Language   

Heimatland

Dominik Plangger
Language: German

List of versions


Related Songs

Mein Freund der Afghane
(Dominik Plangger)
Der Hennengeier (Südtirol)
(Dominik Plangger)


[2015]
Lyrics and Music: Dominik Plangger
Worte und Musik: Dominik Plangger
Testo e musica: Dominik Plangger
Album: trans/alplantisch

plangger


Mi sono imbattuto in Dominik Plangger cercando canzoni o „qualcosa“ provenienti dal Tirolo del Sud, o Sud Tirolo, o Südtirol, o Alto Adige, o come lo si voglia chiamare. Prima di imbattermi in Dominik Plangger, ho dovuto ingoiare tutta una discreta serie di gruppi, band, rapper e quant'altro stracolmi di „identità“, di „tradizioni“ e di nazi[onali]smi più o meno imbecilli e camuffati; perché, come recita un famoso slogan di quelle parti, „Der Tyroler Patriot ist kein Nazi-Idiot“, però, almeno sul lato musicale, nella provincia autonoma di Bolzano mi sembra che ci sia poco da stare allegri. Poi, appunto, mi sono imbattuto in Dominik Plangger, con la sua bella facciona di ragazzo alpino, con la sua chitarra e con il suo cane. E la musica, di colpo, è cambiata davvero. Mi è bastato ascoltare questa „Heimatland“ in tempi in cui al Brennero tirano su i muri. E mi è bastato pure sapere che, attualmente, nel Tirolo del Sud, in Austria, in Germania è ascoltatissimo e seguitissimo.

Dominik Plangger è nato nel 1980 in Val Venosta / Vinschgau / Val Venuesta / Vnuost [italiano / tedesco / ladino / romancio], scrive e compone canzoni fin da quando era un Planggerino piccolo e nomina come „suoi“ autori gente come Bob Dylan, Townes Van Zandt, Arlo Guthrie, Konstantin Wecker, Hannes Wader, Reinhard Mey e...Lucio Dalla (di cui ha cantato „Piazza Grande“). Di solito scrive e canta in tedesco letterario e nel dialetto alemannico sudtirolese (che sta al tedesco letterario più o meno come l'italiano sta al calabrese stretto), ma non di rado canta pure in italiano e in inglese. Da un po' vive tra Vienna e Innsbruck, dove sicuramente ci avrà il suo bel daffare visto il venticello che soffia pure in Austria (come dappertutto nella vecchia Europa). Le canzoni di Dominik Plangger sono chiarissime: si oppongono al razzismo, al fascismo, alla discriminazione, all'identitarismo, ai „valori tradizionali“ e a tutte queste cosette che ora vanno per la maggiore. A giudicare dalla quantità di pubblico che lo segue laddove s'intende la lingua tedesca (il sudtirolese, no, a Hannover lo capiscono quanto a Campobasso), si direbbe che comunque non tutto è perduto.

Che si parli di società, di politica o semplicemente dei problemi della vita quotidiana, Dominik Plangger non è mai fraintendibile. Dice: „Ci sono cose che mi disturbano, e allora le canto“. Lo si vede in questa „Heimatland“ con cui viene introdotto in questo sito: una canzone dedicata alla sua „piccola patria“. Gli piacciono tante cose, della sua patria: i monti, il vino...però sta benissimo anche senza di lei e, soprattutto, per lei non morirebbe affatto. Non vuole „antichi valori“ e „ricche tradizioni“, vuole una patria dalle mille lingue (compreso il dialetto sudtirolese) e, soprattutto, intelligente. Non vuole una patria ottusa e chiusa a tutto quel che è straniero e nuovo; credo che tutto questo sarebbe piaciuto non poco a un suo conterraneo, Alex Langer. Ce li avrei visti parecchio bene un po' assieme, quei due figli di quella „patria spietatamente ottusa“; ma quale „patria“, mi chiedo, non lo è?

Dominik Plangger, come detto, vive tra Vienna e Innsbruck. Però, d'estate, se ne torna nella sua „patria“ a fare il pastore (sic) in qualche malga alpina. C'è chi lo ha visto pure in Svizzera con le sue pecore e il suo cane (al quale, va detto, assomiglia non poco). Poi scende dalle montagne e va a cantare; questa canzone, ad esempio, è recentissima e proviene da un album dal titolo evocativo: „trans/alplantisch“, che si potrebbe tradurre „transalplantico“. Forse Dominik Plangger ha capito che da lassù si vede tutto il mondo, e non solo un pezzettino di terra che avrà sì la sua storia, le sue tradizioni, le sue ingiustizie e tutto il resto, ma che non ha nulla da guadagnare chiudendosi. E questo vale per tutti, per tutte le „patrie“, per tutte le „Heimatländer“, per tutti i fili spinati. [RV]
Ich will kein Heimatland der alten Werte
Ich will kein Heimatland voll Tradition
Ich will ein Heimatland der tausend Sprachen
Ich will ein Heimatland mit Verstand

Ich mag sie deine Berge, deine Täler
Ich liebe deine Erde, deinen Wein
Viele zähle ich hier zu meinen Freunden
Und doch kann ich gut ohne dich sein

Du nennst dich den schönsten Fleck auf Erden
Wohl ist die Welt so groß und weit
Doch würde ich niemals für dich sterben
Für deine Gier und deine Eitelkeit

Du zeigst dich gern in der Eineruniform
Doch ist sie voll Motten und Staub
Nichts Fremdes war dir je willkommen
Für Neues warst du immer blind und taub

Ich wär so gerne stolz auf dich
Doch dazu bist du mir zu gut bekannt
Auch du wirfst in der Sonne deine Schatten
Du unbarmherzig stures Heimatland.

Contributed by Riccardo Venturi - 2016/5/5 - 03:13




Language: Italian

Traduzione italiana di Gaspard de la Nuit
5 maggio 2016 03:36

transalp
PATRIA

Non voglio nessuna patria di antichi valori
Non voglio nessuna patria ricca di tradizione
Io voglio una patria dalle mille lingue
Io voglio una patria intelligente

Mi piacciono i tuoi monti, le tue valli
Io amo la tua terra ed il tuo vino
Tante tue cose le considero mie amiche,
Eppure io sto bene anche senza di te

Ti definisci il più bel posto sulla Terra
Però il mondo, beh, è bello grande e grosso,
E insomma, per te io non morirei mai,
Per la tua cupidigia, per la tua boria

Ti garba mostrarti in divisa da prima della classe
Però è piena di tarme e impolverata,
Niente di straniero ti è mai stato gradito,
Per il nuovo sei stata sempre cieca e sorda

Mi piacerebbe tanto essere fiero di te
Però io ti conosco troppo bene,
Anche tu proietti nel sole le tue ombre,
Tu, patria, spietatamente ottusa.

2016/5/5 - 03:36




Language: Finnish

Traduzione / Translation / Traduction / Suomennos: Juha Rämö
KOTIMAA

En halua vanhojen arvojen kotimaata
En halua kotimaata täynnä perinteitä
Haluan kotimaan, jossa on tuhansia kieliä
Haluan kotimaan, jolla on viisautta

Mieluisia ovat minulle vuoresi ja laaksosi
Rakkaita maaperäsi ja viinisi
Monet ovat täällä ystäväni
Ja silti voin olla myös ilman sinua

Kutsut itseäsi maailman kauneimmaksi paikaksi
Ja onhan maailma toki suuri ja lavea
Mutta koskaan en voisi kuolla puolestasi
Ahneutesi ja omahyväisyytesi puolesta

Verhoudut mielelläsi yhtenäisyyden kaapuun
Mutta se kaapu on koinsyömä ja pölyttynyt
Mistään vieraasta et ole koskaan iloinnut
Kaikelle uudelle olet aina ollut sokea ja kuuro

Mielelläni olisin sinusta ylpeä
Mutta siihen sinä olet minulle liian tuttu
Myös sinä heität auringonpaisteessa varjosi
Sinä säälimättömän itsepäinen kotimaani

Contributed by Juha Rämö - 2016/6/11 - 09:32



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org