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La memoria dell'acqua

Erica Boschiero
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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2017
Caravanbolero
caravan
La notte si cerca un senso tra le stelle
Perché è sempre troppo forte la nostalgia
La vela spiegata vola tra le onde
Che andare per mare è come una malattia

Gli scogli la notte parlano con le stelle
La sanno a memoria tutta la geologia
E insieme stanno a sentire dalle onde
La lista di tutti i nomi portati via

L’acqua non dimentica e non dimenticherà
Tutti i figli persi in mezzo al mare
L’acqua non dimentica e non ci perdonerà
Tutte le promesse di arrivare

Sul fondo del mare gli occhi stanno aperti
Conservano ancora tutta la frenesia
E tra le conchiglie dormono i ricordi
Tra i pesci resta a danzare una fotografia

L’acqua non dimentica e non dimenticherà
Tutti i figli persi in fondo al mare
L’acqua non dimentica e non ci perdonerà
Tutte le promesse di arrivare

inviata da dq82 - 21/6/2017 - 16:14



Lingua: Francese

Version française – LA MÉMOIRE DE L’EAU – Marco Valdo M.I. – 2017
Chanson italienne – La memoria dell’acqua – Erica Boschiero – 2017

eau
LA MÉMOIRE DE L’EAU

La nuit, on cherche un sens parmi les étoiles,
Car la nostalgie est toujours trop forte.
La voile dépliée vole par-dessus les vagues,
Car aller par mer est comme une maladie.

La nuit, les récifs parlent aux étoiles ;
Ils connaissent par cœur toute la géologie
Et ensemble écoutent la liste
De tous les noms emportés par les vagues.

L’eau n’oublie pas et n’oubliera pas
Tous les fils perdus dans le ventre de la mer ;
L’eau n’oublie pas et ne nous pardonnera pas
Toutes les promesses faites à terre.

Sur le fond de la mer, les yeux écarquillés
Conservent encore toute leur frénésie
Et parmi les coquilles, dort le passé
Entre les poissons où danse une photographie.

L’eau n’oublie pas et n’oubliera pas
Tous les fils perdus dans le ventre de la mer ;
L’eau n’oublie pas et ne nous pardonnera pas
Toutes les promesses faites à terre.

inviata da Marco Valdo M.I. - 22/6/2017 - 21:46


2018
Yayla musiche ospitali
yayla

Artisti Vari – Yayla: Musiche Ospitali (Appaloosa/Ird, 2018)

Il 20 giugno è uscita questa bella raccolta: un disco di incontri, di storie e di collaborazioni strane, inusuali e belle. La data non è casuale: quel giorno ricorre infatti la Giornata Mondiale del rifugiato. “Yayala” è una parola turca che significa transumanza, la migrazione periodica con cui si cercava un clima più mite e una terra più ospitale, per poi tornare alla propria; nel nome di questa Yayla, artisti italiani e stranieri (non solo musicisti, ma anche attori e scrittori) ci raccontano questo tempo ruvido e doloroso. I proventi della vendita del doppio cd andranno al Centro Astalli che da anni fornisce servizi per i rifugiati e promuove campagne di sensibilizzazione sul tema. Ben 130 i musicisti coinvolti, i più famosi di loro sono Antonella Ruggiero, Neri Marcorè, Edoardo Bennato che, insieme a Jono Manson e al cantante pakistano Salif Samejo, canta una “Isola che non c’è” senza tempo e senza luogo, gli americani Bocephus King, James Maddock e Thom Chacon (con una sorprendente Violante Placido), l’irlandese Ben Glover, la bravissima italo-somala Saba Anglana, i Gang e Giua. Vi sono poi quattro inserti recitati con Erri De Luca, Valerio Mastandrea, Donatella Finocchiaro e Evelina Meghnagi, che si esibisce anche in uno dei brani più toccanti del disco, la ninna-nanna “Hashemesh”. Scegliere alcuni brani e segnalarli come i migliori, specie in una compilation di questo tipo, può sembrare fuori luogo, ancor più vista la media decisamente alta delle canzoni, molte delle quali incise per l’occasione. Segnaliamo comunque la bellissima “Diventano Mare” del duo palermitano IO (ovvero Irene Ientile e Ornella Cerniglia), “By Foot, by Boat, by Train”, dell’inedito duo Saba Anglana/Bocephus King, le due belle canzoni scritte da Andrea Parodi per Alfina Sforza e per Neri Marcorè e Giua, l’ottima “Addhrai” dei Domo Emigrantes, che dell’integrazione e della multietnicità fanno una loro bandiera, ospitando il polistrumentista kurdo Ashti Abdo, la sempre brava Antonella Ruggiero, la sardo-umbra Sara Marini con “Una Rundine in sas Aeras” e il curdo Dyar Uren Mehrovi con la bella “Zozan”. Un disco che fa della qualità la sua cifra e che abbina una qualità non comuna alla corretta opera di sensibilizzazione al fenomeno migratorio e alla convivenza.  
bloogfolk.com

27/7/2018 - 12:35



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