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Le couteau

Théodore Botrel
Lingua: Francese

Lista delle versioni e commenti


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‎[1900?]‎
Parole e musica di Théodore Botrel



Interpretata in seguito da molti, tra i quali Roger Pierre e Jean-Marc Thibault ed il gruppo folklorico ‎‎“Mes souliers sont rouges”.‎

botrel couteau le
Pardon, monsieur le métayer
Si de nuit je dérange,‎
Mais je voudrais bien sommeiller
Au fond de votre grange?‎
Mon pauvre ami, la grange est pleine
Du blé de la moisson,‎
Donne-toi donc plutôt la peine
D'entrer dans la maison!‎

Mon bon monsieur, je suis trop gueux,‎
Quel gâchis vous ferais-je!‎
Je suis pieds nus, sale et boueux
Et tout couvert de neige!‎
Mon pauvre ami, quitte bien vite
Tes hardes en lambeaux:‎
Pouille-moi ce tricot, de suite
Chausse-moi ces sabots!‎

De tant marcher à l'abandon
J'ai la gorge bien sèche,‎
Mon bon monsieur, baillez-moi donc
Un grand verre d'eau fraîche!‎
L'eau ne vaut rien lorsque l'on tremble,‎
Le cidre… guère mieux:‎
Mon bon ami, trinquons ensemble,‎
Goûte-moi ce vin vieux!‎

Mon bon monsieur, on ne m'a rien
Jeté le long des routes,‎
Je voudrais avec votre chien
Partager deux, trois croûtes!‎
Si depuis ce matin tu rôdes,‎
Tu dois être affamé
Voici du pain, des crêpes chaudes,‎
Voici du lard fumé!‎

Chassez du coin de votre feu
Ce rôdeur qui ne bouge.‎
Etes-vous "Blanc"? Etes-vous "Bleu"?‎
Moi, je suis plutôt "Rouge"!‎
Qu'importent ces mots: République,‎
Commune ou Royauté":‎
Ne mêlons pas la politique
Avec la charité!‎

Puis, le métayer s'endormit,‎
La minuit étant proche.‎
Alors, le vagabond sortit
Son couteau de sa poche.‎
L'ouvrit, le fit luire à la flamme,‎
Puis, se dressant soudain,‎
Il planta sa terrible lame
Dans… la miche de pain!‎

Au matin jour le gueux s'en fut
Sans vouloir rien attendre
Oubliant son couteau pointu
Au milieu du pain tendre:‎
Vous dormirez en paix, ô riches!‎
Vous et vos capitaux,‎
Tant que les gueux auront des miches
Où planter leurs couteaux!‎

inviata da Dead End - 7/1/2013 - 15:59



Lingua: Italiano

Tentativo di traduzione italiana di Dead End.
IL COLTELLO

Mi scusi, signor mezzadro,‎
Se le causo disturbo nel cuore della notte,‎
Ma vorrei chiederle: posso andare a dormire
Al fondo del vostro fienile?‎
‎- Mio povero amico, il fienile è pieno‎
Del grano mietuto,‎
Fammi piuttosto il favore
Di entrare in casa mia!‎

Mio buon signore, ma non sono che un ‎poveraccio,‎
Chissà che disastro vi combinerò!‎
Sono scalzo, sporco, infangato
E tutto coperto di neve!‎
‎- Mio povero amico, togliti svelto‎
Quegli stracci che hai addosso,‎
Mettiti questa maglia e poi‎
Infilati questi zoccoli!‎

Da quanto ho vagato senza meta
Ho la gola davvero riarsa,‎
Mio buon signore, offritemi dunque‎
Un bel bicchiere d’acqua fresca!‎
L’acqua non serve a niente quando si trema dal ‎freddo,‎
Il sidro, molto meglio:‎
Mio buon amico, beviamo insieme,‎
Assaggia questo vino d’annata!‎

Mio buon signore, lungo le strade
nessuno mi ha gettato nulla da mangiare,‎
Fatemi la cortesia di dividere con il vostro cane‎
due o tre bocconi.‎
‎- Devi essere affamato,‎
Ecco del pane, delle crêpes calde,‎
Ecco del lardo affumicato!‎

Cacciate dal vostro fuoco
Questo vagabondo che avrebbe dovuto ‎andarsene già da un pezzo…‎
Ma [toglietemi una curiosità], voi siete ‎repubblicano o monarchico?‎
Io, a dire il vero, sono un “rosso”, un ‎comunardo!‎
‎- Che significano ‘ste parole: Repubblica, ‎Comune o Monarchia?!?‎
Non confondiamo la politica
Con la carità!‎

Poi il mezzadro si addormentò
Che era quasi mezzanotte.‎
Allora il vagabondo tirò fuori
Il suo coltello dalla tasca.‎
L’aprì, luccicò nel riflesso del fuoco,‎
Poi, alzatosi all’improvviso,‎
Piantò la terribile lama
Nella… pagnotta!‎

All’alba il poveraccio se ne andò
Senza guardarsi indietro
Dimenticando il suo affilato coltello
Piantato nel pane fresco:‎
Continuerete a dormire in pace, o voi ricchi!‎
Voi e i vostri sgherri,‎
Fin tanto che i poveracci avranno delle pagnotte
In cui piantare i loro coltelli!‎

inviata da Dead End - 8/1/2013 - 09:11


Anche questa un'ottima traduzione, davvero! Un'unica cosa (ma è una quisquilia): al posto del "lardo affumicato", io metterei "pancetta affumicata". In pratica si tratta del "bacon", insomma. Saluti!

Riccardo Venturi - 8/1/2013 - 12:35


Post Scriptum. Di Thédore Botrel è d'obbligo almeno ricordare la canzone più famosa, vale a dire La Paimpolaise, forse la "canzone folkloristica" bretone più famosa di tutte. La Paimpolaise è nominata, "ad fondellorum presam", in una strofa della perfida Mélanie di Georges Brassens.

Riccardo Venturi - 8/1/2013 - 12:44



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