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Declare Independence

Björk
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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March 10, 1959
(Ivana Spagna)
107 Steps
(Björk)
Shout Out for Freedom
(Heideroosjes)


[2007]
Album: "Volta"

Tour ad alta tensione della cantante islandese in Cina. Sotto accusa "Declare Independence" il cd non gradito a molti Paesi alle prese con i conflitti autonomistici
Bjork a Shangai inneggia al Tibet
polemiche e insulti sui blog cinesi
Un precedente solo pochi giorni fa per la dedica del brano all'indipendenza del Kosovo. La Serbia annuncia di aver cancellato il concerto previsto a luglio


BjiorkROMA - Prima la dedica del brano Declare Independence al Kosovo, durante i due concerti giapponesi, poi domenica a Shangai l'invito al Tibet ("Tibet, Tibet, raise your flag", alza la tua bandiera): la tournée della cantante islandese Bjork, che negli ultimi giorni di febbraio è arrivata con successo anche l'Italia, sta creando non pochi problemi, tanto che la Serbia ha annunciato venerdì scorso che il concerto dell'artista previsto per luglio sarebbe stato cancellato.

L'ultimo lavoro di Bjork non ha il gradimento dei Paesi coinvolti in conflitti autonomisti. In effetti Declare Independence era stato pensato dalla cantante come un sostegno alla causa delle Isole Far Oer (un arcipelago che si trova nel nord dell'Oceano Atlantico tra la Scozia, Norvegia e Islanda, regione autonoma della Danimarca) e della Groenlandia. Regioni vicine anche geograficamente all'islandese Bjork.

Ma in una tournée che ha toccato con successo Paesi molto lontani e diversi, il brano musicale si è trasformato ora nell'appello all'indipendenza per il Tibet, ora per il Kosovo. Con conseguente "sconcerto" dei governi interessati. Del resto la canzone si presta ad essere l'inno all'indipendenza in senso più generale: "Start your own currency" (diffondi la tua valuta), "Protect your language" (proteggi la tua lingua), "Raise your flag", recitano alcune delle liriche.

Apparentemente domenica allo Shangai International Gymnastic Center, nell'unica data cinese della cantante che era stata nel Paese, a Pechino, solo un'altra volta, nel 1996, il pubblico non ha fatto una piega di fronte allo slogan "Tibet, Tibet raise your flag". I giornali locali non ne hanno scritto. Ma sui blog i cinesi ne hanno parlato, anche molto. Qualcuno ha apprezzato, qualche altro ha apostrofato la cantante con insulti anche pesanti.

I critici più equilibrati hanno rimproverato all'artista di non aver avuto rispetto per i suoi fan. E hanno ribadito quella che in Cina sembra essere un'opinione, se non dominante, perlomeno diffusa: "Perché gli occidentali se ne occupano così tanto? Il Tibet non è nostro? Si facciano gli affari loro!".

In Giappone, qualche giorno prima, Bjork aveva fatto cenno all'indipendenza al Kosovo. Con il risultato che il governo serbo ha cancellato il concerto previsto per luglio, in occasione dell'Exit Festival. "Ci sarà stato qualche serbo fra il pubblico dei miei concerti - ha commentato la cantante - che avrà pensato di telefonare a casa una volta sentita la mia dedica".

Da repubblica.it


Una marcia pacifica per liberare il Tibet
tibet
L’hanno chiamata la “Marcia del ritorno in Tibet”. E' partita da McLeod Ganj (Dharamsala), in India, il 10 marzo. E'l’evento più importante del Tibetan People’s Uprising Movement, un movimento lanciato da cinque organizzazioni tibetane in esilio: il Tibetan Youth Congress, la Tibetan Women’s Association, il Gu-Chu-Sum Movement of Tibet e gli Students for a Free Tibet.

Tre sono le richieste che queste organizzazioni fanno al governo della Repubblica popolare cinese: 1. Che vengano rimossi tutti gli ostacoli che impediscono un ritorno senza condizioni del Dalai Lama in Tibet. 2. Che il governo cinese inizi a smantellare quell’occupazione coloniale del Paese delle nevi che dura da quasi sessant’anni. 3. Che la Cina liberi tutti i prigionieri politici tibetani, primo fra tutti il giovane Panchen Lama, Gedhun Choeky Nyima.

Nell’annunciare il Tibetan People’s Uprising Movement 2008, gli organizzatori hanno fatto esplicito riferimento all’insurrezione di Lhasa del 10 marzo 1959. Quel giorno, trentamila abitanti della capitale del Tibet circondarono il Norbulingka, il Palazzo d’estate dove si trovava il Dalai Lama. I dimostranti volevano impedire al giovane Tenzin Gyatso di recarsi ad assistere a una rappresentazione teatrale organizzata in suo onore a Silungpo, la sede del comando militare cinese a Lhasa. Tra i tibetani si era infatti sparsa la voce che i cinesi volessero rapire il Dalai Lama e portarlo con la forza a Pechino. La protesta degli abitanti di Lhasa sfociò in un’aperta rivolta. La notte del 17 marzo 1959 il Dalai Lama, con indosso una divisa militare e un fucile a tracolla, uscì dal Norbulingka e iniziò la sua fuga verso l’esilio indiano. La repressione della rivolta da parte degli uomini della People’s Liberation Army fu spietata. Provocò 87.000 morti tra i tibetani che cercarono di resistere. Il dato lo si trova nello stesso “Rapporto politico” dell’Esercito di liberazione popolare cinese del 1960.
Anche la “Marcia del ritorno in Tibet” che iniziata il 10 marzo 2008 ha un preciso riferimento storico. “A ispirarci è stata la ‘Marcia del sale’ di Gandhi e dei suoi satyagrahi del 1930” dice Tenzin Tsundue, una delle figure di riferimento per tutti i giovani tibetani in esilio. Così come il Mahatma, con la sua marcia, sfidò l’impero britannico in India, altrettanto vogliono fare i tibetani nei confronti della Repubblica popolare cinese. Sperano di poter raggiungere il confine del Tibet alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino dell’agosto 2008. “Il nostro impegno a portare avanti una protesta non violenta è assoluto” dice Tsewang Rigzin, il presidente del Tibetan Youth Congress. Gli fa eco Tenzin Tsundue: “Dobbiamo capire una volta per tutte che la violenza, l’impugnare le armi, è un modo desueto per cercare di ottenere l’indipendenza. La nostra marcia costituirà una sorta di ‘sadhana’, un tributo spirituale a quella verità e a quella giustizia che ci ispirano nella nostra azione”.

Ma per i tibetani che si metteranno in marcia si prospettano giorni difficili. Nel dicembre 2007 le truppe indiane e quelle cinesi hanno effettuato un’esercitazione militare congiunta presso l’Accademia militare di Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan. L’esercitazione è stata chiamata “Hand-in-Hand 2007” e ha avuto per obiettivo “il combattere il terrorismo e il garantire la pace, la stabilità e la creazione di un ‘mondo armonioso’”. Nel gennaio 2008 la stessa esercitazione congiunta è stata ripetuta a Chusul in Ladakh, in territorio indiano. Il confine tra India e Repubblica popolare cinese è dunque presidiato militarmente, palmo a palmo, sia a oriente che a occidente. I militanti tibetani non hanno fatto sapere da quale punto del confine intendono entrare nel Paese delle nevi. Tutti i partecipanti sono comunque coscienti dei rischi e dei pericoli a cui vanno incontro. Molti, alla vigilia della marcia, hanno donato tutti i loro averi, mettendo in conto la possibilità di non fare ritorno. Ed è per questo che chiedono di non essere lasciati soli. Dicono: “La nostra marcia offre a tutti la possibilità di partecipare a uno storico movimento non violento. Con esso vogliamo ottenere la libertà per un paese che, ancora oggi, è tenuto soggiogato. Unitevi a noi. Sosteneteci in qualsiasi modo possiate. Abbiamo bisogno di informare la gente della nostra marcia.

Cammineremo per sei mesi. Potete unirvi a noi come sostenitori, per un giorno o anche per una sola ora. Oppure per una settimana o per un mese intero. Abbiamo bisogno di volontari, di gente che lavori nei media, di scrittori, fotografi, bloggers. Abbiamo bisogno di infermieri, cuochi, tecnici. E abbiamo bisogno soprattutto delle vostre preghiere”. (Carlo Buldrini)

Da Il Secolo XIX
Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

- Justice-

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

- Justice -

Start your own currency
Make your own stamp
Protect your language

- Justice -

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

Make your own flag
Make your own flag
Make your own flag
Make your own flag

Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

Damn colonists
Ignore their patronizing
Tear off their blindfold
Open their eyes

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

With a flag and a trumpet
Go to the top
Of your highest mountain

And raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag
Raise your flag

Declare independence
Don’t let them do that to you
Declare independence
Don’t let them do that to you

Raise the flag

inviata da daniela -k.d.- - 17/3/2008 - 18:59




Lingua: Francese

Versione francese da forum.bjork.fr
DECLARE TON INDEPENDANCE

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

- Justice-

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

- Justice -

Crée ta propre monnaie
crée ton propre timbre
Protège ta langue

- Justice -

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

Crée ton propre drapeau
Crée ton propre drapeau
Crée ton propre drapeau
Crée ton propre drapeau

Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

Maudits colons
Ignore leurs mépris
Arrache leur bandeau [qu'ils ont devant les yeux - ndt]
Ouvre leurs yeux

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

Avec un drapeau et une trompette
Monte tout en haut
De ta plus haute montagne

Et eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)
Eleve ton drapeau (plus haut, plus haut)

Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça
Déclare ton indépendance
Ne les laisse pas te faire ça

Eleve ton drapeau.

inviata da daniela -k.d.- - 17/3/2008 - 19:24




Lingua: Italiano

Versione italiana di Sasyna
DICHIARA INDIPENDENZA

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Comincia il tuo corso!
Fai il tuo stampo
Proteggi la tua lingua

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Fai la tua bandiera!
Fai la tua bandiera!
Fai la tua bandiera!
Fai la tua bandiera!

Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Condanna i colonizzatori
Ignora il loro disprezzo
Strappa le bende davanti ai loro occhi
Apri i loro occhi

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Con una bandiera ed una tromba
Vai sulla cima della montagna più alta!

Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!
Solleva la tua bandiera!

Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!
Dichiara indipendenza!
Non lasciare che lo facciano a te!

Solleva la bandiera!

inviata da Sasyna - 12/1/2010 - 15:56



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