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Davanti alla travolgente evoluzione attraverso la quale il capitalismo ha scardinato il mondo contadino trasformandolo in società industriale e di massa, con la musica della terra i “Cantori in Terra di Lavoro” oppongono resistenza, difendendo la memoria di una cultura e di un mondo estinto, i cui valori fondanti furono onestà, solidarietà, semplicità e laboriosità.
Alcuni messaggi socio-antropologici contenuti nei canti agresti in uso durante i lavori stagionali (e soprattutto nel tempo della mietitura), avevano la funzione di "valvola di sfogo" per il ceto agricolo e bracciante a causa di un lavoro mal retribuito e altamente frustrante.
I canti erano caratterizzati da un linguaggio i cui contenuti trasgredivano le regole imposte da una società stratificata che vedevano i "cafoni" relegati all'ultimo posto.
Oggi sotto altro nome (o forse sotto falso nome) padroni e possidenti si contrappongono ad un ceto medio impoverito da una crisi economica e culturale globale.
Nel terzo millennio, il diritto di cantare i valori di quella civiltà estinta, contro questo sistema globale fallimentare, è una necessità!!!
 
I musicanti e i cantori sono:
Fernando Cedrone: voce, chitarra battente e chitarra classica
Basilio Carafelli: voce, organetto, tamburi e tamburelli
Maria Rita Rinna: violino
Angelica Cedrone: voce e flauto
Riccardo Folchetti: chitarra basso
Maria Michela Cedrone: voce, tamburi, tamburelli, castagnette e danza
Oriana Iannetta: voce, tamburi, tamburelli e danza
Marzia Coletti: voce, castagnette e danza