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La strada ferrata

Petralana
Language: Italian


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Il faro
(Petralana)
Generale
(Francesco De Gregori)


tratto dall'album dei Petralana "Fernet" uscito il 7 febbraio 2019
Fernet

‘La Strada Ferrata’ è sicuramente il vostro pezzo più di successo, nonché uno dei momenti più alti e importanti di Fernet. Ho trovato una similitudine che potrebbe farti arrossire, ed è con Generale di De Gregori: il treno pieno di soldati, quello che De Gregori immagina tornare a casa, e che per voi porta Pietro al fronte. E anche le infermiere ‘che fanno l’amore’, come l’infermiera cui Pietro vorrebbe sfilare i guanti.

“È giusto! [Ride, n.d.r.] Non ci avevo mai pensato; è talmente forte nel nostro immaginario quel tipo di cantautorato che riecheggia. Mi sembra un paragone calzante, La Strada Ferrata – rispetto a Generale, che apre uno spiraglio di luce – finisce con un bombardamento. Il pezzo si sgretola, e questo sgretolamento porta ad una nuova consapevolezza da parte del protagonista che accompagnerà le decisioni di quest’ultimo fino alla fine. È un momento di trasformazione fondamentale, centrale, che racconta come la guerra, il contatto diretto con la violenza, possa cambiarti e portarti maggior consapevolezza. È un pezzo che ci racconta come è difficile parlare della guerra senza viverla, ed è quello che succede attualmente. Ho attinto a dei miei momenti personali, in cui ho vissuto un conflitto, viaggiando in Siria proprio quando è esploso in quel Paese bellissimo, adesso distrutto…”


intervista ai Petralana
Quando ogni cosa in questa vallata
prende il rosso e si colora
come stasera che parto
e l'aria si è fatta più fine
porta con sé tutto il silenzio
del monte più alto.
Mentre al paese arriva un treno
carico di soldati occhi incollati ai finestrini
con i rumori di casa nel petto,
ma nella testa già troppo lontani
e punge nella tasca la tua fotografia
piegata che sembra scattata vent’anni fa.

Su questo treno la luce non c'è
la luna va a specchio sulla lamiera
un soffio stanco di vapore
tiene nascosto il mio vecchio amore

Su questo treno la luce non c'è
la luna va a specchio sulla lamiera
un soffio stanco di vapore
tiene nascosto il mio vecchio amore

appena sveglio dopo la galleria,
ho visto il mare, ho visto il mare e chi se lo scorda
e quell’infermiera le sfilerò i guanti
resterà solo la voglia che avrà
su questa carrozza nera
abbiamo solo questa primavera

Su questo treno la luce non c'è
la luna va a specchio sulla lamiera
un soffio stanco di vapore
tiene nascosto il mio vecchio amore

Su questo treno la luce non c'è
la luna va a specchio sulla lamiera
un soffio stanco di vapore
tiene nascosto il mio vecchio amore

Sento da lontano piovere bombe a mano
e le ambulanze cariche di feriti
e di morti fanno ritorno dal fronte
d’improvviso ho voglia di scappare
nascondermi tra i rovi, vomitare
con la faccia nel cavo di un castagno
aspettare l’alba

2019/6/1 - 16:19



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