Nur
I NUR nascono da un'idea (per lungo tempo cullata: fin dai primi anni novanta) di Massimo Loriga (sax, clarinetto, armonica), già componente dei Kenze Neke e degli Uninvited, e di Daniele Cuccu (chitarre, laùd, mandòla) chitarrista dei Roots'n'Blues. Ai due si unisce nel 1998 Massimo Perra (fisarmonica ed organetto), musicista di estrazione tradizionale dall'esperienza ultradecennale (autore, tra l'altro, di un disco di balli sardi a proprio nome, "Toccos de allegria" e protagonista di importanti collaborazioni, quali quelle con gli Argia e la cantante Sandra Ligas).


L'organico viene, infine, completato con l'ingresso, dapprima, di Valter Spada (basso) e Giovannino Scano (batteria), entrambi provenienti - così come Daniele Cuccu - da una lunga esperienza in campo blues (Q Quartet, Roots'n'blues) e, più tardi, di Vittorio Pitzalis (voce e chitarra), autentico padre del blues nell'isola.

L'obiettivo del gruppo è quello di recuperare la musica sarda, rivisitandola con arrangiamenti e strumenti "moderni", nella convinzione che la sopravvivenza della tradizione passi anche attraverso una sua rilettura in chiave attuale (e possa costituire un efficace mezzo per avvicinare ad essa i più giovani).
Nel febbraio-marzo 2001 i NUR registrano l'omonimo cd di esordio, contenente undici tracce, caratterizzate soprattutto dalle armonizzazioni e dagli incroci tra il sassofono di Massimo Loriga e l'organetto suonato da Massimo Perra e dalla sobrietà degli arrangiamenti. Se "Ballu brincu", "Tempus", lo strumentale "Ballittu" e "Luna noa" rappresentano più marcatamente la continuità con la tradizione, brani come "Pensieros vanos", "Gisella" o "Occidroxiu" mostrano il lato più moderno della formazione, che si avventura in territori e atmosfere di volta in volta mediterranei o rock.

Nel disco si segnala in particolare il recupero di testi classici, come nel caso di "Galusè", dall'omonima poesia di Peppino Mereu e la presenza del cantante desulese Enrico Frongia, autentico decano della scena musicale etnica sarda (dagli anni settanta collabora stabilmente con il talentuoso chitarrista Alberto Balia, da ultimo nel progetto Argia). Altri ospiti presenti nel disco sono: Orlando Mascia (launeddas) e Sara Ambu (flauto).

All'uscita del disco ha fatto seguito una stagione di intensa attività concertistica: da ricordare la presenza all'edizione di Sa die de sa Sardigna a Cagliari nell'aprile del 2001; le partecipazioni alla manifestazione a favore di Emergency a Milis, e a varie altre manifestazioni e trasmissioni televisive sulle principali emittenti sarde ( Telethon a Nuragus, Musica Friska a Cagliari etc.), oltre a numerosi concerti nelle piazze dell'isola oltre a qualche escursione in continente.

E' durante i tre anni di intervallo dall'uscito del primo lavoro che matura il materiale che compone l'ultimo disco. Con l'abbandono di Vittorio Pitzalis e Giovannino Scano il gruppo - alla ricerca di adeguati sostituti - approfitta della pausa invernale, per registrare le nuove composizioni, destinate a confluire nel secondo lavoro.

Dopo una lunga gestazione, a fine 2004 i Nur terminano le registrazioni del disco "Chentu colores", che segna l'ingresso nella formazione di Alessandro Picciau (batteria) e Paolo Berria (voce).
Al lavoro partecipano numerosi ospiti: ancora una volta Enrico Frongia; Diego Deiana (violino), Alessio Sanna (hammond e moog), Elio Rinaldi (violoncello), Sandro Fresi (ghironda) e buona parte dei Cordas et Cannas (Francesco Pilu, Gesuino Deiana e Lorenzo Sabattini).
I cento colori del titolo alludono, oltre che alla pace come evidenziato dall'omonimo brano di apertura, alla possibilità di far convivere "pacificamente" suoni ed esperienze musicali differenti.
Così in "Chentu colores" ballo sardo e country vanno a braccetto; in "Filu de pratta" già il tema introduttivo - chiaro il tributo alla P.F.M. reso evidente anche dall'utilizzo del moog - preannuncia novità sostanziali rispetto al precedente lavoro.

Affianco alle sonorità acustiche fanno ora ingresso sempre più marcate influenze rock, ma senza mai perdere di vista la struttura delle composizioni, che resta imperniata sulla musica sarda ed, in particolare, sul lavoro dell'organetto e della fisarmonica di Massimo Perra.

Se "Sa domo 'e campagna" (letteralmente composta da due poesie, una di Paolo Mossa, l'altra di Montanaru), "Boghe longa", "A Ballu" si richiamano apertamente alla tradizione, "Muttos", "Maimone" e, ancora di più, "Chiettu mai", "Su siddhadu" e la conclusiva "Entu" spingono oltre gli orizzonti musicali del gruppo.

Formazione:
Massimo Loriga voce, sax, clarinetto, armonica, flauto, sulittu, trunfa
Daniele “QQ” Cuccu chitarre, mandola, laud, sulittu, trunfa, cori
Massimo Perra organetto, fisarmonica, percussioni
Valter Spada basso
Alessandro Picciau batteria
Paolo Berria voce

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