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Nostro Messico

Rodolfo Assuntino
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OriginalAllego il testo originale già noto in altre versioni degli Intillimani ...
NOSTRO MESSICO


Nostro Messico febbraio 23
lasciò Carranza passar gli americani
molti fanti seicento aeroplani
seguiron Villa per il Messico inter.

Cominciaron a mandare spedizioni
gli aereoplani cominciarono a volare
ogni casa venne rastrellata
cercavan Villa lo volevano ammazzar.

Quelli a cavallo non potevan cavalcare
e quelli a piedi non potevano marciar,
allora Villa passò su un aereoplano
e dall'alto li salutò good-bye.

Cominciarono con i bombardamenti
allora Villa uno scherzo preparò
si vestì da soldato americano
e i suoi soldati in questo modo trasformò.

E quando i gringos videro le bandiere
con quelle strisce che Villa disegnò
atterraron coi loro aereoplani
e Pancho Villa così li catturò.

A Chihuahua ed a Città Juarez
ci fu sorpresa tra la popolazion
nel vedere tanti gringo e carranzisti
che Pancho Villa appese ai lampion.

Ai carranzisti e agli uomini del Texas
da Chihuahua a Camargo a Carrizal
Pancho Villa con tutte le sue forze
inflisse una batosta senza egual.

Cosa credevan di trovar gli Americani
che avevan preso per un gioco questa guerra?
Con la faccia piena di vergogna
se ne tornaron alla loro terra.

E io vi chiedo fedeli compagni
di rimanere pronti ai piedi del cannon
e di sparare l'ultima mitraglia
per difendere l'idea e la nazion.
NUESTRO MÉXICO, FEBRERO 23

Nuestro México, febrero veintitrés,
Dejó Carranza pasar americanos,
Diez mil soldados, seiscientos aeroplanos
Buscando a Villa por todo el país.

Los de a caballo no se podían sentar
Y los de a pie no podían caminar,
Entonces Villa les pasa el aeroplano
Y desde arriba les dice "goodbye".

Comenzaron a volar los aeroplanos,
Entonces Villa un gran plan les formó,
Se vistió de soldado americano
Y a sus tropas también las transformó.

Mas cuando vieron los gringos las maderas
Con muchas barras que Villa les pintó,
Se bajaron con todo y aeroplano
Y Pancho Villa prisioneros los tomó.

Toda la gente en Chihuahua y Ciudad Juárez
Muy asustada y asombrada se quedó
De ver tanto gringo y carrancista
Que Pancho Villa en los postes les colgó.

Qué se creían los soldados de Tejas,
Que combatir era un baile de Calquís,
Con la cara llena de vergüenza
Se regresaron todos a su país.

Yo les encargo, mis fieles compañeros,
Que se estén firmes al pie de su cañón,
Que disparen la última metralla
Para defensa de nuestra nación.


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