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Βάτραχοι (Χορός 1528-1533) [Le Rane, Coro 1528-1533 / Frogs, Chorus 1528-1533]

405 a.C.

Questi versi da le Rane sono rimasti a lungo in attesa di essere approvati, forse una delle attese più lunghe di sempre.

La commedia Le Rane è apparsa la prima volta sulla scena ad Atene 2 423 anni fa, alle Lenee, risultando vincitrice.

E’ una commedia non facile ed il fatto che si svolge nel regno degli Inferi davanti a Dioniso, accompagnato dal suo servo Xantia, di fronte ai cittadini defunti che non fanno che parlare della polis in crisi, la rende ancora più complessa. Le Rane è il nome del coro della palude infernale.

Dioniso intende riportare in vita un tragico estinto, ma incontra Eschilo che litiga furiosamente con Euripide per stabilire chi dei due è il più grande. Dioniso, a prescindere dalle sue personali preferenze, vuole scegliere come criterio selettivo la giustizia ed il bene dei cittadini, perciò fa portare una bilancia ed invita i due tragici a recitare alcuni... (continua)
Πρῶτα μὲν εὐοδίαν ἀγαθὴν ἀπιόντι ποητῇ
(continua)
inviata da Dq82 5/9/2018 - 20:24

Χελιχελώνη: La Chelichelona, o Gioco della Tartaruga

anonimo
[ - - - ]
Julii Pollucis Onomasticum in libris X
Liber IX, Cap. VII, Segm. 125

Giulio Polluce (in greco: 'Ιούλιος Πολυδεύκης) fu un grammatico e lessicografo greco alessandrino, nato a Naucrati (circa 80 km a sud di Alessandria d'Egitto). Vissuto nel II secolo d.C. (se ne hanno notizie certe in vita nell'anno 183), fu discepolo del retore Adriano di Tiro presso Atene, che sostituì nella sua cattedra attorno al 192. Giulio Polluce morì durante il regno dell'imperatore Commodo (che era stato suo allievo) all'età di 58 anni; tra i suoi avversari, contrari al suo genere di eloquenza, vi furono Frinico Arabio e, soprattutto, il celebre Luciano di Samosata, l'autore della Storia Vera in cui di vero non c'è assolutamente e volutamente niente, e che è da non pochi considerata la bis-bisavola della fantascienza (con tanto di viaggio sulla Luna).

La produzione di Giulio Polluce ci è giunta perlopiù... (continua)
ἡ δὲ χελιχελώνη, παρθένων ἐστὶν ἡ παιδιά, παρόμοιόν τι ἔχουσα τῇ χύτρᾳ· ἡ μὲν γὰρ κάθηται καὶ καλεῖται χελώνη, αἱ δὲ περιτρέχουσιν ἀνερωτῶσαι·
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/9/2016 - 19:20
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'Αριστοφάνους Λυσιστράτη / Aristofane: Lisistrata / Aristophanes: Lysistrata

[411 a. C]
[411 bC]
Atene, Feste Lenee
Athens, Lenaia Dramatic Festival
Messa in scena: Callistrato (forse uno pseudonimo di Aristofane stesso)
Scenemaking: Callistratus (maybe a pseudonym of Aristophanes himself)
Edizione / Editor: F.W. Hall - W.M. Geldart, Clarendon Press, Oxford, 1907



COLEI CHE SCIOGLIE GLI ESERCITI

E’ l’anno 411 avanti Cristo quando, alle feste Lenee di Atene, viene presentata una commedia attribuita a tale “Callistrato”. Le feste Lenee si tenevano ogni anno per celebrare il dio Dioniso Leneo; il nome derivava dalle Λῆναι, vale a dire le Menadi, le adoratrici del dio Dioniso; era consuetudine che, durante tali feste, si presentassero delle tragedie e si svolgessero agoni poetici. Era abbastanza raro che venissero presentate delle commedie, come avvenne appunto in quell’anno 411 con la Lisistrata di quel “Callistrato” che abbiamo già nominato. Ora, si dà il caso... (continua)
Λυσιστράτη
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 4/3/2016 - 12:09

Εἰρήνη, Χορός Α', 301-345 [La Pace, Coro I, 301-345 / Peace, Chorus I, 301-345]

[421 a.C.]
[421 b.C.]
Testo Greco / Greek Text:
Aristophanes. Aristophanes Comoediae, ed. F.W. Hall and W.M. Geldart, vol. 1. F.W. Hall and W.M. Geldart. Oxford. Clarendon Press, Oxford. 1907.


La Pace

La pace (Εἰρήνη) è una commedia di Aristofane messa in scena nel 421 a.C., in un'epoca a cui fanno da sfondo i tristi eventi della Guerra del Peloponneso.

Nella Pace, il protagonista, Trigeo, dopo un'ardita spedizione celeste, riesce ad allontanare dalla Grecia i venti di guerra, con gran disperazione dei fabbricanti di armi e degli altri mestatori. La commedia riflette il clima di speranza per l'avvenire di quel periodo immediatamente precedente alla stipula della Pace di Nicia del 421 a.C.

Il titolo trae il nome dalla divina Eirene, dea della Pace.

In polemica con gli autori che si conquistavano il favore del pubblico, regalando leccornie prima delle rappresentazioni, Aristofane... (continua)
Χορός
(continua)
inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ 10/12/2015 - 06:36
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Mulheres de Atenas

3/4 aprile 2013
Είς τὴν Ἑλλήνων φωνὴν μετἐφρασε ὁ Ρικχάρδος Οὐεντούριος

Scusassero il ritardo, ma prima di mettermi all'opera ho dovuto fare una cosa che non facevo da parecchio: ricalarmi dentro il pozzo del greco classico. Mi ci vuole qualche ora, diciamo. Sono anni che, oramai, ho consuetudine con la lingua moderna, che è fatta in un certo modo; ma la lingua antica è fatta molto, molto diversamente. E, più che altro, è fatta in un modo non semplice da descrivere perché c'è da mettersi non soltanto in strutture differenti, ma in uno spirito che non esiste e non può esistere più da millenni. Porsi di fronte alle parole moderne e dirsi: Ok, bene Riccardo, come le diresti a un Ateniese dell'età di Pericle (ammesso e non concesso che, se tu gliele dicessi, non ti facesse pigliare subito dagli opliti e rinchiudere per manifesta pazzia)? E se mi chiedesse che mai le abbia scritte, che gli direi?... (continua)
ΓΥΝΑΙΚΕΣ ΑΘΗΝΑΙΑΙ
(continua)
4/4/2013 - 20:17

Ὁ ὕμνος τῆς εἰρήνης

Στίχοι: Βακχυλίδης
Μουσική: Γλέζος Γιάννης
Απόδοση: Εύα Λίτινα
Πρώτη ερμηνεία: Μαρία Φωτίου
«Τα ρόδα της Πιερίας», 2006

O ymnos tis irinis
Testo di Bacchilide
Musica di Yannis Glezos
Traduzione in greco moderno di Eva Litina
Prima interpretazione di Maria Fotìou
«Ta roda tis Pierìas/Le rose della Pieria» -2006

Questo peana dell'antico greco Bacchilide (poeta del VI-V secolo a.C.), già molto "popolare" (se così si può dire) nell'Ottocento e poi finito un po' dimenticato, non solo mancava in AWS, ma è davvero la conferma che anche l'idea della pace, già forse ridotta a luogo comune, fa parte dei primati della Grecia. Non parlo solo di Aristofane. A pensarci un poco, non c'è nobile bastonatura che possa cambiare la sostanza di verità dell'antichissimo, nobilissimo discorso dell'ignobile Tersite: le sue parole sono sempre là, a gridare un vero; ed è sufficiente non ascoltarle con le... (continua)
Τίκτει δέ τε θνατοῖσιν εἰρήνα μεγάλα
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 22/3/2012 - 21:28

Εἰς ἑαυτόν (Ode n. 26)‎

‎[VI secolo a.C.]‎
Si tratta della ventiseiesima composizione delle “Odi” del poeta di Teo.‎
Musica scritta nel 1926 dal compositore francese ‎‎Albert Roussel per la sua "Sur lui-même", op. 32 ‎no. 1 per pianoforte e voce.‎

Trovata su The Lied, Art Song and Choral Texts Archive.‎
Ὅταν ὁ Βάκχος ἔλθηι,‎
(continua)
inviata da Bartleby 7/2/2012 - 13:34

Εἰς ἑαυτόν (Ode n. 9)

‎[VI secolo a.C.]‎
Si tratta della nona composizione delle “Odi” del poeta di Teo.‎
Musica scritta nel 1800 dal poeta e cantautore irlandese ‎‎Thomas Moore per le sue “Odes of Anacreon”.‎

Trovata su The Lied, Art Song and Choral Texts Archive.‎
Ἄφες με, τοὺς θεούς σοι,‎
(continua)
inviata da Bartleby 7/2/2012 - 13:18

Εἰς λύραν (Ode n. 1)

Eis lýran
[VI secolo a.C.]‎
Si tratta della composizione che apre le “Odi” del poeta di Teo.‎
Musica scritta nel 1822-23 dal compositore austriaco ‎‎Franz Schubert per “An die Leier (Ich will von ‎Atreus Söhnen)”, canzone per voce e pianoforte, D737 (Op. 56/2).‎
Trovata su The Lied, Art Song and Choral Texts Archive.‎

Θέλω λέγειν Ἀτρείδας,‎
(continua)
inviata da Bartleby 7/2/2012 - 10:52

Ἀσπίδι μὲν Σαίων τις ἀγάλλεται (Fr. 5 di West)


Su Archiloco poeta di Ares soldato delle Muse si trova un interessante approfondimento sul motivo archilocheo della guerra, c'è anche il frammento in greco (che speriamo di aver convertito correttamente).

E inoltre c'è da ricordare che della poesia greca, da Omero in poi ci sono arrivate solo le parole, ma esisteva anche la musica e quindi potremmo inserirle a tutti gli effetti tra le canzoni.

Da wikipedia:
Archiloco fu un grande innovatore anche nel campo della musica: a lui secondo la tradizione si deve l'invenzione della parakataloghè, il recitativo musicale tipico della poesia giambica dove la voce narrante era cioè accompagnata da uno strumento a corda o a fiato, senza arrivare al canto spiegato vero e proprio. A tutt'oggi, però, non è ancora chiaro in cosa quest'ultimo si differenziasse dal recitativo dell'epica.

(DonQuijote82)


Questo frammento è catalogato come Fr. 5 di West
ἀσπίδι μὲν Σαίων τις ἀγάλλεται, ἣν παρὰ θάμνῳ,
(continua)
inviata da DonQuijote82 24/8/2011 - 11:02
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῀Ω γλυκύ μου ἔαρ (Αἱ γενεαὶ πᾶσαι)

anonimo


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O glyký mou éar (Ai geneaì pâsai)
Στίχοι: Εκκλησιαστικοί
Μουσική: Παραδοσιακό
Πρώτη εκτέλεση: Ειρήνη Παππά

Testo ecclesiastico ortodosso
Musica tradizionale
Prima esecuzione: Irini Papàs

Oggi è il Venerdì Santo, la Μεγάλη Παρασκευή dei Greci. L'innocente torturato e ucciso dai potenti della sua terra è figura, anzi: prefigurazione di tutti i martirii che gli ultimi avrebbero subito nei secoli per il loro riscatto. Nella cultura dei Greci il ricorso a questa figura non dipende dalla fede di chi vi ricorre, ma scaturisce da un antico linguaggio comune; e basta andare, qui in AWS, ad Axion Esti di Elytis e a Epitafios di Ritsos per convincersene. Direi anzi, con uno svolazzo temerario in territori che non mi competono troppo, che l'iconografia sacra dell'Ortodossia greca (che là si dice "agiografia")... (continua)
Primo testo:
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 22/4/2011 - 08:23
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Romano il Melode / Ῥωμανός ὁ Μελωδός: Ἐπιτάφιος θρῆνος Δ', Στάσις Πρώτη, Ἀποσπάσμα·Ἡ ζωή ἐν τάφῳ / Lamentazione sul sepolcro ΙV, Prima Stasi, Frammento: Il Signore nel sepolcro

I zoí en táfo
[VI sec. d.C.]
Inno composto da San Romano il Melode (490-556)
dalla Liturgia Pasquale Ortodossa
Interpretazione di questa pagina:
Nikos Xylouris e Manolis Mitsiàs

Vista l'atmosfera del tutto insolita di questa pagina (insolita addirittura fra gli “Extra”, che già peraltro hanno presentato pagine notevolmente inconsuete), avrò da fare in primis un paio di confessioni. Molto semplice la prima: era una pagina che mi...frullava in testa da almeno un anno, senza che mai mi fossi deciso a comporla. Un po' più complessa la seconda: lo spunto deriva almeno in parte da un curioso epiteto che Gian Piero Testa mi rivolse allorché mi misi a tradurre in greco bizantino un altro “Extra”, nientemeno che Bisanzio di Guccini. Vedendomi all'opera, durante una delle nostre interminabili telefonate ebbe a dirmi che gli ricordavo addirittura Romano il Melode. Oibò. Una vita di indefesso ateismo... (continua)
Ὴ ζωή ἐν τάφῳ
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/11/2010 - 14:53
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Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον (Ode ad Anattoria /Frammento 16 V.)

O[i mèn hippḗōn stróton
[Fine VII secolo a.C.]
Album “Sappho de Mytilène” (1991)
Angélique Ionatos, voce e chitarra.
Nena Venetsanou, voce.
Testo originale della poetessa greca Saffo, tradotto in greco moderno da Οδυσσέας Ελύτης (Odysseas Elytis).
Arrangiamenti di Christian Boissel.

Τέλος τοῦ ζ' αἰῶνος
Δισκογραφικὴ σύλλεξις “Sappho de Mytilène” (1991)
'Αγγελικὴ Ιονάτου · μελῳδία καὶ κύθαρα
Νένα Βενετσάνου · μελῳδία
Κατὰ τῶν τῆς Σαπφοῦς στίχων,
ὑπὸ τοῦ Όδυσσέως Ὲλύτου ποιητοῦ εἰς τὴν κοινὴν
και σημερινὴν Ὲλληνικὴν γλῶσσαν μεταφρασθέντων

Famoso carme della poetessa di Mitilene Σαπφώ, Saffo da Lesbo, vissuta tra il VII e VI secolo.
Che dire? Cos’altro aggiungere? In un’epoca dove dominava la muscolarità guerresca dei maschi, Saffo aveva l’ardire di affermarne la vacuità, l’insensatezza, l’inutilità, l’assurdità al cospetto dell’Amore, che è il solo a poter dare un senso alle... (continua)
Ο]ἰ μὲν ἰππήων στρότον οἰ δὲ πέσδων
(continua)
inviata da Bartleby & Gian Piero Testa 16/11/2010 - 07:55
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Bisanzio

Μετέφρασε εἰς τὴν κοινὴν Βυζαντίου γλώσσαν ὁ Ριχάρδος Βεντούρης
Byzantine Greek version by Riccardo Venturi
Version en grec Byzantin de Riccardo Venturi


Il "greco bizantino" qui utilizzato è in realtà un miscuglio. All'epoca presunta (o presumibile) della canzone, mettiamo tra il V e il VII secolo, si scriveva una koinè che alcuni intendevano "pura" (o addirittura atticista) ed altri, invece, frammischiavano ad elementi della lingua volgare già quasi pienamente formata, e che ha dato luogo al greco moderno. Si è scelta questa seconda forma, che più o meno ricorda la "katharevousa", con elementi volgari su un impianto classico. Per la lettura: se qualcuno già sa leggere il greco moderno, gli consigliamo senz'altro di utilizzare la pronuncia consueta. E' quella "itacistica" utilizzata in Grecia anche per leggere il greco classico, e comunque già all'epoca si hanno testimonianze precise che la pronuncia era già quella attuale. Sconsiglio quindi vivamente di utilizzare la pronuncia scolastica (etacistica) del greco antico. [RV]
ΒΥΖΑΝΘΙΟΝ
(continua)
4/6/2009 - 03:30
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Lupus in fabula [Il lupo e l'agnello]

Λύκος καὶ ἀρήν.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 22/10/2007 - 15:54




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