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Lamento borincano

Víctor Jara
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Traduzione italiana di Riccardo Venturi
LAMENTO BORINCANO

Sale loco de contento
con su cargamento
para la ciudad, sí,
para la ciudad.
Lleva, en su pensamiento
todo un mundo
lleno de felicidad, sí,
de felicidad.
Piensa remediar la situación
del hogar que es toda su ilusión.

Y alegre, el jibarito va
cantando así,
diciendo así,
riendo así, por el camino:
‎"Si yo vendo la carga
mi dios querido
un traje a mi viejita
voy a comprar".
Y alegre también su mula va
al presentir que aquel cantar
es todo un himno de alegría.
En eso los sorprende
la luz del día,
y llegan al mercado de la ciudad.

Pasa la mañana entera
sin que nadie quiera
su carga comprar, ay,
su carga comprar.
Todo, todo esta desierto
el pueblo está muerto
de necesidad, sí,
de necesidad.
Se oyen los lamentos por doquier
de la desdichada Borinquén, sí.

Y triste el jibarito va
cantando así,
llorando así,
diciendo así por el camino:
‎"Qué será de Borinquén
mi dios querido.
Que será de mis hijos
y de mi hogar".
Borinquén, la tierra del edén
la que al cantar el gran Gautier
llamo la perla de los mares,
ahora que tú te mueres
con tus pesares
déjame que te cante
yo también.‎
LAMENTO BORINCANO

Esce, pazzo di gioia
col suo carico
per la città, sì,
per la città.
Porta nel suo pensiero
tutto un mondo
pieno di felicità, sì,
di felicità.
Pensa a rimediare alla situazione
di casa sua, che è tutta la sua illusione.

E allegro va il contadino
così cantando,
così dicendo,
così ridendo nel cammino:
“Se vendo il carico,
dio mio adorato,
un vestito alla mia sposa
io comprerò”,
E, pure lei allegra, va la mula
intuendo che quel canto
è tutto un inno d'allegria.
In questo li sorprende
la luce del giorno
e arrivano al mercato della città.

Passa tutta la mattina
e nessuno vuol comprare
la sua roba, ahi,
comprare la sua roba.
Tutto, tutto è deserto,
il paese è morto
di povertà, sì,
di povertà.
Ovunque si sentono i lamenti
della sventurata Borinquén, sì.

E triste va il contadinello
così cantando,
così piangendo,
così dicendo nel cammino:
“Che ne sarà di Borinquén,
dio mio adorato.
Che ne sarà dei miei figli
e della mia casa.”
Borinquén, la terra dell'Eden
che nel suo canto il gran Gautier
chiamò la perla dei mari,
ora che stai morendo
con le tue pene,
lascia che io ti canti,
anch'io.


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