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Il 12 Ottobre e il Nazionalismo Spagnolo

Antiwar Songs Blog
articolo di Javier Segura, professore di Storia La parata militare dello scorso 12 ottobre a Madrid, giorno della Festa Nazionale, ha visto sfilare un migliaio di soldati più che nel 2016, insieme ad effettivi della Polizia Nazionale, che partecipava per la prima volta negli ultimi 30 anni, e un aumento sostanziale nello spiegamento di veicoli […]
Antiwar Songs Staff 2017-10-15 10:06:00
Abbiamo concluso oggi, dopo circa 2 mesi, l'inserimento delle canzoni del bellissimo e purtroppo introvabile album di Beppe Chierici e Daisy Lumini "La cattiva erba" del 1970.

L'album raccoglie 15 canzoni in italiano frutto di traduzioni e reinterpretazioni di poesie e canzoni che vanno da Archiloco e Lao Tsu ad Antoine attraverso più di 2500 anni di storia.
Alcuni brani erano già presenti nella loro versione originale, i testi in italiano sono stati trascritti all'ascolto grazie a Flavio Poltronieri che ci ha fatto avere una copia del disco, che ora è è interamente ascoltabile, i brani mancanti sono stati trovati in rete, con la collaborazione di B.B., nostro storico collaboratore, e di Renè Zosso, ghirondista svizzero.

Perchè quei cannoni? (Antoine) - Nenia (dalla guerra dei trent'anni) - Eravamo tre compagni - Compianto popolare - Il soldato morto in terra straniera - Alla guerra chi ci va - Il soldato dormiente (Rimbaud) - La guerra è truccata (Boris Vian) - Contro la guerra e le armi (Lao Tsu) - Lo scudo perduto (Archiloco) - Non avremo mai la pace, fratello? (Oliver De Magny) - Il condannato a morte - Testamento (Lermontov) - Il malcontento del soldato - Torna da in guerra un soldato
DonQuijote82 8/9/2017 - 14:00

Una playlist “ufficiale” / Une playliste “officielle” / An “official” playlist

Antiwar Songs Blog
(la version française suit le texte italien / English translation at the bottom) Dopo anni che continuiamo ad inserire nel nostro sito canzoni contro la guerra con i relativi video, abbiamo pensato che fosse una buona idea cominciare a raccoglierle su YouTube in una playlist “ufficiale”. In realtà, in quanto sito antimilitarista gli ufficiali ci piacciono […]
Antiwar Songs Staff 2017-09-02 15:06:00
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Rooster

In questo video il vero Rooster, il padre di Jerry Cantrell sale sul palco durante un concerto degli Alice In Chains, riformatisi dopo la morte di Layne Staley con la voce di William DuVall.

25/8/2017 - 23:48
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Bombing for Peace

BOMBARDAMENTI PER LA PACE
(continua)
inviata da Dq82 25/8/2017 - 12:41
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Talking Talking Head Blues

2017
A Good Old Fashioned Protest

This is a protest against war. It is also a protest against and comment on a number of other ills.

It is a protest for unity, compassion, reason, action, and love.

I lend my voice to the chorus of voices around the world calling for a peaceful, humane, respectful, enlightened tomorrow.
I was awoke last night from a beautiful dream
(continua)
inviata da Dq82 25/8/2017 - 09:48

Amhrán Grá Vietnam

Alan Stivell inserisce pezzi della poesia nella sua Brian Boru scritta sulla melodia medievale Brian Boru March.
Al momento la mia traduzione in italiano è un po' sconclusionata e non riesce a cogliere il ritmo e il senso dei versi, qualche approfondimento o chiarimento in merito alla poesia di Maude?
Cattia Salto 25/8/2017 - 01:59
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L'albero del pane

[1999]
Parole e musica di Gianmaria Testa
Nell'album intitolato “Lampo”, riedito nel 2007.



Forse una scrittura troppo simile a Fossati, forse una voce troppo simile a Conte... Comunque, una bellissima canzone che Gianmaria Testa, in un'intervista pubblicata allora su Repubblica, commentava così: “L' albero del pane, una canzone che sembra latina, ma è un ricordo preciso: da bambino mentre pascolavo le mandrie leggevo i romanzi di Salgari. L'albero del pane mi aveva affascinato. Pensa che bella una quercia che produce pagnotte. Sarebbe l'albero della vita e il mondo avrebbe risolto molti dei suoi problemi.”

L'“albero del pane”, il cui nome scientifico in latino è Artocarpus, è un genere di alberi e arbusti della famiglia delle Moracee, spontanei nell'Asia tropicale e in Oceania. Il nome deriva – come sempre – dal greco, e fa riferimento al sapore dei suoi frutti dopo la cottura.

Nel... (continua)
Di passi la strada
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/8/2017 - 20:53

Le vieux rêve

[1974]
Scritta da François Béranger e Jean-Pierre Alarcen, chitarrista e compositore, classe 1944
Nell’album intitolato “Le monde bouge
C'est un rêve ancien
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/8/2017 - 15:56
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Qui est responsable?

[1978]
Scritta da François Béranger e Jean-Pierre Alarcen, chitarrista e compositore, classe 1944.
Nell’album “Participe présent” del 1978
Qui est donc responsable
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/8/2017 - 15:20
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L'Orlando

Chanson italienne – L'Orlando – Sergio Endrigo – 1970
Interprétation : Il Parto delle Nuvole Pesanti



Comme tu le sais, dit Marco Valdo M.I., j’ai un ami qui s’appelle Roland.

Oh oui, certainement, répond Lucien l’âne en présentant un visage d’âne réjoui, je sais même que tu avais écrit une chanson à propos de son grand-père ; bizarrement d’ailleurs, comme tu l’avais signalé, elle t’était venue en italien.

C’est bien de ce Roland-là qu’il s’agit ; ta mémoire ne te trompe pas, Lucien l’âne mon ami. Quant à la canzone-chanson, elle s’intitulait en italien : « Il nonno d’America » et en français, « Le grand-père d’Amérique ». Tout aussi curieusement, elle a été publiée sous son titre français. Eh bien, c’est encore à ce Roland-là que je pensais en faisant cette version française de L’Orlando de Sergio Endrigo. Rien qu’en lisant le titre de l’originale italienne, j’étais déjà content. Et... (continua)
LE ROLAND
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/8/2017 - 13:48
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Su '43

Parole di Giampaolo Lallai

In memoria dei bobardamenti su Cagliari del 1943
T’iscriu maridu miu, atesu, in atra zona ‘e gherra,
(continua)
inviata da adriana 24/8/2017 - 08:48
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Refuge

2017
To the bone
Here in the wreckage
(continua)
inviata da Dq82 23/8/2017 - 22:35
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Malcolm X

(1965)
Parole e musica di Bongi Makeba (1950-1985)
eseguita dal vivo in Live in Africa (1972)

Originariamente registrata nel 1965, subito dopo l'assassinio di Malcolm X. La canzone è stata scritta dalla figlia di Miriam Makeba, allora quindicenne, morta di parto a 34 anni.
Everybody seems to be preaching revolution
(continua)
23/8/2017 - 22:00
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Don't Let It Bring You Down

in alternativa a: qualcuno che sta cambiando direzione; che trovo corretta. Suggerisco anche: qualcuno che "svolta" ovvero che trova una soluzione diversa.
23/8/2017 - 12:18
Riccardo Venturi 23/8/2017 - 04:45
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Consell d’enemic

(2011)
Àlbum Oferta de diàleg

Si dice che sia ispirata a un vero scambio di opinioni tra il cantante del gruppo e un poliziotto. Una canzone diretta: invece di un consiglio da amico ti dò un consiglio da nemico: "Fate bene il vostro lavoro perché se un giorno vincessimo, state attenti!°. Oltre alla denuncia delle violenze della polizia, in tema con il nostro sito anche per il riferimento a chi decreta embarghi di cibo e medicine per poi continuare ad esportare armi....
Cada cop que aneu
(continua)
22/8/2017 - 22:39
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Flat of the Blade

[2005-09]
Scritta da Robert “3D” Del Naja, Grant “Daddy G” Marshall, Neil Davidge, Damon Albarn (Blur, Gorillaz,...) e Guy Garvey (Elbow).
Interpretata da Guy Garvey nell'album “Heligoland”, uscito nel 2010, al momento l'ultimo album in studio del duo trip-hop di Bristol.

“Non sopporto di stare in mezzo alla gente, ho fatto cose di cui non posso parlare.... Le cose che ho visto mi inseguiranno nella tomba... Costruirò per la mia famiglia un amore antiproiettile...”
Secondo uno dei diversi piani d'interpretazione, questo brano parla di un reduce, come confermerebbe il seguente estratto da un'intervista a Robert Del Naja. Il video che accompagna la canzone sembra invece parlare di tutt'altro (o anche no), forse di un giovane membro di una gang che ha perso il senso della sua esistenza...

This track began with the Victoria and Albert Museum installation that we did with UVA [UnitedVisualArtists]... (continua)
I'm not good in a crowd,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/8/2017 - 22:04
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False Flags

[2006]
Scritta da Neil Davidge e Robert Del Naja
Singolo estratto dall'album/raccolta “Collected”

L'espressione “false flag” indica principalmente le operazioni militari sotto copertura, ma anche le campagne politico-mediatiche volte a propalare come vere clamorose menzogne, che nel corso della Storia sono state spesso il pretesto per le guerre più disparate. La tristemente famosa balla delle “armi di distruzione di massa” in mano a Saddam Hussein – il cui costo stiamo pagando ancora oggi e chissà fino a quando - è una delle più recenti e meglio architettate.

“False Flags”, the most overtly political song Massive Attack have done up to this point was inspired by the civil unrest centered around Paris which resulted in fierce rioting in the french capital during October/November 2005. These events inspired 3D in the making of the track as it became a commentary on the state of the European... (continua)
In city shoes of clueless blues
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/8/2017 - 21:05
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Siguen desapareciendo

[2017]


Argentina: Santiago Maldonado è il secondo desaparecido dal ritorno in democrazia

Da Peacelink

9 agosto 2017 - David Lifodi

Il giovane è stato visto per l’ultima volta il 1 agosto, durante una manifestazione dei mapuche attaccata con violenza dalla polizia Argentina: Santiago Maldonado è il secondo desaparecido dal ritorno in democrazia
Dopo la scomparsa di Julio López un nuovo caso scuote il paese

Dal 1 agosto Santiago Maldonado è desaparecido. Il ragazzo argentino, di 28 anni, è stato avvistato, per l’ultima volta, durante una manifestazione della comunità mapuche Pu Lof nella provincia di Chubut (dipartimento di Cushamen), repressa con violenza dalla polizia. Da allora, come ha evidenziato il Comitato contro le sparizioni forzate dell’Onu, il giovane è desaparecido. Per la scomparsa di Maldonado, attivista impegnato a sostenere la causa mapuche, il fratello Germán ha accusato... (continua)
A donde van los desaparecidos? yo lo sé,
(continua)
inviata da adriana 22/8/2017 - 16:38
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Assez... assez

[1997]
Parole di Julien Clerc e David McNeil (1946-), autore e compositore americano naturalizzato francese, figlio del grande pittore Marc Chagall e della sua compagna di allora, Virginia Haggard McNeil
Musica di Julien Clerc
Nel suo album “Julien” del 1997
Assez de ces
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/8/2017 - 08:10
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How We Gonna Make the Black Nation Rise

[1980]
Scritta da Daryl Aamaa Nubyahn, in arte Brother D, docente nel South Bronx e rivoluzionario afro-americano)
In seguito nell'album “Up Against The Beast” del 1984
Interpretata dall'autore ed altri, riuniti nel Collective Effort, afferente al movimento nero National Black Science Familyhood, con sede a New York.
Il campionamento ripetuto in sottofondo è un grande successo della disco music datato 1978, “Got to Be Real”, originariamente interpretato da Cheryl Lynn.
Testo e introduzioni trovati su Genius

Da molti ritenuto il primo brano politico dell'hip hop: America was built, understand, by stolen labor on stolen land..."

“How We Gonna Make the Black Nation Rise?” is considered the first political rap record. Brother D (whose real name was Daryl Aamaa Nubyahn) was a school teacher in the South Bronx and also a member of the New York Family of Black Science, a revolutionary organization... (continua)
If you wanna know the truth, and that’s a fact
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/8/2017 - 22:56
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Plantation Boy

[1977]
Scritta da Anthony King (songwriter e arrangiatore britannico) e Fred Jay (songwriter austriaco)
Nell'album “Love For Sale”
Il brano fu estratto come singolo, sul lato B di “Belfast” (un'altra disco song che bisognerebbe valutare se sia inseribile sulle CCG/AWS)
Lots of people walk about proud and free
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/8/2017 - 22:01
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The House of the Rising Sun

anonimo
Demis Roussos "House Of The Rising Sun"

krzyś 21/8/2017 - 18:04

Qu'est-ce qu'ils ont les hommes?

[1972]
Parole e musica di Alain Souchon
Lato B di un 45” del 1972
Qu'est-ce qu'ils ont les hommes à faire des maisons comme ça
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/8/2017 - 13:03
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Dreamer

2009
LOtUSFLOW3R

Questa canzone è nota per essere la canzone sulle scie chimiche, e addirittura alcune tesi complottiste vorrebbero che Prince sia stato ucciso per questo. Non ci credo e trovo che il complottismo, ovvero credere che esistano dei poteri occulti che tutto governano, sia funzionale ai poteri quelli reali, perchè qualsiasi tentativo di cambiamento non va a scalfire i poteri nascosti.
Fatta questa premessa, trovo ben più interessante la parte della canzone che parla dei diritti civili degli afroamericani e delle violenze che ancora oggi subiscono solo per essere neri. Testo che Prince dichiarò essergli stato ispirato da Dick Gregory, comico e attivista per i diritti civili, morto qualche giorno fa a 84 anni

I was born, raised on a slave plantation
(continua)
inviata da Dq82 21/8/2017 - 09:38
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Avril 78

Parole di François Béranger
Musica di Jean-Pierre Alarcen, chitarrista e compositore, classe 1944.
Nell'album intitolato “Participe présent”
Un pays divisé trace ses frontières
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2017 - 22:17
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Hell You Talmbout

(2015)
feat. Deep Cotton, George 2.0, Jidenna, Roman GianArthur, and St. Beauty
rifacimento di una canzone del 2013

In questa protest song che si richiama al "chiama e rispondi" tipico delle marce per i diritti civili, la cantante rap Janelle Monáe si limita a scandire i nomi degli afroamericani uccisi dalla polizia o in violenze razziste. Su wikipedia i link ai vari nomi per approfondire le singole vicende.
[Intro]
(continua)
20/8/2017 - 21:12




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