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Before 2008-3-27

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Four Women

Four Women
QUATTRO DONNE
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/27 - 16:28
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United Minds

United Minds
Dal secondo album del gruppo, "Zingalamaduni" (1994)
United minds of America
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/27 - 13:50
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Paz y Libertad

Paz y Libertad
Da "Rainbow Sign" (1992)
Paz, queremos paz
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/27 - 13:38
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Siete pioggia che bacia le rose

Siete pioggia che bacia le rose
I casi drammatici della Thyssen Group di Torino , di Molfetta e altri ancora non sono che l'apice di una strage
di persone di lavoratori che perdono la loro vita o rimangono invalidati per un lavoro che uccide.

Un milione di infortuni,mille e più morti ogni anno,centinaia e centinaia di persone che contraggono una malattia professionale , questo "bollettino di guerra"rappresenta i numeri di una strage dietro i quali ci sono storie ,affetti e dolori.

Ho scritto queste parole, questa canzone , alla memoria ed al ricordo di tutte queste persone, vittime di infortuni mortale e non sul lavoro.

Il mancato rispetto oltraggioso della vita umana e delle leggi sulla sicurezza impongono a tutti una riflessione su
un mondo del lavoro sempre più frammentato e precario che deve essere cambiato,al fine di costruire percorsi di legalità ed una cultura della sicurezza e della prevenzione.

Una piccola... (Continues)
Era cielo era strada
(Continues)
Contributed by Franchi Renato 2008/3/27 - 07:16
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Battle Hymns

Battle Hymns
INNI DI BATTAGLIA
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/27 - 05:54
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Fields of Agony

Fields of Agony
CAMPI DI AGONIA
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/27 - 05:39
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Something in the rain

Something in the rain
Da "Culture Swing" (1992)

Una canzone sugli effetti devastanti sulla salute umana dei pesticidi usati in agricoltura dalle multinazionali, sia negli USA che, soprattutto, nel loro "cortile di casa", l'America Latina.
Mom and dad have worked the fields, I don't know how many years
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 15:32
Song Itineraries: War on Earth
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My Hometown

My Hometown
Words and music by Bruce Springsteen
È la canzone che chiude "Born in the U.S.A." (1984)
La città è Freehold Borough, New Jersey dove Springsteen è cresciuto.


...Usiamo "canzoni" al plurale perché, quando si passa a parlare di "Born in the U.S.A."-disco, è giusto ricordare che si tratta di una raccolta di pezzi semplicemente mirabolante (non a caso quasi tutti divennero singoli di successo). E furono le altre canzoni a salvare "Born in the U.S.A."-canzone, a illuminarne di riflesso il significato. Furono la paura di "Cover Me", i ricordi adolescenziali di "Glory Days", il manifesto generazionale di "No Surrender", persino la sana ambiguità di "Bobby Jean" (il cui testo può essere riferito sia a una donna che a un amico, con spostamenti di senso e latenze omoerotiche estremamente stimolanti: la risposta migliore a chi accusa Bruce di essere "machista"). Fu, soprattutto, il brano-gemello... (Continues)
I was eight years old and running with a dime in my hand
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 15:14
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Bread and Roses

Bread and Roses
Lyrics by James Oppenheim
Music by Martha Coleman or Caroline Kohlsaat (1910s)

Interpretata da Judy Collins in "Bread and Roses" (1976)
e da Joan Baez con la sorella Mimi Farina

Una canzone sullo sciopero delle operaie tessili a Lawrence, Massachusetts, nel 1912.

New Year's Day, 1912, ushered in one of the most historic struggles in the history of the American working-class. On that cold January 1st, the textile workers of Lawrence, Massachusetts, began a nine-week strike which shook the very foundation of the Bay State and had national repercussions.

In its last session, the Massachusetts State Legislature, after tremendous pressure from the workers, had finally passed a law limiting the working hours of children under the age of 18 to 54 hours a week. Needless to say, the huge textile corporations had viciously opposed the law.

As an act of retaliation, the employers cut the working... (Continues)
As we come marching, marching in the beauty of the day,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 14:22
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Are My Hands Clean?

Are My Hands Clean?
Lyrics and music by Bernice Johnson Reagon, 1985
Performed by Sweet Honey in the Rock, "Live at Carnegie Hall" (1988)

Una canzone che prova a spiegare quanto costa, in termini umani, quello che ci mettiamo addosso ogni giorno, qui nel "Primo Mondo".
I wear garments touched by hands from all over the world
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 14:10
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Johannesburg

Johannesburg
Da "The Best of Gil Scott-Heron" (1991)

Una canzone sulla lotta contro l'apartheid in Sudafrica.
What's the word?
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 13:45
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Beds are Burning

Beds are Burning
Da "Diesel and Dust" (1988)

Una canzone sugli aborigeni australiani rapinati della loro terra.
Out where the river broke
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 13:40

The house is burning down

The house is burning down
Words and music by Nancy Schimmel (2003)
I had a dream the other night
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 13:28
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1492

Words and music by Nancy Schimmel
da "Rainbow Sign", 1992
In fourteen hundred ninety-two
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 13:21
Song Itineraries: Native American Genocide
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Famine

Famine
Album: Universal Mother - 1994

Con l'espressione "The Great Famine" o "The Great Hunger" (in gaelico "An Gorta Mór" o "An Drochshaol", letteralmente "The Bad life") si intende la grande carestia che colpì l'Irlanda tra il 1845 e il 1852. Se la carestia fu causata da un parassita infestante che distrusse i raccolti di patata, i suoi effetti furono moltiplicati dalla soggezione politica e commerciale dell'Irlanda alla Corona inglese, tant'è che qualche storico (p.e. Francis A. Boyle) si spinge a dire che in quel periodo l'Inghilterra realizzò di fatto un genocidio per fame della popolazione irlandese.
en.wikipedia

Fatto sta che fu proprio "La Grande Fame" a dare un forte impulso alla ribellione irlandese contro la dominazione britannica (le organizzazioni repubblicane come i Young Irelanders e l'Irish Republican Brotherhood nacquero proprio durante o subito dopo la carestia)

Durante la... (Continues)
OK, I want to talk about Ireland
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/26 - 10:05
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A chi chiama rispondiamo NO

A chi chiama rispondiamo NO
Testo ripreso da il Deposito

Autori:Michele Luciano Straniero
Fausto Amodei

Musica: We Shall Not Be Moved

Cantata da Fausto Amodei e Michele Straniero agli inizi degli anni Sessanta, la versione francese è di Pardo Fornaciari, che la cantava a Parigi nelle estati del 1965 e 66
A chi chiama
(Continues)
Contributed by adriana 2008/3/25 - 18:27
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The Ballad Of Sacco And Vanzetti, Part One

The Ballad Of Sacco And Vanzetti, Part One
Buona sera, avrei piacere di comunicare lo spettacolo Sacco e Vanzetti in programma al Fabbricone di Prato dal 26 al 30 marzo 2008.

La storia di Nick e Bart, ovverro Sacco e Vanzetti, dovrebbe far parte di ognuno di noi. I due anarchici italiani furono condannati a morte nonostante le prove che li scagionavano. Una storia di ordinaria ingiustizia, che divenne qualcosa di più grande e simbolico. Come lo stesso Bartolomeo Vanzetti comprese, quando rivolgendosi alla giuria che lo condannò alla pena di morte, disse: "Mai vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini". Il destino dei due italiani, capri espiatori di un'ondata repressiva lanciata dal presidente W. Wilson contro la sovversione, non solo smosse la coscienza degli uomini dell'epoca, ma come un fantasma continuò ad agitare l'America per... (Continues)
gianna 2008/3/25 - 17:39
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Al Dievel (La marcia del Diavolo)

Al Dievel (La marcia del Diavolo)
vi segnalo questi link: il Comandante Diavolo che parla al raduno dei fans dei Modena City Ramblers nel 2005
matteo88 2008/3/25 - 14:34
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Carcere

Carcere
Da "Ghostwriters" (2008)
Stongo acussì
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/25 - 08:36
Song Itineraries: From World Jails
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Kanzone su un detenuto politico

Kanzone su un detenuto politico
Da "K Album" (2001)
Conto l’anne ‘adinto e nun conto ll’anne ‘afore,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/25 - 08:34
Song Itineraries: From World Jails
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Wait For The Sun

Wait For The Sun
grazie per la traduzione......peccato ke sto cercando le traduzioni di tutte le canzoni dei mitici VANILLA SKY ma dv le posso trovare..help me please!!!!!!thanks
martina 2008/3/23 - 18:36
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Canto dei sanfedisti

Anonymous
Canto dei sanfedisti
Molto semplice.
Scusa se sono secoli che non passo da qui.
Ma intendo dire che la discussione "se il canto dei sanfedisti" sia di destra o di sinistra mi appare proprio un voler "devoluire", come direbbe un mio amico, il canto dal suo contesto sociale.
I sanfedisti non erano di "destra"...cosa vuol dire affermare che il loro canto è "destrosso"?
Ridicolo.

Si tratta di voler forzare una serie di concetti che invece vanno, come Riccardo sa e fa, esclusivamente contestualizzati.

La vicenda dei Sanfedisti ha deit ratti in comune con il regno di Masaniello, ed i npaoletani lo sanno bene.
Perchè questi tratti nel "popolo basso" di oggi, si trovano ancora.

Si preferisce un sistema che garantisce dei servizi, a discapito di "idee" che si sentono "non porprie in appartenenza".

Si preferisce, ahinoi, il sistema (ad esempio) camorristico che garantisce servizi, protezione, lavoro (sapete che... (Continues)
Francesco Chiantese 2008/3/23 - 12:26
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La guerre de '14-'18

La guerre de '14-'18
LA GUERRA DEL '15-'18
(Continues)
Contributed by Mincio Attila Eugenio 2008/3/22 - 19:46
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Cruel War

Cruel War
Ho scoperto che nel 1964 Harry Belafonte ha inciso questa canzone, con il testo parecchio differente (ero tentato quasi di inviarvela come se fosse un'altra canzone!).

Si tratta in realtà del testo originale della canzone tradizionale risalente alla guerra civile americana, The Cruel War Is Raging. [CCG/AWS Staff]
THE CRUEL WAR IS RAGING
(Continues)
Contributed by Renato Stecca 2008/3/22 - 19:11
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Un giorno qualunque

Un giorno qualunque
2012
Nebbia bassa
feat. Cisco
Ti voglio raccontare
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/22 - 16:28
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Novecento

Novecento
2007
Novecento
E mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta,
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2008/3/22 - 10:27
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O cancellier che tieni la penna in mano

O cancellier che tieni la penna in mano
dallo spettacolo "Ci ragiono e canto" (1966)

cirag




Rielaborazione di Dario Fo su un testo politico polesano del secondo dopo­guerra. Il canto ha delle varianti di carcere. Caratteristico questo canto di banditi raccolto a San Pietro Capofiume (Bologna) da S. Ferrati (Canti po­polari di San Pietro Capofiume in «Archivio delle tradizioni popolari», '89 e '91)

O cancellier che con la penna scrivi,
o scrivi pure una condanna giusta;
ho doi pistòl ch'io tengo carghc a bala
e una curtèla grida: — Scana, scana!
O cancellier che tieni la penna
(Continues)
2008/3/21 - 19:21
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Ero povero ma disertore

Anonymous
Ero povero ma disertore
parte dello spettacolo "Ci ragiono e canto" di Dario Fo
SONO POVERO MA DISERTORE
(Continues)
2008/3/21 - 19:11
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Gentle Willie

Gentle Willie
WILLIE IL GENTILE
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/21 - 15:26
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Sing Us One Of Your Songs, May

Sing Us One Of Your Songs, May
CANTACI UNA DELLE TUE CANZONI
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/21 - 15:20
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Pictures of Adolf Again

Pictures of Adolf Again
DI NUOVO IMMAGINI DI ADOLF
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2008/3/21 - 15:17
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Di ritorno dal campo di Dakhla

Di ritorno dal campo di Dakhla


Questo brano nasce da un viaggio fatto da Marco con la sua famiglia nel campo di Dakhla (nella provincia di Tindouf, in Algeria, non va confuso con la vera città del Sahara Occidentale che è sotto occupazione marocchina), uno dei quattro campi profughi nel quale si è rifugiata la popolazione Sahrāwī.
L'impatto di quella visita fu molto forte e Francesco, il padre di Marco, sulla via del ritorno da Dakhla, scrisse una poesia, che poi è diventata il testo di questa canzone.

La Storia del Sahara Occidentale (ex-colonia spagnola che fu invasa dal Marocco nel 1975, al momento del ritiro della Spagna) è una storia angosciosa di sopraffazione e indifferenza per le legittime aspettative di un popolo e per le reiterate risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano questa occupazione.

Chiesi alla donna della tenda:
(Continues)
Contributed by adriana 2008/3/21 - 07:55
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Manichini nudi

Manichini nudi


La canzone -che si intitola "manichini nudi", un modo in cui venivano chiamati i deportati sottoposti ai maltrattamenti nei lager- compie una lunga 'carrellata' fra i molti esempi di genocidi e persecuzioni che hanno costellato la storia, con molti riferimenti a volte espliciti a volte metaforici a ciascuno di essi. In rete si trovano anche dei riferimenti ad un libro con questo titolo: Bernadac, Christian- Manichini Nudi, Ginevra, 1976.
La frase ricorrente "cuore di cane" è un espressione che fu usata da un reduce durante il processo di Norimberga per indicare che non avrebbero mai pensato di 'contendere' il pane ad altre persone, anche familiari... ma la fame e l'abbruttimento del lager poterono anche questo.
Quando si parla di "ventre di rana" si adotta un'espressione che usa Primo Levi in "Se questo è un uomo" per descrivere quell'aspetto malaticcio e 'viscido' che avevano i deportati,... (Continues)
Cuore di cane
(Continues)
Contributed by adriana 2008/3/21 - 07:38
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Padroni di sorte

Padroni di sorte


Il brano “Padroni di sorte” racconta una tragedia familiare realmente accaduta nelle campagne pisane durante l’occupazione tedesca. Delle SS presero "in ostaggio" una famiglia (scambiandola per una che, pochi giorni prima, gli aveva rifiutato ospitalità) e dopo aver sparato al padre costrinsero il giovane figlio a seppellirlo, nonostante il padre non fosse ancora morto.
Questa vicenda -molto nota nel pontederese- è sempre stata raccontata nella famiglia di Bettina, che ha scoperto anche di conoscere la nipote di quel capofamiglia dalla sorte così triste.
La vicenda l'ha colpita a tal punto da farle nascere spontanea l'urgenza di raccontarla con una canzone.
L'abbiamo immaginata un po' come una vicenda di draghi e cavalieri neri, dal sapore quasi medievale.

…avevano pelle chiara,
(Continues)
Contributed by adriana 2008/3/21 - 07:25
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Polish Requiem

Polish Requiem
Un'opera commissionata a Penderecky da Solidarność nel 1980 per celebrare i 10 anni dalla strage di Danzica, quando decine di operai portuali, in sciopero contro il regime del presidente Gomulka, furono uccisi negli scontri con l'esercito.

The Polish Requiem is a musical work written by Krzysztof Penderecki between 1980 and 1984, and revised in 1993. During 1980, Penderecki was commissioned by Solidarity to compose a piece to accompany the unveiling of a statue at the Gdańsk shipyards to commemorate those killed at anti-government riots there in 1970. Penderecki responded with the Lacrimosa, which he later expanded into this requiem, writing other parts in honour of different patriotic events. It has become one of the best known works of his later period.
A first version of the requiem was performed on 28 September 1984 by the Stuttgart Radio Symphony Orchestra under the direction of Mstislav... (Continues)
The text is in Latin, plus a traditional Polish hymn, Święty Boże.
(Continues)
Contributed by Alessandro 2008/3/20 - 15:06




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