FryDaIl duo acustico FryDa è composto da Francesco "Fry" Moneti (MCR) e Daniele "Danito" Contardo

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Francesco Moneti e Daniele Contardo hanno iniziato a suonare insieme nei Modena City Ramblers e successivamente nel quartetto internazionale Narrow Men in collaborazione con il cantautore inglese Jason McNiff.

Dal 2009 sperimentano con successo crescente la dimensione di duo (FryDa = Fry Moneti + Daniele Contardo): un'accoppiata di strumenti che può sembrare tra le più classiche delle formazioni folk, il violino e la fisarmonica diatonica (organetto), ma che in realtà è in grado di sperimentarne le infinite possibilità espressive. Questa combinazione, di apparente semplicità e immediatezza, permette una eccezionale flessibilità e versatilità: cifra stilistica del duo tosco-sabaudo sono infatti la virtuosistica e suggestiva esplorazione di suoni, poliritmie ed echi di musiche migranti di tutto il mondo - irlandesi, basche, occitane, yiddish, balcaniche e mediterranee - unita ad un approccio ludico nell'improvvisazione e nella sperimentazione.

Tra funamboliche cavalcate strumentali e ludiche divagazioni cantate e narrate, il concerto diventa un viaggio avvincente sia nel tempo che nello spazio, tra la prediletta Irlanda e l'Est Europa di prima della diaspora, tra la limpidezza del folk e la sperimentazione iconoclasta del rock, condite da una collaudata attitudine teatrale: i due rivoltano i loro strumenti come calzini! Una dimensione che ha incontrato consensi nelle platee più trasversali: dal grande teatro al piccolo club, dalle piazze dei festival multietnici fino a reading poetici e sonorizzazioni filmiche.

Parallelamente a questo spettacolo, il duo porta avanti un percorso di concerto teatrale suggestivo ed unico, ove il dialogo dei due strumenti da viaggio per eccellenza - i prediletti dai migranti e dai popoli della diaspora - intreccia una trama, fitta e fragile, di incubi da esorcizzare, di nostalgie, speranze e rivolte, attraverso ritmi universali come reels, gighe, valzer, fandanghi, freilech e kolomeyke. Il sogno di una vita migliore si trasfigura in incubi metropolitani da eludere, e l'archetto e le ance si piegano in inaspettate distorsioni, riff normalmente associati al rock, avveniristici effetti elettronici. Il viaggio musicale dei due vagabondi avvolge lo spettatore tra note, canti e racconti alla riscoperta delle culture popolari e “altre” del vecchio continente. In impalpabili arpeggi, furiose smanticiate, sensuali svisate e ossessivi picotage, le storie dei popoli rivivono continuando il sempiterno processo folk di descrizione e rielaborazione, dimostrando, secondo la visione gramsciana della stessa, quanto la cultura egemonica possa essere il prodotto dei processi di ascesa/discesa culturale, contro l'imposizione globalistica di una cultura uguale per tutti che non tenga conto dell'Anima dei contributi popolari. Il klezmer, la musica degli Ebrei dell'Europa dell'Est, è per noi europei quello che il blues è per gli americani: uno specchio oscuro della nostra storia, una musica triste che fa stare bene, che piega le note e si contorce per le scale, sempre in bilico tra maggiore e minore. Come il blues. Lo spettacolo si arricchisce vieppiù di sfumature con l'aiuto dell'oud arabo e del saz turco, fascinosi strumenti a corda diffusi anche oltre la cultura islamica, dall'Africa Sub-Sahariana all'Asia Centrale alla Spagna. Il duo – “bianchi”, europei, goyim (non ebrei) – ha conosciuto le radici e gli ambienti congeniali di queste musiche in luoghi come il Treno della Memoria e le scuole dei Territori occupati di Palestina. Da bravi cantastorie fissano sulle dita e sugli strumenti il ricordo delle storie ascoltate e le portano via sotto nuove forme per scatenare un sorriso e una nostalgia, per mostrarci la reciproca umanità, nella quale si respira ogni singolo contributo delle manifestazioni locali, veri e propri regali all’identità composita dell’Europa.

Discografia:

 

FryDa sono:

FRANCESCO FRY MONETI - violino, multieffetti, mandolino, voce

DANIELE CONTADOR CONTARDO - voce, organetto diatonico, fisarmonica

FRANCESCO MONETI , aretino, violinista e polistrumentista, fondatore verso la fine degli anni '80 della band aretina Casa del Vento (fresca di collaborazioni con Patti Smith) e tuttora loro collaboratore, è in seno ai Modena City Ramblers dal 1996 e con questi ultimi ha realizzato undici album e suona in ogni parte d'Italia di fronte a club sold-out e in piazze affollate, esibendosi in tutta Europa e in buona parte del mondo (Cuba, Messico, Bolivia, Guatemala, Sud Africa, Palestina etc). Nel 2000 partecipa come figurante al film kolossal “Gangs of New York” di Martin Scorsese. Richiestissimo strumentista per molteplici realtà musicali (nell'infinito elenco citiamo Cristina Donà, Tosca, Omar Pedrini, Paolo Benvegnù, Bandabardò, Franz Di Cioccio -PFM-, Luca Morino -MauMau-, Andrea De Rocco -Negramaro-) è stato recentemente chiamato dalla Universal per il «chocabek» tour di Zucchero e per la data italiana della scorsa estate degli scozzesi Belle e Sebastian (impegni declinati causa concomitanti attività con i MCR). È anche endorser e dimostratore di chitarre, amplificatori, corde e violini. Un innovativo violino elettrico della liuteria Carioni porta il suo nome («Fry Moneti Model»), così la Liutera Capurso di Lecce (www.capursoguitars.com) gli ha dedicato la prestigiosa chitarra elettrica «Francesco Moneti Superstrat Signature Guitar». Negli ultimi anni ha intrapreso anche l'attività di produttore artistico e di didattica presso seminari sul mestiere del musicista per la scuola di Arezzo Wave.

DANIELE CONTARDO , torinese, organettista e polistrumentista, è stato definito un moderno bardo e menestrello, un Suonicista Randagio, un eclettico Giullare del XXI secolo. Il suo impegno artistico da sempre si snoda tra molteplici linguaggi (musica, ricerca teatrale, didattica), con una forte attenzione all'impatto sociale e sul territorio, testimoniata dalla creazione e partecipazione di viaggi musicali a due ruote quali 2 Ruote di Resistenza, la Ciclopoetica e Lo Sbarco-La Nave dei Diritti. Pioniere del teatro di strada con gli Abesibé, ha partecipato a festival teatrali e musicali e curato progetti di Commedia dell'Arte e teatro popolare. Animatore dei progetti musicali Bandakadabra e Narrow Men, collabora con artisti, compagnie teatrali e istituzioni sociali e culturali, sia come musicista che come esperto, consulente e relatore per convegni, festival ed eventi. Incrocia spesso e volentieri il percorso con i Modena City Ramblers, con cui ha realizzato due album e ha collaborato attivamente a progetti di rilevante respiro artistico e sociale, come la Carovana musicale itinerante Onda Libera in collaborazione con Libera, la prima edizione del Treno per Auschwitz, il ciclo di concerti nei Territori Occupati di Palestina Acqua per la pace in collaborazione con Ucodep/Oxfam e Coop e il recentissimo doppio cd-book Battaglione Alleato.