Manos Loïzos / Μάνος ΛοΐζοςManos Loizos (Εμμανουήλ/Μάνος Λοΐζος) sia per la sua vena melodica e romantica, che ne ha fatto un sensibilissimo autore di canzoni d'amore, sia per l'impegno civile, espresso con tenacia e coerenza nella vita e nell'arte, è stato uno dei più amati compositori di musica popolare greca, di quella generazione - la cosiddetta generazione del 60 - affacciatasi immediatamente dopo le svolte impresse sul finire degli anni Cinquanta dai più anziani Hatzidakis e Theodorakis, nati entrambi nel 1925. La data della sua nascita, il 1937, lo accomuna agli Xarhakos, ai Markopoulos, ai Leondìs, ai Savvopoulos, di poco più giovani di lui, che non poterono avere parte attiva nel periodo delle guerre ma che, nel momento in cui incominciarono a comporre, trovarono un terreno già pronto e una direttrice di marcia già ben tracciata, e la seppero egregiamente proseguire ed arricchire.
Loizos nacque nei pressi di Larnaca (Cipro), o forse, come alcuni dicono, ad Alessandria d'Egitto, dove presto la famiglia si trasferì e dove egli compì gli studi liceali nell'istituto ellenico della città mentre prendeva confidenza con la musica studiando presso il locale conservatorio violino e chitarra, cui seguì il pianoforte. A 18 anni si trasferì ad Atene per gli studi universitari, dapprima di farmacia e poi di economia, che tuttavia presto interruppe. La famiglia a questo punto rinunciò a mantenerlo; e per il giovane Manos si aprì un periodo di gravi ristrettezze economiche, che affrontò serenamente, adattandosi ai più disparati lavori. Non tralasciò per questo la passione per la musica, al punto che si mise in società con un amico, per disporre di un pianoforte a nolo. Nel 1962 gli capitò di leggere su di una rivista letteraria la traduzione, fatta da Nikos Gatsos, di "Anda jaléo", dai "Cantares populares" di Lorca, e ne fece una versione musicale che, apprezzata dal pianista e compositore Mimis Plessas (Atene, 1924 - viv.), musicista già molto affermato, fu incisa con il titolo Τραγούδι του δρόμου ("Canzone della strada") nell'interpretazione del cantante Yorgos Moutsios, e rilanciata alla radio da una conoscente alessandrina, che essendovi impiegata, fu ben felice di poter aiutare il ritrovato concittadino. Con questo colpo di fortuna si chiudeva il difficile periodo seguito alla divergenza con la famiglia.
Fu chiamato subito a dirigere il coro del Circolo degli Amici della Musica Greca (ΣΦΕΜ), da poco fondato, ma già vivacissimo - si può dire fondamentale - punto di incontro dei nuovi artisti che grazie alla giovane età non avevano partecipato alla guerra e alla resistenza e poi alla guerra civile, ma che intendevano pesare nella rigenerazione morale culturale e civile del loro tormentato paese: facevano riferimento a quella che fu una vera e propria fucina molti nomi che avrebbero caratterizzato la vita artistica e culturale greca dei decenni successivi, come i musicisti Leondìs, Markopoulos, Savvopoulos, Maria Farandouri, Mavroudìs, Kouyoumtzìs, e i poeti Manos Eleftheriou, Fondas Ladis (allora solo ventenne, ma il vero animatore del Circolo), Nikiforos Vrettakos, Maro Limnou, che dal 1965 al 1971 fu la prima moglie di Loizos e al quale diede l'amatissima figlia Mirsini. L'anno successivo Mikis Theodorakis volle il coro dello SFEM al fianco di Mary Linda e Grigoris Bithikotsis nello spettacolo musicale "Μαγική Πόλη - Città magica", diretto dal regista Mihalis Kakoyannis, su testi di Theodorakis, Perghialis, Kambanellis e Katsaròs.
Sempre nel 1963 il giovane compositore Christos Leondìs utilizzò lo stesso coro in un concerto a beneficio dell'Unione degli studenti, una manifestazione che fu introdotta da un discorso di Theodorakis. Non fu solo Leondìs ad accorgersi delle qualità del musicista, ma anche i poeti che, attraverso la porta aperta da Theodorakis e da Ritsos, si accostavano alla musica popolare. Così fecero Maro Limnou (Ξημερώνει πρωτομαγιά/Spunta un Primo Maggio), Kostoùla Mitropoùlou (Ο δρόμος/La strada e Στρατιώτης/Soldato) e Yannis Negrepondis (Ακορντεόν/Fisarmonica) che andarono a offrirgli loro testi affinché li musicasse, affidando a modesti 45 giri autentici capolavori, che nessuno ha più dimenticato. Cantanti del momento: Yannis Poulopolos e Soula Birbili. Ma quelle canzoni non andarono disperse e furono riprese più tardi, in altre circostanze.
Non molto tempo dopo nacque l'amicizia e più tardi la feconda collaborazione con Lefteris Papadopoulos, con il quale incominciò la serie dei LP personali. Ma prima ci fu una significativa produzione con Yannis Negrepondis, che si realizzò sulle scene, ma non fece in tempo a trasformarsi subito in un disco, a causa della svolta autoritaria del 1967. Si trattava di Τα Νέγρικα/Le canzoni dei negri, presentate solo due mesi prima del putsch dei Colonnelli in occasione della Settimana dello Studente presso la Facoltà di Ingegneria, con le voci di Maria Farandouri e di Yorgos Zografos, ma che poterono uscire in edizione discografica solo nel 1975, con la Farandouri e Manos Rasoulis, perché quelle canzoni, che accusavano la discriminazione razziale negli Stati Uniti, furono subito vietate dalla censura dei nuovi padroni.
Infatti, mentre cresceva il prestigio di Manos Loizos nella cerchia dei suoi colleghi artisti e nell'accoglienza del pubblico, costituito soprattutto dai giovani studenti politicamente impegnati, crescevano anche i conflitti sociali e politici nel paese; e tutta quella nuova generazione artistica vi prendeva appassionatamente parte. Furono i primi anni Sessanta contraddistinti in Grecia da una impetuosa richiesta di libertà, autogoverno, benessere, cultura e democrazia, ma anche dalla crescente chiusura autoritaria della corona e del partito conservatore che, spalleggiato dagli USA, non esitò a modificare la costituzione, a servirsi della censura e della violenza poliziesca, di cui fu vittima lo studente Sotiris Petroulas, e a tollerare gli omicidi politici, come quello del deputato di sinistra Grigoris Lambrakis. Si può quasi dire che la gioventù greca avviò il suo Sessantotto più precocemente di quella di qualsiasi altro paese, ma non lo vide dispiegarsi, perché già nell'aprile del 1967 i militari lo congelarono in un settennio di paura, di controllo poliziesco e di stantio tradizionalismo.
L'imprigionamento di Theodorakis, nell'agosto del 1967, allarmò Manos Loizos, che scansò il peggio raggiungendo dapprima in Italia l'amico Fondas Ladis e quindi riparando in Inghilterra. L' autoesilio durò sei mesi, al termine dei quali, valutato che la fase acuta di consolidamento della dittatura era superata, si risolse a rimpatriare per mantenere in vita la musica popolare, pur necessariamente sfrondata della sua funzione esplicitamente politica. Loizos, peraltro, non aveva ancora la statura e il peso simbolico di un Theodorakis. Nel settembre del 1968 uscì il primo disco personale, "Ο σταθμός/La stazione", di dodici tracce, di cui sette cantate (da Yannis Kalatzìs, che ne interpretò ben quattro, tra cui Tο παλιό ρολόι/Il vecchio orologio, diventato un "classico"; da Litsa Diamandis; da Yorgos Dalaras, oggi uno dei massimi interpreti della canzone greca, che eseguì la canzone eponima; e da Dimitris Efstathìou) su testi di Lefteris Papadopoulos (Atene, 1935 - viv.), un personaggio affascinante, questi, figlio di un ciabattino profugo dall'Anatolia e di una russa analfabeta, che sapeva combinare l' "università" del quartiere ateniese poverissimo, in cui era cresciuto, con la cultura letteraria, teatrale e musicale più elevata, fino a diventare, come narratore, giornalista, autore cinematografico e televisivo, e con il suo migliaio di testi per le canzoni dei più grandi compositori e interpreti, una delle figure centrali della cultura greca tout-court dagli anni Settanta sino ad oggi.
Nonostante la pessima situazione politica, che talora costringeva gli autori di sinistra rimasti in patria a ingannare la censura, quando volevano mandare messaggi al loro pubblico, a Manos Loizos non mancò il lavoro artistico negli ultimi anni della Giunta, lavoro che in parte porta anche la firma di L. Papadopoulos, come il LP "Θαλασσογραφίες/Vedute marine", del 1970, con canzoni che tuttora resistono nei repertori dei migliori interpreti (vedi Σ'αγαπώ σ'αγαπώ/Ti amo, ti amo, Η γοργόνα/La sirena e Τζαμάικα/Giamaica, eseguite da Yannis Kalatzìs, 'Εχω ένα καφενέ /Ho un caffé e Δέκα παλικάρια/Dieci giovani valorosi, questa con un messaggio politico e culturale appena velato, eseguite da Yorgos Dalaras, e Σεβάχ ο Θαλασσινός/Sindbad il Marinaio, con cui il musicista esordì come interprete). Anche Mariza Koch cantò due canzoni di questo disco.
In quegli anni il suo talento fu messo a frutto anche nelle colonne sonore di alcuni film. Per "Ευδοκία/Evdokìa", film di Alexis Diamanòs, del 1971, compose una musica sul più popolare dei balli urbani greci, lo zeimbekiko, musica che qualcuno sostiene essere la migliore di questo genere che mai sia stata composta (Το ζειμπέκικο της Ευδοκίας/Lo zeimbekico di Evdokìas) mentre, per il film "Διακοπές στην Κύπρο/Vacanze a Cipro" di Orestis Laskos, compose la colonna sonora. La lavorazione di questo film condusse a una svolta nella vita privata di Loizos, perché dell'attrice (e cantante) principale, Dora Sitzani, il compositore si innamorò e ne fu corrisposto: fatto che condusse alla rottura con la moglie Maro Limnou, e più tardi, nel 1978, a un secondo matrimonio.
Quando, nel novembre del 1973, scoppiò la rivolta studentesca con la famosa occupazione del Politecnico, seguita dallo sfondamento dei cancelli con i tank, molti artisti andarono di persona a sostenere i ragazzi. Per questo anche Loizos fu arrestato e tenuto sotto custodia per una decina di giorni. Ma quando l'estate successiva, dopo lo sciagurato tentativo di destabilizzare il complicato equilibrio cipriota, cosa che portò all'invasione turca di un terzo dell'isola, i Colonnelli dovettero finalmente abbandonare il potere, anche Manos Loizos aveva in serbo molte bellissime canzoni per dare voce alla grande festa popolare. La musica liberata si espresse, naturalmente, con le note dei "vecchi" artisti che, come Mikis Theodorakis, avevano conosciuto ancora una volta le prigionie e gli esili, ma anche con quelle dei giovani che, rimasti in patria, non potendo usare parole esplicite, avevano tuttavia conservato, alimentato e arricchito la musica popolare, la quale, nata dal seno stesso degli strati poveri ed emarginati, rappresentava di per sé l'istinto dell'insofferenza verso il potere, le ingiustizie e le prepotenze, anche quando veniva rielaborata da compositori colti e si rivestiva di testi autenticamente poetici. Loizos uscì nel 1974 con ben tre dischi, tutti di alto livello e di grande successo: "Νάχαμε, τι νάχαμε/Chi ha avuto ha avuto", terza collaborazione con Papadopoulos, Τα τραγούδια του δρόμου/Le canzoni di strada, su testi propri e di Negrepondis, di Hristodoulou e di Gatsos, un disco che in parte rilanciava canzoni, anche di ispirazione resistenziale, del periodo precedente la dittatura e che, come Ο δρόμος e Το ακορντεόν, avevano già accompagnato le lotte degli anni Sessanta; poi, "Καλημέρα ήλιε/Buongiorno sole" su testi propri e di Hristodoulou, e infine le canzoni di "Τα νέγρικα/Le canzoni dei negri", su testi di Negrepondis, che già erano state ascoltate dai vecchi studenti di Ingegneria poco prima del putsch attraverso le vive voci di Maria Farandouri e di Yorgos Zografos e che ora venivano riproposte dalla stessa Farandouri e da Manolis Rasoulis. A proposito di Καλημέρα ήλιε/Buongiorno sole, non si può non ricordare che la canzone eponima, tutta di mano del compositore, fu subito adottata dalla gente nelle manifestazioni che salutavano la fine della dittatura, ma che in seguito fu eseguita quasi ufficialmente in tutte quelle del partito socialista Pa.So.K, finché nel 2012 la figlia Mirsini, non più ritenendo i socialisti degni di servirsene, ritirò il tacito permesso di farlo, e la restituì, come volle scrivere in una durissima diffida, al popolo per il quale suo padre l'aveva concepita.
Recuperato quel minimo di democrazia che si poterono concedere i Greci dopo la caduta della Giunta, fu chiaro anche a Loizos che l'impegno civile e sociale doveva assolutamente continuare, sia con i mezzi artistici sia con l'azione pratica: nel 1976 produceva, su 11 testi di Fondas Ladis interpretati da Yorgos Dalaras il Lp "Τα τραγούδια μας/Le nostre canzoni", dedicate alla condizione e alle lotte degli operai, tra le quali la bellissima e ancora attualissima Πάγωσε η τσιμινιέρα/La ciminiera si è fatta fredda; mentre, insieme ai parolieri L. Papadopoulos, Pythagoras (Papastamatìou), K. Virvos e Y. Katsaros, e ai compositori Ch.Leondis e M. Plessas, dava finalmente vita a un sindacato degli autori, l'E.M.S.E., in contrapposizione all'associazione dei discografici accusata di sfruttare spudoratamente il talento degli artisti, e ne divenne presidente nel 1978.
In quegli stessi anni cominciarono a manifestarsi, nell'ancor giovane persona dell'artista, quei disturbi renali e circolatori che l'avrebbero prematuramente condotto alla tomba. Non si preoccupò a sufficienza delle prime avvisaglie, impegnato com'era nelle sue attività, che portarono alla realizzazione, nel 1979, di un LP personale interamente interpretato dall'astro nascente Charis Alexiou, "Τα τραγούδια της Χαρούλας/ Le canzoni di Charoula", su testi del bizzarro M. Rasoulis e del compianto Pythagoras, in cui spiccano Φαντάρος/Soldato di leva e Τίποτα δεν πάει χαμένο/Nulla va perso, e, l'anno seguente, all'ultimo disco personale, "Για μια μέρα ζωής/ Per un giorno di vita", su testi propri, di Rasoulis e della seconda moglie Dora Sitzani, e con interpreti, oltre lo stesso autore e la moglie, i grandi cantanti Vassilis Papakonstandinou e Dimitra Galani. In questo ultimo disco, nel quale si ascoltano anche pezzi famosi come Σ'ακολουθώ/Ti seguirò, Σε ψάχνω/Ti cerco e Κουτσή κιθάρα/Chitarra zoppa, vennero utilizzate nuove tecnologie elettroniche.
Due compilazioni personali sarebbero uscite postume. Con la prima, uscita nel 1983 con il titolo "Γράμματα στην αγαπημένη/Lettere all'amata", Loizos aveva messo in musica e personalmente interpretato un gruppo di liriche del grande poeta turco Nazim Hikmet tradotte dal grande poeta greco Yannis Ritsos. La seconda risaliva alla vecchia collaborazione con Yannis Negrepondis, ma poté uscire diversi anni dopo la prematura morte del compositore: si tratta del tenerissimo disco per bambini "Kάτω από ένα κουνουπίδι/Sotto un cavolfiore", del 1995, che raccoglie nove canzoni già composte da Loizos su testi dell'amico poeta, e finalmente eseguite da un gruppo di interpreti molto significativi, come Vassilis Papakonstandinou, Loukianos Kilaidonis, Lavrendis Macheritsas, Kostas Thomaidis, Eleni Tsaligopoulou, Afroditi Manou al suo esordio e Tania Tsanaklidou. Mentre i segni della malattia si facevano progressivamente sentire, Loizos era anche impegnato in una serrata e defatigante serie di concerti insieme con i compositori Thanos Mikroutsikos e Christos Leondis.
L' 8 giugno 1982 fu colpito da un primo ictus cerebrale. Gli fu offerta la possibilità di curarsi nelle cliniche sovietiche, dove fu infatti ricoverato, ma dove fu colpito da un secondo ictus il 7 settembre.
Dieci giorni dopo si spegneva a Mosca, all'età di 45 anni.
Avendo la musica di Manos Loizos accompagnato le prime esperienze sentimentali e politiche dell'attuale generazione matura, quella che dalle aule universitarie non poté esprimersi nel suo Sessantotto, ma dovette attraversare il tunnel della dittatura prima di manifestarsi liberamente, non è certo sorprendente constatare la vitalità perdurante di quelle canzoni, entrate nei repertori di tutti i maggiori interpreti e oggetto di incessanti riedizioni sino alla fine del secolo appena trascorso. (gpt)





Manos Loïzos (Μάνος Λοΐζος, also transliterated as Loizos and Loisos, October 22, 1937 in Alexandria, Egypt – September 17, 1982 in Moscow, Soviet Union) was one of the most important Greek music composers, yet nearly unknown outside Greece.

He composed many well-known Greek songs and has co-operated with various important composers, singers and lyricists like Mikis Theodorakis, Haris Alexiou, George Dalaras, Vasilis Papakonstantinou, Christos Leontis, Fondas Ladis, Yannis Negrepontis, Manolis Rassoulis, Giannis Kalatzis, Nazim Hikmet and many others. His best known co-operation was with his very personal friend, lyricist Lefteris Papadopoulos who wrote the lyrics of many of Loizos' most successful hits.

Some of Manos Loizos' most famous songs are :

- Ola se thymizoun Lyrics: Manolis Rassoulis

- Jamaica Lyrics: Lefteris Papadopoulos

- S' Akoloutho Lyrics: himself

- To Akorndeon Lyrics: Yannis Negrepontis

- O Dromos Lyrics: Kostoula Mitropoulos

- Che(dedicated to Che Guevara) Lyrics: himself

- Ah Helidoni mu Lyrics: Lefteris Papadopoulos

- De tha xanagapiso Lyrics: Lefteris Papadopoulos

- Paporaki tou Burnova Lyrics: Lefteris Papadopoulos

- O Koutalianos Lyrics: Lefteris Papadopoulos

- Evdokia (Instrumental Zeibekiko)

In 1985, a big concert dedicated to his memory took place in the Athens Olympic Stadium, attended by more than 50,000 people. Manos Loizos' songs and music remain popular until today among all ages of the Greek society.

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