’anno seguente fu raccolta a Cerignola dai ricercatori Giovanni Rinaldi e Alberto Vasciaveo e poi inclusa nel volume di Rinaldi e Paola Sobrero intitolato «La memoria che resta. Vita quotidiana mito e storia dei braccianti nel Tavoliere di Puglia», Foggia, 1981
La registrazione originale è presente nel disco intitolato “Il sole si è fatto rosso. Giuseppe Di Vittorio” pubblicato da I Dischi del Sole nel 1978.

Canzone dedicata al grande autodidatta, politico, sindacalista e antifascista cerignolano Giuseppe Di Vittorio (1892-1957), combattente nella guerra di Spagna, confinato a Ventotene, partigiano, segretario della CGIL (quella di una volta...), padre costituente, comunista... (Continues)
Di Peppino Di Vittorio
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/5 - 23:00
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Born Free

(2010)

Album: MAYA

Questa canzone è conosciuta soprattutto per il bel video (ma si potrebbe parlare di cortometraggio vista la durata, 9 minuti) girato da Romain Gavras (figlio di Costa Gavras). Il video ha sollevato diverse polemica per le scene violente.

Il cortometraggio mostra un commando di soldati (statunitensi) che fanno irruzione in un edificio. L'obiettivo sono due ragazzi dai capelli rossi, che vengono caricati su un furgone, dove si scopre che tutti i deportati hanno capelli rossi. Si tratta quindi di un vero e proprio genocidio contro una minoranza connotata da una caratteristica fisica. Utilizzando come oggetto della purga una comunità in realtà mai toccata da persecuzioni specifiche, il clip riesce con una certa eloquenza a mostrare l'arbitrario e l'assurdo di ogni sistema segregazionista.

Ma nel film non c'è empatia con le vittime. La telecamera è dalla parte del potere,... (Continues)
Man made power
(Continues)
2013/12/5 - 22:46

Les Pragois étaient allés à Sankt Pauli

Les Pragois étaient allés à Sankt Pauli

Canzone française – Les Pragois étaient allés à Sankt Pauli – Marco Valdo M.I. – 2013
Histoires d'Allemagne 100
An de Grass 03

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Comme celle de 1901, celle d'Else du Mont des Oliviers, cette Histoire d'Allemagne n'est pas à sa place chronologique. Et comme je l'ai déjà expliqué, si elle vient si tard, c'est qu'il y a presque trois ans maintenant, je ne savais pas trop comment l'assaisonner, comment faire une chanson avec une histoire comme celle-là. Mais avec le temps, finalement, je comprends mieux les choses ; surtout, celles qui ne sont pas explicitement dites.

Aide-moi un peu..., dit Lucien l'âne un peu éberlué.... (Continues)
Après notre sept à deux, on a dit
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2013/12/5 - 21:38
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Facciamo l'amore non la guerra

Davide e Sara
FAISONS L'AMOUR PAS LA GUERRE
(Continues)
Contributed by Daniel(e) BELLUCCI - 5 dicembre 2013 - giorni neri (sempre più neri). NIZZA 2013/12/5 - 16:57
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Oh Mary, Don't You Weep

Versione greca di Μάνος Ξυδούς (Manos Xydous, 1953-2010) dal suo ultimo disco intitolato “Όταν θα φύγω ένα βράδυ από ’δω”.
Testo trovato su Στίχοι
ΜΑΊΡΗ ΜΗ ΛΥΠΆΣΑΙ ΠΙΑ
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/5 - 15:34
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If You Miss Me At The Back Of The Bus

Il titolo originale è “If You Miss Me At The Back Of The Bus” (e non “If You Miss Me From The Back Of The Bus”).

La canzone fu composta nel 1963 durante il tentativo di “desegregare” una piscina pubblica a Cairo, Illinois, dopo che un ragazzino di colore era annegato nelle acque di un fiume, proprio per l’impossibilità di accedere all’impianto riservato ai bianchi..

Il testo “base” è stato attribuito a Belafonte mentre una versione più estesa è stata attribuita a colui che di questa canzone fu effettivamente l’autore, Charles “Carver” Neblett (e non “Neblet”)…
Non mi risulta – ma potrei sbagliarmi – che esista un album di Carver Neblett (e nemmeno attribuito ai Freedom Singers del S.N.C.C.) che s’intitoli “O Mary don't you weep”…
Credo che Carver Neblett l’abbia molto cantata questa sua canzone, ma quanto alle incisioni originarie, forse la prima è di Pete Seeger (“We Shall Overcome -... (Continues)
Bernart Bartleby 2013/12/5 - 14:51
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Belfast '71

[1971]
Parole e musica di Allan Taylor.
Nell’album intitolato “The Lady”.

Sicuramente una canzone contro la guerra, e precisamente contro il conflitto nord-irlandese…
Però non c’è traccia in essa di alcuna analisi storico-politica… La guerra civile nell’Ulster è descritta come una guerra di religione e nessun cenno viene fatto all’occupazione inglese… Comunque si tratta di una canzone pacifista, anche se piuttosto “naïf”, composta da un’autore inglese mentre i soldati di sua maestà già da un paio d’anni rastrellavano i quartieri cattolici a Derry e Belfast… Il 6 febbraio del 1971 l’IRA uccise il primo soldato inglese, il fuciliere Robert Curtis…
I have listened to the prophets and I've listened to their news
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/5 - 11:46
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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The Morning Lies Heavy

[1971]
Parole e musica di Allan Taylor.
Nell’album intitolato “The Lady”.
Testo trovato su Mudcat Café

“I wrote ‘The Morning lies Heavy’ when my brother in law was due to be drafted. This was during the Vietnam war, although, as the Vietnam war is not mentioned in the song, whichever war it is is immaterial - the point is that any young man may experience such feelings before joining his unit, in any war situation…” (Allan Taylor)
The morning lies heavy on me, father
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/5 - 11:06

Ci avete incatenato

Canzone di anonimo autore comunista, databile intorno al 1926.
Testo tratto dal “Canzoniere della protesta 3. Canzoni comuniste. Testi e musiche.”, a cura di Cesare Bermani, Franco Coggiola, Ezio Cuppone, Silvio Uggeri. Collana «I canzonieri della protesta» Edizioni del Gallo, 1973.

Come precisa Cesare Bermani nel suo libro dedicato a Gianni Bosio (“Gianni Bosio. L’intellettuale rovesciato”, Istituto Ernesto de Martino - Jaca Book, 1998), questa canzone fu adottata e modificata dalla Resistenza ma nacque parecchi anni prima, quando la repressione del regime fascista contro l’opposizione (comunista, ma anche socialista e liberale) si fece più sistematica e feroce. L’episodio che fece da innesco al giro di vite impresso da Mussolini fu l’attentato da lui subito a Bologna il 31 ottobre 1926 ad opera dell’anarchico Anteo Zamboni, 15 anni, subito linciato sul posto dagli squadristi al seguito... (Continues)
MI AVETE INCATENATO
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/5 - 10:25

Sciopero!

[1962]
Nell’EP del Gruppo Padano di Piadena intitolato “La legge del padrone”, ovvero “Sciopero!”, pubblicato nel 1964.
Testo trovato sul sito dei Canti di lotta della Sinistra italiana
[Scioperanti]
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/4 - 14:43
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Police and Thieves

L'altro ieri è morto Junior Murvin, 64 anni, l'autore di questo mitico brano... In qualche modo, è un altro pezzo dei Clash che se ne va... R.I.P., con la speranza che almeno lassù non ci siano poliziotti...
Bernart Bartleby 2013/12/4 - 13:56
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Georges Brassens: Les oiseaux de passage

Alessandro Valli canta durante un suo spettacolo Uccelli di passo, la versione italiana di Riccardo Venturi

2013/12/4 - 13:40

Dumb All Over

Antiwar Songs Blog
Non puoi guidare un paese con un libro di religione non con un mucchio o un grumo o un pizzico di stupide regole di antica data progettate per farvi sentire tutti benissimo mentre piegate, affusolate e mutilate quei miscredenti da uno stato vicino ALLE ARMI! ALLE ARMI! Urrà! E’ grande! Due gambe non sono male […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-04 11:46:00

Siam tutti bagnati

Anonymous
Interpretata dal gruppo del Nuovo Canzoniere Milanese nello spettacolo del 1971 intitolato “Il bosco degli alberi. Storia d'Italia dall'Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari”, scritto da Franco Coggiola (1939-1996), astigiano, etnomusicologo e archivista, e Gianni Bosio (1923-1971), mantovano, storico e socialista.
Bernart Bartleby 2013/12/3 - 17:04

Spunta l'alba al quindici giugno

Anonymous
Vorrei far notare che questa “Spunta l'alba al quindici giugno”, Montenero e Monte Nero 'n dove sei sono in realtà versioni dello stesso canto.
Ne ho trovata pure un’altra, in tutto simile alla versione “primitiva” ma con due significative strofe aggiuntive:

Ma se quest'anno non vien la pace
ma tutto il mondo l'è rovinato
e si potrà chiamar beato
chi la vita potrà salvar

Ma la pensione l'è del governo
l'è una lira e cinquantotto
bisogna fare il galeotto
per potersi a disfamar.


Si tratta di quella offerta da Ezio Cuppone con il Nuovo Canzoniere Milanese nello spettacolo del 1971 intitolato “Il bosco degli alberi. Storia d'Italia dall'Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari”, scritto da Franco Coggiola (1939-1996), astigiano, etnomusicologo e archivista, e Gianni Bosio (1923-1971), mantovano, storico e socialista.
Bernart Bartleby 2013/12/3 - 14:39

Compagni su sorgiamo

Anonymous
Canto del 1° Maggio di tradizione anarco-sindacalista, con inserti in dialetto foggiano sanseverese.
Raccolto dai ricercatori Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero nel 1978 a San Severo dalla voce di Mollica Soccorsa Foschini, classe 1899, bracciante e militante comunista.
Testo trovato sul sito dell’Archivio Sonoro di Puglia.
Compagni su sorgiamo
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/3 - 13:45

Se spera che presto finissa la guera

Anonymous
[1915-18?]
Testo in veneto, risalente con tutta probabilità alla Grande Guerra, trovato sulla pagina dedicata ai canti e inni degli alpini e di montagna de Il Disco Logoro, sito sulla fonografia nazionale italiana.
Armonizzazioni dei maestri Dino Stella e Manolo Da Rold.
Ho trovato la canzone nel repertorio del Coro Femminile Harmònia di Marghera, Venezia.
Se spera che presto
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/3 - 09:53
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Ero povero ma disertore

Anonymous
Segnalo questa pagina dal forum di Cime e Trincee dove ci sono molti riferimenti bibliografici su “Ero povero ma disertore” (titolo che in origine era più probabilmente “Sono un povero disertore”) e molte versioni del canto.
Credo che quanto riportato sia almeno in gran parte tratto dal libro “Canti della grande guerra – Vol. 2”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Garzanti Editore, 1981.
Bernart Bartleby 2013/12/3 - 09:26
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Daniel

(1973)

Album: "Don't Shoot Me I'm Only the Piano Player"

Bernie Taupin wrote "Daniel" while inspired by the events of the
Vietnam War. The lyrics (including a verse in the original draft that was cut from the final version) describe a fictional veteran who was blinded as a result of the war ("your eyes have died"/"but you see more than I") and travels to Spain to escape those around him back home ("do you still feel the pain"/"of the scars that won't heal?"), including his brother, from whose point of view the story is told.

"'Daniel' had been the most misinterpreted song that we'd ever written," explained Taupin, in the Two Rooms tribute project. "The story was about a guy that went back to a small town in Texas, returning from the Vietnam War. They'd lauded him when he came home and treated him like a hero. But, he just wanted to go home, go back to the farm, and try to get back to... (Continues)
Daniel is traveling tonight on a plane
(Continues)
Contributed by Jon Doe 2013/12/3 - 04:27
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U pane ch'i tessere

Anonymous
[1917]
Nel 1978 il ricercatore Giuseppe Di Benedetto raccolse a Lucera queste strofe che si riferiscono alla rivolta popolare del 23 aprile 1917.
Testo e introduzione trovati sul sito dell’Archivio Sonoro della Puglia

Una canzone che conferma quanto combattive fossero le donne pugliesi, quelle del foggiano in particolare, che molti anni dopo i fatti qui descritti furono protagoniste, nel 1950, di un’analoga rivolta raccontata in Il 23 di marzo che giorno di coraggio.

A Lucera il 23 aprile 1917 una sommossa di popolane portò alla caduta del governo cittadino. Le donne, a centinaia, invasero palazzo Mozzagrugno per protestare conto l’introduzione di una tessera che restringeva a poche centinaia di grammi la razione di pane e di farina. Contro questa imposizione, dettata dalle ristrettezze determinate dalla Prima guerra mondiale, le donne allestirono il moto di protesta spontanea. Un centinaio... (Continues)
U pane ch'i tessere
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/2 - 22:54
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Oh moj sin

Sarebbe "Och mój synu" in polacco...
krzyś 2013/12/2 - 21:39
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Nenie

1995
Fra il dì e il fà
Duar ben ben gno ninin
(Continues)
Contributed by DoNQuijote82 2013/12/2 - 14:43
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Schiavo secolar, paria del servaggio (Sorgiamo)

Anonymous
[Inizio 900]
Canto della tradizione anarchica raccolto nei primi anni 60 nel vercellese, così come riferito nel volume intitolato “Senti le rane che cantano: canzoni e vissuti popolari della risaia”, di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto. Ma lo troviamo anche in Puglia, registrato nel 1978 a San Severo dalla voce di Mollica Soccorsa Foschini (classe 1899), bracciante e militante comunista.

Il testo di questo canto appare in molti canzonieri di inizio del XX secolo e viene pubblicato per la prima volta nel 1903 ne “Il canzoniere dei ribelli”, tipografia della "Cronaca Sovversiva", Barre, Vermont (USA).
Schiavo secolar, paria del servaggio,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/12/2 - 12:01
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Noi vogliamo l'eguaglianza

Anonymous
[Anni 60 e 70]
Strofe raccolte nel vercellese da Cesare Bermani e Franco Coggiola che poi le montarono nel 1979.
Nel repertorio di cori della mondine, come quello di Trino e della Cooperativa dei Cappuccini di Vercelli.
Nei dischi “Sentite buona gente" delle mondine di Trino Vercellese e “Folk Festival 1”, registrazione del 1° Folk Festival di Torino (settembre 1965), organizzato da Franco Coggiola e Michele Straniero, poi pubblicata da I Dischi del Sole nel 1966.
Testo trovato sul sito dell’Union des Amis Chanteurs
Noi vogliamo l'eguaglianza
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/12/2 - 09:31
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Tutti ci hanno quarche cosa

[1973]
Testo e musica di Carlo Siliotto, Alessandro Portelli e Giovanna Salviucci Marini.
Cantano Piero Brega e Francesco Giannattasio.
Nell’album intitolato “Quando nascesti tune” del 1973
Tutti ci hanno quarche cosa
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/12/2 - 08:21
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Dorosłość jak początek umierania

[1995]
Testo: Katarzyna Nosowska
Musica: Piotr Banach
Dall'album "?"
Testo dal sito ufficiale
Obciąża moją krew
(Continues)
Contributed by Krzysiek Wrona 2013/12/2 - 00:44
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Finlandia

[2005]
Testo di Marcin Świetlicki
Musica di Świetliki
Dall-album "Las putas melancólicas"
La canzone nel video viene cantata dall'attore Bogusław Linda
Il testo da http://www.tekstowo.pl/
Nigdy nie będzie takiego lata
(Continues)
Contributed by Krzysztof Wrona 2013/12/2 - 00:19
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É

Poco, ma sicuro che, in ogni alfabeto la "é" procede l'"o", però...

krzyś 2013/12/2 - 00:05




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