Language   

Aria di rivoluzione

Franco Battiato
Languages: Italian, German

List of versions

Watch Video


Franco Battiato, Aria di rivoluzione, interpretazione originale.


More videos...


Related Songs

Die hab' ich satt!
(Wolf Biermann)
Vicini
(C.S.I.)
Venezia-Istanbul
(Franco Battiato)


[1973]
Testo e musica di Franco Battiato
da "Sulle corde di Aries"
Testo tedesco: Genossen, wer von uns wäre nicht gegen den Krieg? di Wolf Biermann
da: Mit Marx- und Engelszungen, Gedichte, Balladen, Lieder, Wagenbach, Berlin, 1968
Voce recitante in tedesco: Jutta Taylor-Nienhaus
Interpretata anche dai CSI nel 1994.

aries


Chi scrive non ha mai apprezzato particolarmente Franco Battiato e le sue canzoni, o comunque non si può certo definire un suo "fan". Con alcune eccezioni, però; tra le quali la presente. Un testo del primissimo Battiato ancora "sperimentale", quello che si presentava ancora con un cespo di capelli "alla Branduardi" per suonare, semisconosciuto, alle case del popolo con il sint sistemato su delle cassette di frutta vuote, davanti a trenta persone. Così lo vidi assieme a mio fratello una sera di lontanissimi anni fa, sentendolo cantare questa strana e bella canzone che, pare, sta vivendo adesso una specie di seconda giovinezza. Non è la sola "perla" che proviene dalla primissima parte della produzione di Franco Battiato; continuo a non stracciarmi le vesti per il catanese, ma anche a riconoscere oggettivamente ciò che ha fatto di bello e, in qualche caso, persino di molto bello. La canzone, pare, contiene un preciso riferimento al padre dell'autore, che faceva il camionista; recitata da Jutta Taylor-Nienhaus, allora solista del gruppo degli Analogy, è inserita l'intera poesia Genossen, wer von uns wäre nicht gegen den Krieg?" ("Compagni, chi di noi non sarebbe contro la guerra?") di Wolf Biermann; una cosa che, a suo tempo, anche per la mancanza completa di qualsiasi indicazione nell'album, provocò parecchi "ma cos'è?...". Abbastanza recentemente la paternità dei versi in tedesco è stata svelata da alcuni forum, ed inseriamo qui la poesia biermanniana che rende questa canzone ancora più importante. [RV]
Quell'autista in Abissinia
guidava il camion fino a tardi
e poi, a notte fonda, si riunivano.
A quel tempo in Europa
c'era un'altra guerra,
e per canzoni, solo sirene d'allarme.

Thomas Müntzer (1489-1525)
Thomas Müntzer (1489-1525)
Aber der Glanz müntzerscher Morgensterne
über den aufrührerischen Bauern
wenn sie ihren Peinigern ein blutiges Licht aufsteckten.
Aber der Wohlklang der Stalinorgel
wenn sie den Hitler-Soldaten
zu Weihnacht "Friede auf Erden"
in die erfrorenen Horen brüllte.


Passa il tempo, sembra che non cambi niente
questa mia generazione
vuole nuovi valori.
E ho già sentito aria di rivoluzione,
ho già sentito gridare
chi andrà alla fucilazione.*

Aber die Eleganz automatischer Raketen
in Ho-Chi-Minhs Himmeln
wenn sie den erstaunlichen Ingenieurleistungen
aus Detroit den erstaunlichen Kuss geben.
Aber die Schönheit der Maschinenpistole
über der Schulter des Guerilla-Kämpfers
wenn er dem bolivianischen Kuli treffende Argumente
gegen seine Unterdrücker liefert, die sie endlich verstehen.
Das Beste aber: Polizisten, abgerichtet gegen das Volk,
wenn sie im Strom der empörten Massen
durch die Straßenschluchten geschwemmt ertrinken
und endlich, endlich ergreifen sie statt ihrer Waffen
die rettende Hand der Waffenlosen.
* quest'ultimo verso non viene cantato da Battiato nella versione del 1989 da "Giubbe rosse".



Language: Italian

Il testo italiano con la traduzione della poesia di Wolf Biermann.

Wolf Biermann attorno al 1968.
Wolf Biermann attorno al 1968.

Abbiamo qui preferito, per non spezzare l'unità del componimento, inserire la traduzione italiana di Wer von uns wäre nicht gegen den Krieg di Wolf Biermann assieme alla ripetizione del testo di Battiato. La traduzione dal tedesco è di Riccardo Venturi.
ARIA DI RIVOLUZIONE
COMPAGNI, CHI DI NOI NON SAREBBE CONTRO LA GUERRA?

Quell'autista in Abissinia
guidava il camion fino a tardi
e poi, a notte fonda, si riunivano.
A quel tempo in Europa
c'era un'altra guerra,
e per canzoni, solo sirene d'allarme.

Però, lo splendore delle stelle del mattino di Müntzer
sopra i contadini in rivolta,
quando tingevano la testa dei loro aguzzini con una luce insanguinata.
Però, la melodia del Katiuscia*
quando, a Natale, urlava “Pace sulla terra”
nelle orecchie gelate dei soldati di Hitler.


Passa il tempo, sembra che non cambi niente
questa mia generazione
vuole nuovi valori.
E ho già sentito aria di rivoluzione,
ho già sentito gridare
chi andrà alla fucilazione.

Però, l'eleganza dei missili automatici
nei cieli di Ho-Chi-Minh
quando danno quel bacio straordinario
alle straordinarie prestazioni meccaniche degli ingegneri di Detroit.
Però, la bellezza della mitragliatrice
in spalla al guerrigliero
quando fornisce al facchino boliviano adeguati argomenti
contro i suoi oppressori, che loro infine capiscono.
Però, quel che è meglio: Poliziotti addestrati contro il popolo,
quando stanno per affogare sbattuti nel fiume delle masse infuriate,
e alla fine, alla fine, invece delle loro armi
stringono la mano salvatrice degli inermi.
* I lanciarazzi Katiuscia erano stati soprannominati
"Organi di Stalin" dai soldati tedeschi (vedi nota)

Contributed by CCG/AWS Staff - 2012/10/2 - 18:22




Language: German

Deutsche Übersetzung von Riccardo Venturi
einschließlich Wolf Biermanns Genossen, wer von uns wäre nicht gegen den Krieg
2. Oktober 2012
WIND DER REVOLUTION

Der Fahrer da in Abyssinien
führte seinen Lastwagen bis spät
denn tief in der Nacht
versammelten sie sich.
In jener Zeit in Europa
gab es einen anderen Krieg
und als Lieder
nur Alarmsirenen.

Aber der Glanz müntzerscher Morgensterne
über den aufrührerischen Bauern
wenn sie ihren Peinigern ein blutiges Licht aufsteckten.
Aber der Wohlklang der Stalinorgel
wenn sie den Hitler-Soldaten
zu Weihnacht "Friede auf Erden"
in die erfrorenen Horen brüllte.


Die Zeit vergeht,
nichts scheint sich zu verändern,
diese meine Generation
wünscht neue Werte.
Schon hab' ich gefühlt
den Wind der Revolution,
schon hab' ich gehört die Schreie
derer, die zur Erschießung gehen.

Aber die Eleganz automatischer Raketen
in Ho-Chi-Minhs Himmeln
wenn sie den erstaunlichen Ingenieurleistungen
aus Detroit den erstaunlichen Kuss geben.
Aber die Schönheit der Maschinenpistole
über der Schulter des Guerilla-Kämpfers
wenn er dem bolivianischen Kuli treffende Argumente
gegen seine Unterdrücker liefert, die sie endlich verstehen.
Das Beste aber: Polizisten, abgerichtet gegen das Volk,
wenn sie im Strom der empörten Massen
durch die Straßenschluchten geschwemmt ertrinken
und endlich, endlich ergreifen sie statt ihrer Waffen
die rettende Hand der Waffenlosen.

2012/10/2 - 19:46




Language: English

English translation by Riccardo Venturi
October 2, 2012

La band progressive degli Analogy (formata nel 1970 a Varese), completamente nuda. La ragazza  al centro  è Jutta Nienhaus, che recitò in Aria di rivoluzione.
La band progressive degli Analogy (formata nel 1970 a Varese), completamente nuda. La ragazza al centro è Jutta Nienhaus, che recitò in Aria di rivoluzione.


The following belongs to what I call my "car translations". I like very much to sing for myself, and often when I am driving my car in the traffic. It may also happen that I sing a song in a language different from the original; many translations in this site originated from this habit I have. The translation also includes Wolf Biermann's poem. [RV]
REVOLUTION IN THE AIR
COMRADES, WHO AMONG US WOULD NOT BE AGAINST WAR?

That truck driver in Abyssinia
drove his truck until late in the night,
and then at deep night they made their meetings
At that time in Europe
another war was raging,
the only songs heard
were the alarm sirens.

However, Müntzer's morning stars
shining over the revolting peasants,
when they stained with bloodlight the heads of their persecutors.
However, the melody of the Katyusha rocket*
when it shouted, at Christmas, “Peace on earth”
in the frozen ears of Hitler's soldiers.


Time goes by, nothing seems to change,
the generation I'm part of
craves new values.
And I can feel now
revolution in the air,
I can hear cries of desperations
of those going to be shot.

However, the elegance of automatic missiles
in Ho-Chi-Minh's skies
when they give an amazing kiss
to Detroit engineers' extraordinary mechanic performances.
However, the beauty of the machine gun
shouldered by the guerilla fighter,
when he gives the Bolivian porter suitable arguments
against his oppressors, what they finally understand.
However, what is best: Policemen trained to fight against the people,
when they are drowning in the stream of enraged masses,
and finally, finally, instead of their weapons
they catch the saving hand of the Unarmed.
* Katyushas were called "Stalin's organs" by
German soldiers (see note)

2012/10/2 - 17:40




Language: French

Versione francese di Daniel Bellucci
(del testo italiano)
Nizza 12.03.2006
UN AIR DE RÉVOLUTION

Ce chauffeur en Abyssinie
conduisait son camion jusqu'à tard
et puis, au cœur de la nuit, ils se réunissaient.
En ce temps-là en Europe
il y avait une autre guerre
qui n’avait comme chansons que des sirènes d’alarme.

Le temps passe, il semble que rien ne change
ma génération
veut de nouvelles valeurs.
Et j’ai déjà senti un air de révolution,
j’ai déjà entendu crier
celui qui ira se faire fusiller.*
* Ce dernier vers n'est pas chanté par l'auteur dans sa version de 1989 dans l'album-collection "Giubbe Rosse".

Contributed by Daniel(e) Bellucci - 2006/3/12 - 15:50




Language: Greek (Modern)

Versione greca di Alessio Miranda
(del testo italiano)
e di Riccardo Venturi
(della poesia di Wolf Biermann)

Μετἐφρασαν στα Ελληνικά ο Αλέσσιο Μιράντα
(το ιταλικό τραγούδι)
και ο Ριχάρδος Βεντούρης
(το ποίημα του Βόλφ Μπίρμαν)
ΑΈΡΑΣ ΕΠΑΝΆΣΤΑΣΗΣ
ΣΥΝΤΡΟΦΟΙ, ΠΟΙΟΣ ΑΠΟ ΣΑΣ ΔΕ ΘΑ ΗΤΑΝ ΚΑΤΑ ΤΟΥ ΠΟΛΕΜΟΥ;

Αυτός ο οδηγός στην Αβησσυνία
οδήγησε το φορτηγό έως αργά
και μετά, στη μέση της νύχτας, συγκεντρώθηκαν
Εκείνον τον καιρό στην Ευρώπη,
υπήριξε ένας άλλος πόλεμος
και για τραγούδια, μόνο σειρήνες κινδύνου

Όμως, τα πρωινά αστέρια του Μιούντζερ
που έλαμπαν πάνω στους επαναστατούντες χωριάτες,
όταν έβαφαν το κεφάλι των βασανιστών τους με ματωμένο φως.
Όμως, η μελωδία από το Κατιούσα*
όταν φώναζε κατά τα Χριστούγεννα “Ειρήνη στη γη”
στα παγωμένα αυτιά των στρατιωτών του Χίτλερ.


Πέρασε ο καίρος, φαίνεται που τίποτα δεν αλλάζει
τούτη η γενιά η δική μου
θέλει καινούργιες αξίες.
Και ήδη μυρίζει αέρας επανάστασης,
ήδη άκουσα τις φωνές
αυτών που πάνε για εκτέλεση.

Όμως, η κομψότητα των αυτόματων πυραύλων
στους ουρανούς του Χο Τσι Μινχ
όταν δίνουν τούτο το εξαιρετικό φιλί
στις εξαιρετικές μηχανικές αποδόσεις των μηχανολόγων από Ντιτρόιτ.
Όμως, η ωραιότητα του πολυβόλου
στους ώμους του αντάρτη
όταν δίνει στον βολιβιανό χαμάλη κατάλληλα επιχειρήματα
κατά τους καταπιεστές του, που αυτοί τα καταλαβαίνουν επιτέλους.
Όμως, τα κάλλιστα· Αστυνομικοί εκπαιδευμένοι κατά του λαού,
όταν πνίγουν στο ποτάμι των οργισμένων μαζών,
και επιτέλους, επιτέλους, αντί των οπλών τους
σφίγγουν το σωτήριο χέρι των Αόπλων.


Οι πύραυλοι Κατιούσα επονομάζονταν "όργανα του Στάλιν"
από τους Γερμανούς στρατιώτες (βλ. σχόλιο)

Contributed by Alessio Miranda - 2008/2/14 - 11:44


Non avevo mai sentito questa canzone, da brividi. Neanche io sono una "battiatista" ma questa è davvero impressionante.

Alice S. - 2007/8/25 - 21:01


Battiato, che personalmente stimo moltissimo, si dimostra un grande soprattutto laddove dice che la sua generazione vuole "nuovi valori". E' profetico, poiché dopo trentaquattro anni, i valori non si sono ancora rinnovati....

Paolo Andretta - 2007/9/20 - 16:24


Come da una "traduzione in macchina" si arriva a scoprire che questa canzone contiene un bellissimo ed importante testo tedesco di Wolf Biermann: questa pagina è stata quindi opportunamente ristrutturata. Per questa volta mi permetto un appello a Marco Valdo: la pagina conteneva già una traduzione francese del testo italiano di Battiato, dovuta al mitico Daniel Bellucci, però chiederei a Marco Valdo di cimentarsi anche con la poesia di Biermann (inserendola nella traduzione francese già presente oppure, se lo ritiene opportuno, traducendo personalmente tutto quanto). Credo che sia importante, visto il valore del testo biermanniano (o meglio, di un Wolf Biermann che ancora non aveva subito la sua involuzione in orrido filosionista e altre cose del genere).

Riccardo Venturi - 2012/10/2 - 18:42


Ottima la traduzione di Venturi. Unico appunto, come già ebbi modo di osservare su it.fan.musica.battiato e come si può trovare facilmente facendo una ricerca in rete, lo "Stalinorgel" non è un lanciafiamme ma il soprannome che i soldati tedeschi diedero al lanciarazzi Katyusha.

Pasquale - 2014/5/27 - 00:36


Il bello, caro Pasquale, è che sulla pagina di questo sito dedicata a Katyusha (che è parecchio vasta), credo sia nominato proprio questo fatto dello Stalinorgel. A volte mi sfugge qualcosa, è abbastanza normale; ad ogni modo apporto immediatamente la correzione secondo il tuo appunto, per il quale ti ringrazio oltre che per l'apprezzamento che hai espresso. A risentirci spero presto e cari saluti!

Riccardo Venturi - 2014/5/27 - 10:18


Aggiungo che nell'LP la poesia, attribuita a "Wolf Iermann", è riportata in una versione italiana piuttosto approssimativa (lo dico da persona che non sa il tedesco: "Müntzer" diventa "Munzer", "Morgensterne" "stendardi" e "Waffenlosen" "coloro che cercano pace") e priva delle due strofe centrali, che pure vengono recitate in lingua originale nella canzone.

Pasquale - 2014/5/27 - 21:26


Io invece aggiungo che ne ho approfittato per chiarire un'ambiguità nella mia traduzione italiana (e, di rimando, in quella inglese e in quella greca). Ambiguità derivata da una mia scelta arbitraria: avevo infatto tradotto il verso gegen seine Unterdrücker, die sie endlich verstehen riportandolo a un singolare collettivo ("...contro il suo oppressore, che lui infine capisce") mentre nell'originale è tutto al plurale. Così facendo, non si comprendeva bene se a capire fosse il facchino boliviano o l'oppressore. Ho quindi rimesso nelle traduzioni tutto al plurale, come dall'originale, eliminando l'ambiguità.

Il grazie a Pasquale si estende quindi all'aver come "riaperto" questa pagina permettendomi di migliorarla. Quanto alla traduzione italiana presente nell' LP, ne ignoravo l'esistenza: non ho mai posseduto il vinile e la stereocassetta che ho fin dagli anni '70 (oramai defunta...) era piratata alla bell'e meglio. Mi chiedo se la traduzione approssimativa non sia magari di un Battiato stesso alle prime armi col tedesco, lingua poi da lui stesso parecchio curata e usata assieme all'arabo. Mi ricordo fra l'altro di una vecchia foto di Battiato davanti a uno scaffale di libri in cui troneggiava l'enorme Dizionario arabo-italiano e italiano-arabo edito a Beirut, che avevo comprato nello stesso periodo. Mi fece piacere vederlo, devo dire.

Riccardo Venturi - 2014/5/27 - 22:02


Caspita, tocca ricredersi su Battiato... ma sì, ma come, sempre ascoltato : D

krzyś - 2014/5/28 - 01:25


sentir parlare di Battiato su un sito chiamato "antiwarsongs", vi prego tornate a fare gli hipster del cazzo e fotografare gattini...

Semmonte - 2015/2/25 - 12:37


Tu, caro Semmonte, invece torna dalla maiala impestata di tu' ma' e dal derelitto di tu' pa', e sciacquati la bocca prima di parlare di questo sito da favola, mentecatto da quattro soldi. Molto meglio fotografare gattini che constatare l'esistenza di mongoloidi come te. Salutissimi!

Anonymouse - 2015/2/26 - 00:14


Non credo che con "mongoloidi" Anonymouse si riferisse alla tipologia umana cui "afferisce la quasi totalità della popolazione asiatica orientale e amerinda precolombiana" (it.wikipedia).

Riferendosi piuttosto ai portatori di Sindrome di Down ed utilizzando la definizione, già impropria, come insulto rivolto al pur inopportuno Semmonte, trasformandola così in un insulto rivolto a tutti gli sfortunati affetti da quella sindrome, di conseguenza il commento di Anonymouse andrebbe moderato e cancellato dalle CCG/AWS.

Bernart Bartleby - 2015/2/26 - 10:16


Je trouve que ce n'est pas gentil pour les mongoloïdes.

Lucien Lane

Lucien Lane - 2015/2/26 - 10:31


Amici cari, posso anche essere d'accordo con voi, però questo è il bello e il brutto della famosa "libertà di espressione" per la quale anche noi abbiamo affisso il cartello "Je suis Charlie". Per questo è stato passato (non da me) il commento di "Semmonte", mentre il commento di "Anonymouse" lo ho approvato io stanotte. Può sembrare sgradevole e offensivo, ma sospetto fortemente che l' "Anonymouse" sia delle mie parti, dove si dà tradizionalmente di "mongoloide" a qualcuno senza pensare troppo alla sindrome di Down e a chi ne è purtroppo affetto. La "libertà di espressione" comporta pure questo, e uno dei suoi numerosi capolinea è il cosiddetto "politically correct". Sommes-nous Charlie? Vi sembra che la rivista in questione sia "politicamente corretta"? In pratica: cerchiamo di applicare ciò per cui ci siamo sentiti tanto coinvolti due mesi fa. Con tutto questo, non mi sono per nulla piaciuti i commenti su questa pagina, vorrei ribadirlo.

Riccardo Venturi - 2015/2/26 - 13:33


Ammettiamo pure che contribuire spropositi e insultare il prossimo gratuitamente (per giunta insultando collateralmente intere categorie di persone) abbiano a che fare con la "libertà di espressione" (malintesa, io credo, che allora non ha senso nemmeno che gli Admins di questo sito controllino inserimenti e contributi), ma che questo c'entri qualcosa con "Je suis Charlie" davvero non lo capisco...
Saluti

B.B. - 2015/2/26 - 14:03


Scusami, ma ti risponderò con calma. Purtroppo, alle ore 14.15 di oggi, mentre stavo rispondendo al tuo messaggio, mi si è buttata una persona dal terzo piano, cadendomi esattamente sulla porta di casa. E ti puoi immaginare come sto in questo momento. Poi se ne ragionerà con calma.

Riccardo Venturi - 2015/2/26 - 15:54


Lascia perdere, Riccardo, non è così importante.
E poi di fronte a quello che succede - tutte le grandi e piccole tragedie umane - non ha nemmeno senso.
Saluti

Bernart Bartleby - 2015/2/26 - 16:20


Oh, Riccardo, c'était juste un vieux souvenir.

Dans un film intitulé « Un Soir de Joie », un film de Gaston Schoukens, sorti en 1955, il a une séquence d'où j'ai tiré mon « c'est pas gentil pour les mongoloïdes » et comme il aparaîtra après que j'ai rapporté l'anecdote, ce n'était pas une pointe destinée à Anonymouse, que j'avais évidemment – comme tout le monde – reconnu, mais bien au contraire, la remarque visait le dénommé Semmonte, que je n'ai pas l'honneur de connaître.

Mais revenons à cette anecdote éclairante. Ma version est donnée de mémoire, mémoire d'un âne, évidemment. Les détails de l'affaire peuvent être différents, mais l'esprit y est.

En 1943, sur la Grand Place de Bruxelles, un marchand d'oiseaux (dit Arthur le fou), qui est aussi un blagueur (en bruxellois, un zwanzeur), par ailleurs résistant, incarné par Marcel Roels, est confronté à un haut officier allemand. Arthur le fou se promène avec un perroquet en cage et tente de le vendre à un Allemand. Il l'aborde et la conversation commence sous l’œil goguenard des badauds, qui connaissent Arthur le fou. L'Allemand demande à Arthur le nom de ce volatile. La réponse arrive comme un coup de fusil : « Churchill ». « Ce n'est pas gentil pour Churchill », dit l'Allemand en riant et il demande : « Pourquoi n'appelez-vous pas votre perroquet « Hitler » ? », demande l'Allemand, un rien provocateur car il sait le danger qu'il y aurait pour Arthur à appeler ainsi son perroquet. Il croit donc gagner la partie… Mais :
Nouvelle réponse du zwanzeur : « L'appeler Hitler, vous n'y pensez pas... » - Là, l'officier sourit. Et le zwanzeur continue : « Ça ne serait pas gentil pour mon perroquet... ».
L'Allemand met du temps à comprendre, puis penaud, s'en va sous les rires de la foule.

Cela dit, cette histoire de la résistance par le rire confirme les vertus de l'acide comique et de l'acide ironique.

Bien cordial


Lucien Lane

Lucien Lane - 2015/2/26 - 18:25



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org