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Fiori di piazza

Mirko Dallera
Lingua: Italiano


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Testo, musica, esecuzione di Mirko Dallera
Accompagnamento musicale Michele Coratella; Cori Giorgio Fusari

Mirko Dallera, bresciano, ha trasformato in musica le proprie emozioni e il proprio pensiero trovando nella composizione e nella poesia la sua naturale
espressione artistica.
Composizioni come “Fiori di piazza”, dedicata ai morti di Piazza Loggia, sono un classico esempio della sua vena compositiva dove storia, poesia e attualità si fondono.

(da Note e parole contro la guerra 28 maggio 2007 - 33mo anniversario della strage di Piazza della Loggia.)
La strada ci vide bagnati, con un cuore caldo e sereno
di chi la vita la vive o l’ha vissuta
davvero, o l’ha vissuta davvero.

Scarpe sporche, facce stanche, vestiti non all’ultima moda
costruendo il sorriso con due soldi in una vecchia dimora.
Mentre le mani segnate dal lavoro battute
battevano il tempo sul colpo di un pugno
battuto dal ritmo del tamburo.

E tutti insieme a gridare parole nel vento
per cercare di capire quale rotta è meglio seguire
in questo mare per non fermarsi a guardare.
E tutti insieme a lasciare parole nel vento
per cercare di sentire quale rotta è meglio
seguire in questo mare per non fermarsi a guardare
per non restare a sentire, per non fermarsi a sentire.

Si vide una piazza bagnata vestita a festa
ma di rosso colorata alle dieci di mattina
di una giornata sbagliata.

E le parole convenute riempirono il tempio sul tempo
del fi schietto e nella bandiera che
sventolava il magro simbolo di una primavera lontana.
È il tuo sorriso di donna un ricordo perfetto sulla strada
i vent’anni pitturavano i sogni
ribelli graffi avano il cerchio dei potenti.

Ed io uomo di ghiaccio abbandonavo me stesso
ma cercando nel gesto il pretesto di un mondo migliore.
Per non fermarsi a guardare, per non restare a sentire,
per non fermarsi a sentire.
Ma c’era chi non la pensava come me.

Disse che in fondo era nulla, niente più.
E come un fi ore strappato il sole non vedrò lassù.
La vita racchiusa in un lampo
e tutto quello che so, e tutto quelle che ho.
E adesso sono nel vento ed ho imparato a sentire quale rotta seguire
per non fermarsi a guardare per continuare a volare.

Ricordo il solo caldo abbraccio del vento fra le mani
il tormento ed il risveglio in un mondo migliore
che non porti paure e che non lasci terrore.

22/9/2011 - 22:40



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