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Ai mamà

Rodin Kaufmann

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Hommage à Rémi Fraisse
(Daniel Mermet)


(2016)
Uèi, CD Soleu d'argent, 2016

Testo di Rodin Kaufmann
Musica di Denis Sampieri

Testo e commento da Il Deposito, sito gemellato

Rémi Fraisse


Il 26 ottobre 2014 Rémi Fraisse, militante ambientalista di 21 anni, viene mortalmente colpito da una granata lanciata da un gendarme nel corso di una manifestazione contro la diga di Sivens (regione Occitania, Francia sud-occidentale). Rémi era uno dei tanti che si oppongono a questo progetto inutile, dannoso ed imposto. La sua non è una morte accidentale, ma la conseguenza di una strategia di estrema tensione e violenza attuata dallo Stato francese, allora guidato da François Hollande, per spezzare la forza della mobilitazione.

L’8 gennaio 2018 i giudici istruttori del tribunale di Tolosa hanno emesso il loro verdetto : non luogo a procedere nei confronti del gendarme responsabile. Si tratta di una sentenza basata sulla teoria del « responsabile ma non colpevole ».
Dedins la forest
I a un riu que raja
Dedins la forest
I a un riu que raja

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Volián tot crompar
La terra e leis aubres
Volián tot crompar
La terra e leis aubres

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Volián tot copar
Dedins lo boscatge
Volián tot copar
Dedins lo boscatge

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Volián assecar
Lo Tescon sauvatge
Volián assecar
Lo Tescon sauvatge

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Volián far bastir
La granda restanca
Volián far bastir
La granda resctanca
Volián abeurar
Sei camps sus d’ectaras
Volián abeurar
Sei camps sus d’ectaras

Se son arrenjats
An fach sei magolhas
Mamà se sabiás
Coma an cercat garrolha

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Se’n son avisats
De jovents sens crenta
Se’n son avisats
De jovents sens crenta

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Se son enterrats
Per empachar lo chaple
Se son enterrats
Per empachar lo chaple

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Lei mes an passat
An mandat l’armada
Lei mes an passat
An mandat l’armada

Ai mamà se sabiás
Coma lo riu fasiá enveja
Ai mamà se sabiás
Coma lei gens se son recampats

Lei crids d’un costat
De l’autre lei granadas
Lei crids d’un costat
De l’autre lei granadas

Dedins la forest
I a de plors que rajan
Dedins la forest
An fach tombar lo fraisse

Ai mamà oblidem pas
Lo nom dau paure Remi Fraisse
Ai mamà oblidem pas
Lo nom d’un jove sacrificat

2018/9/16 - 21:31



Language: Italian

Traduzione dall'occitano a cura di Cecilia Paradiso

da Il Deposito
AH MAMMA

Nella foresta
c’è un ruscello che scorre
Nella foresta
c’è un ruscello che scorre

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Volevano comprare tutto
La terra e gli alberi
Volevano comprare tutto
La terra e gli alberi

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Volevano tagliare tutto
Nel bosco
Volevano tagliare tutto
Nel bosco

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Volevano prosciugare
Il selvaggio Tescou
Volevano prosciugare
Il selvaggio Tescou

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Volevano costruire
La grande diga
Volevano costruire
La grande diga
Volevano annaffiare
I loro campi per ettari ed ettari
Volevano annaffiare
I loro campi per ettari ed ettari

Si sono aggiustati
Hanno fatto i loro maneggi
Mamma se sapessi
Come hanno cercato gli imbrogli

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Dei giovani senza paura
Se ne sono accorti
Dei giovani senza paura
Se ne sono accorti

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Si sono sotterrati
Per impedire il massacro
Si sono sotterrati
Per impedire il massacro

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Sono passati mesi
Hanno mandato l’esercito
Sono passati mesi
Hanno mandato l’esercito

Ah mamma se sapessi
Quanta voglia dava quel ruscello
Ah mamma se sapessi
In che maniera le persone si sono riunite

Le grida da una parte
Dall’altra le granate
Le grida da una parte
Dall’altra le granate

Nella foresta
Scorre il pianto
Nella foresta
Hanno fatto cadere il frassino (1)

Ah mamma non dimentichiamo
Il nome del povero Rémi Fraisse
Ah mamma non dimentichiamo
Il nome del giovane sacrificato
(1) Fraisse, i cognome del giovane ucciso, in occitano significa "frassino"

2018/9/16 - 21:57


QUANDO LO STATO SI AUTOASSOLVE: NESSUN COLPEVOLE PER LA MORTE INGIUSTA DI REMY FRAISSE

(Gianni Sartori)

L'8 gennaio i magistrati della corte d'appello di Tolosa responsabili dell'inchiesta sulla morte di Remy Fraisse hanno stabilito che nessuno doveva essere perseguito per il tragico evento. Il giovane militante ecologista – 21 anni - era rimasto ucciso da una granata esplosiva nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2014 mentre protestava contro la costruzione di una diga a Sivens (Tarn). Nonostante le richieste in tal senso degli avvocati della famiglia di Remy, i giudici hanno sostanzialmente evitato di procedere ad una nuova ricostruzione dei fatti e di interrogare il prefetto in proposito. Un “non-luogo a procedere” nei confronti del gendarme responsabile (con cui si confermano e sottoscrivono le conclusioni a cui era giunto il giudice nel gennaio 2018) che chiude definitivamente la possibilità di riaprire il processo. Ai familiari di Remy che già avevano denunciato l'utilizzo di una “justice d'exception” (una giurisdizione sostanzialmente militare) non rimane che ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'Uomo.

La ZAD de Testet
Quella che per i pianificatori di Stato è una “Zone d'Amenagement Diffèré” per i militanti ecologisti è “Zone A' Défendre”, ossia territori (campagne, boschi...il bocage bretone a Notre Dame des Landes, una delle ZAD più conosciute) da sottrarre allo sfruttamento, alla speculazione e al degrado capitalista. Alla ZAD di Testet (Sivens) in quei giorni si svolgevano iniziative pacifiche tra cui un festival di sostegno alla lotta contro il progetto di una diga. Nonostante la prefettura avesse garantito che non vi sarebbe stata la presenza della polizia, nella serata del 25 ottobre 2014 decine di camion della gendarmeria vi fecero irruzione tentando di reprimere l'iniziativa. In un primo tempo da parte delle autorità si cercò di mistificare la morte del ragazzo sostenendo che era deceduto per overdose. In realtà (come avevano poi dovuto ammettere, ma invocando comunque la “legittima difesa”) la causa del decesso era dovuta a una granata antisommossa (“grenades offensives mêlant TNT et gaz lacrymogène”) lanciata da un gendarme e che era esplosa sulla schiena del giovane ecologista.

Alla notizia della morte di Remy (così simile per certi aspetti a quella di Carlo Giuliani) si erano svolte numerose manifestazioni di protesta. Almeno una trentina in Francia, due a Bruxelles, una a Torino. Manifestazioni che talvolta si erano concluse con duri scontri tra manifestanti e polizia. A Nantes, dove circa un migliaio di persone erano scese in piazza, si contavano una decina di arresti. A Parigi, dove centinaia di persone avevano manifestato indossando dei caschi, gli arresti erano stati una trentina. In una successiva manifestazione – in place Stalingrad - gli arresti arrivavano a 78
A Rouen veniva occupato un centro di reclutamento della gendarmeria (quattro arresti).
A Pont-de-Buis (Finisterre) un corteo di centinaia di persone si dirigeva verso la polveriera Nobelsport che fabbrica munizioni utilizzate dalle forze dell'ordine. Anche qui scontri tra polizia e manifestanti con ampio uso di lacrimogeni. Il sabato successivo si era svolta una fiaccolata notturna con un nuovo tentativo di entrare nella polveriera lanciando sassi, bulloni e petardi. Da parte delle guardie si rispondeva con granate lacrimogene e cannoni ad acqua. Nuovi scontri nel pomeriggio del giorno dopo durante un terzo corteo.
Nei giorni immediatamente successivi alla morte di Remy a Lille si svolgevano almeno quattro manifestazioni non autorizzate al grido “On n'oublie pas, on pense à toi” e anche “l'Etat tue, la lutte continue”.

A Rouen, alle 4 del mattino, i CRS erano intervenuti smantellando la tendopoli allestita in memoria di Remy in place Foch e allontanandone gli occupanti a colpi di lacrimogeni (agendo in base all'ordinanza emessa dal sindaco “socialista” di Roeun).

Gianni Sartori

Gianni Sartori - 2020/1/13 - 17:55



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