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Song Itinerary Chile 1970-1973. The Unidad Popular, Allende, the 11 September Golpe

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El equipaje del destierro

A inizio pagina si descrive "Andadas" degli Inti-Illimani, sottolineando esserci contenuti due brani esplicitamente legati all'Italia: Cinque terre e Canna austina. Deduco quindi pochi sappiano che ce n'è un terzo con un legame particolare al nostro Paese. Si tratta del brano iniziale del disco, lo strumentale "Angelo".

La vicenda fu questa: Branduardi cercò gli Inti Illimani nell'ultimo periodo in cui vivevano ancora qui, proponendo una collaborazione per una composizione che aveva un'ossessiva misura di 7/4, cifra ritmica poco comune in una canzone. Loro la trovarono molto interessante e iniziarono a lavorarci con entusiasmo inventando alcune melodie contrappuntistiche che proposero all'autore. Branduardi si rese però perfettamente conto che il brano recava il marchio indelebile del gruppo cileno e non qualche semplice tocco di colore e che la situazione gli stava sfuggendo di mano. A... (Continues)
Flavio Poltronieri 2019/8/25 - 18:55
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Al compagno presidente Salvador Allende

FOR THE COMRADE PRESIDENT SALVADOR ALLENDE
(Continues)
Contributed by ZugNachPankow 2019/7/30 - 23:51
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El pueblo unido jamás será vencido

LUD ZJEDNOCZONY NIE BĘDZIE ZWYCIĘŻONY
(Continues)
Contributed by Paweł Dembowski 2019/2/10 - 06:31
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Water Cannon

In 2007 the government of New South Wales bought a water cannon. That it had never been used by 2019 shows that the purchase was unnecessary. The money could have bought two fully equipped emergency ambulances. The water cannon is a toy of the police state. The tune is Rosin the Bow.
It’s away with your batons and tasers
(Continues)
Contributed by Tony Smith 2019/1/3 - 04:42
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Todo cambia

Testo fornitoci dallo stesso J.L.Sappè
Cambia nel superficiale, cambia cambia nel profondo,
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/12/17 - 11:29
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Zamba para no morir

[1966]
Scritta da Alfredo Rosales, Hamlet Lima Quintana e Norberto Ambrós.
Una canzone divenuta popolarissima nella versione de La Negra Sosa, ad iniziare dal suo disco "Yo no canto por cantar" del 1966, un titolo che, non a caso, è anche l'incipit di Manifiesto, la celeberrima canzone di Víctor Jara che dà il titolo al suo album incompiuto – che doveva intitolarsi "Tiempos que cambian" – realizzato a Londra l'anno seguente al suo assassinio, grazie ad un giornalista svedese, Jan Sandquist, che si era prestato a salvare i nastri che sarebbero stati certamente distrutti dai militari di Pinochet.

Questa splendida canzone – finora incredibilmente assente, seppur più volte citata, sulle CCG/AWS – varrebbe forse di per se stessa l'inserimento, ma a maggior ragione perchè nel canto dei prigionieri politici cileni assunse una valenza particolare: "era il tempo dei fiori e dei frutti, ma l'ascia... (Continues)
Romperá la tarde mi voz
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/11/17 - 22:07
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Lamento a la muerte del perro Augusto

[1975]
Documento (1986)

Scritta da Sergio Vesely, classe 1958, musicista, militante di sinistra nel Cile della dittatura. Fu arrestato e detenuto nel campo di concentramento chiamato Melinka che si trova a Puchuncaví, nella regione di Valparaíso, e poi nel 1976 fu espulso dal paese e costretto all'esilio in Germania occidentale, dove vive ancora.
Nel suo album "Documento" pubblicato nel 1986.
Testo trovato su Cantos Cautivos

Una canzone che racconta di un cane randagio che nel campo di Melinka era diventato la mascotte dei detenuti politici. Lo avevano chiamato Augusto. Augusto el Perro, Augusto il Cane, in spregio a Pinochet. Quando nel 1975 i detenuti vennero trasferiti in una struttura carceraria a Puchuncaví, il cane Augusto, abituato a scorrazzare liberamente e ostile alle guardie che lo avevano sempre maltrattato, si rifiutò di essere trasferito, di essere chiuso in una cella... fu subito abbattuto da un ufficiale.
Un hambriento perro vagabundo
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/11/17 - 18:51
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Il filo

2016
Sguardi
Sento un filo che mi lega
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/10/30 - 17:04
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Due magliette rosse

Chanson italienne – Due magliette rosse – Modena City Ramblers – 2013

« Rien de nouveau sur le front occidental », dont est tirée la chanson, est un double album des Modena City Ramblers, le treizième de leur carrière. Voici les dix-huit les chansons contenues dans l’album, écrites, arrangées et produites des Modena City Ramblers :

Face A: Niente di nuovo: Niente di nuovo sul fronte occidentale – Occupy World Street – È primavera – C’era Una Volta – La Guèra D’L Baròt – Pasta nera – Fiori d’Arancio e Baci di Caffè – La luna di Ferrara- Beppe e Tore
Face B: Sul fronte occidentale: Il Violino di Luigi – Due magliette rosse – Tarantella Tarantò – La Strage delle fonderie – Afro – Kingstown Regatta – Il giorno che il cielo cadde su Bologna – Nostra Signora dei Depistati – Briciole e spine

Le 17 décembre 1976. Quatre garçons, alors, en polo, short courts et en chaussures de tennis, permirent... (Continues)
DEUX POLOS ROUGES
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2018/10/16 - 20:36
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Elegi för Salvador Allende

On the back of the album cover, there is a photo, and Björn Afzelius wrote the following notes:

"Salvador Allende 1909-1973
Vald till president i Chile 1970 efter allmänna demokratiska val. Vid en militärkupp den 11 september 1973 angreps presidentpalatset och Allende uppmanades att avgå. han vägrade och mötte i stället militären beväpnad för att in i det sista försvara demokratin. Kort efter bilden togs stormades presidentpalatset. Salvador Allende var död."

"Salvador Allende 1909-1973
Voted to President in Chile in 1970 after a completely democratic election. In a military coup on the 11th of September, the presidential palace was taken and Allende was forced to leave. He refused and met instead the armed military to save democracy. Shortly after the photo was taken, the presidential palace was stormed. Salvador Allende was dead."
ELEGY FOR SALVADOR ALLENDE
(Continues)
Contributed by Ceil Herman 2018/10/11 - 00:14
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Comme un guitariste chilien

(2013)
Hommage à Victor Jara par Zebda

Rielaborazione della musica de La Partida - Victor Jara (interpretata anche dagli Inti-Illimani)
Testo della seconda parte: Poussières de Juillet - poesia di Kateb Yacine, poeta algerino

La prima parte in spagnolo è trascritta all'ascolto con qualche dubbio
Mi tierra
(Continues)
2018/9/16 - 16:46
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Yo pisaré las calles nuevamente

La dichiarazione choc del presidente cileno Sebastián Piñera, nell'anniversario del colpo di Stato pilotato dagli Usa:

«Con Allende la democrazia era malata». Lo schiaffo presidenziale al Cile a 45 anni dal golpe di Pinochet
2018/9/12 - 18:20
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Amedoricca – 8​:​32pm, September 11, 1988

2014
Scott free... Red handed

Una favola... o forse meglio un'allegoria...
“I wanna hear a bedtime story” 
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/9/11 - 09:34
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Due magliette rosse

Fiori per i Desaparecidos
di Mario Salvini , La Gazzetta dello Sport.

Domani è l’11 settembre, anniversario di due tragedie.
Da una delle due, il colpo di Stato in Cile, nel 1973, sono passati 45 anni.

L’altro ieri, sabato, all’Estadio National di Santiago si giocava la partita di andata dei quarti di finale della Coppa del Cile: Universidad de Chile contro Palestino.

L’Estadio National, all’indomani del golpe militare di Pinochet e dell’uccisione di Salvador Allende, divenne un centro di detenzione. Un campo di concentramento e torture. Almeno 20.000 persone furono imprigionate lì, 41 detenuti furono uccisi.

Nello Stadio oggi hanno lasciato una settore di vecchie panche in legno, senza cartelloni pubblicitari. Panche che restano vuote, riservate a quelli che sono spariti. Ai Desaparecidos. Sopra i posti liberi una scritta: “Un popolo senza memoria è un Paese senza futuro”.

Molti... (Continues)
2018/9/10 - 23:20
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Dime soldado chileno

La versione tedesca di Bettina Wegner, dal suo album del 1979 intitolato "Sind so kleine Hände"
HÖR ZU, SOLDAT
(Continues)
Contributed by B.B. 2018/7/24 - 14:44
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Estadio Chile


Cile, omicidio di Victor Jara: condannati i militari di Pinochet
Il cantautore fu ucciso subito dopo il golpe contro Allende e diventò un simbolo della democrazia
La Stampa Online, 4 luglio 2018


Sono serviti 45 anni, ma ora Victor Jara ha avuto giustizia. Il cantautore cileno fu ucciso pochi giorni dopo il golpe di Augusto Pinochet. Gli assassini sono militari oggi in pensione: otto dei quali condannati a 15 anni di carcere per omicidio, più tre anni per il reato di sequestro, e uno chiamato a scontare cinque anni per complicità.

L’11 settembre 1973, il giorno del colpo di Stato, nelle ore in cui cadeva Allende, Jara aveva 40 anni. Fu trasferito nello stadio di Santiago, e lì gli furono spezzate le dita con cui aveva composto tra le più belle canzoni della folk music e che avrebbero ispirato, anni più tardi, cantautori e rocker come Bob Dylan, Bruce Springsteen e gli U2. Insieme con... (Continues)
CCG/AWS Staff 2018/7/7 - 20:32




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