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Brigitte Bardot: Nue au soleil

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG
Language: French

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[1970]
Scritta da Jean Fredenucci e Jean Schmitt
Singolo del 1970, poi incluso in innumerevoli raccolte, compresa la classica "Initiales B.B."

Initiales B.B.

"On ne peut pas, comme ça, se promener dans la rue", ma "quand le printemps fait éclater tous les bourgeons", allora... "BRIGITTE BARDOT!!! NUE AU SOLEIL, COMPLÈTEMENT !!!
On ne peut pas, comme ça, se promener dans la rue
On ne peut pas, même si l'on voulait vivre nu
Et pourtant sans être impudique, au fond
J'avoue franchement que c'est grisant

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil
Complètement

Quand le printemps fait éclater tous les bourgeons
Mes vêtements me pèsent d'une étrange façon
Et soudain dans mon imagination
Je me vois cachée dans les rochers

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil
Complètement

J'ai des visions de vagues et de fruits tropicaux
Quand ses rayons, tendrement, caressent ma peau
Je suis bien et le monde tourne rond
Je ne pense pas, j'ouvre les bras

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil
Complètement

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil
Complètement

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil
Complètement

Nue au soleil
Complètement
Nue au soleil...

Contributed by Bernart Bartleby - 2020/4/1 - 20:33


Nell'intro... racconte, al posto di raccolte... ve la dice lunga sull'effetto che mi fanno la Bardot e il rum...

Initiales B. B. - 2020/4/1 - 20:37


Nonostante questa foto di B.B. nue au soleil me la faccia risultare quasi simpatica, anche per il coraggio di sfidare quelle costrizioni borghesi come il costume intero...

Brigitte Bardot nue au soleil


poi leggo cose del genere e mi viene naturale di mandarla a quel paese insieme alle su' foche:

Elle déclare dans Le Parisien : « Mon meilleur moment politique, ce fut lorsqu’à 24 ans, en 1958 : j’ai voté pour la première fois de ma vie, pour le général de Gaulle », faisant sans doute référence au référendum établissant la Cinquième République

Mariée en 1992 avec Bernard d'Ormale, conseiller de Jean-Marie Le Pen, elle apporte son soutien à Catherine Mégret, candidate FN à l'élection municipale partielle de 1997 à Vitrolles. En 1999, Brigitte Bardot affirme partager « certaines idées du FN, notamment contre la forte immigration en France », tout en déclarant réfuter « d'autres choses […], comme l'avortement », pour lequel le Front national veut restreindre l'accès. Elle déclare être « de droite », mais « pas Front national »

Lors de la campagne présidentielle de 2012, elle prend position en faveur de la candidate du Front national, Marine Le Pen, qu'elle juge « la seule à dénoncer avec force et courage la situation »

Lorenzo - 2020/4/1 - 21:18


Miii, Lorenzo, mi politicizzi anche Brigitte Bardot!!!
Eccheppalle!

L'essere umano e l'artista non coincidono mai, e su queste pagine ce ne sono già parecchi che non coincidono proprio, senza bisogno di precisazioni biografiche specifiche sulla B.B...

PS E poi le foche che colpa ne hanno?

B.B. - 2020/4/1 - 22:15


Le foche poverine non hanno nessuna colpa... però ho sempre diffidato di quelli che sono tanto sensibili alla sofferenza animale e poi se ne fregano della sofferenza umana... su questo argomento è una delle poche volte che mi sono trovato d'accordo con Papa Francesco.

Lorenzo - 2020/4/1 - 22:20


Io invece ho sempre diffidato di quelli che hanno tanto a cuore gli esseri umani e se ne fottono degli animali... punti di vista.

B.B. - 2020/4/1 - 22:23


concordo con i due B.B e con Anne-Louise Germaine Necker, baronessa di Staël-Holstein
Imparati.. risprmiatevi pistolotti su eventuale appartenenza politica della signora in questione :)

adriana fervente Gattolica - 2020/4/2 - 10:00


Ciao Adriana La Gattolica,

un bel corto d'animazione per te (e anche per quell'altro gattolico del Venturi): Kitbull

B.B. - 2020/4/2 - 20:07


Adepti ferrei e talebani del Gattolicesimo!

Riccardo Venturi - 2020/4/2 - 21:28


IL CORNAVIRUS CERTIFICATO ANCHE DA "REPUBBLICA"

Screenshot "Repubblica Online", ed. Firenze, 3 aprile 2020 ore 5.07
Screenshot "Repubblica Online", ed. Firenze, 3 aprile 2020 ore 5.07


Non solo il gregge di capre in via dell'Argingrosso: il Cornavirus oramai è una realtà in Toscana e "Repubblica" lo certifica. Io resto a casa: Dopo il buon libro, la fragranza dei biscotti, i giochi coi bambini, Netflix e il recupero del rapporto genitori-figli, che succede nelle famiglie in quarantena? L'esperto: "Torbidi risvolti e pratiche scambiste dilagano". L'allarme della CEI e delle Sentinelle in Piedi: "Salviamo la Famiglia anche da questo virus letale!" Infuria in Rete il "Tampon Sex". Sotto accusa le riletture del "Decamerone": "Il Boccaccio è stato preso alla lettera". Dal nostro inviato.

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 2020/4/3 - 05:26


IL DISASTRO COVID ANCHE IN TOSCANA

L’Italia è nel mondo il paese più colpito dal virus Sars-Cov-2 tanto che i decessi da Covid 19 sfiorano i 15000 in poche settimane, questo perché le autorità italiane hanno tardato ad affrontare il problema per evitare blocchi produttivi e danni ai profitti, mettendo in secondo piano la salute di lavoratori e cittadini, peraltro il Dpcm del 22 mar 2020 sulla chiusura delle attività non essenziali, ha lasciato aperte oltre 80 categorie produttive, molte più di quelle davvero indispensabili alla filiera alimentare o al servizio sanitario e parallelamente sono state ristrette sempre di più le libertà personali dei cittadini, quasi a compensare la mancata chiusura delle fabbriche, una compensazione inefficace, visto il forte incremento di contagi e decessi.
Inoltre per molte settimane i trasporti, anche a lunga percorrenza, hanno continuato a circolare a pieno regime, consentendo ai virus di spandersi rapidamente.
Caotiche sono state anche le indicazioni sui dispositivi di protezione e la gestione dei tamponi
In particolare in Sanità, la carenza di Dpi adeguati e per protocolli operativi evidentemente non idonei a proteggere il personale in servizio, ha generato una mattanza ignobile di medici e infermieri che urla giustizia.
Vergognoso in questo contesto quanto previsto dall’art 15 e 16 del decreto “Cura Italia” che ha sdoganato l'utilizzo per i lavoratori delle banali mascherine chirurgiche, equiparandole a Dpi, pur essendo noto che solo le mascherine Fpp2 e Fpp3 bloccano le microparticelle del Virus.
Come se non bastasse in base all’art.7 del decreto “io sto a casa” gli operatori sanitari che sono venuti a contatto con soggetti sicuramente positivi al Coronavirus devono continuare a lavorare, senza previsione di quarantena.
L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza i limiti del sistema sanitario italiano sopratutto per la carenza di personale sanitario e di attrezzature.
Negli ultimi 10 anni il fondo sanitario ha subito un taglio di 37 miliardi, il numero di ospedali è diminuito da circa 1.200 a circa 1.000, e i posti letto da circa 225 mila a circa 191 mila e con 8mila medici e 13mila infermieri in meno. In Italia il numero di posti letto ospedalieri per numero di abitanti è tra i più bassi d'Europa, 3,2 posti letto ogni 1000 abitanti, contro i 5 ogni 1000 della media europea.
Nel contempo ingenti risorse sono state deviate dal sistema sanitario pubblico a quello privato(che ben poco sta contribuendo ad affrontare la pandemia), non solo in termini di sovvenzioni e convenzioni per prestazioni specialistiche ambulatoriali ma anche per la delega di interi servizi, come la lungo degenza per gli anziani e l’assistenza dei pazienti psichiatrici.
Sulla Scuola e sulla sospensione delle lezioni in aula, va detto che non può essere riversato sulle famiglie il peso economico della didattica on line, sopratutto in termini di contratti internet e strumenti tecnici; è inoltre urgente attivare le adeguate misure di sostegno per gli studenti che lo necessitano, in particolare per quelli certificati. In ogni caso vista la particolarità dell’anno scolastico è opportuna una moratoria delle bocciature per tutti gli studenti delle scuole medie e superiori e lo stralcio, almeno dei mesi di emergenza, delle le tasse universitarie per l’anno 2020.
La Questione Sociale:
Questa vicenda lascerà dietro di sé enormi macerie sia a livello umano che sociale ed economico.
Molti settori sono in ginocchio con il rischio di fallimenti di interi comparti, in un sistema in cui sono tante le figure lavorative senza tutele né diritti, che si aggiungono ad un ampio mondo sommerso di disoccupati e “lavoratori a giornata”, spesso a nero, che già prima della emergenza a fatica sbarcavano il lunario.
Peraltro i bonus previsti dagli ultimi decreti per le situazioni di indigenza dovranno passare dal filtro burocratico dei Comuni; un meccanismo farraginoso che renderà difficile per molte persone in difficoltà, accedere ai previsti bonus.
È invece urgente un reddito di emergenza per tutti, sufficiente ed adeguato a vivere e non solo a sopravvivere. Nondimeno le previste Cig per i lavoratori delle aziende chiuse, dovrebbero corrispondere l'adeguamento dello stipendio normalmente riscosso e non solo un parte di esso.
In questa situazione, è necessaria una tassa sui grandi patrimoni e sui grandi volumi di affari, unico modo concreto per socializzare le perdite e redistribuire le ricchezze.
Anche sul diritto di sciopero stigmatizziamo l'atteggiamento del Governo, che dall'inizio dell'emergenza ha esercitato pressioni e divieti nei confronti delle proteste dei lavoratori. La pandemia non ha cancellato ma anzi aggraverà le tante crisi industriali di questo paese e non può essere negato ai lavoratori il diritto di lottare e scioperare per difendere il proprio futuro.
Addirittura nei servizi cosiddetti essenziali soggetti alla legge 146/90, si impedisce la possibilità di scioperare fino al 30 aprile, impedendo anche di protestare per le mancate tutele in relazione al Coronavirus e alla scarsa protezione nei posto di lavoro.
L’EMERGENZA IN TOSCANA:
Ad oggi in Toscana dall’inizio dell’emergenza si registrano oltre 4000 contagi, di cui circa 300 in terapia intensiva e oltre 240 morti tra cui anche persone di giovane età, sono invece oltre 14.000 le persone in isolamento domiciliare in tutta la regione.
La circostanza critica fa emergere anche nella nostra regione i tagli al sistema sanitario pubblico.
La Toscana guida la classifica delle regioni che hanno tagliato le strutture ospedaliere, in poco meno di dieci anni sono scomparsi oltre 50 ospedali centinaia di posti letto e di personale sanitario.
Nel panorama italiano la Toscana ha oggi uno dei più bassi rapporti abitanti/posti letto, meno di 3 per mille abitanti; posti letto che adesso si sta cercando di reintegrare tramite l’’istituzione di alberghi sanitari in convenzione con strutture turistiche, soluzioni chiaramente temporanee e non strutturali.
Parallelamente ai tagli va citata, anche in Toscana, una crescita costante della sanità privata, un trend agevolato anche da fondi sanitari aziendali e integrativi (spesso di gestione politico sindacale), di cui usufruisce la sanità privata e non il sistema pubblico.
La sanità privata in Toscana conta 3.000 dipendenti, ben il 6% dell’intero settore. la Regione Toscana ha pagato nel 2019 le strutture private accreditate quasi il 4% della spesa totale cioè circa 270 milioni di euro. Nella spesa ospedaliera della regione, i privati pesano il 13,5% del totale e coprono il 14% dei posti letti complessivi, cifre significative anche considerando l’alto numero di Rsa private. Non bisogna nemmeno dimenticare che la Toscana sta pagando a GESAT (prima gruppo Ansaldi e Pizzarotti e poi fondo di investimento inglese Equitix) per 20 anni, dal 2013 fino al 2033, 36 milioni di euro di canone per la costruzione in project financing dei 4 nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Massa, Lucca.
La attuale emergenza da Coronavirus ha per di più determinato proteste del personale sanitario ospedaliero, per la insufficienza di dispositivi di protezione adeguati. In tale situazione è paradossale che con un ordinanza del 25 marzo la Regione abbia deciso di assegnare i Dpi più efficaci, gli Ffp3, soltanto al personale sanitario delle terapie intensive e nei reparti Covid ma non al personale di pronto soccorso, dei laboratori analisi o del 118, che sono comunque tra i lavoratori più esposti; inoltre solo adesso, dopo molte resistenze iniziali si sta iniziando a effettuare i tamponi per il personale sanitario.
In generale le tutele per i lavoratori della nostra regione anche degli altri settori sono tutt’altro che adeguate e molte sono state le vertenze per la mancanza di Dpi e di istruzioni per difendersi dal virus, questo in un quadro generale in cui aziende e istituzioni toscane hanno accettato con lentezza e dissapore la necessità di restrizioni sulle attività produttive.
Del resto da un punto di vista economico l’emergenza colpisce duramente tutti i settori, tra i più colpiti ci sono il turismo, (con tutto ciò che significa per una città come Firenze in termini di indotto) il settore alberghiero, il commercio, l’allestimento standistico, il ricreativo culturale, i trasporti, il manifatturiero.
Una crisi sistemica grave che rischierà di gettare nel bacino degli indigenti tantissimi cittadini che con fatica mantenevano già prima a stento le proprie attività lavorative, che si aggiungono a disoccupati, precari, lavoratori degli appalti, apprendisti, partite Iva e tante altre categorie a rischio.
Da sottolineare che da sempre in Toscana, le difficoltà lavorative ed economiche vanno di pari passo con l’enorme problema dell’accesso alla Casa. Difatti in una città con costi degli affitti tra i più alti di Italia, sono tante le famiglie costrette a situazioni di inadempienza e occupazione, per le quali, solo grazie alla mobilitazione delle organizzazioni impegnate, è stato possibile ottenere un blocco degli sfratti tuttavia solo momentaneo.
In tale situazione drammatica dobbiamo preoccuparci anche delle situazioni di crisi industriale già in essere come la Bekaert, la Piaggio, la Gkn, la Lucchini, la Continental, solo per citarne alcune: situazioni in cui i lavoratori si aspettano risposte concrete da ammortizzatori sociali e rilanci industriali che nel caos generale rischiano di passare in secondo piano, evento che non sarebbe ammissibile.

Firenze, 3 Aprile 2020

- Primi firmatari:

Cub Firenze

Cobas Firenze

Usb Firenze

Usi Cit Firenze

Cobas Sanità Università e Ricerca

- Adesioni:

Partito della Rifondazione Comunista-Firenze

Collettivo 13 Rosso Firenze

Fronte di Lotta No Austerity

Assemblea Beni Comuni Diritti

Comitato provinciale Firenze Pmli

Movimento di Lotta per la Casa di Firenze

Collettivo di Unità Anticapitalista di Firenze

sergio falcone - 2020/4/3 - 13:16


La nuova variante del COVID19 - sappiamo bene della sua mutagenicità - si chiama CORNAVIRUS, e compare anche su molti grossi quotidiani, tra cui Il Mattino di Napoli

Ne deduco che la mutazione sia effettiva e che ormai ci troviamo di fronte ad un virus diverso da quello cinese, perfettamente italianizzato: il CORNAVID20...

Sciò!

B.B. - 2020/4/3 - 13:53


In riferimento ai tristi eventi di questo periodo, vorrei sottoporre all'attenzione dei frequentatori di questo sito alcune considerazioni personali, tutte derivanti da fatti realmente accaduti.

- Fino ad ieri era severamente vietato toccarsi le parti basse, oggi è vietato toccarsi il naso.

- Fino ad ieri i bimbi li portava la cicogna, oggi li porta amazon.

- Fino a ieri alunni e maestre guardavano con preoccupazione il soffitto dell’aula che stava per crollare da un momento all’altro, oggi guardano con preoccupazione la connessione internet che sembra stia per crollare da un momento all’altro.

- Fino a ieri, dopo l’arresto, venivano ricoverati nell’infermeria del carcere, oggi vanno direttamente ai domiciliari.

Tommy Wack - 2020/6/3 - 10:36



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