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Ειρήνη
(Yannis Ritsos / Γιάννης Ρίτσος)


T'ónoma sou
Στίχοι: Νικηφόρος Βρεττάκος

Μουσική: Τερψιχόρη Παπαστεφάνου

Πρώτη εκτέλεση: Δανάη Μπαραμπούτη


T'onomà sou
Testo di Nikifòros Vrettàkos
Musica di Terpsihòri Papastefànou
Prima esecuzione di Danài Barabouti
Ελεύθεροι Πολιορκημένοι

Il primo giorno dell' anno venturo ricorrerà il centenario della nascita di Nikifòros Vrettàkos, grande, amabilissimo poeta, che con quell'apparente semplicità tanto difficile a farsi, cantò la pace e l'umanità con immagini indimenticabili per chi le abbia appena appena sfiorate. E' un vero peccato che la sua opera non abbia dato copiosa e speciale ispirazione ai musicisti, perché di materia ce ne sarebbe, e tanta. Tra le poche liriche di Vrettakos musicate che sono riuscito a trovare, questa mi sembra la più adatta al nostro sito, per il rilievo che vi ha il riferimento alla pace. Ma in realtà è Vrettàkos tutto intero, come poeta civile e come mite, ma indomito combattente, che meriterebbe un posto d'onore nelle nostre pagine. Vrettàkos, che gli italiani ebbero modo di conoscere quando, esule, soggiornò a Palermo durante la dittatura dei colonnelli, nacque all'ombra della bellissima catena del Taigeto a Krokeès Lakonìas il 1° gennaio 1912 e crebbe nella vicina Ploùmitsa, dove anche chiuse i suoi giorni il 4 agosto 1991. Dopo il liceo di Ghythion (lo stesso di Yannis Ritsos), intraprese gli studi giuridici ad Atene, senza concluderli per mancanza di mezzi, e poi esercitò vari mestieri e impieghi, e fu redattore letterario in diversi periodici. Nel 1940- 41 fu chiamato al fronte della guerra italo-greca e, durante l'Occupazione, militò nelle fila dell'EAM e aderì al Partito Comunista Greco (KKE) nel 1942.
Nel 1946, mentre era scritturale dell' Associazione Economica dei Doganieri del Pireo, firmò la protesta dei letterati greci "Al IV Parlamento Greco di Revisione e all'Opinione Pubblica Internazionale: Circa le misure straordinarie contro i sovvertitori dell'ordine pubblico e dell'integrità del paese". Dal 1946 al 1949 lavorò per la rivista "Libere Lettere".
Nel 1954 sua moglie fu rimossa dal posto d'impiego presso gli uffici portuali del Pireo a causa dei suoi sentimenti politici. Dal canto suo, egli fu eletto alla Municipalità del Pireo dove, dal 1955 al 1959, contribuì alla rinascita culturale della città. Nel 1957 compì un viaggio nell'Unione Sovietica in compagnia dello scrittore Stratis Mirivilis e altri su invito degli studenti moscoviti nel quadro dell'Incontro Mondiale della Gioventù Democratica. L'anno seguente, il libro pubblicato dopo quel viaggio, "Uno dei due mondi", diventò il pretesto perché Vrettàkos venisse accusato (con Yannis Ritsos e Markos Avgheris) ai sensi della famigerata legge 509, che in quegli anni permise, in Grecia, di imprigionare, confinare e fucilare migliaia di comunisti e altri combattenti.
Gli anni Cinquanta videro Vrettàkos raggiungere la sua piena maturità creativa, che gli permise di realizzare pienamente il difficile equilibrio tra gli elementi lirici e quelli drammatici che caratterizza la sua opera, impegnata nelle problematiche etiche e sociali, come è la toccante "Lettera a Robert Oppenheimer" (Γράμμα στον Ρ. Οππενχάιμερ ), indirizzata nel 1954 al più noto tra i realizzatori della bomba atomica.
Dopo il colpo di stato del 1967, Vrettàkos si autoesiliò, rifugiandosi in Svizzera dal 1967 al 1970 e in l'Italia dal 1970 al 1974. Dall'esilio proseguì la lotta contro la dittatura e, insieme, la sua attività letteraria, che gli procurò importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1969 a New York pubblicò in inglese il testo autobiografico "Dolore" (Οδύνη).
Rientrò in patria alla caduta della Giunta, e, riconosciuto e premiato anche lì (ebbe tre volte il Premio Nazionale di Poesia: 1940, 1956 e 1982), pose la sua dimora nel paesino di Ploùmitsa, amato sin dall'infanzia.
Della sua assai vasta produzione, è impossibile non citare le poesie ispirate alla donna, per la quale scelse il nome faustiano: "Margherita, immagini dal tramonto" (1939) e "Il libro di Margherita" (1949); e le moltissime sulla guerra, tra cui i bellissimi "Fiumi torbidi" (1950) e i "33 Giorni"(1945), dove si può leggere "La brigata studentesca Lord Byron", intenso poemetto dedicato all'occupazione nazista di Atene.
Il componimento qui proposto ricalca lo schema di un "Megalinari", cioè di un canto liturgico (tropario) in elogio della Madonna ovvero di un Santo. (gpt)
Τ' όνομά σου : ψωμί στο τραπέζι

Τ' όνομά σου : νερό στην πηγή.

Τ' όνομά σου : αγιόκλημα αναρριχόμενων άστρων.

Τ' όνομά σου : παράθυρο ανοιγμένο τη νύχτα στην πρώτη του Μάη.

Τ' όνομά σου : ρινίσματα ήλιου

Τ' όνομά σου : στροφή από φλάουτο τη νύχτα.

Τ' όνομά σου : στα χείλη των αγγέλων τριαντάφυλλο.

Τ' όνομά σου : κουδούνισμα αλόγων που σέρνουν την 'άνοιξη πίσω τους

Τ' όνομά σου : βροχούλα στου σπορέα το μέτωπο

Τ' όνομά σου : περίσσευμα στου βοσκού την καλύβα

Τ' όνομά σου : τοπίο χωρισμένο με χρώματα

Τ' όνομά σου : δυο δρυς που το ουράνιο τόξο στηρίζει τις άκρες του.

Τ' όνομά σου : ένας ψίθυρος απ' αστέρι σε αστέρι

Τ' όνομά σου : ομιλία δύο ρυακιών μεταξύ τους

Τ' όνομά σου : μονόλογος ενός πεύκου στο Σούνιο

Τ' όνομά σου : ένα ελάφι βουτηγμένο ως το γόνατο σε μιαν άμπωτη ήλιου.

Τ' όνομά σου : ροδόφυλλο σ' ενός βρέφους το το μάγουλο

Τ' όνομά σου : πεντάγραμμο στις κεραίες των γρύλων

Τ' όνομά σου : ο Ηνίοχος στην άμαξα του ήλιου.

Τ' όνομά σου : πορεία πέντε κύκνων που σέρνουν την πούλια στα μεσούρανα
.

Τ' όνομά σου : Ειρήνη στα κλωνάρια του δάσους.

Τ' όνομά σου : Ειρήνη στους δρόμους των πόλεων

Τ' όνομά σου : Ειρήνη στις ρότες των πλοίων


Τ' όνομά σου : ένας άρτος, βαλμένος στην άκρη της γης που περίσσεψε

Τ' όνομά σου : αέτωμα περιστεριών στον ορίζοντα.

Τ' όνομά σου : αλληλούια πάνω στο Έβερεστ.

inviata da Gian Piero Testa - 16/11/2011 - 00:50



Lingua: Italiano

Versione italiana di Gian Piero Testa
IL TUO NOME

Il tuo nome: un pane sulla tavola.
Il tuo nome: dell'acqua nella fonte.
Il tuo nome: un caprifoglio di stelle rampicanti.
Il tuo nome: una finestra aperta nella notte del Primo di Maggio.
Il tuo nome: limature di sole.
Il tuo nome: un fraseggio di flauto nella notte.
Il tuo nome: una rosa tra le labbra degli angeli.
Il tuo nome: un tintinnio di cavalli trainanti la primavera.
Il tuo nome: una pioggerella sulla fronte del seminatore.
Il tuo nome: una ridondanza nella capanna del pastore.
Il tuo nome: un paesaggio scandito di colori.
Il tuo nome: due querce dove l'arcobaleno poggia i suoi estremi.
Il tuo nome: un sussurro da stella a stella.
Il tuo nome: una conversazione tra due ruscelli.
Il tuo nome: un monologo di pino a capo Sunio.
Il tuo nome: un cervo sprofondato al ginocchio in un riflusso di sole.
Il tuo nome: un petalo di rosa sulla guancia di un neonato.
Il tuo nome: un pentagramma sulle antenne dei grilli.
Il tuo nome: l'Auriga sul carro del sole.
Il tuo nome: il cammino di cinque cigni che traggono le Pleiadi nel cielo.

Il tuo nome: Pace tra le fronde del bosco.
Il tuo nome: Pace nelle strade della città.
Il tuo nome: Pace sulle rotte delle navi.

Il tuo nome: un pane benedetto, gettato in capo alla terra, che è avanzato.
Il tuo nome: un frontone di colombi all'orizzonte.
Il tuo nome: un alleluia in cima all'Everest.

inviata da Gian Piero Testa - 16/11/2011 - 00:52



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