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Author Nina Simone

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My Sweet Lord / Today Is a Killer

(1972)
Medley di My Sweet Lord, la preghiera cosmica di George Harrison con la poesia "Today is a Killer" di David Nelson del fondamentale gruppo The Last Poets messa in musica da Nina Simone.
dall'album dal vivo Emergency Ward! registrato dal vivo alla base militare di Fort Dix
Sul lato B l'altrettanto stupefacente versione di Isn't it A Pity sempre di George Harrison.

Nella sua versione (di 18 minuti!) della canzone di George Harrison (il grande successo dal primo album solista dell'ex Beatle) registrata dal vivo con un coro gospel davanti a un pubblico formato in gran parte da soldati neri, la preghiera spirituale della canzone originale si trasforma in una potentissima canzone di protesta contro la guerra del Vietnam. Alla fine della canzone Nina Simone accusa direttamente Dio di essere un assassino per permettere guerre e stragi insensate.
We want want Nina
(Continues)
2021/1/2 - 23:02
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Angel of Harlem

[1987]
Scritta da Bono
Musica degli U2
Registrata nel mitico Sun Studio di Memphis, Tennessee, sotto la direzione di Jack Henderson Clement (1931-2013), cantante e produttore musicale.
Scritta all'epoca di "The Joshua Tree", fu poi inclusa nell'album successivo, "Rattle and Hum"

Una canzone magnifica, dedicata a "The Lady Day", Billie Holiday, l'indimenticabile interprete di Strange Fruit, scritta nel 1939 da Abel Meeropol (1903-1986), sotto lo pseudonimo di Lewis Allan.
Da ricordare che l'autore era di famiglia ebrea originaria dell'Impero Russo, e che fu militante comunista, e che con la moglie Anne adottò Michael e Robert Rosenberg, i figli di Julius ed Ethel, quando la coppia fu mandata alla sedia elettrica nel 1953...

Per il resto, riprendo integralmente l'introduzione da Dentro il cuore della canzone: “Angel of Harlem”, di Germano Vescovo:

C’è una foto sul comodino dell’ingresso.... (Continues)
It was a cold a cold and wet December day
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2020/4/28 - 15:26
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Black Is the Color (of My True Love's Hair)

[XIX° secolo]
Una canzone di origine scozzese che poi fu assorbita nella tradizione americana, tanto che John Jacob Niles (1892-1980), compositore, straordinario cantante e musicista e ricercatore folklorico del Kentucky la rivendicava quasi come sua, comunque della tradizione dei monti Appalachi.
In effetti il brano compare nelle ricerche che l'inglese Cecil Sharp (1859-1924), il padre del folk revival in Gran Bretagna dei primissimi decenni del 900, condusse in North Carolina, ma in seguito fu Alan Lomax a riportare correttamente il brano in Scozia, sulle rive del Clyde, peraltro espressamente citato nella versione di certo più vicina all'originale.

Propongo la canzone perchè intanto è possibile che racconti di un amato partito per la guerra o costretto all'emigrazione. In secondo luogo, nella splendida versione di Nina Simone (a cominciare da "Nina Simone at Town Hall" del 1959), questo... (Continues)
But Black is the colour of my true love's hair.
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2017/12/31 - 23:17
Song Itineraries: Anti War Love Songs
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Go Limp

[1962]
Parole di Alex Comfort (1920-2000), scienziato britannico, pacifista e antinuclearista. Celebre pure per il suo manuale illustrato di sessuologia intitolato “The Joy of Sex” del 1972.
Sulla melodia della popolare inglese “Sweet Betsy”.

Canzone scritta per il movimento per il disarmo nucleare, la cosiddetta Campaign for Nuclear Disarmament (CND)
Testo originariamente pubblicato in B'side # 5, 1962 ed interpretazione inclusa in Broadside Ballads Vol. 1. Il brano fu poi selezionato per la maxi raccolta “The Best of Broadside 1962-1988: Anthems of the American Underground from the Pages of Broadside Magazine” pubblicata dalla Smithsonian Folkways Recordings nel 2000.

Nel 1964 “Go Limp” fu ripresa pari pari da Nina Simone, che semplicemente la adattò alla causa del movimento per i diritti civili sostituendo a “CND” l’acronimo della National Association for the Advancement of Colored... (Continues)
Oh Daughter, dear Daughter,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/2/26 - 10:55
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Mr. Bojangles

[1968]
Parole e musica di Jerry Jeff Walker (pseudonimo di Ronald Clyde Crosby, 1942-), cantautore country nativo di New York ma texano d’adozione.
Canzone che dà il titolo al suo album del 1968, in seguito resa da una miriade di artisti, a partire dalla Nitty Gritty Dirt Band, passando da Bob Dylan e Nina Simone per arrivare fino a Robbie Williams.

Arrestato per ubriachezza, Walker si trovò in una cella sovraffollata piena di disgraziati e homeless. Quasi tutti privi di documenti, ognuno aveva un suo nomignolo per rendere più difficile l’identificazione. Uno di loro era un vecchio ubriacone che era stato un ballerino... Si faceva chiamare Mr. Bojangles, era sempre triste per via di un cane, il suo unico amico, morto molti anni prima e ancora non dimenticato... La sua malinconia spariva momentaneamente solo quando si metteva a ballare...

Una delle versioni che mi piace di più è quella... (Continues)
I knew a man Bojangles an' he'd dance for you in worn out shoes
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/1/24 - 22:43
Song Itineraries: From World Jails

I'm on My Way

[18??]
Gospel di anonimo autore afroamericano
Ad inciderlo per primi furono forse quelli della Carter Family, negli anni 30 del secolo scorso.
Ovviamente la canzone esiste in numerose versioni. E’ ispirata a brani precedenti (come “I'm On My Way to Canaan Land”, o “I'll Journey On”) e ha ispirato brani successivi, come “On My Way” di Louis Armstrong (1958)
Famose anche le versioni offerte da Odetta, Mahalia Jackson e Nina Simone.
Si tratta certamente di un inno sacro che però si riferisce a qualcosa di molto terreno, all’Undeground Railroad, cammino segreto e organizzazione di sostegno che negli precedenti l’abolizione della schiavitù negli USA consentì a molti schiavi neri di fuggire verso gli Stati del nord e la libertà.

[Giugno 1942 - Versione degli Almanc Singers]
Una canzone tradizionale afroamericana, un gospel, ripreso e arrangiato dagli Almanac Singers.
Nel loro album intitolato... (Continues)
A song from "Underground Railroad" days, as sung these days by the Almanac Singers…
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/12 - 13:35
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22nd Century

[1971]
Parole e musica di Macfarlane Gregory Anthony Mackey, in arte Exuma (1942-1997), musicista delle Bahamas (Exuma è il nome di un distretto di quell’arcipelago) dallo stile inclassificabile che raccoglie e mescola calypso, junkanoo, reggae, musica africana e folk.
Nel disco di Exuma intitolato “Do Wah Nanny” del 1971.

Ripresa più tardi da Nina Simone, che ne ha proposto una cover inclusa in diversi suoi dischi compilativi.
Ho preferito non attribuire il brano direttamente ad Exuma perché, essendo sempre stato un autore piuttosto misconosciuto, non sono riuscito a reperire in rete un testo a lui sicuramente attribuibile, ma solo quello di Nina Simone.

Una profezia che non lascia ben sperare per questo 21° secolo in cui si produrrà – secondo Exuma – la fine già annunciatasi nel 20°… L’umanità dovrà quindi forse aspettare ancora una novantina d’anni per cominciare a risorgere…
There is no oxygen in the air
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2013/12/24 - 14:41
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Peace of Mind

‎[1968]‎
Parole di Nick Woods (e Delbert Millard?)‎
Musica di Nina Simone (ed Horace Ott?)‎
Dall’album “’Nuff Said!” registrato dal vivo durante un concerto al NYCB Theater at Westbury ‎‎(allora chiamato Westbury Music Fair) il 7 aprile 1968, tre giorni dopo l’assassinio di Martin Luther King ed ‎interamente dedicato al carismatico leader dell’African-American Civil Rights Movement.‎

Difficile avere “peace of mind” in quei giorni terribili!‎
Nello stesso album anche The Backlash Blues, Why? (The King of Love Is Dead) e il medley ‎‎Ain't Got No / I Got Life dal musical ‎‎“Hair” che aveva esordito a Broadway nell’ottobre del 1967.‎
All we need
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/10/29 - 09:16
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Beatles: Here Comes the Sun

[1969]
The Beatles
Words and music by George Harrison
Singolo poi incluso nell’album «Abbey Road»

Non è questa certo una CCG docg...
George Harrison la scrisse in un giorno di sconforto, quando si accorse di farsi un po’ schifo ad essere diventato un uomo d’affari tutto intento, come gli altri Beatles, a firmare contratti ed ingaggi a tutto spiano per la loro giovane etichetta Apple Records. Così si rifugiò da Eric Clapton e nel giardino di casa sua, con una delle sue chitarre acustiche, fece un po’ di training autogeno e compose «Ecco che spunta il sole»

Ecco, questa canzone - bellissima anche nella versione di Nina Simone - la trovo così ariosa e liberatoria e mi infonde sempre buon umore e pace a tal punto che mi è venuta voglia di proporla.

E non è certo un caso se nel 1977 l’astrofisico americano Carl Sagan volle fortissimamente che «Here Comes The Sun» fosse inclusa nel «Voyager... (Continues)
Here comes the sun
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/10/27 - 22:20
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Westwind

‎[1966]‎
Album “The Magnificent Miriam Makeba”, poi anche in “Pata Pata” dell’anno seguente.‎
Scritta da Bongi Makeba, figlia di Miriam, prematuramente scomparsa nel 1985 a soli 35 anni.‎
Musica del compositore Caiphus Semenya, anch’egli nero sudafricano.‎
Canzone molto celebre anche nell’esecuzione di Nina Simone, che della Makeba fu molto ‎amica.‎

Dedico questa canzone ai lavoratori neri sudafricani, ai minatori in particolare, e alla memoria dei ‎loro morti, fucilati dalla polizia, quella dei governi bianchi di ieri e quella dei governi neri di oggi…‎

Westwind blow ye gentle
(Continues)
Contributed by Dead End 2012/9/7 - 09:38
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Old Jim Crow

Ricordiamo che Jim Crow ("Jim Cornacchia") era il soprannome dispregiativo collettivo che i bianchi razzisti del sud davano a ogni persona di colore. [CCG/AWS Staff]
Old Jim Crow
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2012/2/5 - 10:43
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For Women

[2006]
Album "Ma'at Mama"



Un’attualizzazione, per così dire, della bellissima Four Women di Nina Simone, ma il riferimento nella seconda strofa è sempre alla storia dolorosa dell’emancipazione degli afro-americani negli USA: le “Four Women” della Simone diventano le quattro ragazzine uccise dal KKK nell’attentato alla 16th Street Baptist Church di Birmingham, Alabama, il 15 settembre 1963.
Sull’episodio in specifico si vedano anche Alabama di John Coltrane, Birmingham Sunday di Richard Fariña, Mississippi Goddam, sempre della Nina Simone, e Talking Birmingham Jam di Phil Ochs…

Alla fine dell’ultima strofa, la Rucker fa riferimento al titolo dell’album: “Ma’at” o “Mayet” o “Muʔʕat” nell’antico Egitto indicava il concetto di verità, giustizia, ordine ed armonia delle cose. Il principio era personificato nella giovane dea Maat, raffigurata a volte alata oppure con in una mano il bastone del potere e nell’altra la chiave della vita
My skin I brown
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/8/26 - 10:34
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New World Coming

‎[1970]‎
Scritta da Barry Mann e Cynthia Weil
Nell’album Here Comes The Sun ‎del 1971‎

Scritta dalla prolifica coppia di songwriter Barry Mann e Cynthia Weil e proposta da Nina Simone nell'album del 1971 "Here Comes The Sun", che si apre con una cover splendida del celebre brano scritto da George Harrison per "Abbey Road".
There's a new world coming ‎
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/5/4 - 17:29
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Turn! Turn! Turn! (To Everything There Is A Season)

[1954]
Lyrics Pete Seeger, Ecclesiastes 3,1-8, King James' Version
Music by Pete Seeger
Album: The Bitter and the Sweet [1962]
Byrds' Recording: 1965
Testo: Pete Seeger, Ecclesiaste (Qohelet) 3,1-8
Album: The Bitter and the Sweet [1962]
Incisione dei Byrds: 1965

Questa canzone di Pete Seeger fu portata al successo dai Byrds nel 1965.
Il testo è tratto dal libro biblico dell'Ecclesiaste, 3:1-8 ("Per ogni cosa c'è il suo momento, c'è il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo...").
In realtà il testo non esclude la dolorosa constatazione che in alcuni casi la violenza e la guerra possano essere l'unica risposta, tuttavia il messaggio di Seeger è chiaramente pacifista, come indica la scelta di chiudere la canzone sull'ultimo verso (l'unico in cui Seeger si discosta dal testo biblico) "A time for peace, I swear it's not too late". Se è vero che c'è un tempo per ogni cosa, un tempo... (Continues)
To everything (turn, turn, turn)
(Continues)
2005/8/22 - 21:56




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