Ludwig van Beethoven

Canzoni contro la guerra di Ludwig van Beethoven
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Ludwig van Beethoven"Il maggior segno della forza di Beethoven è che, a distanza di quasi due secoli dalla sua morte, egli non ha posteri ma solamenti contemporanei. Noi viviamo infatti il dramma della sua musica come se fossimo stati testimoni all'inizio, e così il dramma della sua vita; come se egli ancora fosse tra noi e potessimo udire quella sua voce irata, quel suo buon riso selvaggio. Nulla è svanito, nulla è pietrificato della umanità che in lui divenne suono: anima esperta del segreto del mondo, esperta della tragedia di tutte creature, e fatta suono. Musica viva come il primo giorno e splendida come allora. Ed è musica che per il riconoscimento della propria potenza non richiede la mediazione degli storici, non altra presentazione speciale, nè la pietas che si tributa ai classici. Vive sovrana nella stessa indipendenza nella quale visse sovrano il suo creatore, il più libero di tutti e insieme il più solitario.
La vasta umanità ha ricevuto da lui il più potente messaggio del proprio tempo e del proprio spirito. Nessuno ha portato questo nome d'artista più puramente di lui, nessuno ha più dolorosamente conquistato la propria umana dignità, nè ha contrastato l'insano destino con maggior forza morale, pur d'adempiere la propria missione. Il ribelle slancio verso l'alto, il selvaggio senso di indipendenza, la regale, inflessibile fierezza, l'umiltà davanti all'opera, l'incrollabile, fanatica volontà di perfezione, la grandezza morale e spirituale, la tragedia del viver suo - da tuttto ciò spira maggior forza che da qualunque altra figura umana: così arricchito ne è il senso della vita, così immediato l'esempio di ciò che sia vera missione artistica, che la musica di questo titano è divenuta per noi tutto un inno all'esistenza". Così inizia uno delle più accurate biografie su Beethoven; "Ritratto di Beethoven", di Richard Specht.

Specht traccia magistralmente la figura dell'uomo, non l'opera, ma è evidente che al suo ritratto appartiene pure la sua musica, il suo respiro, il suo canto, il suo furore, e che è l'essenza del più alto patrimonio posseduto dall'umanità. Non legato all'ora ma all'eterno. Come nessun altro infatti, egli ha rappresentato la sorte umana eternamente uguale e tutte le cause prime di ciò; come nessun altro ha dato l'esempio più necessario alla nostra ed ad ogni età: dell'uomo che non s'è piegato, che si drizza in tutta la sua forza e la sua grandezza, che suggella il proprio dolore sublimandolo e trasformandolo in musica, facendone uno dei valori dell'esistenza.



BEETHOVEN nasce a Bonn il 17 dicembre 1770 da famiglia di origine fiamminga dalle ininterrotte tradizioni musicali; fu avviato dal padre, tenore della cappella principesca, allo studio del cembalo e del violino. Indi gli furono maestri l'oboista Federico Pfeiffer, Francesco Rovantini, violinista, e Christian Gottlob Neefe (1748-1798) un direttore di una compagnia teatrale che stabilitosi a Bonn era diventato organista di corte. Fu lui a dargli lezionbi, ad avviarlo alla tecnica dell'armonia e del contrappunto. Ad appena otto anni riportò un grande successo a Bonn, a Colonia e in Olanda, come pianista prodigio, iniziando una lunga carriera di concertista applaudito.
Nel 1782 Pubblica "Variazioni su una marcia di Dresler" per pianoforte. Un successo che fa diventare Beethoven nei successivi anni maestro di pianoforte presso le più nobili famiglie della città.
Per i buoni uffici del conte Ferdinando di Waldstein - che aveva preso a proteggerlo in seguito forse alle lodi tributate al giovane musicista da Haydn, il quale aveva avuto l'opportunità di esaminare una di lui Cantata - B.eethoven si trasferì nel 1792 in quella Vienna dove già era stato nel 1787 per eseguirvi un concerto e dove Mozart gli aveva profetizzato un grande avvenire.

A Vienna, centro musicale di grandissima importanza, Beethoven debuttò come compositore, eseguendo in pubblico il suo Concerto in do maggiore. Studiò con Haydn, con Albrectsberger, col Salieri, ma la sua personalità era così potente da poter ben presto fare a meno dei maestri. Solo i lavori di Mozart costituirono in seguito il suo studio prediletto. Intanto come organista e maestro di cappella, come compositore ed insegnante privato (contava numerosi allievi nella più alta aristocrazia, ai quali verrà ad aggiungersi l'arciduca Rodolfo), aveva ottenuto una brillante sistemazione economica, sostenuto com'era da ottimi stipendi; il principe Lichnowski gli passava seicento fiorini all'anno e lo ospitava dal 1794 al 1796 nel proprio palazzo; e quattro mila fiorini all'anno ebbe poi dal 1809 al 1811 dall'arciduca Rodolfo insieme al principe Lobkowitz e a Kinsky.

Eppure tanto l'appoggio quanto la protezione dei potenti non lo resero mai loro servo, chè anzi egli doveva rimanere sempre, malgrado la fama e gli onori, un ribelle ad ogni cortigianeria, un fiero democratico e un repubblicano odiatore dei tiranni, tanto che quando Napoleone accettò la corona di imperatore, egli, che in origine gli aveva dedicato la sinfonia Eroica, cancellò rabbiosamente la dedica.

Amò Teresa di Brunswick, sorella del conte Francesco, alla quale - sembra - indirizzò nel 1801 una lettera in cui l'apostrofa con queste parole: unsterbliche Geliebte (diletta immortale) ed alla quale dedicò la canzone Ich denke dein (Io penso a te); amò la contessina Giulietta Guicciardi, che col suo rifiuto gli ispirò il primo tempo della blanda Sonata quasi una fantasia op. 27, che il poeta Rellstab chiamò del Chiaro di luna. Ma i suoi amori non furono intensi, come appare appunto dalle musiche che vogliono figurarli.

Con l'anno 1815 incominciò per Beethoven il triste periodo che doveva allontanarlo dalla vita mondana ed accentuargli la brusca ritrosia del carattere. Mortogli un fratello, ne prese un figlio (Carlo) con funzioni di tutore, ma da costui ebbe soltanto l'ingratitudine più dolorosa. Terminato ormai per sempre il periodo della prospera fortuna, seguì ora anche il bisogno di denaro. A questi dispiaceri familiari ed economici doveva aggiungersi quello provocato da un male: la sordità. Ma la sua divina facoltà creativa non doveva esaurirsi che con la morte, avvenuta a Vienna il 26 marzo 1827. Beethoven, quando qualcuno gli diceva che "componeva" lui lo correggeva affermando che con le note lui "poetava".

Beethoven è uno dei più grandi musicisti che siano mai esistiti: il più grande maestro dell'istrumentazione moderna; la sua arte è una delle eccelse manifestazioni del genio umano. Arte unicamente musicale, non imitativa, neppure descrittiva, ma dissociata anche dalla parola, nella massima parte. Musica pura, stupenda, maestosa, superamento divino della materia. L'elenco delle sue opere comprende ogni genere di composizioni: per teatro, per orchestra, da camera, per singoli strumenti (piano, organo, violoncello, violino, arpa), lieder. Pianista sommo, le sue trentadue grandi sonate per pianoforte riproducono i più intensi momenti della sua vita; parlano di gioia e di dolore con gli accenti più suggestivi e più profondamente toccanti.

E un altro magistero d'arte raggiungono pure le sue composizioni pianistiche di genere diverso, i rondò, i minuetti, le fughe. Fra i compositori di musica da camera è senz'alcun dubbio il maggiore. Dei suoi 17 quartetti, gli ultimi cinque, sono un modello di purissima espressione musicale. E nelle nove Sinfonie a grande orchestra mai la musica raggiunse potenza maggiore. Creazioni titaniche, dal contenuto filosofico o di psicologia universale, attraverso tutte le gamme, dall'angoscia alla pausa affettuosa, dall'ebbrezza orgiastica alla serena contemplazione. Per questa sua anima capace di trattare formidabili problemi, B. non eccelse nei Lieder, che sono invece rappresentazioni di leggeri avvenimenti quotidiani. Nè riuscì ad elevarsi alle somme altezze delle sinfonie scrivendo musica teatrale, per mancanza di un particolare lirismo drammatico. Il balletto Prometeo, le Rovine d'Atene per una commedia di Kotzebue, sono accettabili, e il Fidelio vive solo per la stupenda ouverture. Di meravigliosa bellezza invece le sue due Messe: la Messa in do e la Messa in re: quest'ultima è la più imponente dopo quella di Bach.

L'elenco della sua produzione attesta che la parte più cospicua dell'opera beethoveniana è quella strumentale. B. trovò nella forma-sonata la propria espressione: quella forma storica, che rispondeva alla sua poetica, egli la riaffermò, tenendola a fondamento e trovando adeguati gradi alla propria intuizione così essa coesiste con i concetti dei musicisti precedenti, ma si innalza con più forte individualità raggiungendo espressioni senza comparazione. Un'analisi del linguaggio musicale basterebbe a dimostrare che con B. muore l'aristocratico rococò, sorge procelloso il romanticismo; B. non cerca il suono bello, raffinato, elegante, ma piuttosto il suo suono, dal timbro particolare e distinguibile, corrisponde allo spirito dell'artista e del suo tempo, e in questo caso anche dell'uomo, che fu franco, ardente e in politica si poteva definire giacobino.
Il colore musicale di B. non è quello dei precedenti sinfonisti della scuola di Vienna (Haydn, Mozart): esso si distende in toni più accesi, oppure trascendentalmente supera la stessa materialità del suono. Anche lo sviluppo della forma va oltre i predecessori: lo sviluppo beethoveniano è intreccio del dramma umano, intreccio o sviluppo che a volte era ancora gioco d'arte, piacere estetico come prima del romanticismo, ma più spesso è forza, culmine drammatico, per cui i suoi temi divengono dramatis personae. Questi temi hanno un loro campo, determinato esclusivamente dal loro rapporto con lo sviluppo: è un dominio dei temi per deduzione, con estremo potere, cioè B. deduce lo sviluppo dalle possibilità insite nei temi stessi e nei limiti della loro natura. Ed è ancora la magistrale unità del particolare nel molteplice, che nelle Sinfonie raggiunge il culmine: infatti qui il musicista si rivela unico in grandezza, per quella corrente maggiore alimentata da piccoli rivoli che le aggiungono forza impensata, dove nulla affievolisce il suo percorso, dove tutto è organizzato, derivato dalla spontaneità, sebbene condotto - a volte tormentosamente nella stesura - secondo i principi della dialettica sinfonica.

L'ultima musica scritta da Beetheven ( la famosa ma poco conosciuta dal pubblico "Grossa Fuga op. 133" ) è ancora oggi una delle pagine più sconcertanti, un "caos"; non ancora compreso, forse una musica del futuro !!
Attenzione all'ascolto ! Bisogna avere orecchie preparate ! Dimenticate il cantabile, e non irritatevi con gli striduli trilli del violino. Ascoltatela fino in fondo e chiedetevi cosa voleva dire Beethoven con questa musica. Fate un commento e inviatemelo.



NOTA CURIOSA: In una causa contro il nipote Carlo (fonte di tanti grattacapi) la burocrazia asburgica ravvisando nel "von" un titolo nobiliare affidò il processo all'Imperial Regio Tribunale Superiore che trattava appunto le cause dei privilegiati, vale a dire i nobili. Ma quando si diede inizio al processo, il Tribunale si accorse che il "von" non indicava nessuna nobiltà (nei fiamminghi era molto comune, perfino nei plebei) e chiese al maestro a provare la nobiltà del suo casato. Beethoven fu indignato, e portando la mano al cuore, tra lo stupore degli astanti, disse "Qui risiede la mia nobiltà!!".
Ovviamente non servì a quel Tribunale di casta, e la causa fu affidata al Tribunale comune (ma la vinse comunque)

CRONOLOGIA
1770- II 17 dicembre viene battezzato a Bonn. Suo padre Johann (1740 ca. - 1792) è tenore della Cappella di corte, il nonno Ludwig (1712-1773) è dal 1761 maestro della stessa Cappella.
1778-Concerti pubblici a Bonn. Colonia e in Olanda. con limitato successo.
1782 - Pubblica Variazioni su una marcia di Dressier per pf. C.G.Neefe (1748-1798), stabilitosi a Bonn nel 1779 come direttore di una compagnia teatrale diventa organista di corte e dà lezioni a Beethoven.
1784-Compone il Concerto in mi bem. magg, per pf, e orch.
* Entra in contatto con la famiglia Brcuning.
* E' nominato organista di corte.
1787- In primavera-estate breve viaggio a Vienna, dove forse incontra Mozart.
* In luglio è nuovamente a Bonn.
1788 - È nominato violinista nell'orchestra del Teatro di corte.
1789-Si iscrive all'Università di Bonn, facoltà di filosofia.
1790 - Compone la Cantata per la morte di Giuseppe Il.
1792- F.J.Haydn, di ritorno dall'Inghilterra si ferma a Bonn e incontra Beethoven, il quale il 2 o 3 novembre, parte per Vienna. dove si stabilisce.
1793 -Corso di studi con Havdn. Prende lezioni anche da J.Schenk (1753-1836).
1794-Studia con J. G. Albrechtsherger (1736-1809) e A. Salieri (1750-1825).
1795-In marzo primi concerti pubblici a Vienna. Burgtheater, durante i quali esegue fra l'altro i Concerti per pf. e orch. op. 15 e op. 19. Pubblica Tre Trii per pf.. v. e ve.. op. I.
1796-Giro concertistico a Praga, Presburgo, Dresda, Lipsia, Berlino, su cui si hanno poche notizie. Pubblica le Tre Sonate per pf., op. 2. 1798- Pubblica le Tre Sonate per pf., op 10.
* Primi sintomi della sordità.
1799-Pubblica la Sonata patetica per pf., op. 13; Tre Sonate per pf.. op 10.
* Entra in contatto con le sorelle von Brunsvik e con Giulietta Guicciardi,
1800- Il 2 aprile prima esecuzione della Prima Sinfonia e del Settimino (Holburgtheater. Vienna). 1801 - Compone la Sonata al chiaro di luna per pf.. op. 27 n. 2.
* Pubblica i Sei Quartetti per archi. op. 18.
* II 28 marzo prima rappresentazione dei balletto Le Creature di Prometeo (Hofburgtheater. Vienna).
1803- Il 5 aprile prima esecuzione della Seconda Sinfonia, del Terzo Concerto per pf. e orch. e dell'oratorio Cristo sul monte degli olivi ( Theater an der Wien, Vienna).
* Fra il maggio e l'ottobre risiede nel sobborgo viennese di Heiligenstadt dove il 6 e il 10 ottobre scrive il "Testamento".
1805 - Pubblica la Sonata a Kreutzer per pf. e v. op. 47; Sonata Aurora per pf.. op. 53.
* Il 7 aprile prima esecuzione pubblica della Sinfonia Eroica (Theater an der Wien, Vienna).
* Il 20 novembre prima rappresentazione dell'opera Fidelio, prima redazione (Theater an der Wien. Vienna).
1806 - Compone le Trentadue Variazioni in do min. per pf.
* Il 29 marzo prima rappresentazione dell'opera Fidelio, seconda redazione (Theater an der Wien, Vienna).
* Il 23 dicembre prima esecuzione del Concerto per v. e orch. (Theater an der Wien, Vienna).
1807-Pubblica la Sonata in fa minore Appassionata per p1. op. 57.
* In marzo prima esecuzione del Quarto Concerto per pf. e orch., della Quarta Sinfonia e dell'ouverture Coriolano (Palazzo principe Lobkowitz, Vienna).
1808 - Pubblica i Tre Quartetti per archi op. 59.
* Il 22 dicembre prima esecuzione della Quinta Sinfonia, della Sinfonia Pastorale, di alcune parti della Messa in do magg., op. 86 e della Fantasia per pf., coro e orch. op. 80 (Theater an der Wien, Vienna).
1809 - Con un documento datato l° marzo l'arciduca Rodolfo e i principi Kinsky e Lobkowitz si impegnano a versare annualmente a Beethoven una somma a titolo di pensione, a condizione che egli rimanga a Vienna.
* II 12 maggio, dopo assedio e bombardamento. Vienna si arrende alle truppe napoleoniche.
1810- Il 15 giugno prima esecuzione delle musiche di scena per l'Egmont di Goethe (Hofburgtheater. Vienna).
1811 - Pubblica la Sonata degli addii per pf.. op. 81a.
II 28 novembre probabile prima esecuzione del Quinto Concerto per pf. e orch. (Gewandhaus, Lipsia).
1812 - Il 9 e l'11 febbraio, per l'inaugurazione del Teatro Tedesco di Pest, rappresentazione de II Re Stefano e Le Rovine d'Arene di Kotzebue, con musiche di scena di Beethoven, rispettivamente op. 117 e op. 113.
* Fra il 6 e il 7 luglio scrive a Teplitz la lettera «all'immortale amata»: pochi giorni dopo incontra Goethe.
1813 - L'8 e il 12 dicembre importanti concerti beethoveniani: vennero eseguite per la prima volta La vittoria di Wellington e la Settima Sinfonia (Universitàtssaale. Vienna).
1814- II 27 febbraio prima esecuzione dell'Ottava Sinfonia (Redoutensaale, Vienna).
* L' 11 aprile prima esecuzione del Trio Arciduca per pf., vl. e ve,, op. 97 (Hotel zum Rdmischen Kaiser, Vienna).
* II 23 maggio prima rappresentazione dell'opera Fidelio. Terza e ultima redazione (Teatro di Porta Carinzia, Vienna).
* II 29 novembre concerto in onore dei monarchi e statisti partecipanti al Congresso di Vienna (iniziato il 4 ottobre), durante il quale viene ripetuta La vittoria di Wellington e la Settima Sinfonia, ed eseguita per la prima volta la cantata Il glorioso momento op. 136 (Redoutensaale, Vienna).
1815 - In novembre muore il fratello Caspar Carl, e il nipote Karl passa sotto la tutela di Beethoven. Sorge una complessa controversia con la madre Johanna Reiss che ha termine nel 1820 con la sentenza del tribunale in favore di Beethoven.
* Il 25 dicembre prima esecuzione della cantata Meeresstille und Gluckliche Fahrt per coro e orch., op. 112 e della Ouverture op. 115 per l'onomastico dell'imperatore (Redoutensaale. Vienna).
1816-Pubblica Lieder An die ferne Geliebte per canto e pf., op. 98.
1817 - Pubblica la Sonata per pf.. op. 101. 1819 -
* Pubblica la Sonata per pf., op. 106.
* E' ormai quasi completamente sordo.
1821 - Pubblica la Sonata per pf.. op. 109.
1822 - Pubblica la Sonata per pf.. op. 110: Sonata per pf., op. 111.
* II 3 ottobre, per l'inaugurazione del rinnovato Teatro della Josephstadt di Vienna, rappresentazione de La consacrazione della casa, spettacolo celebrativo con musiche di Beethoven. in parte nuove, come l'Ouverture op. 124. in parte adattate da Le rovine d Atene.
1823 - Pubblica le Trentatre Variazioni su un valzer di Diabelli op. 120.
1824 - Il 18 aprile prima esecuzione della Missa solemnis op. 123 (Pietroburgo).
* Il 17 maggio prima esecuzione della Nona Sinfonia (Teatro di Porta Carinzia. Vienna).
1825 - Il 15 ottobre si stabilisce nella Schwarzspanierhaus, ultima delle circa 30 residenze viennesi. 1826 - Pubblica il Quartetto per archi op. 127. 1827 -
* II 26 marzo muore a Vienna.
* Pubblicati postumi i Quartetti per archi op. 130 (maggio), op. 131 (giugno), op.132 (settembre), op. 135 (settembre).

Per i profani che non hanno mai ascoltato Beethoven
non perdetevi l'ascolto di ciò che è indispensabile:
Sinfonia n. 3 "L'Eroica" ( * )
Sinfonia n. 5 "Del Destino" ( * * * )
Sinfonia n. 6 "Pastorale" ( * )
Sinfonia n. 9 "Corale" ( * * * * )
Egmont "Ouverture" ( * )

Concerto n. 3 (* * )
Concerto n. 4 ( * * * ) (stupendo il "solo" e "tutti" - soave, intimo, quasi un sospiro, l' "andante"
Concerto n. 5 ( * * * )
Concerto per Violino op. 61 ( * * * * * ) uno dei più grandi concerti per violino di tutti i tempi)
Triplo Concerto op. 56 ( * * )

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http://www.cronologia.it/biogra2/beethov.htm