Rodolfo Brun

Canzoni contro la guerra di Rodolfo Brun

Biografia

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Il mio percorso di cantautore nasce con il contributo dei miei genitori: mia mamma pianista e mio padre curioso ricercatore musicale; a dodici anni fu proprio mio padre a propormi “Le plat pays” di Jaques Brel, penso sia stato dopo quell’ascolto che decisi di diventare un cantautore. Il mio secondo maestro è stato Fabrizio de André, ma i miei inizi musicali sono stati blues/rock/pop e durante gli anni ’70/’80, ho suonato e cantato in vari gruppi. Mi sono laureato in Psicologia presso l’Università di Padova nel 1978 con una tesi in musicoterapia. Verso la metà degli anni settanta ho iniziato a comporre canzoni.
L’incontro con i Nativi Americani è stato fondamentale nella mia vita. Francis Mitchell uomo sacro Navajo e Sara Smith, grande madre Moawk, nel 2001, mi hanno incaricato d’incontrare gli spiriti della mia terra e dei miei antenati.
Non avevo chiarezza sulla via da seguire, ma nel 2008, in seguito a una grave malattia, il significato del sentiero indicato dai maestri nativi americani attraversò la mia mente generando un’idea: “Le radici di una persona e di un popolo sono nella loro lingua, nella lingua degli antenati; i miei avi erano occitani, tradurrò le mie canzoni in occitano”. Ecco come sono nati il progetto “Perlas de Veire” e la mia via occitana.
“Ma via s’estend, magic serpent”, rappresenta un cammino nel territorio ma anche nelle stagioni, nell’interiorità, nella tradizione degli antenati, nel mio passato. I ritmi della musica pop, del rock, del blues e delle esperienze elettroniche, s’incontrano e si fondono con ricordi medioevali e rinascimentali, percorrendo il ponte che collega la musica dei trovatori provenzali, primi cantautori della storia, ai suoni del nostro tempo tramite le sonorità e gli strumenti della tradizione.
Un itinerario che si snoda dall’infanzia alla maturità attraverso archetipi, luoghi, eventi, momenti magici o drammatici; incontri con donne, uomini, bambini e vecchi.