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White Rabbit

Jefferson Airplane
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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(1965-66)
Parole e musica di Grace Slick
Album: "Surrealistic Pillow" (1967)
Surrealistic Pillow

 White Rabbit - Dipinto di Grace Slick
White Rabbit - Dipinto di Grace Slick
C'è sempre un po' di imbarazzo nell'inserire tra le canzoni contro la guerra delle canzoni famosissime, di quelle che, come si dice, hanno fatto epoca. Questo sito è celebre per le sue dimenticanze di canzoni fondamentali. Questa potrebbe essere una di quelle, anche se in questo caso l'interpretazione che proponiamo qui (ben presentata in questo articolo Grace Slick and the White Rabbit Society che qui traduciamo parzialmente) potrebbe essere accusata di essere perlomeno discutibile. Io l'ho trovata però molto convincente.

La canzone, scritta da Grace Slick ai tempi del suo primo gruppo The Great Society e portata in dote (insieme a Somebody to Love, l'altro singolo di successo dell'album) agli Airplane, è naturalmente una trasposizione in canzone di The Adventures of Alice in Wonderland, il classico della letteratura per ragazzi (ma non solo) di Lewis Carrol, di cui riprende molti episodi, trasfigurati però in un trip acido.

White Rabbit racconta la storia di Alice che diventa altissima - espande la mente - e più piccola - senza potere - e che immagina e incontra ogni sorta di creature magiche. Naturalmente - come accadde a Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles - la canzone fu interpretata come la descrizione di un "viaggio" sotto LSD, con ovvi riferimenti a pillole e funghi allucinogeni.

Ma la canzone può anche essere vista come una allegoria della generazione di giovani americani persa durante la guerra del Vietnam. Alcuni andarono a "cacciare conigli", altri decisero di seguire il richiamo del "bruco che fuma il narghilè" e protestarono, disertarono, bruciarono le cartoline di leva. Fu una generazione per certi versi unica nella storia degli Stati Uniti, e questa canzone fu un grido di battaglia della controcultura che tanto fece contro la guerra.

"Gli uomini alla scacchiera" - il complesso militare industriale - "si svegliano e ti dicono cosa fare" (non dimentichiamo che la guerra del Vietnam fu l'ultima in cui fu utilizzato il servizio militare obbligatorio). Il "cavaliere che parla al contrario" evoca l'ipocrisia delle solite scuse addotte dalla politica per giustificare la guerra ("difendere la libertà", "combattere il comunismo").

Il ghiro nel libro di Carroll non ricordava niente, ma avrebbe forse potuto ricordare se solo avesse avuto la volontà di pensare, di imparare. La ballata di Grace Slick parlava infatti a quella parte assopita della società americana che assisteva indifferente all'escalation di una guerra tremenda. "White Rabbit" è un appello a risvegliarsi, che infatti venne accolto. Le proteste studentesche e i movimenti per i diritti civili crebbero esponenzialmente in quegli anni. Le forze corrotte dello status quo erano identificate con l'amministrazione Johnson. La futilità dell'avventura militare spinse molti giovani a protestare, ad abbracciare nuovi stili di vita che arricchirono la cultura con colore, fiori, poesia, musica, cinema e arte.

White Rabbit


È vero che le droghe erano parte integrante della cultura hippie ed erano viste come uno strumento per "aprire la mente" ma è sbagliato pensare che la canzone si riferisca esclusivamente alle droghe. A qualcuno che avesse dei dubbi se protestare, su da che parte stare in quel momento, gli Airplane dicono "Vai a chiedere Alice". Alice sicuramente sa che "logica e proporzioni sono cadute a terra morte" nella società americana, quando l'unica risposta della "Regina di Cuori" (che simboleggia i politici) è "Tagliatele la testa!".

White Rabbit è una canzone di libertà, una chiamata alla mobilitazione per superare l'ordine patriarcale del tempo, per fare ingresso nel mondo della creatività e della conoscenza. Il messaggio finale, nelle parole del Ghiro, è "alimenta la tua mente", acquisisci consapevolezza. Perché mai altrimenti l'FBI avrebbe inserito questa canzone nella loro lista di canzoni sovversive?

Musicalmente la canzone è un crescendo a ritmo di bolero (ispirato al famoso Bolero di Ravel ma anche a Sketches of Spain di Miles Davis).


La canzone fa parte anche della Colonna sonora di Platoon (1986).
Platoon
One pill makes you larger
And one pill makes you small
And the ones that mother gives you
Don't do anything at all
Go ask Alice
When she's ten feet tall

And if you go chasing rabbits
And you know you're going to fall
Tell 'em a hookah smoking caterpillar
Has given you the call
Call Alice
When she was just small

When men on the chessboard
Get up and tell you where to go
And you've just had some kind of mushroom
And your mind is moving slow
Go ask Alice
I think she'll know

When logic and proportion
Have fallen slowly dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head"
Remember what the dormouse said:
"Feed your head, feed your head"

inviata da Lorenzo Maetti - 26/1/2014 - 16:32




Lingua: Italiano

Versione italiana
con l'aiuto di quella di Musica e Memoria

Grace Slick - Woodstock
BIANCONIGLIO

Una pillola ti fa diventare più alta
e una pillola ti rimpicciolisce
e quelle che ti dà la mamma
non hanno proprio nessun effetto
Vai a chiedere a Alice
quando è alta tre metri

E se vai a caccia di conigli
e sai che in questo modo cadrai,
Dì loro che un bruco che fuma il narghilè
ti ha mandato a chiamare
Chiama Alice
quando era così piccola

Quando uomini alla scacchiera
si alzano e ti dicono cosa fare
e tu hai appena preso qualche tipo di fungo
e la tua mente si muove lentamente
Vai a chiedere ad Alice
Penso che lei saprà

Quando logica e proporzione
sono lentamente cadute a terra morte
e il Cavaliere Bianco parla al contrario
e il "tagliatele la testa!" della Regina di Cuori
Ricorda quel che ha detto il ghiro:
"Alimenta la tua mente, alimenta la tua mente"

26/1/2014 - 18:35




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola di Gustavo Sierra Fernandez
CONEJO BLANCO

Una píldora te hace más grande
y una píldora te hace pequeña
y la que tu madre te da
No hagas nada en absoluto
Ve y pregunta a Alicia
cuando ella mide tres metros.

Y si vas persiguiendo conejos
y sabes que te vas a caer
díselo a la oruga que fuma en cachimba
te ha llamado
llama a Alicia
cuando ella sea solo pequeña.

Cuando los hombres del tablero de ajedrez
se levantan y te dicen a donde ir
y tú sólo tomaste algún tipo de hongo
y tu mente se mueve lenta
pregunta a Alicia
creo que ella lo sabrá.

Cuando la lógica y la proporción
han caído descuidadamente muertas
y el Caballero Blanco habla al revés
y el “¡que el corten la cabeza"!” de la Reina Roja
recuerda los que el lirón dijo:
“Alimenta tu cabeza”, “Alimenta tu cabeza”.

27/1/2014 - 11:37


Pues no me parece mal esta interpretación. Es cierto que es algo arriesgada la interpretación, pero las interpretaciones de toda obra siempre están abiertas, y es muy cierto que la línea final "Feed your head" fue empleada por los hippies en las marchas contra la guerra de Vietnam, y que no sólo puede interpretarse como "incitación al consumo de drogas", sino también como una invitación a aprender, a culturizarse y a adquirir una conciencia crítica: a fin de cuentas, El País de las Maravillas era todo apariencia, un mundo que funcionaba por silogismos de absurdos lógicos y que estaba gobernado por una monarca desquiciada. Así que me parece una interpretación muy meditada y muy válida.

Gustavo - 27/1/2014 - 19:42




Lingua: Italiano (Romagnolo)

Traduzione in dialetto romagnolo dal blog Mazapegul. Volume porco e distorsione baghina
E CUNEI BIÈNCH

Una pastina la t’ingranda
E una pastina la t’fa dvantè znin
E quèla cut da la tu mà l’an fa propri un caz
Dmandal ma l’Alice
Quand l’è èlta tri mitar

E se t’de dria mi cunei
E tal se che po t’scapoz
Di cun lou che e lumbreis che fomma e narghilè
U t’ha mandè a ciamè
Par ciamè l’Alice
Quand l’era znina

Quand i suget in t’la scachìra
I sta sò e it dìs du te d’andè
E te magnè cla spezi ad fong
E là tu tèsta l’è un po in tal novli
Dmandal ma l’Alice
Par me lia la sa

Quand la logica e al grandèzzi
Gli è andèdi in te casèin
E e cavalir biènch e scor d’arvers
E la dòna ad cor l’ha pers la tèsta
Arcurdat quèl cu t’ha det e gir
Dà da magnè ma la tu tèsta
Dà da magnè ma la tu tèsta

inviata da Bernart Bartleby - 12/5/2017 - 17:31



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