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Lettera di Ida Dalser

Gianni Maroccolo
Language: Italian




Eppure io
sono sepolta in un volgare manicomio
tra tisici e sifilitici
fra urla demoniache che mi assordano giorno e notte
e priva di notizie dei miei familiari
nonché del mio fanciullo
e dei miei bisogni più impellenti
senza scarpe
senza scarpe fra poveri spiriti
esasperati e dementi

E mi hanno piombata
in una fetentissima cella
chiusa a catenaccio senz'aria
che chiedevo per pietà
tra pazzi furiosi e urla demoniache
rubate le vesti

Non satura l'infermiera di avermi legato mani e piedi
applicandomi le torture del medioevo
m'ha imbacuccata la testa con le coperte di lana
nelle quali svenni soffocata
senza aiuto!
perché l'ordine era così!

Mille volte la fucilazione nella schiena
piuttosto che vivere tormenti senza pace alla mercé dei bruti

Mi dibatto da dieci mesi fra stenti e dolori inauditi
in una miserabile cella e un vitto intollerabile
mai una passeggiata, un raggio di sole
qui non v'è apparecchi elettrici col motore
per le inalazioni e la circolazione del sangue

Costì c'è la camicia di forza
i covili in cui accettano le persone sagge
per renderle folli


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