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Amado amigo

Sergio Vesely
Lingua: Spagnolo



Amado amigo,
pienso en ti hoy día.
Amado amigo,
mi pequeño héroe en miga de pan, (1)
súbitamente te he visto hombre ya.

Conversaciones tuvimos anteayer,
sobre palomas en monedas de cien, (2)
sobre figuras de alambre en cartulina, (3)
sobre la historia de un barco de papel, (4)
sobre las tantas caminatas sin destino. (5)

Y comprendí el significado
de tu lenguaje amurallado. (6)
Has descubierto al fin
palabras en un nuevo idioma
para comunicarte.

Amado amigo,
pienso en ti hoy día.
(1) Statuette di mollica di pane: non si trattava solo di un passatempo, per impegnare la testa e distoglierla dalla propria condizione di prigioniero. La statuette fatte col pane servivano a comunicare, a far sapere ai propri compagni di prigionia che uno era ancora vivo...

(2) Colombe in monete da cento: con piccoli oggetti di metallo (monete, posate e recipienti di ogni tipo), lavorati a freddo a forza di batterli per renderli più malleabili, venivano realizzati anelli e medaglioni. Il soggetto più riprodotto era la colomba di Picasso...

(3) Figure di filo spinato su cartolina: c'era anche chi passava il tempo a disegnare e dipingere, e nei disegni non mancavano mai i reticolati del campo...

(4) Quando si doveva salutare un compagno, perchè veniva liberato o trasferito, chi restava intonava sempre El barco de papel di Julio Numhauser.

(5) Passeggiate senza meta: sono quelle dei prigionieri nelle poche ore d'aria, passeggiate costrette in pochi metri ma che erano importantissime per mantenere le relazioni coi compagni e scambiarsi informazioni.

(6) Lingua murata: per non essere ascoltati e compresi dalla guardie e dalle spie, era necessario e fondamentale conoscere il linguaggio non codificato dei prigionieri, molto diverso anche da quello dei militanti in libertà, che spesso invece era ben conosciuto dagli apparati della repressione.


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