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Przedszkole [Ballada o przedszkolu]

Jacek Kaczmarski
Lingua: Polacco

Lista delle versioni e commenti


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[1974]
Testo e musica: Jacek Kaczmarski
Lyrics and music: Jacek Kaczmarski
Tekst i muzyka: Jacek Kaczmarski
Album: Carmagnole 1981 [1982]

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Il manoscritto originale di Przedszkole


A quanto mi è dato sapere, la canzone sarebbe originariamente stata scritta nel 1974; però, per il suo piccolo argomento e andamento metaforico, nella Polska Rzeczpospolita Ludowa del 1974 non è mai stata incisa e dubito fortemente che lo si sarebbe potuto fare. Tant'è che la prima incisione risale al 1982, quando Jacek Kaczmarski era già in esilio nella Repubblica Federale di Germania dopo l' “autoinvasione” di Jaruzelski del 1981. L'album “Carmagnole 1981” fu registrato e inciso presso gli studi “Stentor” di Wiesbaden in cinquecento copie; contiene diciannove canzoni, tutte scritte e musicate da Kaczmarski (tranne un paio da Przemysław Gintrowski e una da Zbigniew Łapiński). [RV]
W przedszkolu naszym nie jest źle,
Zabawek mamy tutaj w bród;
Po całych dniach bawimy się
W coraz to inny trud.

Pani nam przypatruje się –
Pilnuje gdzie zabawy kres;
W przedszkolu naszym nie jest źle,
Kiedy się grzecznym jest.

Bo jeśli nie – zaraz po pupach, po pupach, po pupach biją nas
I krzyczą – patrz szcze- patrz szczeniaku gdzieś ty wlazł,
Albo po łapach, po łapach, po łapach trzepią i
W kącie się łyka łzy.

Za oknem tyle świata lśni,
Do szyby więc przyciskam nos…
Wszystkim zachwycałbym się gdy –
Gdyby nie Pani głos.

Bo mamy w pociąg bawić się –
Pani nas ciągnie tam i tu,
I chyba sama nie wie gdzie,
Powtarza tylko: czu-czu-czu…

My za nią przewracając się
I na zakrętach lecąc w bok,
Patrzymy jak się pociąg rwie,
Krzyczymy czu-czu, gubiąc krok.

A Pani ciągle biega i
Za nią już tylko jeden, dwu,
Bo reszta pod ścianami tkwi
I leżąc krzyczy: czu-czu-czu!

Pani się zatrzymuje zła,
Pierwszego z brzegu łapie i –
Tym pierwszym zwykle bywam ja,
Bo jestem krnąbrny oraz zły.

Więc zaraz da mi, da po pupie, po pupie, po pupie zbije mnie,
Krzycząc – czemu szcze- czemu szczeniaku nie bawisz się,
A ja z pociągu, z pociągu wypadłem tylko i –
W kącie połykam łzy.

Lecz nic nie mówię – cóż to da?
Coś tylko we mnie w środku drży;
W kąciku siedzę cicho sza,
Myślę że smutno mi.

Lecz z czasem minie też i to;
W przedszkolu naszym tak już jest,
Że zapomina się tu zło,
Tu troskom szybki kres!

Więc znów bawimy wszyscy się
Pod czujnym okiem Pani, i –
W przedszkolu naszym nie jest źle!
(Szczególnie, gdy się śpi!).

inviata da Riccardo Venturi - 5/6/2018 - 00:35



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
5 giugno 2018 00:39

kaczcarm
L'ASILO [BALLATA DELL'ASILO INFANTILE]

Nel nostro asilo non è male,
Di balocchi, qui, ne abbiamo a bizzeffe;
Per giorni interi ci divertiamo,
Però la cosa si fa sempre più difficile.

La maestra ci sorveglia,
Sta attenta a dove finisce il gioco;
Nel nostro asilo non è male
Se ci si comporta da bravi bambini.

Sennò son subito scula, scula, sculacciate
E urlano: bada ba, bada bambino dove ti sei cacciato
Sennò sulle manine son bacche, bacche, bacchettate
E giù in castigo a frignare in un angolo.

Come splende il mondo fuori dalla finestra!,
E quindi pigio il naso contro il vetro...
Sarei deliziato di ogni cosa se...
Se non fosse per la voce della maestra.

Dobbiamo giocare al trenino -
La maestra ci spinge qua e là,
E mi sa che lei stessa non sa dove,
Ripete solo: ciuf-ciuf-ciuf...

Mentre dietro di lei caschiamo in terra
E voliamo negli angoli di lato,
Guardiamo come il trenino si spezza
E urliamo ciuf-ciuf perdendo il passo.

Ma la maestra corre sempre,
Le restan dietro solo in uno o due,
Gli altri, attaccati alle pareti
Stesi per terra urlano: ciuf-ciuf !

La maestra allora ferma quel malestro,
Acchiappa il primo a caso, e
Quel primo di solito sono io,
Perché sono recalcitrante e arrabbiato.

E sempre mi prende a scula, scula, sculacciate,
Urlandomi: perché, piccì, perché piccino non ti diverti,
Ma solo io son cascato fuori dal trenino, ino,
E me ne starò a frignare in un angolo.

Però non dico niente, a che serve?
Qualcosa freme dentro soltanto a me;
Sto a sedere in un angoletto, zitto, ssshh,
E penso di sentirmi triste.

Eppure col tempo passerà;
Qua nel nostro asilo è così
Che si dimentica già il male,
Le preoccupazioni finiranno presto!

E tutti sempre ricominciamo a divertirci
Sotto gli occhi vigili della maestra -
Nel nostro asilo no, non è male!
(Specialmente quando si dorme!).

5/6/2018 - 00:39


Grazie Rick!
Eccolo primo Kaczmarski, in cui trovo una vena brassensiana di un adolescente. Non la ho sentita da così tanto tempo che me la sono quasi scordata. Grazie.

Peccato, che la mia l'ultima traduzione, assai ben riuscita, di una canzone di Mary Gauthier che parla della guerra più antica fra gli uomini (comprese le donne :) pare non è stata accettata. Ma forse è solo una svista dovuta ai tempi accellerati e roventi della tarda estate del 2018.

Grazie

k - 5/6/2018 - 22:27


Brassensiana sì....ma io ci ho visto anche qualcosa di Vysotskij. Magari mi sbaglio...ma quando pronuncia "Gdyby nie Pani głos" con vocione e accento alla russa mi ha fatto stiantà.... ^^ Un ragazzaccio, Jacek, e un grande. PS ora sto traducendo "Powrót"....

Riccardo Venturi - 6/6/2018 - 01:24


Vysotskij più nell'interpretazione (soprattutto l'urgenza nel finale) e Brassens nel testo, direi...

Flavio Poltronieri - 6/6/2018 - 09:07


Simone con un amico prima di Kleyff hanno suonato pure questa a Bolków
uhhhhh
Altro che carosello :DDD

krzyś Ѡ - 1/7/2018 - 05:33



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