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Pierwszy list do Leonarda Cohena

Jacek Kleyff
Language: Polish

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[1976]
Parole e musica di Jacek Kleyff
Lyrics and music by Jacek Kleyff
Tekst i muzyka: Jacek Kleyff
La prima lettera a Leonard Cohen

https://i.ytimg.com/vi/cm7LnS7li90/hqd...
Ja, panie Cohen, od pewnego już czasu
szukam w sobie spokoju...
Jak ty, świat cały, Kanadę, w trzydziestych,
ja trochę później Polskę zastałem.
Kraj taki sam,
geografii szerokość i wilgotność powietrza,
to wszystko mam, kocham tutaj i mieszkam.
Ale wielka Kanada to ocean jodłowy...
Nawet kiedyś przywieźli o nim film do mej szkoły
A o widzianych nieszczęściach
czysto śpiewać jest ciężko,
zresztą ja nie mam źle; wiesz, ostatnio się staram tu być
supermanem duchowym;
wiesz, ostatnio tu robię za ironistę...
Czasem piszę, nawet ci się pochwalę
swym dwuwierszem najnowszym:
"Darmo szkoły i szpitale
głodu nie ma przecież wcale"...
("Mysz z ogromnym ludzkim uchem,
łódka Bols'a pełna druhen.")

Gdy tak patrzę na wszystko,
wszystko widzę, chcąc nie chcąc,
w przyczynowym łańcuchu,
coraz dalsze - na dalszym obwodzie,
bliskie - blisko,
a najbliższe do czucia oddechu i pulsu.
tylko siebie zobaczyć nie mogę...
Tylko siebie, jak nie można zobaczyć
z tyłu, z lewej błotnika
w martwym kącie dwóch bocznych luster
co pomiędzy? - nikt nie wie.

Ze ślepego ogniwa trzeba będzie się kiedyś wyłuskać
jak z jajka, by wreszcie pofruwać, polatać...
Stary Hindus wciąż mówi:
"Teraźniejszość to brama wyłączna do świata"
każdy ma jedną z bram
tyle bram, a tyle zabitych deskami...
ślepych bram rośnie stan, jak pali się lont,
i lont nie wie, czy nie kończy się palić.

Ja, panie Cohen, jeśli tu się wytoczę ze swej drogi
na jeziora tak wielkie jak twoje,
wtedy uwierz mi, Cohen, boczne lustra i oczy
przestroję
na najlepszą dziś drogę, już wyłącznie i tylko
na wiatr, wodę, słońce i ogień.

Zrozumiałem też dziś, zrozumiałem,
jak jeszcze jesteśmy bezbronni,
no bo tu na tej ziemi już nie znajdzie się nikt,
kto by wszystko to mi
udowodnił.

Contributed by Krzysiek Wrona - 2016/11/11 - 20:13



Language: Italian

Una specie di traduzione a richiesta brusca
Con qualche aggiustamento di RV, 19-2-17
PRIMA LETTERA A LEONARD COHEN

Io, signor Cohen, da qualche tempo
abito più vicino alla pace
Come te, il mondo intero, il Canada
io, un po’ più tardi ho conosciuto la Polonia.
Un paese uguale
la latitudine e l’umidità
ce l’ho, amo e sto qua
Ma il grande Canada è un oceano di abeti
alla mia scuola ci hanno persino portato un film sopra
E scrivere delle disgrazie vedute
è difficile farlo in modo chiaro.
Ma, del resto, io sto bene abbastanza e sai, ultimamente
cerco di essere una specie di superman spirituale,
Lo sai, negli ultimi tempi cerco di fare l’ironico.
Ogni tanto scrivo, e vorrei vantarmi di questi
due versi miei nuovi di zecca:
„Scuole e ospedali gratis
visto che la fame non c’è...”
("Un topo con grandi orecchie umane,
una barca a vela BOLS piena di verginelle".)

Quando guardo tutto così
vedo tutto involontariamene
in una catena casuale,
sempre più lontano, in un girone più distante
quel che è vicino è vicino
e si sentono più vicini il fiato e il polso
e solo me stesso, solo me stesso non riesco a vedere
Non riesco a vedere me stesso, come non si riesce
vedere dietro, il parafango sinistro
Nell’angolo morto di due specchi
Cosa c’è in mezzo, non lo sa nessuno.

E dalla maglia cieca occorrerà sfilarsi prima o poi
come da un uovo, per volare, planare finalmente.
Dice un vecchio Indù:
„Il presente è l'unico portone del mondo”,
ognuno ha una porta
e sono così tante le porte sbarrate dai quattrini.
Sta aumentando il numero di porte cieche
proprio come sta bruciando la miccia
e la stessa miccia non sa di star bruciando.

Io, signor Cohen, proprio qua sto a scavalcare il solco
Su un lago così bello come lo Hańcza
e mi devi credere, Cohen, gli specchi laterali e gli occhi
già metto a posto verso
il vento, l’acqua, il sole, il fuoco
e l’arcobaleno.

Ho capito anche, oggi l’ho capito
come siamo inermi ancora
perché qui, in questa terra non si troverà nessuno,
che riuscirebbe a dimostrarmi tutto questo.

Contributed by krzyś - 2016/11/12 - 01:11


Traduci per noi, Krz, grazie

Flavio Poltronieri - 2016/11/11 - 22:39


Se questa vecchia canzone polacca (dall'accompagnamento musicale molto "coheniano")è la prima a lui dedicata, quest'altra è l'ultima ed è presente nel cd "The Cohen Collection" di Reid Jamieson. Composta dal medesimo in collaborazione con Carolyn Mill.



DEAR LEONARD

Dear Leonard I write you today
my proposal in song
My struggle lies where you are strong
I've wrestled with words for so very long

Line after line
as each conversation was wrung,
pinned to the ground, silence won
Started and ended
before I'd begun

I'll lend you the blue of my eye
and a body still young
the voice of an angel, sweet sound
from my guitar and tongue
If you lend me the lines of your years
and the ease of your song
Inside this bargain, we'll both belong

Dear Leonard please understand
this is only a loan
While I’ll be the skin to your bone
I long for sacred hymns of my own

Yes I’d call to sing you the phone book,
that old tired tome
yet onto the fire it's thrown
Were you the author
we'd still take her home

I'll lend you the blue of my eye
and a body still young
the voice of an angel, sweet sound
from my guitar and tongue
If you lend me the lines of your years
and the ease of your song
Inside this bargain, we'll both belong

Should I kneel and praise the son?
Climb your mountain
take of vow of none?
Is that where your
confidence comes from?
Your holy audience of one?

No I’ve never believed in my soul
No poet, my stories untold
I swallow the seeds of them whole
while yours still grow...

Dear Leonard it’s late and
I really should let you go
You've helped me
more than you know
Using you as you did her
And that’s how it goes

I'll lend you the blue of my eye
and a body still young
the voice of an angel, sweet sound
from my guitar and tongue
If you lend me the lines of your years
and the ease of your song
Inside this bargain, we'll both belong

Dear Leonard I write you today
My proposal in song

Flavio Poltronieri - 2016/11/11 - 23:58


Bravo Krzys, anche se in italiano non è che si capisca molto...comunque hai visto che il 27 gennaio è uscito sul mercato polacco il primo cd tributo a Cohen dopo la sua dipartita: BOOGIE STREET - RENATA PRZEMYK SPIEVA PIOSENKI LEONARDA COHENA perchè non me ne spedisci una copia? Ti posso inviare i soldi tramite Paypal Account. Grazie, ciao

Flavio Poltronieri - 2017/2/18 - 15:09


Ciao Flavio,
hai ragione, a rileggere la mia traduzione non è che si capisca molto :) Ma è anche un po' la caratteristica dei testi di Jacek Kleyff che, a volte, sono leggermente ermetici. Pure nel caso di questa canzone bisogna conoscere il personaggio, il contesto in qui è stato scritto il brano in questione. Kleyff dagli anni 80 vive in campagna, in un piccolo paesino della Polonia orientale e il testo risale a questo periodo della sua vita. La canzone invece è stata registrata molto più tardi con il gruppo di suoi amici che si chiama ONZ (che sta per Orkiestra Na Zdrowie, cioè Orchestra Alla Salute OAS, e fa verso all'ONU che diffati in polacco si abbrevia in ONZ). Kleyff, che nella sua vita a lavorato anche come raccoglitore di pigne, nelle sue canzoni racconta spesso la realtà della vita nei posti sperduti, la dura esistenza di chi vive in un posto desolato, difficilmente raggiungibile, in provincia. Ma è pure un cantore della bellezza della natura, più o meno selvaggia, e così bisognerebbe interpretare il verso che parla di lago Hańcza, il più profondo della Polonia.

lagohancza


La canzone poi, ha pure la sua chiave ironica, cioè, è una lettera scritta da un poveraccio, uno che aspira a essere un cantautore, di fare arte, scrivere delle poesie, ma vive una triste e disperata vita in un paese totalitario e militarizzato, come lo era Polonia degli anni ottanta sotto il generale Jaruzelski. Kleyff si rivolge a Cohen come a un suo inarrivabile maestro, ma c'è pure qualche cosa di polemico, c'è un po' di invidia mischiata al rispetto, un'accusa che le belle canzoni del
poeta canadese riconosciuto universalmente sono forse troppo belle, troppo distacate dalla realtà, troppo di tutto.
Certamente, questa è soltanto una mia interpretazione, come lo sento io personalmente questo brano, nient'altro.
Per quanto riguarda il nuovo disco di Renata Przemyk, l'ho ascoltato interamente alla Radio Trójka (Radio 3) polacca, insieme a una lunga intervista con l'artista. Lei è molto brava e anche se qualche nuovo arrangiamento di Krzysztof Herdzin non mi ha convinto, è comunque un bel disco. Le canzoni e le poesie sono state tradotte da Daniel Wyszogrodzki e sono cantate da Przymyk e l'attore, nonché il direttore musicale e pianista Piotr Selim, in uno spettacolo teatrale che ha avuto la sua anteprima al Teatr Stary (Teatro Vecchio) a Lublin nel settembre del 2016. Allora, Leonard Cohen era ancora vivo e vegeto, ed è stato anche consultato dagli autori dello spettacolo.
Certo, che te lo posso ordinare e inviare il disco. Guarda, il prezzo più economico l'ho trovato qua.

Sono 25,40 PLN, cioè in circa 5,86 euro, più costi della spedizione. Mi potresti anche ricambiare il favore e spedirmi un libro con tutti gli accordi delle canzoni di De André che ho trovato a euro 4,90. Che ne dici?
Chiedi magari a Riccardo il mio indirizzo e-mail e fammi sapere.
A riscriverci.
Un abbraccio
Krzysiek

Krzysiek - 2017/2/19 - 01:56


Ti consiglio anche questo sito polacco dedicato a Cohen, ma penso che lo conosci.
Ciao

http://cohen.ugu.pl/

Krzysiek - 2017/2/19 - 02:09


Nello spettacolo la voce recitante è dell'attore Wojciech Leonowicz, Piotr Selim è il direttore musicale e il pianista, ma canta pure. Renata Przemyk a ruolo della musa del poeta e le canzoni si intrecciano alla lettura di poesie dalla raccolta "Book of Longing", 2006, McClelland & Stewart.

Krzysiek - 2017/2/19 - 02:21


Video promozionale da YT.

Krzysiek - 2017/2/19 - 02:23



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