Dardo Moratto

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Nati idealmente nel dicembre del 2000 e concretizzati nel marzo successivo, i DARDO MORATTO sono la risultante di due gruppi scioltisi nell’estate seguente, due piccole avventure che per diversi anni hanno solcato con la bandiera delle cover i palchi di locali e manifestazioni non solo Vicentine: gli Innoxia e i Brain Machine. La voglia di raccontare le proprie storie, le proprie emozioni è il fine della band che lo fa attraverso una mescolanza di colori presi dalle diverse sensibilità dei componenti. Vengono in mente Francesco Renga, Nek ed un certo pop italiano, il cantautorato americano dei Counting Crows, Wallflowers, l’urgenza rock degli U2.

Il 2002 li vede impegnati su diversi fronti: quello delle cover "elettriche", viatico necessario per farsi conoscere nel circuito della provincia (provincia smaccatamente a favore delle coverbands) e una sortita anche in Sicilia con un paio di gigs; quello dei concorsi (con alcune soddisfazioni come il 9° posto assoluto su più di 300 band alla prima edizione del BolognaMusicFestival e inserimento nella relativa compilation, il 5° posto nell’ambito del VicenzaNetMusic 2002 con intervista e "unplugged" radiofonico e inserimento nella relativa compilation distribuita poi con il Giornale di Vicenza, la vittoria al Castello Live 2002 di Valdagno, manifestazione per gruppi emergenti, e la presenza in altre rassegne come il Gheto Rock di Vicenza, Il Vinile Rock contest di Rosà, Espressioni Giovani ad Arzignano; e sul finire dell’anno parte anche il progetto di rivisitare in chiave "unplugged" brani non propriamente "commerciali", un modo di fare cover che ha permesso loro di suonare in locali senza "paraocchi", disposti ad accettare un repertorio diverso dal solito: dai Marillion ai Radiohead, da Chris Isaak a Jeff Buckley e far così conoscere quello che maggiormente li influenza ed ispira.

Il 2003 è un anno sicuramente importante data la scelta di lasciare completamente il repertorio (a marzo) di "cover elettriche" e (a dicembre) quello delle "interpretazioni acustiche" dedicando così più tempo allo sviluppo di pezzi inediti.