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Celia de la Serna

Roberto Vecchioni
Lingua: Italiano

Lista delle versioni e commenti


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che madre


Celia de la Cerna è il nome della mamma del Che. Nel testo si fa riferimento alla "poderosa", il nome con cui erano stati batezzati sia il ciclomotore degli anni dell'adolescenza che l'antiquata Norton 500 con cui, insieme all'amico Alberto Granado, compie nel 1951 il suo primo viaggio per il Sudamerica. "Fuser" (abbrevazione di Furibondo de la Serna) era il soprannome che si era scelto come giocatore di rugby militando nel SIC e nell'Altalaye.
da canzoni per il Che
Non scrivi più
e non ti sento più,
so quel che fai
e un po' ho paura, sai.
Son senza sole
le strade di Rosario,
fa male al cuore
avere un figlio straordinario:
a saperti là
sono orgogliosa e sola,
ma dimenticarti...
è una parola...
bambino mio,
chicco di sale,
sei sempre stato
un po' speciale,
col tuo pallone,
nero di lividi e di botte,
e quella tosse, amore,
che non passava mai la notte;
e scamiciato, davanti al fiume ore e ore,
chiudendo gli occhi,
appeso al cuore.

O madre, madre,
che infinito, immenso cielo
sarebbe il mondo
se assomigliasse a te!
Uomini e sogni
come le tue parole,
la terra e il grano
come i capelli tuoi.

Tu sei il mio canto,
la mia memoria,
non c'è nient'altro
nella mia storia;
a volte sai,
mi sembra di sentire
la "poderosa"
accesa nel cortile:
e guardo fuori:"Fuser,
Fuser è ritornato",
e guardo fuori, e c'è solo il prato.

O madre, madre,
se sapessi che dolore!
Non è quel mondo
che mi cantavi tu:
tu guarda fuori,
tu guarda fuori sempre,
e spera sempre
di non vedermi mai;
sarò quel figlio
che ami veramente,
soltanto e solo
finché non mi vedrai.

inviata da Gianna - 26/2/2011 - 14:49


Questa non è la prima canzone italiana direttamente ispirata alle lettere di Ernesto Che Guevara, una decina di anni prima, Branduardi aveva inciso "1 aprile 1965", nel disco "Pane e rose". Il testo (della moglie Luisa Zappa) è basato sull'ultima lettera ai genitori del Che (che reca appunto quella data).

Flavio Poltronieri - 5/10/2015 - 21:32




Lingua: Inglese

English translation / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös: Alice Bellesi
CELIA DE LA SERNA

You are not writing anymore
and I am not hearing you anymore
I know what you do
and I’m a little scared, you know.
They are without sun
the streets of Rosario,
it makes your heart ache
having an extraordinary son:
knowing you’re there
I’m proud and alone,
But forgetting you ...
is just a word ...
My child,
grain of salt,
you always used to be
somewhat special,
with your soccer ball,
black with bruises and beatings,
and that coughing, love,
that never left you alone by night;
and sleeveless, in front of the river for hours and hours,
closing your eyes,
hung from my heart.

Oh mother, mother,
what an infinite, immense sky
world would be
if it resembled you!
Men and dreams
as like your words,
earth and wheat
as like your hairs.

You are my chant,
my memory,
there is nothing else
in my story;
sometimes you know it,
It seems to me like hearing
the "mighty one"
turned on in the courtyard:
and I look out: "Fuser,
Fuser has come back",
and I look out, and there is just the lawn.

Oh mother, mother,
if you knew what a grief!
It is not the world
you used to sing to me:
look out,
always look out,
and always hope
not to see me anymore;
I will be that son
you really love,
only and just
until you'll see me.

inviata da Alice Bellesi - 10/8/2019 - 22:09




Lingua: Italiano

Traducción al español / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole: Alice Bellesi
CELIA DE LA SERNA

Ya no escribes
e ya no te escucho,
se lo que haces
y tengo un poco de miedo, sabes.
Estan sin sol
las calles de Rosario,
hace doler el corazón
tener un hijo sxtraordinario:
sabiendote allá
estoy orgullosa y sola,
pero olvidarte ...
es sólo una palabra ...
Mi niño,
grano de sal,
siempre fuistes
un poco especial,
con tu pelota,
negro de moretones y palizas golpes,
y esa tos, amor,
que nunca te dejaba en paz de noche;
y sin mangas, delante del rio por horas y horas,
cerrando tus ojos,
colgado a mi corazón.

Oh madre, madre,
¡Qué cielo infinito e inmenso
sería el mundo,
si se parecese contigo!
Hombres y sueños
como tus palabras,
la tierra y el trigo
como tus cabellos.

Tú eres mi canto,
mi memoria,
no hay nada más
en mi historia;
a veces sabes,
me parece escuchar
la "poderosa"
encendida en el patio:
y miro hacia afuera: "Fuser,
Fuser ha regresado",
y miro hacia afuera, y sólo hay el cesped.

Oh madre, madre,
si supieras que dolor!
No es ese mundo
que solías cantarme:
tú mira hacia afuera,
tú mira hacia afuera siempre,
y espera siempre
de no verme más;
seré ese hijo
que tú amas de verdad,
solamente y sólo
hasta que no me veras.

inviata da Alice Bellesi - 10/8/2019 - 22:12



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