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Tom Paxton: I'm Changing My Name to Chrysler

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Lingua: Inglese

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[1979]
Parole e musica di Tom Paxton.

Una canzone che non starebbe forse male nel percorso sulla Guerra del Lavoro, ma che per pudore - viste le tante tragedie sul lavoro accadute anche in questi giorni, prima fra tutte quella nella miniera di carbone di Soma in Turchia - preferisco proporre come Extra, dato il suo tenore allegro, benchè satirico...



Tom Paxton scrisse “Ho deciso di cambiare il mio nome in Chrysler” nel 1979 quando l’influente businessman Lee Iacocca, entrato l’anno prima in Chrysler dopo essere stato silurato dai vertici Ford, accortosi che stava mandando dal culo l’azienda, chiese ed ottenne dal Congresso (e dal presidente Carter) un prestito da 1 miliardo e mezzo di dollari oltre a lucrose commesse militari. Un sistema mica male per evitare la bancarotta e rilanciare gli affari!



Oggi è il nostro brillante Marchionne ad aver cambiato il nome in Chrysler, e anche lui ha sapientemente rilanciato, delocalizzando anche la testa del gruppo, dopo che per decenni e decenni - ma siamo ormai più vicini al secolo - la FIAT, fiore all’occhiello dell’industria nazionale, ha sempre privatizzato gli utili e collettivizzato i rischi e le perdite.



[Nel 2008 Tom Paxton cambiò in parte testo e titolo della canzone, che divenne “I Am Changing My Name to Fannie Mae”, con riferimento alla potentissima iniezione di denaro liquido (700 miliardi di dollari!) che nel 2008 il governo americano ha fatto alle banche, le stesse che negli anni precedenti erano state responsabili delle pratiche predatorie legate ai mutui subprime e, in definitiva, della profonda crisi oggi ancora in atto nel mercato globale.]
Oh the price of gold is rising out of sight,
And the dollar is in sorry shape tonight.
What a dollar used to get us,
Now won't get a head of lettuce,
No the economic forecast isn't bright.
But amidst the clouds I spot a shiny ray.
I begin to glimpse a new and better way.
I've devised a plan of action,
Worked it down to the last fraction,
And I'm going into action here today.

I Am Changing My Name To "Chrysler".
I am going down to Washington, D.C.
I will tell some power broker,
"What you did for Iacocca,
Would be perfectly acceptable to me."
I am changing my name to 'Chrysler'.
I am leaving for that great receiving line,
And when they hand a million grand out,
I'll be standing with my hand out.
Yes sir, I'll get mine.

When my creditors come screaming for their dough,
I'll be proud to tell them all where they can go.
They won't have to scream and holler,
They'll be paid to the last dollar,
Where the endless streams of money seem to flow.
I'll be glad to tell them all what they must do.
It's a matter of a simple form or two.
It's not just remuneration,
it's a liberal education.
Aren't you kind of glad that I'm in debt to you.

I Am Changing My Name To "Chrysler".
I am going down to Washington, D.C.
I will tell some power broker,
"What you did for Iacocca,
Would be perfectly acceptable to me."
I am changing my name to 'Chrysler'.
I am leaving for that great receiving line,
And when they hand a million grand out,
I'll be standing with my hand out.
Yes sir, I'll get mine.

Since the first amphibian crawled out of the slime,
We've been struggling in an unrelenting climb.
We were hardly up and walking before money started talking,
And it said that failure is an awful crime.
It's been that way a millennium or two.
Now it seems there is a different point of view.
If you're a corporate Titanic,
And your failure is gigantic,
Down in Congress there's a safety net for you.

I Am Changing My Name To "Chrysler".
I am going down to Washington, D.C.
I will tell some power broker,
"What you did for Iacocca,
Would be perfectly acceptable to me."
I am changing my name to 'Chrysler'.
I am leaving for that great receiving line,
And when they hand a million grand out,
I'll be standing with my hand out.
Yes sir, I'll get mine.

inviata da Bernart Bartleby - 14/5/2014 - 21:21


Lee Iacocca fu silurato dalla Ford per contrasti con Henry Ford II e nient'altro, visto che il primo aveva comunque portato all'azienda 2 milioni di $ di utile (cifre del 1978). Iacocca arrivo' alla Chrysler quando quest'ultima si trovava da anni in una crisi nera. Il 2 Novembre 1978 il quotidiano Detroit Free Press titolava: "La Chrysler tocca il massimo delle perdite", mentre nell'articolo si menzionavano perdite pari a 160 mln di dollari. Fu la piu' grave crisi della storia della societa'. Iacocca, assunto alla fine del 1978, decide dunque di ristrutturare completamente la casa. Prima vende la divisione militare (che produceva il carro armato M1 Abrams) e poi una serie di asset quali gli impianti in Australia, Europa e in un paio di paesi dell'America Latina. Le entrate pero' non bastavano, cosi' fu costretto a chiedere un aiuto statale (in base al chapter 11) con l'impegno di restituire il prestito entro il 1990. Nell'estate 1983 (quindi con 7 anni di anticipo) non solo Iacocca aveva restituito al governo ogni singolo cent prestato, ma aveva risollevato la stessa Chrysler attraverso il lancio di alcuni modelli di successo. Quindi quando scrivi "stava mandando in culo l'azienda", scrivi una cosa storicamente non vera :-) Iacocca fu l'uomo che risollevo' la Chrysler, senza contare che fu dietro a una delle auto piu' importanti e celebri della storia automobilistica: la Ford Mustang.

Aleks - 21/4/2015 - 04:28


Bene Aleks, non ricordo da dove ho preso a suo tempo ispirazione, ma non certo da Wikipedia...

Allora proporrò agli Admins di modificare la parte dell'intro su Iacocca come segue:
"Tom Paxton scrisse “Ho deciso di cambiare il mio nome in Chrysler” nel 1979 quando l’influente businessman Lee Iacocca, entrato l’anno prima in Chrysler dopo una brillante carriera nella Ford, chiese ed ottenne dal Congresso (e dal presidente Carter) un prestito da 1 miliardo e mezzo di dollari oltre a lucrose commesse militari. Un sistema mica male per evitare la bancarotta e rilanciare gli affari!"

Non mi pare comunque che tu abbia contestato la sostanza del discorso, e cioè che i grandi industriali stanno sempre ad invocare il "libero mercato" quando è tempo di profitti e gli aiuti statali quando è tempo di perdite.

Saluti

B.B. - 21/4/2015 - 09:42



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