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Prima del 2018-10-9

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L'homme qui répare les femmes

2017
Prose Élite

(feat. Noraa, Keblack)

Altra canzone dedicata a Denis Mukwege, "l'uomo che ripara le donne" vittime di violenza sessuale, violenza che durante la guerra del Congo è diventata una vera e propria arma.
E di donne violentate come arma durante la guerra se ne ha notizia dal "ratto delle Sabine" in poi...
E se talvolta la Nobelstiftelsen, la Fondazione Nobel, che assegna i premi ogni anno, ha preso delle grandi cantonate (si pensi a Kissinger o ad Obama), in questo caso non può che trovarci d'accordo
L'homme qui répare les femmes
(continua)
inviata da Dq82 5/10/2018 - 19:18
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Little bird

2018

Una canzone cantata dai sopravvissuti del Global Survivor Network, un'organizzazione internazionale che coinvolge le vittime del terrorismo in tutto il mondo.
Ho trovato la canzone attraverso la Mukwege Foundation: la fondazione del Premio Nobel per la Pace 2018 (appena premiato) Denis Mukwege, un ginecologo congolese che si è occupato delle vittime di stupro nel suo paese, sia come medico, sia come voce di denuncia.




Lo chiamano "l'uomo che ripara le donne". Dal 1998 ha curato quarantamila vittime di atroci stupri, nel suo Paese, la Repubblica democratica del Congo. Mukwege è un ginecologo che da sedici anni raccoglie donne distrutte, violate dalla follia della guerra che ufficialmente è terminata nel 2002, ma che prosegue come lotta efferata tra l'esercito regolare e gruppi armati che cercano di controllare ricchezze immense, nelle miniere d'oro, diamanti e rame del Paese.... (continua)
No place to call my home
(continua)
inviata da Dq82 5/10/2018 - 18:59
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Wheels on Fire

Album: Between Two Shores (2018)

Non so a chi si riferisca esattamente Glen Hansard in questa canzone dal suo nuovissimo album. A me ha fatto pensare a Donald Trump, ma potrebbe essere uno qualsiasi dei potenti che vogliono decidere delle nostre vite. Ma non ce la faranno: We Shall Overcome!
Well you say, you won
(continua)
inviata da Lorenzo 4/10/2018 - 23:31
Percorsi: Donald Trump
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Caltanissetta fa quattru quarteri

[Fine anni 50, inizio 60]
Parole e musica di Giuseppe Ganduscio (1925-1963), poeta e ricercatore folklorico siciliano nativo di Ribera.
Trovo il brano interpretato innanzitutto da Rosa Balistreri nel disco "Canti folk d'ogni tempo dalle terre del sud" del 1968. Ma esiste una registrazione dello stesso Ganduscio, accompagnato alla chitarra da Fausto Amodei, nel disco "I canti del lavoro vol. 2" pubblicato dalla I Dischi del Sole nel 1971. Ovviamente si tratta di incisione precedente al 1963, anno della prematura scomparsa di Ganduscio.
B.B. 4/10/2018 - 22:48
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L'ultima notte

La versione del tutto originale dei Dish-Is-Nein, nuovo progetto industrial neofolk che psosegue il lavoro dei mitici Disciplinatha.
Nell'album "Dish-Is-Nein", uscito all'inizio del 2018.
Con il Coro Alpino di Monte Calisio.

“L’ultima notte”, in cui torna il coro a intonare l’omonimo canto alpino, è invece una spettrale ballata neofolk, snocciolata da due voci sovrapposte/contrapposte a creare un gioco che non sarebbe dispiaciuto a Douglas Pierce, la cui immota desolazione viene sferzata dal teso crescendo reznoriano del finale. E’ una fiera ode alla sconfitta per manifesta superiorità del nemico, ma anche una sconsolata riflessione sulla vischiosità della violenza che genera altra violenza. (Ondarock)

L’ULTIMA NOTTE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/10/2018 - 22:20
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Macht Frei

[2017]
Canzone da "Dish-Is-Nein", uscito nel gennaio di quest'anno, album che segna sostanzialmente il ritorno del mitico martello dei Disciplinatha, cui si aggiungono pezzi degli Ianva e degli Skinny Puppy.
Testo trovato su dish-is-nein.bandcamp.com
Femen strike
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/10/2018 - 22:06

O fucile, vecchio mio compagno

anonimo
[1943-44]
Conosciuta anche il titolo di "Compagno fucile", è sull'aria di una canzone popolare russa. Si ritiene sia nata tra le formazioni partigiane emiliane del Reggino, dove infatti operavano parecchi soldati dell'Armata Rossa. Il testo, in diverse lezioni, si trova nei "Canti della Resistenza italiana" (1960) e ne " Il canzoniere ribelle dell’Emilia Romagna" (1967).

Incisa da Sandra Mantovani nell'album "Canti Comunisti Italiani", I Dischi del Sole, 1962, a cura di Roberto Leydi.

Non so, forse qualche d'uno si scandalizzerà perchè questa non è certo una canzone contro la guerra... Però, come diceva il subcomandante Marcos chiapaneco (chissà che fine avrà fatto... chi se li ricorda i neozapatisti messicani?!?...), "è sempre necessaria la tenerezza ma, con tanti figli di puttana che girano qui intorno, a volte può diventare necessaria anche una certa dose di piombo."

LA TERNURA

Es... (continua)
O fucile, vecchio mio compagno
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/10/2018 - 21:45

Battez Tambours !

Battez Tambours !

Chanson française – Battez Tambours ! – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 94
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – IV, II)


Dialogue Maïeutique

« Battez Tambours ! », brrr, quel impératif sinistre, ça sent la guerre à plein nez, la guerre militaire ou la guerre civile, mais bien sanglante, se récrie Lucien l’âne.

Évidemment, réplique Marco Valdo M.I., c’est sinistre, ça sent la guerre à plein nez, la guerre militaire ou la guerre civile, mais bien sanglante. Il n’y a là rien d’étonnant quand il s’agit de la Légende de Till qui raconte allégoriquement une partie de la Guerre de Quatre-vingts Ans et celle beaucoup plus longue qui se mène aujourd’hui encore partout dans le... (continua)
Aux premiers soleils de mai, les vagues enchantent
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/10/2018 - 13:45
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Журавли

Marc Almond's English version (2003)
La version anglaise de Marc Almond (2003)
Marc Almondin englanninkielinen versio (2003)



"Zhuravli" (Russian: «Журавли́», IPA: [ʐʊrɐˈvlʲi], Cranes), first performed in 1969, is one of the most famous Russian songs about World War II. The poem was originally written in Gamzatov's native Avar language, with many versions surrounding the initial wording. Its famous 1968 Russian translation was soon made by the prominent Russian poet and translator Naum Grebnyov, and was turned into a song in 1969, becoming one of the best known Russian-language World War II ballads all over the world.

The poem's publication in the journal Novy Mir caught the attention of the famous actor and crooner Mark Bernes who revised the lyrics and asked Yan Frenkel to compose the music. When Frenkel first played his new song, Bernes (who was by then suffering from lung cancer) cried... (continua)
THE STORKS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/10/2018 - 12:34
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Quando qualcuno va fuori schema

Grazie!Sapevo che era Quando qualcuno va fuori schema stata la sigla di Sapere ma non avevo mai visto il video original, anche perché quando andava in onda questa trasmissione avevo 4/5 anni e quindi non me la ricordavo proprio! Molto interessante davvero!
Paulin Siròt 4/10/2018 - 10:35
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Time Immemorial

2014 - Album: Muna

Non sono sicuro che la canzone sia da interpretarsi letteralmente, ma la inserisco lo stesso, chi ne sa di più può commentare.
Wounded soldier, rest a while.
(continua)
inviata da Lorenzo 3/10/2018 - 23:43
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Eugenia e Hajar

(2017)
Trascrizione di M R

Una canzone dal fascino particolare, che vede anche gli interventi vocali di Eugenia (figlia tredicenne del cantautore, nata a Parigi, cullata a Napoli e cresciuta a Tangeri, in Marocco) e della sua amica del cuore Hajar, come elementi fondamentali che catturano e meglio rappresentano il contenuto, come sempre essenziale per Eugenio Bennato.

Un testo che coglie l’attualità raccontando della voglia di vivere, comunicare, abbattere le barriere geografiche e culturali, insieme ai pregiudizi del mondo adulto. Nessuno potrebbe farlo meglio di due adolescenti come la figlia di Eugenio e della sua amica dal Marocco, protagoniste anche nel videoclip, girato tra Napoli e Tangeri e diretto da Loredana Antonelli.
Cette chanson et cette musique
(continua)
3/10/2018 - 14:26
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Imagine

FINLANDESE / FINNISH [3] - Chrisse Johansson

Versione finlandese 3 / Finnish version 3 / Version finnoise 3 / Suomenkielinen versio 3: Chrisse Johansson
LUOTAN MEIHIN KAIKKIIN
(continua)
inviata da Juha Rämö 3/10/2018 - 10:12
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Журавли

La poesia originale di Rasul Gamzatov (Ħamzatil Rasul) in lingua àvara
Rasul Gamzatov's original poem in the Avar language
Le poème original de Rasul Gamzatov en langue avare
Оригинальное стихотворение Расула Гамзатова на аварском языке
Rasul Gamzatovin alkuperäinen avaarinkielinen runo


La fonte è l'edizione in lingua àvara di Wikipedia. La traslitterazione in caratteri latini è stata condotta in base all'alfabeto latino àvaro in uso ufficiale dal 1928 al 1938, quando fu sostituito ex lege dal cirillico.

The source is Avar Wikipedia. The transcription has been made according to the Latin Avaric alphabet officially in use from 1928 to 1938, when the Cyrillic alphabet was imposed.
ХЪАХӀАЛ КЪУНКЪРАБИ [1]
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/10/2018 - 08:59
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Dla zasady nie ma sprawy

PER PRINCIPIO NESSUN PROBLEMA
(continua)
inviata da Krzysiek 3/10/2018 - 00:56
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Mahk Jchi

What a load of crap. Shirley Daniels is my mother. Her work, Drums of my Father, is copyrighted (I have the original copyright certificate), and was stolen from her by Robbie Robertson. He never asked her for permission to use, publish, or alter her work. I know the history and the raison d'etre of this song, but it's not for sharing, so speculate all you want about its meaning.
Chantal Batt 2/10/2018 - 23:22
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A Riace

(2018)


Sentite io vi devo dire una cosa a cui tengo molto, sta accadendo una cosa che dobbiamo seguire assolutamente, Mimmo Lucano sindaco di Riace sta facendo sciopero della fame, lo sapete perché?
Lui ha fatto un esperienza, la più bella del mondo osannata da tutti, lui ha fatto un accoglienza di migranti da anni e ha salvato il suo paese e ha salvato i migranti. Loro hanno ricostruito le case e il paese ora e’ nuovo e son tutti contenti, e che facciamo noi? gli tagliamo i fondi, lui ha fatto attività culturali di tutti i tipi, è un'esperienza simbolo che gira per il mondo, tranne che in Italia e che facciamo gli tagliamo i fondi….

Giovanna Marini


Così scriveva un mese fa Giovanna Marini. Ora lo Stato fa molto peggio che tagliare i fondi, il sindaco Domenico Lucano è stato arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nell'Italia di oggi chi pratica accoglienza e solidarietà... (continua)
In Calabria è un paese che sa sperare bene,
(continua)
inviata da Lorenzo 2/10/2018 - 22:29
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Iron Sky

Album: Caustic Love (2014)

Sample from the final speech from "The Great Dictator"

Penso ad esempio alle persone che in nome di Dio compiono atrocità, donne uccise per il modo in cui si vestono, uomini impiccati perché ritenuti gay, in nome della religione. La fede è importante ma amare il prossimo forse lo è di più. Il senso di Iron Sky è cercare di credere in chi ti rappresenta, nella politica. Penso infatti a come la gente non sia libera di potersi esprimere, ancora oggi. Ci vorrebbe forse una rivolta. Penso alla Gran Bretagna dove le persone votano credendo in alcuni ideali e non ottengono nulla, questa non è democrazia, è dittatura!.

Paolo Nutini
We are proud individuals
(continua)
2/10/2018 - 22:02

Le Verger de Liberté

Le Verger de Liberté

Chanson française – Le Verger de Liberté – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 93
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – IV, I)


Dialogue Maïeutique

Un verger de liberté ?, décidément Marco Valdo M.I. mon ami, tu en inventes de ces titres. Qui donc aurait l’idée de faire pousser la liberté dans des arbres.

À la vérité, Lucien l’âne mon ami, l’idée de ce verger de liberté n’est pas de moi, on la trouve déjà dans la Légende et on peut supposer que la Légende ne fait que rapporter ce qui est « légendaire » ; en l’occurrence, ce beau nom qui fut attribué, par les Gueux, lors de sa libération, à la ville de Brielle sur l’île de Voorn, qui e situe à l’embouchure de la Meuse et... (continua)
La flotte de Hollande et de Zélande
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/10/2018 - 21:57
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War

Album The New Danger (2004)

Sample from the final speech from "The Great Dictator"
War is a global economic phenomenon
(continua)
2/10/2018 - 21:55
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Feminista

Album: Co-incidence : Vol.1
Comment tu veux que je me retrouves
(continua)
2/10/2018 - 21:46
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Να με θυμάσαι

La traduzione italiana è ora completa, con l'integrazione della prima parte. L'unica fonte disponibile del testo (questa) è purtroppo assai incerta in alcune sue parti.
Riccardo Venturi 2/10/2018 - 16:08

I Salvini fanno "oh"

[2 ottobre 2018]
Sull'aria dei BaNbini fanno "oh"

Forse non lo sapevate, ma il “sovranismo” ha un nuovo e riconosciuto cantore: sí, proprio lui, Giuseppe Povia, in arte “Povia” e basta, quello dei bambini che fanno “oh” e che voleva avere il becco. La trasformazione pare essere avvenuta silenziosamente negli ultimi anni tra sagre, feste, iniziative "no moschea" assieme a Magdi Cristiano Allam, raduni leghisti e di estrema destra, cattolicesimo oltranzista, famiglie tradizionali e quant'altro; e così, arrivato il momento opportuno, èccoti il Povia che, addirittura, compone e canta inni anti-immigrazione e allo sforo del DEF al 3% , addirittura di uno 0,6% superiore al 2,4% che ha fatto esultare Gigino di Maio dal balconcino di palazzino Chigino. Ovviamente, non voglio insegnare l'arte sovranista al Povia; però mi son permesso di offrirgli questa piccola rielaborazione del suo immortale successo adattata ai nuovi tempi e alla sua nuova sensibilità. Buon sovranismo a tutti! (AT-XII)
Quando i Salvini fanno “oh” c'è un cannoncino,
(continua)
2/10/2018 - 08:37
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Κλείσ’ το ραδιόφωνο

d’après la version italienne SPEGNI LA RADIO de Riccardo Venturi – 2018
d’une chanson grecque Klís' to radiófono – Georgios Hatzinasios / Γεώργιος Χατζηνάσιος – 1976
Texte : Giorgos Kanellopoulos
Musique : Giorgios Hatzinasios
Interprète :Vicky Moscholiou


Dialogue Maïeutique

L’autre jour, souviens-toi Lucien l’âne mon ami, on traduisait ici même la chanson turque Haberleri açma baba de Zülfü Livaneli, qu’en français, j’avais intitulée N’ALLUME PAS LA TÉLÉ, PAPA ! plus récente cependant que celle que je présente aujourd’hui, puisqu’elle date de 2013 et qu’ÉTEINS LA RADIO ! date, quant à elle, de 1976.

Oh, dit Lucien l’âne, je m’en souviens fort bien de cette chanson turque et en effet, à tout le moins, les deux titres : ÉTEINS LA RADIO ! et N’ALLUME PAS LA TÉLÉ, PAPA ! se ressemblent ou ont une proximité indéniable.

Il n’y a là rien d’étonnant, reprend Marco Valdo M.I., à ce que ces chansons... (continua)
ÉTEINS LA RADIO !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/10/2018 - 22:18
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Women of the World

1983
Women of the world
Ivor Cutler e Linda Hirst

1983
Privilege

Il brano è stato reinterpretato da Jim O´Rourke nel suo album Eureka (1999); dagli Yacht nel 2008.
Women of the World take over
(continua)
inviata da Dq82 1/10/2018 - 20:45
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Bertolt Brecht: Erinnerung an die Marie A.

It's interesting how some texts inspire songmakers. I've been able to find at least three songs composed to Brita Polttila's Finnish translation of Brecht's poem written nearly a hundred years ago.

The first one was composed by Tapio Lipponen and performed by Muksut on their 1969 album Pienen pieni (Tiny Little): https://www.youtube.com/watch?v=UuLiAODreaA

The second version was composed by Pekka Tegelman and performed by Petri Pettersson on his 1979 single Marie A:n muistolle / Vieras (Remembering Marie A / The Stranger): https://www.youtube.com/watch?v=RufZjKVOUJ0

And last but not least, a version composed by Maija Ruuskanen and performed by Eeva Siljamäki and the Ruuskanen Railio Strings on their 2012 album Samassa unessa (In the Same Dream): http://antiwarsongs.org/canzone.php?lang=en&id=49182
Juha Rämö 1/10/2018 - 19:20
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It's Enough

(2018)
Album: Raise Vibration

Nel primo singolo dal suo nuovo album il buon Lenny Kravitz se la prende giustamente con il razzismo poliziesco e lancia un appello alla pace nel Medio Oriente. Poi però scivola sulle scie chimiche come un grillino qualsiasi e questo un po' ci dispiace.
45 caliber in the face
(continua)
1/10/2018 - 19:02
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Pacto de Estado

2017
Arde la kalle

feat. Pulpul de Ska-p
Como el Sol de enero
(continua)
inviata da Dq82 1/10/2018 - 18:55
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Kara o Kruz

2013
Otra vuelta de tuerka
Mientras media humanidad está llorando de hambre,
(continua)
inviata da Dq82 1/10/2018 - 18:51
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Children Of War

Children are the human future we have to tke care of them above all !!!
Heads Blowing up
(continua)
inviata da Jaider Mejía 1/10/2018 - 17:04
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Who Really Are the Monsters?

Album: "Raise Vibration" (2018)
Who really are the monsters?
(continua)
1/10/2018 - 00:13
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Cruz, Oro y Sangre

Album: Game Over (2018)

Canzone contro i crimini colonialisti contro i popoli nativi del continente americano che vengono celebrati il 12 ottobre nel cosiddetto Día de la Hispanidad.
Un día de otoño gris se consumó la maldición
(continua)
30/9/2018 - 23:44
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Sidawa

(2016)

"Sidawa" è dedicato a Thomas Sankara, rivoluzionario leader africano del Burkina Faso, ucciso il 15 ottobre 1987 in un colpo di stato. È un brano molto duro e arrabbiato, probabilmehte il più energico di "R.E.S.".

Ondarock
Liberare uno schiavo che di esserlo non sa ancora
(continua)
inviata da Anonimo888 30/9/2018 - 23:36
Percorsi: Thomas Sankara
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Bestiario

(2007)
dall'album "Ballata del dopocena"

testo e note dal sito ufficiale
Tutta la notte sentii gli applausi dall' Odeons Platz *
(continua)
30/9/2018 - 22:47

Il tenente e il soldato

anonimo
Mia madre, nata nel 1909 la cantava avendola imparata poco dopo la grande guerra. Introduceva alcune varianti, per esempio faceva dire al tenente: "si pianti altrimenti ti caccio in prigion" e poi non si riferiva a Livorno ma cantava:
"sono borghese, parenti non ne ho".
Chi come me ha portato le stellette può facilmente dedurre da questo che la canzone deve essere nata nei quartieri, e forse proprio in trincea. Altra deduzione, pare ovvia, il nascente regime deve essere intervenuto ad edulcorarla nel momento che è stata incisa su disco.
Paolo.
30/9/2018 - 22:41

Um uns die Fremde

[1934]
Versi di Max Herrmann (1886-1941), poeta tedesco nativo di Neiße, in Silesia. Nel 1917 aggiunse al suo cognome quello della città natale, in omaggio ai genitori entrambi scomparsi nel corso della Grande Guerra.
È la poesia che dà il titolo alla raccolta pubblicata nel 1936 in Svizzera, durante l'esilio causato dall'avvento del nazismo.
Musica di Ulrich Türk, nel disco di Lutz Görner ‎intitolato "Texte Und Lieder Verbrannter Dichter", pubblicato nel 1983.

Non so se Max Herrmann-Neiße fosse ebreo, certamente era un intellettuale molto noto nella Berlino degli anni 20, poeta espressionista ed importante autore di cabaret e anche vicino ai circoli socialisti ed anarchici. Inoltre Max Herrmann-Neiße era affetto da iposomia, un corpo deforme in cui si agitava uno spirito geniale e libero che artisti come George Grosz e Otto Dix, suoi amici nel movimento espressionista, vollero ritrarre. Nel 1933 fu quindi costretto all'esilio, ma continuò senza sosta a scrivere fino alla morte sopravvenuta a Londra nel 1941.
Wenn uns der Schlaf verläßt, sehn wir als Mauer
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/9/2018 - 21:40

Les Bœufs qu’on abat

Les Bœufs qu’on abat

Chanson française – Les Bœufs qu’on abat – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 92
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – IV, I)

Dialogue Maïeutique

Ça alors ! dit Lucien l’âne, on dirait du Malraux. J’ai comme le vague souvenir d’un livre qui fit fureur un temps dans certains cénacles de France.

Certes, répond Marco Valdo M.I., c’est le titre d’un livre où l’écrivain André Malraux fait parler « le Général » à la retraite, mais c’est surtout une citation de Victor Hugo, dont je lis le passage, tiré du Tombeau de Théophile Gautier :

« Tout penche et ce grand siècle, avec tous ses rayons
Entre en cette ombre immense où pâles nous fuyons.
Oh ! Quel farouche bruit font... (continua)
Till dit : « La mort vient comme un voleur ?,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/9/2018 - 21:21




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