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Author Peppino Mereu

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Cantone de su crabarzu de sa Costa Ismeralda

[1981]‎
Dalla raccolta “Poesias in duas limbas – Poesie bilingui”, Scheiwiller, Milano (2° ed. 1993, 3° ed. ‎‎2006 per i tipi de Il Maestrale di Nuoro).‎

Come Cantone de s'òmine in su fossu, anche questa poesia non ha una musica, eppure sì, perchè è un "cantone", una ballata, e una ballata non può non avere musica. E poi è una ballata scritta da Frantziscu Màsala, uno dei più grandi poeti in lingua sarda con Grazia Deledda, Francesco Ignazio Mannu e Peppino Mereu.

"Sono nato in un villaggio di contadini e di pastori, fra Goceano e Logudoro, nella Sardegna settentrionale e, durante l'infanzia, ho sentito parlare e ho parlato solo in lingua sarda: in prima elementare, il maestro, un uomo severo sempre vestito di nero, ci proibì, a me e ai miei coetanei, di parlare nell'unica lingua che conoscevamo e ci obbligò a parlare in lingua italiana, la "lingua della Patria", ci disse. Fu così che,... (Continues)
Fizu meu est bénnidu a su mundu
(Continues)
Contributed by Bartleby 2012/1/5 - 21:14
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Deo no isco, sos carabineris

[1892?]

Canzone il cui testo è un estratto di una delle poesie di Peppino Mereu indirizzate al suo amico Nanni Sulis.
Nell’album “Su lamentu de su pastore” del 1975, il disco più celebre dei tenores orgolesi raccolti intorno alla figura di Niccolò Giuseppe Rubanu

I Kenze Neke la reinterpretarono più tardi proponendola sia nell’ep “Gherramus tott'impare” del 1995 (con gli Askra) sia nel successivo album “Liberos, rispettatos, uguales” del 1998.

Jago Siotto (1876-1958), il nome citato nella terz’ultima strofa, è stato un avvocato e militante socialista sardo.
Deo no isco, sos carabineris
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/3/24 - 13:43




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