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Piazza Barberina

anonimo
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L'architetto e urbanista lucchese Giorgio Marchetti ha lasciato...
Eδραμον και εδραμον
εδοκεσαν πομπαιοι
οι τετταρες κυλετταιοι
των μετροπωλιτων.
ἔδραμων καί ἔδραμον
ἐδόκησαν πομπάιοι
οἰ τέτταρες ψευδαίοι
οἰ τῶν μητροπολιτῶν.
Νεανίαι, παρθένοι,
μὴ πὶσκετε ἐν κανάλοις
ἀλλὰ πὶσκετε ἐν γαμβάλοις
τῶν τῆς πόλεις φυλακῶν...
Il libretto di Giorgio Marchetti è citato nel di poco successivo "Giocavamo per la strada" di Giorgio Batini, che attribuisce il testo a non meglio specificati ambienti goliardici di città universitarie e lo fa risalire ai tempi in cui i "metropolitani" o le "guardie di città" erano armate di daga e facevano inseguimenti a piedi. Nato nel 1922, Batini conobbe la canzone nella seconda metà degli anni Trenta e prese a utilizzarla nelle piazzate fra amici per avvertirli dell'arrivo della pula. Che non sapeva il greco ma la sapeva lunga sulla vita e lasciava solitamente fare.
La tragedia successe quando, studente di ginnasio, Batini si mise a canticchiare in occasione di una gran cena di amici e parenti.
"Successe il finimondo. Purtroppo avevo dimenticato due cose. Intanto che mio padre, così come altri familiari e altri invitati, erano stati studenti e conoscevano quella canzone e il volgare significato di certe strofe. E soprattutto avevo dimenticato che mio padre era il comandante dei vigili urbani...."


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