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Ruanda

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[1995]
Brano strumentale nell’album intitolato “Sanacore”

Sanacore

In Ruanda, dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente - a colpi di armi da fuoco, machete pangas e bastoni chiodati - almeno 500.000 persone (secondo le stime di Human Rights Watch), in stragrande maggioranza appartenenti all’etnia minoritaria dei Tutsi (ma anche Hutu moderati). I carnefici, organizzati in milizie finanziate, armate ed equipaggiate dal Governo, erano di etnia Hutu. La stima delle vittime salì in seguito fino a raggiungere una cifra pari a circa 800.000 o 1.000.000 di persone.

Un’immagine emblema del genocidio ruandese:

Durante un notiziario del 2000 il quotidiano britannico The Guardian rivelò che l’allora Segretario Generale dell'ONU, l’egiziano Boutros Boutros-Ghali [in carica tra il 1992 ed il 1996 e quindi anche durante il genocidio ruandese], giocò un ruolo importante nella fornitura di armi al regime Hutu. Come ministro degli esteri dell’Egitto, nel 1990 Boutros-Ghali facilitò una vendita di armi per 26 milioni di dollari (18 milioni di sterline) al governo del Ruanda, fornitura costituita da bombe di mortaio, lanciarazzi, granate e munizioni, tutte armi che furono poi utilizzate dagli Hutu per massacrare i loro fratelli Tutsi.
Il governo ruandese, nelle settimane immediatamente precedenti l’inizio del genocidio, concluse anche un accordo con la Cina per la fornitura di oltre 500.000 machete, molto più economici delle armi da fuoco…
L’ONU di Boutros-Ghali rimase indifferente alle molteplici segnalazioni dell’imminente, immane strage che si stava preparando e, anzi, a massacro già iniziato ridusse e quasi azzerò il contingente di caschi blu presente nella regione… Gli USA, dal canto loro, posero il veto all’intervento internazionale perchè ancora scottati dalla sconfitta e precipitosa ritirata da Mogadiscio l’anno precedente… La Francia, i cui istruttori militari avevano addestrato i soldati Hutu, giocò pure lei un ruolo molto sporco nella vicenda, arrivando a proteggere la ritirata Hutu quando alla fine del conflitto prevalse il Fronte Patriottico del Ruanda guidato da Paul Kagame, costituito da rifugiati Tutsi.
[strumentale]

inviata da Bernart Bartleby - 29/5/2014 - 14:57


E' morto l'ex segretario generale Onu, l'egiziano Boutros Ghali. Aveva 93 anni.

Lo chiamavano "Il Faraone", per via della sua alterigia e suscettibilità. Lui e la sua ONU furono tra i responsabili, diretti ed indiretti, delle tragedie di Bosnia e Ruanda.

Non che quelli che lo hanno preceduto (vedi Kofi Annan, la cui famiglia speculava sul già scandaloso embargo all'Iraq e sul programma americano "Oil For Food") e seguito (vedi l'attuale Ban Ki-moon, figura totalmente inutile) abbiano fatto molto meglio...

A parziale discolpa di tutti costoro, c'è da dire che non esiste un'organizzazione internazionale che possa anche solo minimamente determinare in meglio i destini dell'umanità, mai come ora soggetta soltanto ad un manipolo di ricchi potenti psicopatici assassini, tra i quali quelli dello Stato Islamico sono solo gli ultimi arrivati e nemmeno i più letali...

Bernart Bartleby - 17/2/2016 - 08:31



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