Lingua   

Old Man Trump

Woody Guthrie
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

Tom Mooney Is Free
(Woody Guthrie)
Leur bon Président
(Marco Valdo M.I.)
Hail to the Chief
(Prophets Of Rage)


[1952]
Words by Woody Guthrie
Music by Ryan Harvey

Testo di Woody Guthrie
Musica di Ryan Harvey

Frederick Christ Trump (1905-1999)
Frederick Christ Trump (1905-1999)


All'inizio degli anni '50 del secolo scorso, Woody Guthrie viveva a New York in un complesso di appartamenti di Brooklyn, il Beach Heaven Family Project ("Progetto familiare di Beach Haven"). Il contratto di locazione lo aveva firmato nel dicembre del 1950 ed è un documento assai interessante: da una parte la firma dell'autore di This Land Is Your Land, forse l'appello più chiaro all'uguaglianza e alla condivisione sociale per tutti in America, e dall'altra quella di mr Frederick Christ Trump, che in termini odierni si potrebbe definire un ricco, ricchissimo, straricco palazzinaro che si era fatto una fortuna immensa edificando nelle periferie newyorkesi.

Il contratto, scoperto dal giornalista Nick Lehr che ne ha parlato diffusamente nel suo blog The Conversation, si trovava nei Woody Guthrie Archives di Tulsa. Guthrie visse per due anni in quell'appartamento, due anni in cui ebbe a che fare con mr Frederick Trump e con quel che succedeva nel complesso edilizio. Ne vennero fuori tra gli scritti più amari e feroci che si possano immaginare (ma che, come avverte Nick Lehr, non sono mai stati pubblicati) e questa canzone dedicata, appunto, al suo padrone di casa.

Il quale era nato l'11 ottobre 1905 da due immigrati tedeschi di Kallstadt, nella Renania-Palatinato; la madre si chiamava Elizabeth Christ, ed il padre Friedrich Trump (pronunciato “trùmp” alla tedesca, e non ancora “tràmp”). Mr Frederick Trump, il figlio, era nato nel Bronx. Suo padre era morto quando aveva 13 anni; e bisognerà fare un salto adesso agli anni del primo dopoguerra, quando Frederick aveva già cominciato a fare fortuna come proprietario di immobili e costruttore edile. In quegli anni, andava a dire a tutti quanti di essere di origine non tedesca, ma svedese. Secondo suo nipote, tale John Walter, lo zio gli aveva confessato di avere un sacco di inquilini ebrei, ed a quel tempo non sarebbe stata buona cosa che avessero saputo le sue vere origini.

Aveva cominciato prestissimo a lavorare; morto il padre, nel 1920 all'età di 15 anni faceva il falegname. Lo stesso anno cominciò ad interessarsi di affitti e edilizia facendo costituire una società a sua madre (legalmente, essendo minorenne, lui non avrebbe potuto farlo). Risparmiamo naturalmente a tutti le successive tappe della sua folgorante carriera che lo avrebbe reso uno degli uomini più ricchi d'America, almeno nel campo dell'edilizia; si dirà soltanto che, nel 1927, mr Frederick Trump era stato tra i protagonisti di un curioso episodio.

Durante il Memorial Day (che si svolge sempre l'ultimo lunedì di maggio), scoppiarono nel Queens dei disordini. Si stava, in quel momento, svolgendo una marcia del Ku Klux Klan, che intendeva manifestare contro le “violenze della polizia newyorkese, fatta di immigrati cattolici” contro i “nativi americani protestanti bianchi”; il corteo fu assaltato da alcuni italiani al grido di “viva il Duce”. Vi furono feriti ed arresti; tra gli arrestati nel campo del Klan vi fu anche il giovane mr Frederick Trump. Suo figlio, del quale avremo a parlare un po' in seguito, ha recentemente dichiarato che di “avere ereditato tutto da suo padre”, chiaramente non soltanto il patrimonio. Sembra che sia stata proprio questa eredità paterna a provocare le ire e la reazione di Woody Guthrie. Si era accorto come funzionavano esattamente le cose nell'impero di mr Frederick Trump.

Negli anni del dopoguerra, col ritorno a casa di centinaia di migliaia di persone a New York, l'edilizia pubblica a prezzi abbordabili era diventata una priorità urgentissima. In gran parte, i progetti di edilizia a basso costo erano stati affidati alle autorità statali e cittadine, che avevano penuria di fondi; ma quando la Federal Housing Authority si decise a richiedere fondi federali e sussisi per costruire blocchi di appartamenti urbani, uno dei primi a farsi avanti fu proprio mr Frederick Trump. Il quale non solo si mise a costruire appartamenti su appartamenti con licenza pubblica, ma anche ad incassarne le locazioni dagli inquilini; si capisce quindi bene come si sia ben presto guadagnata una fortuna.
I suppose that Old Man Trump knows just how much racial hate
He stirred up in that bloodpot of human hearts
When he drawed that color line
Here at his Beach Haven family project

Beach Haven ain't my home!
No, I just can't pay this rent!
My money's down the drain,
And my soul is badly bent!
Beach Haven is Trump’s Tower
Where no black folks come to roam,
No, no, Old Man Trump!
Old Beach Haven ain't my home!

I'm calling out my welcome to you and your man both
Welcoming you here to Beach Haven
To love in any way you please and to have some kind of a decent place
To have your kids raised up in.

Beach Haven ain't my home!
No, I just can't pay this rent!
My money's down the drain,
And my soul is badly bent!
Beach Haven is Trump’s Tower
Where no black folks come to roam,
No, no, Old Man Trump!
Old Beach Haven ain't my home!

inviata da CCG/AWS Staff trying to influence US presidential campaign - 1/10/2016 - 20:12



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dell'Anonimo Toscano del XXI secolo
29-1-17 21:44
IL VECCHIO TRUMP

Secondo me, il vecchio Trump lo intuisce quant’odio razziale
Ha rimescolato e portato a galla in quella sanguinosa pentola di cuori umani
Quando ha tracciato quella linea colorata
Qui al complesso di edilizia popolare “Beach Haven”

Beach Haven non è casa mia!
No, proprio non posso pagare l’affitto!
Come soldi, sto messo a terra,
E ho l’umore sotto i tacchi!
Beach Haven è la Torre di Trump
Dove nessun negro può entrare,
No, no, vecchio Trump!
Beach Haven non è casa mia!

Vi do il mio caloroso benvenuto, a lei e a suo marito,
Benvenuti qui a Beach Haven
Per amarvi come più vi aggrada e per avere un posto decente
Per tirare su, qui, i vostri bambini

Beach Haven non è casa mia!
No, proprio non posso pagare l’affitto!
Come soldi, sto messo a terra,
E ho l’umore sotto i tacchi!
Beach Haven è la Torre di Trump
Dove nessun negro può entrare,
No, no, vecchio Trump!
Beach Haven non è casa mia!

29/1/2017 - 21:43


Il primo sito che compare se si scrive "Trump" su Google è quello della sua Trump Organization, dove la prima frase che campeggia è la seguente (l'immagine a commento invece l'ho messa io):

Bernart Bartleby - 13/2/2017 - 08:26


E non te fa vede a Vaticano... tanto non te djamo er visto

o rasate a zero :)

krzyś - 13/3/2017 - 07:42


Tom Morello: Questa è una cosa fatta con Ryan Harvey del collettivo riot-folk Baltimore (ha una chitarra con la scritta 'This machine still kills fascists', che riecheggia il vecchio motto della famosa chitarra di Guthrie 'This machine kills fascists', ndr). Abbiamo preso queste parole di Woody Guthrie, che sono state ritrovate da Will Kaufman, un professore di Letteratura Americana dell’Università del Central Lancashire, e gli abbiamo dato una veste musicale. Sono importanti perché permettono di capire come già il padre di Trump fosse un vero e proprio segregazionista dal momento che esistono documenti in cui è provato di come avesse raddoppiato l’afffitto ai neri per mandarli via da una casa di cui era proprietario. Non a caso Woody scriveva: 'I suppose / Old Man Trump knows/ Just how much Racial Hate/ he stirred up/ In the bloodpot of human hearts/ When he drawed/ That color line/ Here at hi / Eighteen hundred family project (il luogo da cui  il vecchio Trump voleva scacciarli, ndr)'. Prima delle elezioni, insieme ad Ani DiFranco, abbiamo fatto un video spiegando alla gente perché non bisognava votarlo, ma purtroppo non è servito…".
repubblica.it

Dq82 - 16/9/2017 - 22:43



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org