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La povera Letizia

Gian Piero Testa
Lingua: Italiano


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Rifacimento d'occasione, sull'aria della Povera Rosetta.
Il ventitré di maggio
era la notte scura
non era più un sondaggio
quel voto di paura

raccontano i suoi servi
che a silvio berlusconi
gli son partiti i nervi
e chiese i pannoloni

e a casa sua letizia
non comprendeva come
in tutta sua dovizia
non ritrovasse il nome

che le era entrato un ladro
uno della ligera
non per rubare un quadro
o un pezzo d'argentiera

lui che era specialista
in ruote di tassì
le aveva fregato il nome
e poi se ne fuggì

e la Moratti affranta
gridava martedì
se ho solo il mio cognome
mi prendon per milly

il nome della gioia
ce l'ho da paparino
adesso porco boia
mi chiudo in camerino

senza il mio nome caro
io non ci vado in giro
se no diventa chiaro
tutto il mio raggiro

se non sono più letizia
finanche i milanesi
mi scopron la malizia
gli prende una paresi

erano tanto buoni
portavano pazienza
gli stavo a cavalcioni
non c'era più decenza

ma chi se ne accorgeva
ci avevan la letizia
e anche se pioveva
era tutta una delizia

ma adesso senza nome
mi sento sotto esame
non hanno più sugli occhi
la pelle del salame

inviata da Gian Piero Testa - 21/5/2011 - 10:07



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