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Deportees

Woody Guthrie
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Versione spagnola di Roy Brown dall’album “Que vaya bien” di...
DEPORTATI

La raccolta è terminata
E le pesche stanno già marcendo
Le arance sono stipate nei loro depositi
Sotto conservante

Stanno per essere riportati in aereo
Oltre il confine col Messico
Dove spenderanno di nuovo tutti i loro soldi
Per poterlo riattraversare

Addio Juan addio Rosalita
Addio amici miei Jesus e Maria
Sarete privati perfino dei vostri nomi quando salirete sull'aereo
Vi chiameranno soltanto deportati

Mio nonno, lui guadò a fatica il il fiume
Gli portarono via i risparmi di tutta una vita
I miei fratelli e le mie sorelle arrivarono per lavoravare nei frutteti
Continuarono a tirare la carretta finché non caddero e morirono

Alcuni di noi vengono chiamati clandestini altri indesiderati
Il nostro contratto di lavoro è scaduto e ce ne dobbiamo andare
Seicento miglia fino al confine messicano
Ci danno la caccia come se fossimo banditi, fuorilegge, ladri

Siamo morti sulle vostre colline, morti nei vostri deserti
Siamo morti nelle vostre valli, morti nelle vostre pianure
Siamo morti ai piedi dei vostri alberi, morti nelle vostre foreste
Lungo le due sponde del fiume, siamo morti alla stessa maniera

Il motore dell'areo si incendiò sopra il canyon di los gatos
Balenò come una meteora e fece tremare le colline
Chi sono tutti questi amici, sparsi tutt'intorno come foglie secche?
La radio ha detto che erano solo dei deportati

E' questo il modo migliore di coltivare i nostri orti?
E' questo il modo migliore di coltivare i nostri frutteti?
Cadere come foglie secche per concimare il terreno?
E non essere chiamati con nessun nome eccetto deportati?

Addio Juan addio Rosalita
Addio amici miei Jesus e Maria
Sarete privati perfino dei vostri nomi quando salirete sull'aereo
Vi chiameranno soltanto deportati
DEPORTADO

La cosecha ya está, se pudren los melocotones,
las naranjas en sus canastas amontonadas están.
Los regresan por avión a la frontera mexicana;
que paguen de nuevo si quieren cruzar.

El padre de mi padre vadeó ese río;
le quitaron to’ el dinero que él trabajó.
Mis hermanos y hermanas laboraron los frutales,
se montaron al camión hasta caer y morir.

Adiós a mi Juan, adiós, Rosalita,
adiós mis amigos, Jesús y María.
No tendrás tu nombre al viajar el aeroplano:
para ellos sólo serás Deportado.

Ilegales somos unos, y a otros no nos quieren.
Se acaba el contrato, hay que seguir:
son seiscientas millas a la frontera mexicana.
Nos largan cual ladrones que hay que acechar.

Morimos en sus montes, morimos en sus desiertos,
morimos sobre sus valles y sobre sus llanos,
morimos bajo sus árboles y matorrales;
en ambos lados del río, nos morimos igual.

Adiós a mi Juan, adiós, Rosalita,
adiós mis amigos, Jesús y María.
No tendrás tu nombre al viajar el aeroplano:
para ellos sólo serás Deportado.

El aeroplano prendió en fuego sobre el Cañón Los Gatos:
un bólido de luz conmovió nuestros montes.
‎¿Y estos amigos, cual hojas secas regados?
La radio comenta: ”Sólo son deportados”.

‎¿Es así que se labora en nuestros grandiosos huertos?
‎¿Recoger de esta manera nuestro frutal
y caer como hojas secas, pudrirnos en la tierra?
Y tu nombre será por siempre el Deportado.‎

Adiós a mi Juan, adiós, Rosalita,
adiós mis amigos, Jesús y María.
No tendrás tu nombre al viajar el aeroplano:
para ellos sólo serás Deportado.


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