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Canto del servo pastore

L'introvabilità della versione friulana di Andrea Del Favero (interpretata da La Sedon Salvadie nel 1995 per l'album collettivo Canti randagi), lamentata da DQ82, è dovuta principalmente ad un errore nel titolo, presente in quasi tutte le fonti: il brano è infatti indicato come “Giant dal pastor”, e con questo titolo il testo si trova, ad esempio, in Via del Campo di Walter Pistarini (“Walter P”). Il titolo corretto in friulano è invece Cjant dal pastor (si veda la recensione di Giorgio Maimone nella Brigata Lolli; in altre fonti si trova la dizione, leggermente scorretta, di Cjiant). Da notare che la versione è cantata da Lino Straulino; ne esisteva anche un video, ma la maledizione infernale colga tutti coloro che li rimuovono. [RV]

La Sedon Salvadie
Dario Marusic (violino, pive istriane)
Maurizio Pagnutti (percussioni)
Lino Straulino (voce, chitarre)
Andrea Del Favero (organetto)
Ricky Mantoan (chitarra elettrica Rickenbecker 12 corde)
CJANT DAL PASTOR
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 27/8/2019 - 00:44

La prejere di un disperât

1919
Invocazione
Testo e musica di Arturo Zardini
O Signôr plen di bontât
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2018 - 13:21
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L'emigrant

1911
Testo e musica di Arturo Zardini
Un dolôr dal cûr mi ven
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2018 - 13:05
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Fiorella Mannoia: Il cielo d'Irlanda

Versione friuliana dei La Sedon Salvadie dall'album Il cîl da l'Irlande (2003)
IL CÎL DA L'IRLANDE
(continua)
inviata da Dq82 2/7/2018 - 21:57
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E la femina impîs ch'a lu cjala

Musicata da Lino Straulino
Ogni sera. Lino Straulino al cjante Leonardo Zanier (2018)
vêso mai jodût
(continua)
inviata da Dq82 21/6/2018 - 10:10
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Cunfins

1979
"Che Diaz... us al meriti", Centro editoriale friulano, Aiello del Friuli (UD)
Musicata da Lino Straulino
Ogni sera. Lino Straulino al cjante Leonardo Zanier (2018)
Il confin
(continua)
inviata da Dq82 21/6/2018 - 09:57

27 di otubar

[1917-18]
Versi di Ercole Carletti (1877-1946), poeta, drammaturgo e linguista friulano. In “Poesie friulane”, Udine, 1920 (con prefazione di Bindo Chiurlo, 1886-1943, critico letterario e poesta friulano).
Musica di Arturo Zardini, l’autore di Stelutis Alpinis, in “Canti friulani”, 1925
Un canto che fa parte del repertorio del Coro Marmolada e che infatti ho tratto da “Canti friulani di Arturo Zardini - Opera omnia”, a cura di Sergio Piovesan, gennaio 2018

Una delle conseguenze meno note della disfatta di Caporetto dell’ottobre/novembre 1917 fu l’esodo di almeno 600.000 civili friulani e veneti, parecchi dei quali morirono nella fuga scomposta e per nulla organizzata né aiutata dall’esercito italiano in rotta, una pagina di storia assolutamente negletta, per via della propaganda militare, della retorica vittoriosa del fascismo successivo e del fatto che, come in tutte le guerre, la... (continua)
Vin siarât la nestre puarte,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/2/2018 - 13:40
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Revelli (Ruggero Grava)

[2017]

Album : Truòisparìs

Dedicata al calciatore friulano Revelli Ruggero Grava,

Revelli Ruggero Grava nacque nel 1922 a Claut (PN) e i genitori successivamente decisero di emigrare in Francia. Ruggero si distinse subito nel settore sportivo, soprattutto in quello calcistico. Centravanti dal fisico potentissimo fu ingaggiato da diverse squadre e vinse il campionato francese con l'Olimpique Roubaix Tourcoing. Il grande Torino acquistò Ruggero Grava nel 1948. Ruggero gocò solo 3 partite andando a segno col Bruxelles in quanto all'epoca non si potevano effettuare le sostituzioni. Morì a Superga il 4 maggio 1949 nello schianto aereo che accompagnava la squadra dopo un incontro amichevole giocato a Lisbona. Claut gli ha dedicato il campo sportivo comunale.
Dalla pagina youtube dell'autore
A no l’è una ròba da nùa nàsse tal avrìl del vintidòi
(continua)
inviata da adriana 28/10/2017 - 11:46
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Generale

GJENERÂL
(continua)
inviata da Dq82 4/8/2017 - 14:11
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Giorgio Ferigo: Un sabida di sera

Casualmente ho visto che nella pagina consacrata a "La mauvaise herbe" di Brassens figura la versione friulana "Jerbata". Ma se "esplori nell'archivio" Giorgio Ferigo lo trovi ma "nessuna canzone soddisfa i criteri di ricerca"...a parte che mi viene subito in mente "Un soldatin" (È questione soltanto di cippi e di confini,ammazzane uno di là: sei un eroe ma i padroni nostri e loro sono sempre gli stessi, nella sicurezza dei loro palazzi decidono paci e guerre e allora bisognerebbe fare dietro-front, mettere al muro i padroni di questa macelleria, tutti quelli che di questo massacro detengono il monopolio…come il sale e i tabacchi...sarà il vizio antico che hanno gli uomini di pensare...) però visto che mi è da poco capitato di ascoltare Nadia Fabrizio interpretare "Un sabida di sera" e pensare per l'ennesima volta che se l'avesse cantata Guccini nel suo periodo più ispirato, (quello del "Pensionato"... (continua)
A riva la coriera, chê das siet, e a discjama i pendolârs
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 9/7/2017 - 11:59
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Piel scure

Testo di Luigi Maieron
Musica di Franco Giordani

Questa è la spiegazione fornita dall'autore del testo, Luigi Maieron : "E' una canzone sulla diversità. La pelle diversa di un venditore ambulante è sfiorata da fiocchi bianchi di neve. Pelle scura che viene dal caldo e che prova la carezza gelida della neve. Una diversità si esprime in modo tanto semplice da sembrare naturale".
Piel scure di puarte in puarte
(continua)
inviata da Franco Giordani 18/5/2016 - 18:48
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Khorakhané (A forza di essere vento)

nell'album "Mille papaveri rossi" (tributo a FdA). Sullo stesso disco, la parte finale in romanes è invece cantata dall'Alexian Group.
video
KHORAKHANÉ
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff - grazie a Angelo Tomasin 12/2/2015 - 19:29
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‘E vuoi cjantâ

Versi di Federico Tavan (1949-2013), poeta di Andreis, Pordenone.
Nella raccolta intitolata “‘e vorés dàie alc al mont ma no sai cê…” (“vorrei dare qualcosa al mondo ma non so cosa…”, pubblicata dal Circolo culturale Menocchio di Montereale Valcellina (PN), 2014.

Musica di Marco Brosolo, aka 9 (produttore musicale ed artista visuale che vive a Berlino), che ha utilizzato la poesia per la sua “Pensiero”, prima traccia dell’EP intitolato “volo sbranato”
No sta fâ casu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2014 - 23:52
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Marc Zingar

[1998]
Nell’album intitolato “Tilulela”
Testo e traduzione italiana trovati su di una pagina riconducibile al gruppo goriziano.
“Biel vignint da l'Ungiaria
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/9/2014 - 15:07
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BenAnDANTI

[2014]

Album:Penisolati
Muse blancj e, doi voi neris, doi dincj d’arint
(continua)
inviata da donquijote82 18/6/2014 - 12:57
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La mauvaise herbe

JERBATA
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 26/5/2014 - 22:43
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La farina dal Diàul

dall'album "La farina dal Diàul" del 2005

Questa è la storia purtroppo realmente accaduta di Domenico Scandella, detto "Menocchio" (in friulano "Menòcjo"), mugnaio di Montereale Valcellina, in provincia di Pordenone, che visse nel XVI° secolo. Sosteneva straordinarie tesi sia sull'origine dell'Universo che sulla presenza e il ruolo di Dio e della Chiesa in terra. Tesi cosmogoniche riconducibili agli antichissimi Veda Indiani di cui senza dubbio lui non era a conoscenza.

Ritenuto eretico, "naturalmente" venne "processato" una prima volta e incarcerato dalla "Santa" Inquisizione e in seguito "riprocessato" e, giudicato relàpso, condannato infine al rogo per stregoneria.

L'ennesimo esempio da non dimenticare, di sopraffazione, crudeltà e assassinio del potere umano, in nome di....Dio! La melodia è di antica origine modale carnica. Grazie allo splendido gruppo musicale Braul.
Tu saràs domandàt dulà vuardàvin i vuòi di Dìu,
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 23/5/2014 - 22:40
Percorsi: Il Diavolo
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Mario

[2009]
Parole e musica di Lino Straulino.
Nell’album intitolato “Baruc”, dal nome del presunto autore di in libro apocalittico apocrifo dell’Antico Testamento.
Testo originale in friulano ricostruito a partire dai commenti di Giovanni Tiroldi su YouTube

Mi dispiace che i testi di Straulino siano così difficilmente reperibili in Rete. Molti potrebbero essere subito accolti dalle CCG/AWS, ben più di quei pochi già presenti…
Regalavin mutuos a tas di usure
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/4/2014 - 11:43
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Maledet Napoleon

[1796-97?]
Testo di un’antica villotta (forma polifonica a tre o quattro voci di origine friulana) di fine 700.
Musica di Lino Straulino (1961), musicista di lingua friulana originario della Carnia, cantautore, compositore, chitarrista e polistrumentista.
Nell’album intitolato “Faliscjes” del 1993.
Bellissima anche nell’arrangiamento dei Bràul di Pordenone, nel loro disco del 1997 intitolato “La Corte di Lunas”.
Testo trascritto da Ninjiagirl su YouTube

Siamo all’epoca della prima campagna d’Italia, combattuta dalla Grande Armée contro le potenze dell’Ancien Régime e conclusasi con la vittoria della Francia rivoluzionaria e la firma a Passariano di Codroipo (Udine) del cosiddetto Trattato di Campoformio da parte di Napoleone e del conte Johann Ludwig Josef von Cobenzl, in rappresentanza dell'Austria...

Una giovane donna friulana si dispera e piange e grida tutto il suo dolore e urla... (continua)
No volès ca mi disperi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/4/2014 - 21:55
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Pier Paolo Pasolini: La recessione

LA RECESSIONE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/2/2014 - 12:55
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El bûs dal cûl dal mont

2002
Jakume
O soi nassût al cjant dal gjal
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/12/2013 - 14:48
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Nenie

1995
Fra il dì e il fà
Duar ben ben gno ninin
(continua)
inviata da DoNQuijote82 2/12/2013 - 14:43
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Da quasi ogni famea

1976
Testo e notizie sono ripresi interamente da qui
Musicata da Canzoniere Popolare di Aiello (Canzonir di Dael)
Musicata anche da Lino Straulino
Via un zovin
(continua)
inviata da Silva 19/5/2013 - 18:36
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Oh moj sin

UBILAEUM
ETICHETTA Musiche Furlane Fuarte – Fra il dì e il fà
ANNO DI PUBBLICAZIONE 2004
Vie di ca, vie o vôi
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/12/2012 - 12:28
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Conte de libertât

IUBILAEUM
ETICHETTA Musiche Furlane Fuarte – Fra il dì e il fà
ANNO DI PUBBLICAZIONE 2004
un doi un doi trê muart il pape muart il re
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/12/2012 - 12:24
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La pissande di Salin

[2009]
Testo e musica di Lino Straulino
Lyrics and music by Lino Straulino
Album: Baruc

Dati del problema: a) Il sito di Lino Straulino è criptato. b) Il testo di questa canzone in rete, se poi c'è, lo si può trovare solo su quel sito. c) Si tratta di una canzone bellissima, da brividi e dura. d) Sulle CCG non ci facciamo spaventare da queste inezie. Si pigliano il video YouTube, la grammatica friulana (Lineamenti di grammatica friulana di Giuseppe Marchetti, Società Filologica Friulana, Udine 1977) e il Dizionario friulano di Friûl.net e si sbobina all'ascolto. Con diverse bestemmie (cosa c'è, del resto, di più friulano...?) e adattando rigorosamente la grafia a quella proposta dal dizionario stesso. Ne emerge qualcosa di assolutamente straordinario in quella lingua che sembra venire diritta dal latino Aquileiese di 1600 anni fa, e che ci propone la tragedia del lavoro e dell'uomo moderno... (continua)
Lavorâ l'è diventât
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 7/5/2012 - 20:58
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Tine

Jaio Sommarti
Come Pasolini, Tina Modotti era friulana ed è per questo che le dedico una canzone in friulano anche se poi é diventata americana, messicana, russa e spagnola e parlava il tedesco, l'italiano, l'inglese, lo spagnolo e il russo in più della sua madre lingua.
(Jaio Sommarti)

A ere biele come 'ne madone
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 31/1/2012 - 23:21
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La ballata dell'eroe

Dal libretto Canti Randagi 2
Da Canti randagi 2

Fondato nel 1982, questo gruppo è stato uno dei protagonisti del rinnovamento dello spirito della musica tradizionale del Friuli, regione dove le differenti minoranze etniche vivono insieme da molti secoli. rivelandosi una delle esperienze ai massimi livelli di espressività di ispirazione tradizionale non solo in Friuli ma anche all'estero. Hanno saputo raccordare i loro repertori con le sonorità e i riferimenti ad est della nostra cultura europea, qualificandosi anche per l'uso di strumenti originali e per le prestigiose collaborazioni internazionali.

EMMA MONTANARI Voce solista
DARIO MARUSIC Violino
GIULIO VENIER Viola
ANDREA DEL FAVERO Organetto
MICHELE PUCCI Chitarra acustica
LUCIANO MARANGONE Basso elettrico
MARISA SCUNTARO Voce

remix e mastering di Bruno Cimentil
"La Sedon Salvadie" appare per gentile concessione di Folkest Dischi.
LA BALADE DA L'EROI
(continua)
inviata da DonQuijote82 26/11/2011 - 16:25
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A mi vevin det

1998
anime femine
A mi vevin det ch'i cerivis int
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/7/2011 - 15:02

Cramar-Marochin

2011
Album: "Vino Tabacco e cielo"


Cramars, venditori ambulanti di Carnia. Dal 1200 al 1800 arrivavano a piedi o con mezzi di fortuna in diverse zone d’Europa: Ungheria, Austria, Germania. Vendevano spezie, tessuti, oggetti di artigianato, stoffe, erbe mediche, trasportandole sulla “crame” (mobiletto in legno con cassetti). Somiglianze di continuità tra i “cramars” ed i venditori ambulanti provenienti dal Marocco. Tradizioni e merci si confondono. Curiosamente il termine cramar finisce in mar e marocchino inizia in mar. Cramar-marochin. Herbert Klein: storico austriaco pubblicò nel XVII secolo uno studio sui Cramars Carnici dal titolo “Die Karnische Materialisten” “I Materialisti Carnici”.

Luigi Maieron: Voce, Chitarra acustica
Davide “Billa” Brambilla: Fisarmonica
Ellade Bandini: Batteria
Elvis Fior: Batteria
Franco Giordani: Mandolino, Bouzouki
Paolo Manfrin: Basso, Cornamusa
Voce muezzin: Igiul Reiam
Jodûts vuê sot un soreli a plomp marochins cença voi,
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/7/2011 - 14:03
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Davide Van De Sfroos: Yanez

A va sù e jù la maree a puarte las scovaces
(continua)
inviata da DonQuijote82 16/2/2011 - 10:06
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Auschwitz (Canzone del bambino nel vento)

FRIULANO / FRIULAN

Ho tradotto in friulano, la mia madrelingua assieme all'italiano, la canzone in questione. Volevo solo precisare che il friulano è lingua minoritaria, non dialetto; ho letto che l'annoverate tra le lingue, ma non sapevo come trovare la dicitura esatta.
Silvia
AUSCHWITZ (cjançon dal frut tal aiar)
(continua)
inviata da Silvia 1/11/2010 - 20:03
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Canecutters

[2009]
Album:Borderline
o soi jo, platât pai spielis di chist puart
(continua)
inviata da adriana 27/10/2009 - 18:59
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Ellis Island

[2009]
Album:Borderline
all arrive on the shores of life from the belly of this water
(continua)
inviata da adriana 27/10/2009 - 18:38

DaviAnnan

[2009]
Album :Borderline
o soi un omp ch’al strenz content
(continua)
inviata da adriana 27/10/2009 - 18:20
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Il soldato di Napoleone

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri; a questo specifico adattamento, riguardante “Il soldato di Napoleone”, ha collaborato anche Adrian Cescje.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini, scrivere e musicare ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie. Così ci incontrammo, lui mi disse di cercare tra le sue poesie friulane della raccolta “La Meglio Gioventù”, la storia della famiglia Colussi (sua madre), dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto”.
IL SOLDÂT DI NAPOLEON
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 23:37
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Girotondo intorno al mondo

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Sotto le armi studiavo tattica e strategia, ma anche il francese. Mi capitò di leggere un romanzo di Argon, “Les cloches de Bâle” (“Le campane di Basilea”), che raccontava di una grande festa con cortei di ragazzini e ragazzine vestiti da angioletti che, per scongiurare la guerra, cantavano una poesia di Paul Fort: “Se tutte le ragazze e i ragazzi del mondo si dessero la mano”. A me piacque così la tradussi e la musicai”.
CORI-CORI-INTOR INTOR DAL MONT
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 03:39
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Ce partenze dolorose

[2006]
Tradizionale friulano da Cleulis-Timau (UD)
Arrangiamento e interpretazione di Lino Straulino
Da Tischlbong

Reduce da meno di un'ora da uno dei (rari) concerti di Lino Straulino al di fuori del Friuli (invitato da Massimiliano Larocca), mi sono sentito una vera e propria collezione di CCG fuori dal comune, a cominciare da una già presente in raccolta: Ai preât la biele stele. Questa che segue ne è un'altra, nel friulano altocarnico di Cleulis-Timau, dalla melodia straordinaria che speriamo un giorno poter proporre in download. [RV]

Timau è una piccola comunità di poco meno di cinquecento anime, situata in comune di Paluzza, nell'Alta Carnia, ultimo avamposto umano sulla strada che faticosamente porta al Monte Croce Carnico. Una comunità trilingue, dove la gente parla ancora il vecchio tischlbongarisch, la parlata timavese di antica ascendenza carinziana, un autentico caso linguistico... (continua)
Ce partenze dolorose
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/1/2007 - 01:22
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Laila tof

Dal CD "Tilulela" [1998].
Testo tratto dal Sito ufficiale degli 'Zuf de Žur.


Laila tof, propiamente laila tov [לילה טוב] significa "Buona notte" in lingua ebraica. È la "buonanotte" di qualcuno che viene dalla notte dell'umanità, dal filo spinato dei lager nazisti. Di qualcuno che deve "dimenticare"; ma dimenticare non si potrà mai. Però si può andare in una città, una città che è tutto il mondo, dove non esistano mai più "nazionalità", dove non esistano mai più confini. Un testo straordinario in lingua friulana, la stessa in cui scrisse le sue prime poesie Pier Paolo Pasolini.[RV]
Un viandant soi doventât
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/7/2006 - 16:56
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Lo spaventapasseri

In friulano
SPAURAZ
(continua)
inviata da adriana 18/6/2005 - 10:38
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Madonuta

Il testo è una poesia di Pier Paolo Pasolini
[da I Turcs tal Friúl, 1976]
Musica di Giovanna Marini
dalla "Cantata per Pier Paolo Pasolini"

Recentemente reinterpretata da Giovanna Marini insieme al gruppo 'Zuf de Žur nel loro album "Partigiani!".

La canzone diventa, scrive Alessandro Portelli nella presentazione al disco, “simbolo e precedente dell’invasione tedesca contro cui si ribellarono i partigiani friulani mezzo millenio dopo”.
Madonuta, a mi a no mi impuarta di nuia romài.
(continua)
12/6/2005 - 19:14
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Ai preât la biele stele

Una preghiera contro la guerra in lingua friulana, interpretata poi anche da Lino Straulino

Dal sito Parole di Pace di Paolo Rusconi, il primissimo che ha ospitato le "Canzoni contro la guerra" e dal quale l'iniziativa è nata. [RV]
Ai preât la biele stele,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi
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Spauràz

[1997]
[Paolo Mattotti-Janna Carioli-Gianluca Zanier]
Album: Albe

E la pace c’è sempre bisogno di cantarla. Finita una guerra ne comincia un’altra. Nasce così questa canzone “per tutte le stagioni” che prima è stata cantata in italiano, e diversi anni più tardi, è stata tradotta in friulano da Paolo Mattotti, autore della musica che la canta ancora nei suoi concerti.

Janna Carioli, dal suo sito. Si veda la versione italiana: Lo spaventapasseri.
Ti aj dite di no sta là cun la mari de la uère
(continua)
inviata da Paolo Sollier
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Un soldatin

[1980]
Album: Cjamp dai pierdûz amôr

[ Giorgio Ferigo – Alessandro Montello ]

reinterpretata dai Mitili FLK
Album: "Colors"

Non abbiamo giustificazioni per cantare in friulano. Da mille anni la nostra gente parla questa lingua. Non lo facciamo per non essere capiti. Lo facciamo perché siamo diversi. Perché tutti sono diversi da ognuno - insostituibili. La diversità non è una moda. E' un pensiero. L'essere stesso degli uomini. Potremmo cantare in un'altra lingua. Ma non saremmo più gli stessi.

Crediamo non ci sia nessuna contraddizione nel rivendicare la propria cultura e operare contro le chiusure e i confini, parlare la propria lingua ed essere internazionalisti, contro le guerre di ogni tipo.

Vogliamo essere parte di un'umanità che parli la lingua della propria umanità. Dove le lingue non siano confini, ma porte verso l'interiorità profonda dell'essere uomo. La nostra musica ha un... (continua)
I ài fat qualchhi pastjel par lâ soldât
(continua)
inviata da Paolo Sollier
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Ratatuie

Album:Colors

Non abbiamo giustificazioni per cantare in friulano. Da mille anni la nostra gente parla questa lingua. Non lo facciamo per non essere capiti. Lo facciamo perché siamo diversi. Perché tutti sono diversi da ognuno - insostituibili. La diversità non è una moda. E' un pensiero. L'essere stesso degli uomini. Potremmo cantare in un'altra lingua. Ma non saremmo più gli stessi.

Crediamo non ci sia nessuna contraddizione nel rivendicare la propria cultura e operare contro le chiusure e i confini, parlare la propria lingua ed essere internazionalisti, contro le guerre di ogni tipo.

Vogliamo essere parte di un'umanità che parli la lingua della propria umanità. Dove le lingue non siano confini, ma porte verso l'interiorità profonda dell'essere uomo. La nostra musica ha un senso non un fine.

Cantiamo in friulano perché non vogliamo essere paragonati ai leghisti. Non vogliamo che possano... (continua)
Mi svee un zisôr ch'al mene di lontan
(continua)
inviata da Giorgio Maimone
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Stelutis Alpinis

Parole e musica di Arturo Zardini
(Il testo proposto è quello originale e corretto dall'autore, con la grafia friulana esatta; da questa pagina.)

Questa famosissima canzone friulana, pur avendo un autore, è entrata nel repertorio popolare, tanto che anche in questo sito non era indicato l'autore (grazie a Claudia per la segnalazione).


VI RACCONTO UN CANTO
di Sergio Piovesan, dalla pagina del "Coro Marmolada".

Da pochi giorni mi trovavo presso la caserma “Chiarle” della Scuola Militare Alpina di Aosta per la seconda parte del 27° Corso AUC. Era una domenica mattina del luglio 1961 e le due compagnie di allievi si trovavano schierate nel cortile della caserma dove era celebrata la Santa Messa; all’elevazione, dopo l’usuale squillo di tromba, un gracidio, classico dei dischi a 78 giri, proveniente dall’altoparlante anticipò un improvviso “Se tu vens cassù ta’ cretis … ”, il primo verso... (continua)
Se tu vens cassù ta' cretis
(continua)




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