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Lied der Jugend, oder Dem Morgenrot entgegen, oder Die junge Garde

Arnold Heinrich Eildermann
Language: German


List of versions



[1907]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat: Arnold Heinrich Eildermann
Musica / Music / Musique / Sävel:
Zu Mantua in Banden (Andreas-Hofer-Lied)
[Julius Mosen, 1831 / Leopold Knebelsberger, 1844]


andhofer

Dal Tirolo antinapoleonico ai canti operai e partigiani e alle loro versioni:
Lo Andreas Hofer-Lied e gli “Hoferidi”
From anti-Napoleon Tyrol to Workers' and Partisan Songs and their Versions:
The
Andreas Hofer-Lied and the “Hoferides”

- Andreas Hofer-Lied (Zu Mantua in Banden), Julius Mosen 1831 / Leopold Knebelsberger 1844
- Die Arbeitsmänner, oder Proletarierlied, oder Wer schafft das Gold zutage?, Johann Most 1870
- Lied der Jugend, oder Dem Morgenrot entgegen, oder Die junge Garde, Arnold Heinrich Eildermann 1907
- Ihr Brüder in den Städten dort, Sylvester Heider 1943



Arnold Heinrich Eildermann (1879-1955)

Arnold Heinrich Eildermann (1879-1955)
Arnold Heinrich Eildermann (1879-1955)
Arnold Heinrich Eildermann, conosciuto anche come Heinrich Eildermann e Heinrich Arnulf Eildermann, nacque a Brema il 10 dicembre 1879. Fu insegnante, autore di testi e canzoni e sociologo; è noto anche come attivista del movimento operaio.

Eildermann proveniva da una famiglia operaia. A partire dal 1894 frequentò la scuola di formazione per insegnanti, e divenne insegnante di ruolo nel 1900, all'età di 21 anni. Nei primi anni del XX secolo fece parte di un gruppo di insegnanti di Brema che rifiutavano i metodi educativi autoritari e gli obiettivi nazionalistici delle autorità scolastiche, sostenendo invece riforme radicali. Fondò assieme a Johann Knief il Verein junger Lehrer (“Associazione dei Giovani Insegnanti”), che divenne il settore giovanile della Bremer Lehrerverein (“Associazione degli Insegnanti di Brema”) associata alla sinistra radicale socialdemocratica. Nel 1907, in qualità di membro del consiglio della Bremer Lehrerverein, fu firmatario di una petizione alle autorità scolastiche in cui si affermava, tra l'altro: “Il tedesco non si sente più normalmente come un suddito, ma come un cittadino”. Nel medesimo anno, Eildermann fu licenziato dall'insegnamento, in quanto, assieme a Knief e a diversi altri insegnanti, sosteneva l'abolizione dell'educazione religiosa nella scuola. Iniziò allora una lunga disputa politica in tutto il Reich, mirante alla reintegrazione di tutti gli insegnanti licenziati.

Sempre come attivista radicale socialdemocratico, Eildermann divenne membro del Comitato per l'Istruzione della Repubblica Sovietica di Brema nella breve stagione della Räterepublik nel 1919. Divenne anche membro del Partito Comunista di Germania (KPD). Nel 1924, durante la Repubblica di Weimar, fu indagato per alto tradimento, ma il suo caso venne archiviato. Nel frattempo aveva abbandonato l'insegnamento, e continuava a lavorare come scrittore, pubblicista e sociologo. Nel 1927 intraprese un viaggio in Unione Sovietica; durante il regime nazista, fu arrestato per due volte nel 1937 e 1938. Dopo la fine della guerra, Eildermann divenne cittadino della DDR e docente di sociologia presso l'Università Tecnica di Dresda, in fase di ricostruzione. Era membro della SED.

po la fine della guerra, Eildermann divenne docente di sociologia presso l'Università Tecnica di Dresda, che era in fase di ricostruzione, e divenne membro della SED. Morì a Dresda l'8 marzo 1955.

La canzone

La più famosa tra le canzoni scritte da Heinrich Eildermann è senz'altro Dem Morgenrot entgegen, scritta nel 1907 (un anno cruciale nella vita del suo autore). In realtà la canzone fu pubblicata soltanto tre anni più tardi, nel 1910, con il titolo di Lied der Jugend: da giovane insegnante, Eildermann si rivolgeva alla gioventù (ed anche le sue altre canzoni, molto meno note, sono canzoni per ragazzi).

Come detto, il Lied der Jugend (“Canzone della Gioventù”) fu pubblicato nel 1910 sulla rivista Arbeiter-Jugend (“Gioventù Operaia”); l'autore compariva sotto lo pseudonimo di Heinrich Arnulf. Si diffuse assai rapidamente, generalmente però con il titolo Dem Morgenrot entgegen, tratto dal suo primo verso, oppure Die junge Garde (“La giovane Guardia”), che avrà molta fortuna nelle sue versioni in altre lingue. Come parecchie altre canzoni di lotta e operaie dell'epoca, la canzone utilizza la melodia dell'Andreas-Hofer-Lied, o Zu Mantua in Banden, composta da Leopold Knebelsberger nel 1844 per il testo scritto da Julius Mosen nel 1831.

La canzone, come detto, si diffuse immediatamente in Germania ed all'estero. Già nel 1922, la sua versione russa (di Aleksandr Ilič Bezymenskij, ugualmente celebre e nota come Молодая Гвардия, traduzione letterale di Die junge Garde) era divenuta l'inno del Komsomol, l'organizzazione giovanile del PCUS. Ma questo avvenne un po' in tutti i paesi socialisti e, beninteso, anche nella DDR (tra le altre cose si dice che fosse la canzone preferita di Erich Honecker).

Nonostante si tratti di un testo totalmente autonomo, Dem Morgenrot entgegen mostra ancora qualche punto di contatto con la canzone scritta oltre trent'anni prima da Johann Most, che inaugura la serie dei canti sull'aria dell'Andreas- Hofer-Lied. In particolare, viene qui ripreso il ritornello contenente il Proletariat, una parola evocativa e che evidentemente si presta molto bene al ritmo di marcia, con la sua accentazione sull'ultima sillaba (Proletariàt). Appare chiaro che Heinrich Eildermann conosceva il canto di Johann Most. Con quest'ultimo, e con tanti canti proletari, di lotta, anarchici e socialisti, condivide anche il linguaggio elevato e "difficile". [RV]

Dem Morgenrot entgegen,
ihr Kampfgenossen all.
Bald siegt ihr allerwegen,
bald weicht der Feinde Wall.
Mit Macht heran und haltet Schritt,
Arbeiterjugend, will sie mit?

Wir sind die junge Garde
des Proletariats!
Wir sind die junge Garde
des Proletariats!

Wir haben selbst erfahren
der Arbeit Frongewalt
in düst'ren Kinderjahren
und wurden früh schon alt.
Sie hat an unser'm Fuß geklirrt,
die Kette, die nur schwerer wird.

Wach auf, du junge Garde
des Proletariats!
Wach auf, du junge Garde
des Proletariats!

Die Arbeit kann uns lehren,
sie lehrte uns die Kraft,
den Reichtum zu vermehren,
der uns're Armut schafft.
Nun wird die Kraft, von uns erkannt,
die starke Waffe uns'rer Hand!

Schlag zu, du junge Garde
des Proletariats!
Schlag zu, du junge Garde
des Proletariats!

Wir reichen euch die Hände,
Genossen all, zum Bund!
Des Kampfes sei kein Ende,
eh' nicht im weiten Rund
der Arbeit freies Volk gesiegt
und jeder Feind am Boden liegt.

Vorwärts, du junge Garde
des Proletariats!
Vorwärts, du junge Garde
des Proletariats!

Contributed by Riccardo Venturi und Juha Rämö - 2022/11/9 - 19:14




Language: Italian

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 10-11-2022 10:14

Due parole del traduttore. Nonostante delle ricerche, ho constatato che tale canto, pur essendo assai noto, non ha mai avuto una vera e propria versione italiana (naturalmente, attendo con impazienza di essere smentito). Va detto che i canti di lotta in lingua tedesca non hanno mai avuto molta fortuna in Italia: si adattano male ad una versione italiana, per di più se cantati su ritmo di marcia (e lo stesso vale per le altre lingue neolatine). Per un'autentica versione italiana di un canto tedesco, sorto in circostanze terribili, bisogna probabilmente attendere i Moorsoldaten. Così, ecco questa traduzione “ibrida”, dato che non è del tutto “letterale”.
Canto della Gioventù
Verso l'Alba, o La Giovane Guardia


Verso l'alba, Compagni,
Tutti quanti alla battaglia.
Presto vincerete ovunque,
Presto crollerà la muraglia nemica.
Avanti con forza, tenete il passo,
Giovani lavoratori, volete starci?

Noi siamo la giovane Guardia
del Proletariato!
Noi siamo la giovane Guardia
del Proletariato!

Abbiam sperimentato
Nei bui anni dell'infanzia
La violenza [1] del lavoro,
E presto siamo invecchiati.
Ai nostri piedi ha legato
Una catena sempre più pesa.

Dèstati, giovane Guardia
del Proletariato!
Dèstati, giovane Guardia
del Proletariato!

Il lavoro può però insegnare,
E ci ha insegnato la forza
Per aumentar la ricchezza
Che crea la nostra povertà.
Ora riconosciam questa forza
Come possente arma in mano nostra!

Colpisci, giovane Guardia
del Proletariato!
Colpisci, giovane Guardia
del Proletariato!

Vi tendiamo le mani,
Compagni tutti, uniamoci!
Mai abbia fine la lotta
Finché d'intorno a noi
Il libero popolo dei lavoratori non trionfi
E ogni nemico non giaccia al suolo.

Avanti, giovane Guardia
Del Proletariato!
Avanti, giovane Guardia
Del Proletariato!
[1] Il termine Frongewalt è, oltre che antiquato ed elevato, praticamente impossibile da tradurre in modo adeguato dato che riporta al diritto medievale e feudale germanico. Un frone (o vrone) -termine attestato fin dal 1158- era un ordine assoluto emanato direttamente dal signore feudale, che aveva ovviamente valore di legge nei confronti di tutti i sottoposti, ed anche di intere comunità contadine. Si potrebbe tradurre con “violenza feudale”.

2022/11/10 - 10:17




Language: English

Traduzione inglese / English translation / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
Steena (L. Trans.)



Così come in italiano, non sembra esistere una vera e propria versione del canto in inglese. Mi sono accorto che, in rete (ad esempio per i sottotitoli di alcuni video YouTube), viene utilizzata la qui presente traduzione proveniente da Lyricstranslate, che però ho dovuto leggermente adattare al testo originale in quanto non tiene conto delle piccole variazioni nel ritornello, e ripete il primo per tutte le quattro strofe. [RV]
Towards the Dawn [The Young Guard]

Towards dawn
All of you comrades in arms!
Soon you will be victorious everywhere
Soon the enemy's parapet will vanish
Go ahead with force and keep pace!
Young workers, if you want to be in it.

We are the young guard
Of the proletariat!
We are the young guard
Of the proletariat!

In the dark years of our childhood
We have experienced already
What socage work can be
And we aged early
It jangled on our foot
The chain that's only getting heavier

Rise up, young guard
Of the proletariat!
Rise up, young guard
Of the proletariat!

Work can teach us
And it taught us the strength
To increase the wealth
That creates our poverty
Now we recognize that strength
Is the strongest weapon in our hands!

Strike, young guard
Of the proletariat!
Strike, young guard
Of the proletariat!

We give you our hands
Comrades, for an alliance!
There'll be no end to the fighting
Until everywhere around us
The free working people have won
And every enemy lies on the ground

Forwards, young guard
Of the proletariat!
Forwards, young guard
Of the proletariat!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/10 - 19:31




Language: Russian

Mолодая гвардия [Вперёд, заре навстречу!]
La versione russa di Aleksandr Ilič Bezymenskyj [1922]
Russian version by Aleksandr Ilich Bezymensky [1922]
La version russe d' Alexandr Ilitch Bezymensky [1922]
Aleksandr Iljitš Bezymenskin venäjänkielinen versio [1922]




E' il 1922: terminata vittoriosamente la guerra civile e consolidatasi l'Unione Sovietica, l'organizzazione giovanile del Comitato Centrale del PCUS, il Komsomol (Комсомол, acronimo di КОМмунистический СOюз МОЛодёжи /Kommunističeskij Sojuz Molodëži/ “Unione Comunista della Gioventù”) avverte la necessità di canti giovanili, ed il suo Comitato Centrale incarica un suo membro, il giovane poeta Aleksandr Ilič Bezymenskij (nato nel 1898 a Žitomir, oggi in Ucraina, da una famiglia ebraica; e quindi, all'epoca, ventiquattrenne) di redigerne uno. Bezymenskij (il cui cognome significa, curiosamente, “Senzanome”, o “Anonimo”; era il nome di famiglia, e non uno pseudonimo!) si mette all'opera; non si sa esattamente dove abbia trovato il canto tedesco Dem Morgenrot entgegen (probabilmente gli era stato segnalato o suggerito da alcuni compagni più anziani), ma, rivelando un precoce talento, lo traduce alla perfezione in russo. Ne risulta Молодая гвардия che, come l'originale di Heinrich Eildermann, diviene immediatamente nota anche col titolo tratto dal primo verso, Вперёд, заре навстречу!



La versione “Alessandro Anonimo” è, come detto, un vero e proprio capolavoro: pur aderendo pressoché in modo perfetto all'originale tedesco con le sue immagini poetiche, e nello stesso ordine, è perfetta anche dal punto di vista della versificazione russa. L'unica visibile discrepanza ha un motivo storico e politico: se, nel 1907, Heinrich Eildermann chiama ad una lotta ancora agli inizi, nel 1922 Bezymenskij chiama invece, e con forza, a costruire la “Repubblica del Lavoro”. Un'altra differenza, ma questa probabilmente dovuta a motivi metrici di adattamento alla melodia, è che il Proletariat tedesco viene sostituito, nel ritornello, dalla “giovane Guardia degli Operai e dei Contadini” (рабочих и крестьян – la parola russa per “contadino” deriva, in ultima analisi, da “cristiano”). Tuttavia, la pur inconsapevole modifica di Bezymenskij si rivelò appropriata: la tesi marxista della “dittatura del proletariato” aveva creato parecchia confusione, e aveva costretto l'apparato propagandistico a autentiche capriole ideologiche fino al rifiuto ufficiale della tesi. L'idea pratica dell'unione tra operai e contadini si fece strada poco a poco, e l'intuizione di Bezymenskij sembra aver giocato un ruolo in questo.

La canzone, come detto, divenne ben presto l'inno ufficiale del Komsomol e, quindi, in sostanza, dell'intero movimento giovanile del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. L'immagine della “Giovane Guardia” risultò popolarissima e molto amata; addirittura, la casa editrice del Komsomol fu chiamata nello stesso modo. Accadde quindi un fenomeno abbastanza consueto. Tutti, ovviamente, sapevano che Aleksandr Bezymenskij aveva tradotto la canzone da un originale tedesco ben preciso, con tanto di autore ben conosciuto, e che la melodia era stata scritta da un compositore altrettanto ben preciso per dei versi che parlavano di Andreas Hofer, l'eroe nazionale tirolese che lottò contro l'invasione francese; eppure, ovunque comparisse il canto Молодая гвардия nell'Unione Sovietica e negli altri paesi socialisti (e non solo), i versi venivano attribuiti esclusivamente a Bezymenskij e la melodia veniva etichettata come “popolare”, senza specificare ovviamente di quale popolo. Specialmente con la II guerra mondiale, l'origine tedesca del canto venne del tutto cancellata; si trattava di un canto russo su una melodia popolare russa, e addirittura si arrivò a ritenere che Dem Morgenrot entgegen non fosse altro che una sua versione tedesca preparata nella DDR.

Aleksandr Bezymenskij venne comunemente percepito per ciò che, nella realtà, era: un poeta di regime, seppur dotato di un certo talento. Raccolse la feroce ironia di Vladimir Majakovskij (che, in una sua poesia, lo definì un “caffè alla cicoria”) e fu un nemico implacabile di Michail Bulgakov, che si vendicò prendendolo a modello per il personaggio di Ivan Bezdomnyj nel “Maestro e Margherita” (“Bezdomnyj”, modellato evidentemente su “Bezymenskij”, significa “Senza casa”, o “Senzatetto”). In origine ferreo sostenitore di Lev Trockij, divenne in seguito uno dei suoi più altrettanto ferrei detrattori. Morì a Mosca il 26 giugno 1973. [RV]
Mолодая гвардия [Вперёд, заре навстречу!]

Вперёд, заре навстречу, [1]
Товарищи в борьбе!
Штыками и картечью
Проложим путь себе.
Смелей вперёд, и твёрже шаг,
И выше юношеский стяг!

Мы — молодая гвардия
Рабочих и крестьян!
Мы — молодая гвардия
Рабочих и крестьян!

Ведь сами испытали
Мы подневольный труд,
Мы юности не знали
В тенетах рабских пут.
На душах цепь носили мы —
Наследье непроглядной тьмы.

Мы — молодая гвардия
Рабочих и крестьян!
Мы — молодая гвардия
Рабочих и крестьян!

И, обливаясь потом,
У горнов став своих,
Творили мы работой
Богатство для других.
Но этот труд в конце концов
Из нас же выковал борцов,

Нас — молодую гвардию
Рабочих и крестьян!
Нас — молодую гвардию
Рабочих и крестьян!

Мы поднимаем знамя!
Товарищи, сюда!
Идите строить с нами
Республику Труда!
Чтоб труд владыкой мира стал
И всех в одну семью спаял, —

В бой, молодая гвардия
Рабочих и крестьян!
В бой, молодая гвардия
Рабочих и крестьян!
[1] Vpierёd, zarie navstrieču,
Tovarišći v boŕbie!
Štykami i kartiećiu
Proložim puť siebie.
Smieliej vpierëd, i tvëržie šag,
I vyšie junošieskij stiag!
My – mołodaja gvardija
Rabočich i kriesťian!

Vieď sami ispytali
My podnievolnyj trud,
My junosti nie znali
V tienietach rabskich put.
Na dušach ciep' nosili my -
Naslieďie nieprogliadnoj ťmy.
My – mołodaja gvardija
Rabočich i kriesťian!

I, oblivajaś potom,
U gornov stav svoich,
Tvorili my rabotoj
Bogatstvo dlia drugich,
No ätot trud v koncie koncov
Iz nas žie vykovał borcov,
Nas – moloduju gvardiju
Rabočich i kriesťian!

My podnimajem znamia!
Tovarišći, siuda!
Idite stroiť s nami
Respubliku Truda!
Štob trud vładykoj mira stał
I vsiech v odnu sem'iu spajał, -
V boj, mołodaja gvardija
Rabočich i kriesťian!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/10 - 19:51




Language: Swedish

Det unga gardet
La versione svedese di Carl Boström [1927]
Swedish version by Carl Boström [1927]
Version suédoise de Carl Boström [1927]
Carl Boströmin ruotsinkielinen versio [1927]




La versione svedese, Det unga gardet, risale al 1927 ed è assai fedele all'originale tedesco (cosa senz'altro favorita anche tra la relativa vicinanza tra le due lingue). I dati provengono, come molti altri in questa ed altre pagine, dal benemerito e precisissimo blog di Enn Kokk, che fortunatamente continua ad essere disponibile in Rete nonostante l'autore sia, purtroppo, oramai scomparso da alcuni anni; ma il blog di Enn Kokk (1937-2019), estone di nascita e autentico protagonista della socialdemocrazia svedese, nonostante non vi sia dedicato specificamente, è un'autentica miniera sul canto sociale e di lotta nei paesi scandinavi e di altri paesi. Vi è un solo problema: della versione svedese sappiamo praticamente tutto, tranne avere qualche notizia sul suo autore, Carl Boström. Non se ne riesce a sapere praticamente nulla (ma questo, ovviamente, può essere dovuto alla mia incapacità). Carl Boström è comunque indicato come autore della versione in ogni fonte disponibile (non molte, a dire il vero), ed è anche reperibile una nota discografica relativa ad un'incisione del canto nel 1934 per l'etichetta Frihet (“Libertà”). Come si può vedere, il nome di Carl Boström è riportato anche sul disco.

ungagaardet


In tale antica incisione per un'etichetta appartenente alla Gioventù Socialdemocratica di Svezia (come specificato sul disco: Utgiven av Sveriges Socialdemokratiska Ungdomsförbund), il canto appare interpretato da due cori in unione: lo Stockholms Spårvägsmäns Musikkår (Coro Musicale dei Tranvieri di Stoccolma) e l' Unison Manskör (Coro Maschile Unison). Enn Kokk riporta però un'incisione precedente di due anni (1932), sempre a cura dello Stockholms Spårvägsmäns Musikkår.

Enn Kokk avverte ancora che la versione di Carl Boström fu pubblicata sull'edizione del 1927 del Tidens Sångbok, un canzoniere annuale che ha continuato ad uscire fino a tempi relativamente recenti (ne ho reperita l'edizione del 1983). A rigore, quindi, il 1927 è la data di pubblicazione della versione, ed essa potrebbe essere (seppur di poco) anteriore.

Sempre da Enn Kokk provengono informazioni dettagliate sulle varie registrazioni del canto. Importante è quella a cura della norvegese Arbeidernes Oplysningsforbund i Norden (“Associazione per l'Istruzione dei Lavoratori nei Paesi Nordici”), con un disco (LP AOFS 1102) uscito nel 1975 e intitolato Nordiske Arbejdersanger / Nordiska Arbetarsånger / Pohjoismaisia Työväenlauluja (“Canti Operai dei Paesi Nordici”). Vi è contenuta anche la versione finlandese, Nuori kaarti.

La versione riportata nel primo video di questa sezione risale invece ai primi anni '70 del XX secolo, a cura dei gruppi Arbetets söner och döttrar (“Figli e Figlie del Lavoro” - gruppo formato da Åke Stenlund, Kurt Stenlund, Lasse Almestad, Lotta Sandberg, Ludde Lindström, Pelle Höglund, e Slim Liden) e Västra Söders sånggrupp (“Gruppo di Cantori del Sudovest”), coadiuvati dall'orchestra a fiati Röda Stjärnan (“Stella Rossa”). Questi ultimi incisero il canto nel 1972 nell'album collettivo Upp Trälar (titolo derivato dalle prime due parole dell'Internazionale in svedese nella versione classica di Henrik Menander). Nell'ottobre del 1973 i due gruppi e l'orchestra Röda Stjärnan incisero il canto nell'album Kampsånger för frihet och socialism (“Canti di lotta per la libertà e il socialismo”) [LP OSLP 503].

Arbetets Söner och Döttrar.
Arbetets Söner och Döttrar.


Nel 1978, Monica Nielsen, Tommy Körberg, lo ABFs kammarkör, assieme a Georg Riedel (arrangiamenti, contrabbasso, piano e percussioni), Rune Gustafsson (chitarra acustica), Egil Johansen (percussioni), Björn Lindh (piano, flauto, clarinetto e piano elettrico), Weine Renliden (tromba) e Janne Schaffer (chitarra acustica) incisero l'album Med hjärtat fylld av trots. Arbetarrörelsen kampsånger (“Col cuore pieno di ribellione. Canti di lotta del movimento operaio”) [LP 770314 1978]. Da questo album è tratta la seguente versione, cantata da Tommy Körberg. [RV]

Det unga gardet

Mot morgonrodnan tåga
vi fram i kampglad takt,
och våra hjärtan låga
till strids mot mörkmäns makt!
Vi vandra fram i täta led,
arbetarungdom, går du med?

Vi är ditt unga garde,
du proletariat.
Vi är ditt unga garde,
du proletariat.

Vår barndoms dystra minnen
av fädrens slaveri
hal stålsatt våra sinnen,
så strida även vi!
För frihet kämpa alla med,
för frihet, broderskap och fred.

Vi är ditt unga garde,
du proletariat.
Vi är ditt unga garde,
du proletariat.

I dagens id och tunga,
för våra herrars väl
vi lärt oss trotsigt sjunga:
Ej mer är någon träl.
Så ligger i vår egen hand
att bygga lyckans lysa land.

Vi är ditt unga garde,
du proletariat.
Vi är ditt unga garde,
du proletariat.

Så mötas våra händer
kamrater till förbund,
till strids i alla länder,
till strids kring jordens rund.
När nöden mer ej råda får
vi fira folkens röda vår.

Framåt du unga garde,
av proletariat!
Framåt du unga garde,
av proletariat!

Contributed by Juha Rämö (+ RV) - 2022/11/11 - 10:50




Language: Finnish

Nuori kaarti
Versione finlandese [1935?]
Finnish version [1935?]
Version finnoise [1935?]
Suomenkielinen versio [1935?]



Performed by Reijo Frank
Interpretata da Reijo Frank


Nota. Questa sezione è stata scorporata (e integrata) dalla pagina dedicata a Ihr Brüder in den Städten dort, dove si trovava originariamente inserita da Juha Rämö.

In Finlandia, come abbiamo visto, il canto proletario e di lotta sull'aria dell'Andreas Hofer-Lied ha già un'antica tradizione: fin dal 1899, infatti, se ne ha una versione derivata direttamente da Die Arbeitsmänner, il primo “Hoferide” scritto da Johann Most attorno al 1870 sulla melodia di Leopold Knebelsberger. La presente è invece una versione (anonima) di Dem Morgenrot entgegen, che appare derivata direttamente dal canto tedesco senza intervento della versione russa. L'anno di composizione non è certo; se ne hanno notizie per la prima volta nel 1935 nel Työläisnuorison laulukirja (“Canzoniere della Gioventù Operaia”) pubblicato a Tampere a cura della Gioventù Socialdemocratica Finlandese, e con in quale abbiamo già avuto a che fare in questo sito (si veda la versione finlandese di Till arbetarne!, eller Arbetets söner di Henrik Menander). Occorre anche ricordare che, sin dal 1927, esiste la (fedele) versione svedese di Carl Boström, e che lo svedese è lingua parlata e ufficiale in Finlandia. Il canto fu inciso nel 1969 da Reijo Frank nell'album Työväenlauluja – Veljiksi kaikki (“Canti dei Lavoratori – Tutti diveniamo fratelli”), poi ripubblicato nel 2013; in tale versione, Reijo Frank canta solo la prima e l'ultima strofa (motivo per cui “JR” aveva inserito originariamente solo tali due strofe). Qui abbiamo ripristinato il testo completo da Wikiaineisto, la versione finlandese di Wikisource. Come si può vedere qua sotto, Juha Rämö ha opportunamente fornito anche una versione completa cantata da una corale operaia finlandese. [RV]

tyoe


Here's an audio link covering the entire lyrics of the Finnish version of the song [JR 11-11-2022]


Performed by Työläislaulajien Kuoro (Worker Singers' Choir)
Nuori kaarti

Päin päivän sarastusta
me käymme marssien,
ja täynnä uskallusta
on rinta jokaisen.
Rivimme taajat, uljaat on,
työn nuoriso, käy taistohon!

Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!
Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!

Lapsuuden muistot kovat
orjuudest’ isäimme
karkaisseet meitä ovat,
meit’ taistoon käskee ne.
On taistelumme tarkoitus
veljeys, rauha, vapaus.

Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!
Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!

Työn raskaan raadannasta
hyväksi herraimme
tää laulu syntyi vasta:
Pois orjuus! kaikuu se.
On meillä mahti rakentaa
valoisa, vapaa onnen maa.

Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!
Me oomme nuori kaarti
työn orja-armeijan!

Nyt kättä, veljet, lyömme,
nyt liittoon käytäköön!
Tää taistelumme, työmme
maan-piirin täyttäköön!
Kun kurjuus ei saa vallita,
on kansain kevät koittava.

Eespäin, sa nuori kaarti
työn orja-armeijan!
Eespäin, sa nuori kaarti
työn orja-armeijan!

Contributed by Juha Rämö (+ RV) - 2022/11/11 - 05:27




Language: Dutch

Het morgenrood der zege / der vrijheid
Versione neerlandese di Maria Wilhelmina Vos [1938]
Dutch version by Maria Wilhelmina Vos [1938]
Version néerlandaise de Maria Wilhelmina Vos [1938]
Maria Wilhelmina Vosin hollanninkielinen versio [1938]


Maria W. Vos [1897-1994]
Maria W. Vos [1897-1994]
Per reperire la versione neerlandese del canto si è dovuto ricorrere a quella che, probabilmente, è l'unica fonte che ne riporta un testo completo (di tre strofe): la riproduzione fotografica del Vlaams Weekblad – Voor allen (“Settimanale Fiammingo – Per tutti”). Si tratta del settimanale del Partito Socialista Belga (BSP) dell'arrondissement di Aalst (città situata a una trentina di km da Bruxelles), numero del 28 aprile 1973. Nel settimanale, il canto appare nella variante che inizia ”Het morgenrood der vrijheid”; ci si è arrivati compulsando svariati frammenti presenti in altre (poche) fonti archivistiche, tra le quali il Nederlandse Liederenbank che riporta l'altra variante del primo verso, Het morgenrood der zege (più vicina al testo originale tedesco), e l'autrice della versione: la poetessa socialista Maria Wilhelmina Vos (nell'archivio indicata come Marie W. Vos, nata a Tijnje in Frisia (comune di Opsterland) il 12 ottobre 1897 e morta a Dordrecht il 21 agosto 1994. Da quest'altra pagina dell'Archivio si ricava l'anno di composizione, il 1938 (la versione sembra essere stata pubblicata in un canzoniere socialista curato dall'importante musicista e direttore d'orchestra Piet Tiggers (1891-1968), Bonte Vlucht, Tweede Bundel (Volume secondo), pubblicato a Amsterdam da De Arbeiderspers (contiene 80 canzoni). La versione si ritrova poi, nel 1951, nell'altro canzoniere Zingen dat willen wij (“Cantar vogliamo noi”), pubblicato sempre da De Arbeiderspers e curato dalla musicista e cantante lirica Sarah Carla Kohnstamm (née Idenburg, 1911-2001). Non risultano incisioni del canto. [RV]
Het morgenrood der zege

Het morgenrood der zege [der vrijheid]
Genoten, kleurt de lucht.
Straks houdt ons niets meer tegen,
De vijand deinst en vlucht!
Vol moed vooruit, ten laatste slag,
Arbeidersjeugd, volgt onze vlag!

Wij zijn de Jonge Garde
Van't proletariaat!
Wij zijn de Jonge Garde
Van't proletariaat!

Wij hebben zelf ervaren
Het schrijnend arbeidsleed,
Door onze kinderjaren
Zijn duist're schaduw gleed...
Wij gingen onder hem gebukt,
Een last, die ons steeds zwaarder drukt.

Wij zijn de Jonge Garde
Van't proletariaat!
Wij zijn de Jonge Garde
Van't proletariaat!

Wij treden in die ronde
Een zweren eensgezind,
Te strijden tot de stonde,
Dat 't arbeidsvolk verwint.
De vijand her en der verstrooid,
En fier de rode vaan ontplooid!

Vooruit, gij Jonge Garde
Van't proletariaat!
Vooruit, gij Jonge Garde
Van't proletariaat!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/12 - 12:44




Language: Danish

Det unge sejrende proletariat / Vi vandrer sol i møde
Versione danese di Frederik Dalgaard
Danish version by Frederik Dalgaard
Version danoise de Frederik Dalgaard
Frederik Dalgaardin tanskankielinen versio



Recorded by / Incisa da DKU-Noder


Scarsissime le fonti per il testo di questa versione (solo due: questa e questa (da “prendere con le molle” perché infarcita di errori). Unanimemente è attribuita al giurista e politico socialdemocratico Frederik Marinus Dalgaard (1893-1972). L'anno di composizione non è indicato, ma è presumibile che Dalgaard la abbia redatta in giovane età, quindi attorno agli anni '20 del XX secolo; in quegli anni Dalgaard era già un importante membro del movimento operaio danese e nel 1926, all'età di soli 33 anni, era già membro del Folketing, il parlamento danese. Le notizie biografiche sono complicate dalla riforma dell'ortografia danese (1948): in diverse fonti, il cognome si trova modernamente indicato come Dalgård, anche se è prassi diffusissima che i cognomi mantengano la vecchia ortografia ancora oggi. Del brano si ha una incisione, qui riportata nel video: fa parte dell'album Revolutionære sange (“Canti rivoluzionari”), l'unico album (1972) registrato dal gruppo DKU-Noder. Tale gruppo (Anne Marie Nielsen, Elisabeth Nielsen, Hanne Betzer, Jens Erik Dam Christensen, Knud Grumløse, Leif Monnerup, Ole Egsgård e Rudolf Engelhardt) era formato da membri della DKU (Danks Kommunist Ungdom, “Gioventù Comunista Danese”), l'organizzazione giovanile del Partito Comunista di Danimarca. [RV]
Det unge sejrende proletariat

Vi vandrer sol i møde
Vi arbejds unge hær
Snart modnes sejrens grøde
Og fjendens fald er nær
Vi iler frem med stærke fjed
Arbejderungdom, er du med ?

Vi er det unge sejrende
Proletariat!
Vi er det unge sejrende
Proletariat!

Vi glemte ej i tiden
de mørke barndomsår
Igennem barndomstiden
Man bød os trællekår.
I lænker træller barn og ung,
Men nu blev byrden os for tung.

Vi er det unge sejrende
Proletariat!
Vi er det unge sejrende
Proletariat!

Men slid og slæb kan lære
Det giver kraft i arm,
Men mens vi rigdom nære,
Vi selv blev mere arm.
Men lad det blive kød og blod:
Til dette er vor kraft for god

Vi er det unge sejrende
Proletariat!
Vi er det unge sejrende
Proletariat!

Så ræk da jere hænder
Til mægtig verdenspagt
Og aldrig kampen ender
Før brudt er guldets magt
Før sidste fjende er på flugt
Før sliddets søn får sliddets frugt!

Fremad, du unge sejrende
Proletariat!
Fremad, du unge sejrende
Proletariat!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/15 - 03:12




Language: Czech

Mladá garda / Za hvězdou jitřní pojďme
La versione ceca di Vilém Zaváda
Czech version by Vilém Zaváda
Version tchèque de Vilém Zaváda
Vilém Zavádan tšekinkielinen versio


Della versione ceca del poeta e bibliotecario Vilém Zaváda si trova soltanto una versione di due sole strofe proveniente dal sito Budovatel (la cui intestazione è, curiosamente, in alfabeto cirillico: Будовател). Non sapremmo dire se la versione consistesse nelle quattro strofe dell'originale tedesco, o se fosse stata originariamente redatta con sole due strofe (propendiamo però per la prima ipotesi: era prassi comune “abbreviare” i canti, indicando solo le strofe effettivamente cantate. [RV]
Mladá garda / Za hvězdou jitřní pojďme

Vilém Zaváda [1905-1982]
Vilém Zaváda [1905-1982]
Za hvězdou jitřní pojďme
Vpřed soudruzi všichni vráz.
Pak zvítězíme všude hned,
Nepřátel padne hráz.
Jen kupředu krok vyřídit!
Dělníci mladí chcete jít?

My jsme mladá garda,
Mladý proletariát!
My jsme mladá garda,
Mladý proletariát!

Sami jsme zakusili,
jak otrokář je zlý.
My ještě dětmi byli,
brzy však zestárli.
Řinčela pouta na nohou
a tížila nás tíhou svou.

My jsme mladá garda,
Mladý proletariát!
My jsme mladá garda,
Mladý proletariát!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/15 - 13:14




Language: Estonian

Noor kaardivägi
Versione estone
Estonian version
Version estonienne
Vironkielinen versio




Nulla si sa -almeno in Rete- dell'autore della qui presente versione estone, il cui testo è stato ricavato ricopiando certosinamente i sottotitoli (trilingui: estone-russo-inglese) del video sopra -in cui, verso la fine, compare pure Giuseppe Stalin. Quel poco che si può dire, è che ne è stata constatata la presenza in alcuni canzonieri giovanili degli anni '50 e '60 (tipo il Pioneeride laulik “Canzoniere dei Pionieri” curato da Laanepõld Blumberg nel 1961), e che si tratta di una versione pedissequa non tanto dell'originale tedesco, quanto della versione russa di Aleksandr Bezymenskij (che in estone si scrive Besõmenski), con tanto di “operai e contadini” (töölis-talupoegade) al posto del proletariato. [RV]
Noor kaardivägi

Nüüd koidikule mingem
Kõik vastu võitlus hoos!
Relv käes ja vaprus hinges
Nii teed me loome koos.
Samm kindlaks, võitlev seltsimees,
Lipp kõrgemale meie ees!

On töölis-talupoegade
Noor kaardivägi teel!
On töölis-talupoegade
Noor kaardivägi teel!

Me orjusteedel käinud,
Me ikkes teinud tööd.
Ei teed me vaba näinud
Kesk sünget mureööd.
Ja raske ahel orjusteilt
On kaua lasnud hingel meil.

Meil noortel kaardiväelastel
Sealt algas võitlustee!
Meil noortel kaardiväelastel
Sealt algas võitlustee!

Me töölispere orjas
Päev-päevalt ääsi ees,
Ja teistele vaid korjas
Ta rikkust eluteel.
Töös raskes karastus me vaim
Ja julged võitlejad meist said.

On töölis-talupoegade
Noor kaardivägi teel!
On töölis-talupoegade
Noor kaardivägi teel!

Nüüd tõstkem lipud julgelt,
Meil koidab päiksetõus!
Töö-vabariiki tulge
Kõik looma noorusjõul!
Me kõigi tuleviku heaks
Et tööst kõik maailm lugu peaks -

On võitlemas meil selle
Eest noor kaardivägi teel!
On võitlemas meil selle
Eest noor kaardivägi teel!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/15 - 14:11




Language: Yiddish

די יונגע גװאַרדיע / דעם מאָרגנרױט אַנטקעגן [Di yunge gvardye / Dem morgnroyt antkegn]
Versione yiddish
Yiddish version
Version en yiddish
Jiddiškielinen versio


La versione yiddish è anonima. Proviene da un'estesa fonte in lingua ebraica, un articolo proveniente dal blog di David Esof, intitolato עונג שבת (“Il piacere dello shabbàth”) e sottotitolato: “Ebraismo – Israelità – Umanità: Non prendiamoci troppo sul serio”. L'articolo, scritto nel 2014, si intitola: מהרי טירול ועד הקומסומול: מסע מן הכורסא בעקבות המנון 'בני עקיבא'
(“Dalle montagne del Tirolo al Komsomol: un viaggio in poltrona seguendo l'inno degli 'Bnei Akiva' “) e, ebbene sì, è dedicato proprio -e interamente- alla storia della melodia dell'Andreas-Hofer-Lied e dei suoi particolari sviluppi ebraici (un canto scritto negli anni '30, intitolato Yad Akhim, che col tempo è diventato l'inno della maggiore organizzazione giovanile sionista del mondo -gli “Bnei Akiva” appunto, “figli di Akiva”- e che è molto amato attualmente dai famosi “Ultraortodossi”). L'articolo ci rivela quindi un nuovo “Hoferide”; ma ne avremo a riparlare meglio. Quel che per ora ci interessa è che l'articolo di David Esof, che è davvero interessante e completo e la cui lettura mi sono interamente sciroppato in questo piovoso e freddo 15 novembre, riporta, seguendo la storia del canto e delle sue versioni, anche la versione in yiddish di Dem Morgenrot entgegen. Così scrive David Esof:

“Da Parigi, Yitzhak Niborski [ignoro chi sia, ndt] mi ha scritto che anche i giovani del Bund in Polonia (Yugent-Bund Tsukunft “Lega Giovanile 'Futuro'”) avevano un inno tradotto dalla medesima fonte [Dem Morgenrot entgegen, ndt]. Il traduttore è sconosciuto, ma viene cantato esattamente sulla stessa melodia. Ecco le parole provenienti da Mir zingen (“Noi cantiamo”), un canzoniere stampato a Parigi nel 1948, pp. 14-15.”

Seguono le riproduzioni fotografiche del testo, da un canzoniere stampato 76 anni fa, e che ho diligentemente controllato, ricopiato e trascritto (adattando solo un po' l'ortografia ai criteri YIVO). La versione è molto fedele all'originale tedesco, e non poteva essere altrimenti vista la natura stessa della lingua yiddish. Linguisticamente interessante è che nel testo yiddish non si trova nemmeno una parola ebraica: è una rarità. [RV]

yongegvarde1yongegvarde2

די יונגע גװאַרדיע [1]

דעם מאָרגנרױט אַנטקעגן
װען קױם די זון דערשײנט;
פֿאַרנעמען מיר די װעגן
זאָל ציטערן דער פֿײנט!
פֿאָרױס, פֿאָרױס מיט פֿעסטע טריט!
מיר װאַרטן נישט, צװײפֿלען נישט,

װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!
װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!

פֿון קינדװײן אָן מיר פֿילן
דעם יאָך פֿון שװערער נױט;
װען קינדער דאַרפֿן שפּילן
מיר אַרבעטן אױף ברױט.
אין קײטן שװער די פֿיס געשמידט;
דאָך שטאַרק און שטאַרקער אונדזער טריט.

װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!
װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!

אין נױט האָט אונז געצווּונגען
דערקענען װאָס נישט גלײַך;
מיר אַרבעטן אין הונגער
צו מאַכן װעמען רײַך;
דערפֿאַר דיקטירט אונז דער פֿאַרשטאַנד:
דאָס רײַכטום ליגט אין אונדזער האַנט!

װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!
װײל מיר – די יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!

מיר שליסן אַלע אָרעמס
און פֿעסט איז אונדזער בונד;
זאָל זיגן דער, װאָס אָרעם
און רײַך זאָל גײן צום גרונט!
דער אַרבעטסמאַן דערהױכט זײַן שװערד,
און ביז דער פֿײנט פֿאַרניכטעט װערט!

פֿאָרױס, דו יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!
פֿאָרױס, דו יונגע גװאַרדיע
פֿון פּראָלעטאַריאַט!
[1] Di yunge gvardye

Dem morgnroyt antkegn
Ven koym di zun dersheynt;
Farnemen mir di vegn
Zol tsitern der feynt!
Foroys, foroys mit feste trit
Mir vartn nisht, tsveyflen nisht,

Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!
Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!

Fun kinderveyn on mir filn
Dem yokh fun shverer noyt;
Ven kinder darfn shpiln
Mir arbetn oyf broyt.
In keytn shver di fis geshmidt;
Dokh shtark un shtarker undzer trit.

Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!
Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!

In noyt hot unz gezvungen
Derkenen vos nisht glaykh;
Mir arbetn in hunger
Tsu makhn vemen raykh;
Derfar diktirt unz der farshtand:
Dos raykhtum ligt in undzer hant!

Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!
Veyl mir – di yunge gvardye
Fun proletaryat!

Mir shlisn ale orems
un fest iz undzer bund;
Zol zign der, vos orem
Un raykh zol geyn tsum grunt!
Der arbetsman derhoykht zayn shverd,
Un biz der feynt farnikhtet vert!

Foroys, du yunge gvardye
Fun proletariat!
Foroys, du yunge gvardye
Fun proletaryat!

Contributed by Riccardo Venturi - 2022/11/15 - 23:02


@ Juha Rämö

Dear Juha, you must have noticed that I am totally reshaping all the pages on songs musically derived from Leopold Knebelsberger's old tune to Zu Mantua in Banden (Andreas-Hofer-Lied). The various versions, which I call “Hoferides” with a bit of humour, were scattered here and there in different pages. My intention is to provide all these pages with English introductions, and to establish a common interlink between all them. Thank you for the complete Finnish version sung by Työläislaulajien Kuoro and for all the corrections you made in the text.

Riccardo Venturi - 2022/11/11 - 14:16


@ Riccardo Venturi

A great idea, Riccardo! Those three offsprings of Zu Mantua in Banden have bothered me for a long time and now it seems that they'll be brought back to Mom.

A couple of corrections:
Andreas-Hofer-Lied
Ruotsinkielinen instead of ruotskinkielinen

By the way, Die Arbeitsmänner is also known as Proletarierlied.

Juha Rämö - 2022/11/12 - 17:49




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