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La canzone di Bresci

Giuseppe Ciancabilla
Language: Italian



O canzone di Bresci che ascendi
nel purissimo ciel d'ideale
o canzone di Bresci augurale,
qual ci parli linguaggio viril.

O canzone di Bresci squillante,
parla, parla le forti parole,
sciogli l'inno che freme e che vuole,
fiacca i torpidi accenti servil.

E del mare che rugge possente
contro i lembi del triste isolotto
si sprigionan le strofe dal fiotto,
van ne l'aria spiegandosi a vol.

Le tramandano i venti su le ali
con gran voce che pare ruggito:
per i monti, pei piani, pel lito [1]
sale il canto di Bresci al gran sol.

"Ero calmo e sereno, ero forte;
ne la mente il bel sogno fervea
d'una grande, purissima idea:
odio ai tristi, ai dolenti l'amor.

Ne l'esilio -oh, il pungente ricordo!-
di fratelli una voce straziante
a me venne per l'aria, invocante
come grido d'angoscia e dolor.

Eran pallide, tristi visioni
di fanciulli, di madri morenti;
eran vecchi, eran giovani, ardenti,
eran fiori di forza e beltà.

E fûr vinti, spezzati, falciati
sotto il piombo di turpe tiranno:
ogni angoscia, ogni strazio, ogni affanno
provâr, tutto, e le atroci viltà.

Dei fratelli le lagrime e il sangue
come gemme di puro dolore
io raccolsi, e nel fondo del core
il proposito saldo fiorì.

Ed un giorno riedetti [2] deciso,
mentre a festa il re tristo esultava,
su la tigre che il sangue fiutava:
la vendetta il mio braccio compì.

Quando il compito sacro ebbi assolto
fui sepolto tra gelide mura:
con la rabbia d'atroce tortura
han le belve infierito su me.

Ma non fiacco, non vinto, non domo,
perché fiero lo spirto è restato,
m'han la giovine vita spezzato
gli assassini del piccolo re.

Ora attendo, ora attendo fremente
che si compia la grande vendetta:
non è solo il mio spirto che aspetta,
non è solo che batte il mio core...

Ma son mille più mila anelanti
al lavacro supremo de le onte;
o fratelli, rialzate la fronte:
spunta l'alba d'un giorno miglior!

O fratelli, fratelli, serrate
in un fascio le forze disperse,
o fratelli, cui il pianto già terse
il sorriso d'un dolce ideal.

Questa è l'ora solenne che affretta
lo sterminio dei tristi codardi,
saldo il braccio, sicuri gli sguardi:
a ogni petto nemico un pugnal!

E se il giorno de l'opre gagliarde,
de l'umane vendette è compiuto,
a voi forti un solenne saluto
da la tomba di Bresci verrà.

O fratelli, in quel giorno accorrete
a lo scoglio ove Bresci riposa,
in quel giorno di gloria radiosa
il mio spirto esultare potrà."

Tale il canto di Bresci che sale
come voce potente dal fiotto
che si spande dal triste isolotto
via pel vento, va e penetra i cor.

O canzone di Bresci squillante
la tua voce non spandesi invano,
non il giorno che invochi è lontano,
il gran giorno rivendicator.
[1] lido (latinismo, litus).

[2] ritornai (da riedere "ritornare", lat. redire)


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