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Dressur

Walter Mehring
Lingua: Tedesco

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[1921]
Parole di Walter Mehring (1896-1981), autore per il cabaret, poeta e scrittore.
Musica di Friedrich Hollaender
Canzone presentata al “Wilde Bühne”, il cabaret politico-letterario allestito nel seminterrato del Theater des Westens di cui fu protagonista l’attrice Trude Hesterberg (1892-1967).



Ritrovo infatti il brano interpretato, dopo la fine della guerra, proprio dalla Hesterberg – insieme alla collega Ursula Herking (1912-1974) – in un EP intitolato “Das Kabarett”.
Ripresa da Gisela May in un suo disco del 1974 intitolato “Hoppla Wir Leben”.

Das Kabarett Hoppla Wir Leben
Walter Mehring (1896-1981) fu uno dei più importanti autori satirici durante gli anni della Repubblica di Weimar. Prolifico scrittore per il cabaret, per tutti gli anni 20 pubblicò pure frequenti e taglientissime poesie e prose sul settimanale di politica ed arte “Die Weltbühne” diretto da Kurt Tucholsky prima e infine da Carl von Ossietzky. Mentre il primo finì esule e suicida ed il secondo assassinato dai nazisti, Walter Mehring fuggì prima a Vienna, poi in Francia e infine negli USA.



Il titolo del brano, con la musica dal grande autore e compositore Friedrich Hollaender, credo possa tradursi come “Ammaestramento” o “Addestramento” (la traduzione automatica, anche in italiano, mi darebbe “Dressage”, che comunque rende bene l’idea). E di questo parla questa canzone d’ambientazione circense, della soggezione della società tedesca dell’epoca al militarismo e della sua assuefazione all’oppressione e alla mancanza di libertà.



Nella prima strofa Mehring allude ad un episodio storico preciso ed emblematico: nel 1913, in Alsazia, nella cittadina di Saverne, un ufficiale della locale guarnigione imperiale prussiana aizzò i propri soldati (tra cui pure c’erano degli alsaziani) contro la popolazione locale, chiamata spregiativamente “Wackes”, nel senso di “farabutti”, da “vache”, con riferimento al dialetto alemanno molto francesizzato che si parla da quelle parti. Ne derivarono proteste e scontri ma i militari, incoraggiati dallo stesso Kaiser Guglielmo II, repressero il malcontento manu militari. Legittimati dai vertici della casta, gli ufficiali responsabili delle aggressioni, continuarono inpunemente nella loro condotta e, quando l’esplosiva situazione approdò alla discussione in Parlamento e nelle aule dei tribunali, la mozione di censura e le condanne che ne derivarono furono rigettate dal Kaiser, che anzi si complimentò con i responsabili legittimandoli ancora una volta con un bel “Immer feste druff!”, che nella parlata berlinese brandenburghese significa più o meno: “Dategli giù duro!”, nel senso di “Continuate così, con ‘sti mascalzoni!” … Tutta la vicenda dimostrò la totale irresponsabilità del potere militare e di quello esecutivo, incarnato nel cancelliere imperiale, di fronte alle camere elettive e quindi di fronte alla nazione. Una caratteristica che si mantenne pressochè inalterata anche negli anni di Weimar – grazie al fatto che tutti, a destra come a sinistra, continuarono a flirtare con i militari - e che esplose fragorosamente con l’avvento del nazismo al potere…

Der Zirkus herrscht! Der Weltquatsch ist beendigt!
Vor dem Dompteure bebt die Kreatur.
Wir zeigen euch die Bestie Mensch gebändigt,
Zum erstenmal! Ein Wunder der Dressur!
Es riecht nach Wildnis. Hört ihr, wie sie kreischen
Ihr "Vive la guerre" und "Immer feste druff"?
Die lieben Tierchen möchten sich zerfleischen,
Doch zittern sie vor meinem Peitschenknuff.
Sie knurren: Gewalt!
Halt !

Das Tier ward Mensch - der Mensch ward Tier -
Wer Phrasen drischt, den dreschen wir!
Und das Publikum
Ringsherum
Sträubt die Haare
Fanfare
bläst Tusch:
Der Mensch ist gut
Ob Christ, ob Jud
Kusch !

Alles - in Freiheit dressiert,
Alles - pariert und harrt des Winks
Von rechts bis links!
Das Tier ward Mensch - der Mensch ist feig
Und frißt sich auf mit Krieg und Streik!
Sie würden sich zerfetzen
Nach Noten und Gesetzen
Und fürchten die Dressur!
Das ist Kultur!

Der Zirkus herrscht - Kulturen gehn zugrunde!
Die Bestie Mensch schleicht geduckt zu neuem Sprung
In der Manege großem Erdenrunde
Gebändigt - bis zur nächsten Vorstellung!
Ich trete in bewährter Heldenpose ...
Das Raubtier scheut dies helle Rampenlicht -
Scheinwerfer an! Zur Schlußapotheose!
Und Aug in Aug seh ich euch ins Gesicht!
Ihr schreit: Gewalt?
Halt !

Ihr spitzt nach jedem Wort das Ohr;
Ich werf euch meine Perlen vor!
Und das Publikum
Ringsherum
Sträubt die Haare
Fanfare
bläst Tusch:
Der Mensch ist gut!
Und lechzt nach Blut
Kusch!

Alles - in Freiheit dressiert
Alles - pariert und harrt des Winks
Von rechts bis links!
Das Tier ward Mensch - der Mensch ist feig
Und frißt sich auf mit Krieg und Streik!
Sie würden sich zerfetzen
Nach Noten und Gesetzen
Und fürchten die Dressur!
Das ist Kultur!

inviata da Bernart Bartleby - 11/3/2014 - 14:27



Lingua: Spagnolo

Traduzione spagnola trovata su Kabarett
LA DOMA

¡El circo reina! ¡Se acabó el sufrimiento en el mundo!
Tiembla la bestia ante su domador.
Les mostramos al animal humano encadenado
¡Por vez primera! ¡Un portento de la doma!
Huele a selva. ¿Oyen cómo gritan Viva la guerra
y Dale duro? 1
Estos tiernos animalitos desearían despedazarse,
pero se contienen por miedo a mi látigo.
Gruñen: ¡Mátalo!
¡Basta!

El animal se volvió hombre, el hombre se volvió animal.
¡A quien nos sermonee, le vamos a sacudir!
Y al público por toda la carpa
se le ponen los pelos de punta.
Suena la orquesta
resuenan los aplausos:
el hombre es bueno,
sea cristiano o judío
¡obedece!

Todos se dejan someter libremente
Todos obedecen y esperan mi seña
¡Desde la derecha hasta la izquierda!
El animal se volvió hombre, el hombre es cobarde
¡Todo lo devora con guerras y huelgas!
Se despedazarían
por cumplir la ley o por necesidad
¡Pero temen la doma!
¡Esto es cultura!

El circo reina, ¡La civilización se ha corrompido!
La bestia humana espera agazapada un nuevo impulso
en la gran pista del mundo,
Encadenado, ¡hasta la siguiente función!
Hago mi entrada en flamante pose heroica...
La fiera se espanta ante la luz de la rampa
¡Apuntan los focos! ¡La apoteosis final!
Y frente a frente os miro yo a los ojos.
¿Gritáis: mátalo?
¡Basta!

Aguzáis el oído ante cada palabra;
¡y yo os suelto mis ocurrencias!
Y al público por toda la carpa
se le ponen los pelos de punta.
Suena la orquesta, resuenan los aplausos:
El hombre es bueno, pero pide sangre.
¡Obedece!

Todos se dejan someter libremente
Todos obedecen y esperan mi seña
¡De la derecha a la izquierda!
El animal se volvió hombre, el hombre es cobarde
Todo lo devora con guerras y huelgas.
Se despedazarían
por cumplir la ley o por necesidad
¡Pero temen la doma!
¡Esto es cultura!

inviata da Bernart Bartleby - 11/3/2014 - 14:30



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