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La mia gente

Enzo Jannacci
Lingua: Italiano


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[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che dà il titolo all’album del 1970
Testo trovato su LyricsWikia

La mia gente

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
La mia gente,
la mia gente muore,
la mia gente muore
e nessuno se ne accorge.

Io sto a guardare
fuori fuori che piove
e di questo morire
non ne voglio capire.

La mia gente,
la mia gente muore,
la mia gente muore
e nessuno se ne accorge.

Li han lasciati accoppare
dietro a una ciminiera,
gli avevano detto
che era l'ultima sera.

Sì ma tu
che con la tua automobile
hai scambiato la vita
per una bella donna sfiorita

Ricordati che c'è,
c'è ancora qualcuno
che aspetta la filovia
e quando l'ha presa
tira fuori un sorriso,
perché ormai l'han convinto
che andrà in paradiso.

La mia gente,
la mia gente canta,
la mia gente canta
e nessuno se ne accorge.

Io sto ad ascoltare
ma non capisco le parole
e allora di rabbia
alzo il volume della radio,
alzo il volume della radio
e canto con lei
e canto con lei
contro la mia gente,
contro la mia gente,
contro la mia gente...

inviata da Bernart Bartleby - 7/6/2018 - 11:27



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