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Le soldat inconnu

[1975]
Una poesia di Serge Rezvani, scrittore, pittore, autore e compositore francese di origine iraniana.
Nell'album "Jean Arnulf chante Rezvani"
Testo trovato su WikiParoles
J'ai très bien connu le soldat inconnu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 21:11
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L'oiseau, l'éléphant et le soleil

[1961]
Scritta da P. Viovy (?) e Jean-Claude Massoulier (1932-2009), attore, cantante e intrattenitore televisivo
Interpretata da Jean Arnulf nel suo secondo album, pubblicato senza titolo nel 1964.
Con l'orchestra di Alain Goraguer
A onor del vero la canzone era già stata interpretata nel 1961 da tal Anne Gacoin, sulla quale però ci sono scarse notizie nella Rete, sicchè ho preferito attribuirla ad Arnulf.
Testo trovato su WikiParoles
Dans la prison où on l'a mis
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 20:41

Chanson pour le soleil

[1965]
Parole di Martine Merri (1926-2016)
Musica di Jean Arnulf
In un EP pubblicato nel 1965
Testo trovato su WikiParoles

Martine Merri (1926-2016), attrice, cantante ed autrice, è stata la moglie di Jean Arnulf e scrisse molte delle sue canzoni.
Questa è una semplice canzone d'amore ma due versi ne fanno una CCG/AWS: "Amo la pace del mondo e questa saggia convinzione che la guerra sarà morta nell'età della ragione..."
J'aime le vent du Sud qui court devant l'orage
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 20:17
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Americans

(2018)
dall'album Dirty Computer

Testo e note tratti da Genius

Il razzismo è sicuramente il bersaglio principale della canzone che chiude l'ultimo album di Janelle Monáe, ma vengono toccati molti altri temi tra cui sessismo, omofobia, libertà sessuale, politiche migratorie e violenze da parte della polizia. I luoghi comuni e la mentalità razzista e discriminatoria vengono sovvertiti in questa canzone dove lo Zio Sam bacia un uomo e Jim Crow risorge come Gesù.
Hold on, don't fight your war alone
(continua)
2/1/2019 - 18:57
Downloadable!

Battle Of Maxton Field

The Ballad of Maxton commemorates the Battle of Hayes Pond between the Lumbee Indians and the Ku Klux Klan near Maxton, North Carolina https://soundcloud.com/user660132316/b...
Joe DeFilippo 2/1/2019 - 16:56
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Grida forte la val Susa

Popolo No TAV
Buon Anno a tutte e a tutti i NOTAV

Passa un altro anno della nostra storia.

Un altro anno senza un centimetro di Tav.

Un altro anno di passione, di lotta e di Resistenza.

Un altro anno in cui abbiamo imparato, in movimento, quanto sia possibile unirsi tutti insieme e diventare imbattibili, nelle difficoltà come nei grandi momenti di gioia.

Pensiamo al 2019 con le immagini, negli occhi e nel cuore, dell’ 8 dicembre a Torino e anche dell’8 dicembre del 2005 a Venaus, perché siamo gli stessi nello spirito, ma siamo sempre di più nel numero.

Buon 2019 a chi non si arrende.

Buon 2019 a chi ha scelto da che parte stare, a chi parteggia, a chi si sente partigiano.

Buon 2019 a chi resiste con un sorriso

Buon 2019 a tutte e a tutti i NOTAV

Avanti!
daniela -k.d.- 2/1/2019 - 13:45
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Migrant

(2015)

Canzone inedita che Salvatore Adamo, figlio di emigranti italiani in Belgio, ha dedicato ai migranti di oggi. Presentata al Premio Tenco.


Da emigrante, cosa pensa del fenomeno delle migrazioni di oggi?

«Ho scritto una canzone tre anni fa Migrant ed avevo avevo intenzione di inciderla con dei colleghi, ma non se ne è fatto nulla. È un tema che mi tocca moltissimo, perché io son figlio di migrante. Mio padre fuggiva la miseria, ma qui c’è gente che fugge anche dalla morte e dal pericolo. Non pretendo che un Paese prenda sulle spalle tutta la miseria del mondo, ma che almeno abbia la considerazione minima per l’umanità. Io manifesterei per convincere l’Europa, come continente unito, a prendersi le sue responsabilità e ogni Paese a ricevere una quota di migranti. Arriviamo tutti da qualche altra parte. Io mi ero anche impegnato qualche anno fa con i “sans papier”, perché mi ricordavo di quell’algerino amico mio che avevano arrestato come un mascalzone».

intervista ad Avvenire
Migrant,
(continua)
2/1/2019 - 11:31
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Travelling

[2012]
Cosma / Maroccolo / Casacci / Sinigaglia
+ Howie B / Dodo Nkishi
Album: Planetario

Almeno metà di questo sito, che il prossimo mese di marzo compirà sedici anni di vita ed è quindi nel fiore dell'adolescenza, è nato smanettando a casaccio per la Rete sulla base di idee seminali d'una data sera, o mattina, o notte. Sedici anni che andiamo alla ricerca di canzoni e musiche provenienti da tutta una palla sperduta nell'Universo, di qualsiasi epoca, in qualsiasi lingua, suonate con qualsiasi strumento o con la semplice voce, che in sé è lo strumento più perfetto e inimitabile. Così, ad esempio, stasera, tarda serata del primo giorno dell'anno 2019, mi sono imbattuto nella signora o signorina Maria Chiara Pomarico, che almeno nel 2015 scriveva articoli per Odysseo – Navigatori della Conoscenza. Non ho idea alcuna chi sia questa persona, come naturalmente lei non avrà idea alcuna di chi... (continua)
La luce viaggia a 300.000 km al secondo.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/1/2019 - 09:24
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Les orgues de Monsieur Johnson

[1968]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Puisque aujourd'hui la mode depuis plus de vingt ans
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2019 - 08:29
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Bullet

(2018)
Parole e musica di David Byrne e Brian Eno
da American Utopia, il nuovo album solista di Byrne uscito a 14 anni di distanza dal precedente.

A rigore non sarebbe neanche una canzone contro la guerra. È la descrizione di una pallottola che attraversa il corpo di un uomo, uccidendolo. Niente viene detto sul perché, né chi sia la vittima: un soldato, un passante ucciso per sbaglio, un civile ucciso in una guerra, un detenuto giustiziato, né chi sia l'assassino: un terrorista, un poliziotto, un criminale, un militare, un boia, un marito tradito in cerca di vendetta?

Una sola cosa è certa. La pallottola ha attraversato organi vitali ponendo fine a una vita, ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti, ai baci che non potrà più dare, alla pelle che nessuna donna più toccherà. Ed è questo alla fine il risultato di tutte le guerre.
The bullet went into him
(continua)
1/1/2019 - 23:28
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They Come at Night

(2015)
Scritta da Marianne Faithfull e Mark Lanegan
Pubblicata nel 2018 nell'album Negative Capability

Scritta subito dopo gli attacchi terroristici a Parigi nel novembre 2015 che hanno fatto 130 morti tra cui 90 al Bataclan durante il concerto degli Eagles of Death Metal.
Ogni 70 anni i nazisti tornano sotto qualche forma... a 70 anni dalla fine dell'occupazione tedesca ecco i nazisti islamisti dell'ISIS a seminare il terrore a Parigi.

Questo pezzo è stato presentato per la prima volta proprio al Bataclan un anno dopo la strage.
Oh now Mama, don't you hear my plea?
(continua)
1/1/2019 - 23:04

Le fusillé

[1963]
Una poesia di Jacques Prévert, nella raccolta "Histoires, et d'autres histoires" del 1963
Musica di Maurice Fanon, in un album del 1968, senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Les fleurs les jardins les jets d’eau les sourires
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 22:06

La valse à soldats

[1966]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "Martine", dal brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Nous étions cent, greli grelo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:38
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Le général

[1968]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Quand un général se mouche
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:31
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Alba meccanica

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
L'alba s'inventa una ruota a Torino
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 20:46
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Fernando

L'ipotesi che tragga ispirazione dalla situazione del tempo in sud america può anche essere suggerito dalla introduzione suonata dalla quena, con note del condor pasa.
Moreno Demaria 1/1/2019 - 20:32
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La ballata dell'uomo di merda

Piero Milanesi
[15 maggio 2015]

Io, invece, per “inaugurare” questo non buon 2019 qua sul sito, ho scelto questa canzoncina trovata, lo ammetto, smanettando sul Tubo nella tarda sera di capodanno. La deve avere scritta il 15 maggio 2015, quindi tre anni e mezzo fa (come si evince dallo spartito presente nel filmato), Piero Milanesi: ma notizie certe sull'autore non ne ho purtroppo trovate (un tastierista di Rozzano Milanese?). Comunque sia, l'uomo di merda descritto da Piero Milanesi nella sua ballata non si è certo fermato a tre anni e mezzo fa: tutt'altro. Ha prosperato, si è espanso, diffuso, propagato capillarmente. Lo si può, attualmente, trovare non appena si mette il naso fuori di casa. Nell'anno appena trascorso, il 2018, secondo la logica è andato al potere in questo e in altri paesi di merda, simboleggiato e rappresentato perfettamente da tutta una serie di figure rappresentate nel filmato, e... (continua)
L'uomo di merda non è un termine volgare,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/1/2019 - 20:25

Biglietto di ritorno

Secondo me questa canzone è ispirata a Construção di Chico Buarque de Hollanda...
B.B. 1/1/2019 - 11:29
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Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers

Chanson italienne – Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers – Fabrizio De André – 1962


Introduction 2009

Riccardo Venturi avait fait une version de cette chanson dans un « françois d’époque », enfin disons, une manière de grommelot amélioré ; c’est une version très amusante. Celle, ici proposée, est plus contemporaine ; j’ose l’espérer assez distrayante.

On a tous dans l’oreille la chanson du Roi Renaud et de son lugubre destin : « Le Roi Renaud de guerre s’en revint portant ses tripes dans ses mains… ». J’aime à penser que Fabrizio connaissait ce destin du pauvre Renaud ; un destin de roi. Ceci donne tout le sel à sa chanson « Charles Martel de retour de la bataille de Poitiers », car – ainsi qu’on le verra – Charles revint vainqueur en portant tout autre chose que ses tripes dans ses mains. La donzelle l’apprit à ses dépens. De première part, en étant contrainte de laisser... (continua)
CHARLES MARTEL RETOUR DE LA BATAILLE DE POITIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/1/2019 - 09:21
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Canzone scritta su un muro

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.

Mi sono preso una licenza, ho cambiato un "carnevale" in un "capodanno", tanto Claudio è morto lo scorso agosto e non può più protestare. E forse sarebbe stato comunque d'accordo con me...
In ogni caso, di certo non una canzone immediata, facile e bellissima, ma un magnifico testo, pieno di verità, ancora oggi.
Salve ragazzo che passi il giorno
(continua)
inviata da Bernart Bartelby 1/1/2019 - 00:49
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La memoria

Leon Gieco y Roger Waters - La Memoria 10-11-2018

adriana 31/12/2018 - 17:53

Io voglio stare bene

[1977]
Scritta da Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi
Singolo che costituiva al sigla di apertura del programma TV "Di chi è la salute"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Il mio male non conosco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 14:00
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Ospedale militare

[1976]
Nell'album intitolato "Alla Mia Mam..."
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
(Non sono riuscito a trascrivere all'ascolto alcuni intermezzi parlati non presenti nel testo reperito)
Ma perché il mio letto devo farlo così?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 13:43
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Giro, giro, tondo

[1976]
Parole di Gianni Sassi (non accreditato), produttore e fondatore della Cramps Records
Musica di Patrizio Fariselli e Paolo Tofani
Nell'album "Maledetti (maudits)" (dove la copertina è dello stesso Gianni Sassi)
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Gioco, gioco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:57

Chanson en l’honneur des pavés

[1848]
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Ignoro chi sia Eugène Philippe, o Philippe Eugène... certamente prese parte ai moti rivoluzionari del 1848, quelli che misero fine al regno di Louis-Philippe (periodo della cosiddetta "Monarchia di Luglio") e portarono alla brevissima stagione della Seconda Repubblica. Da notare che il re Louis-Philippe abdicò senza far spargere il sangue dei parigini, mentre la Repubblica, nel giugno dello stesso anno, non esitò a farne strage, quando i socialisti scesero in strada per protestare contro la chiusura degli opifici nazionali...

Il dagherrotipo che segue testimonia come i pavés siato stati ovunque i protagonisti di quei giorni:

D'altra parte, "Paris qui n’est Paris qu’arrachant ses pavés", scriveva Louis Aragon in Plus belle que les larmes ("Les Yeux d'Elsa ", 1942)...
A leur fermeté, rendons grâce,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:02
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El baile del Koyyaruna

[2018]

Album : El mito de la pérgola (Pascuala Ilabaca y Fauna)

Esta canción está dedicada a tantas personas que abandonan su lugar natal, su familia para buscar un trabajo. Esta poesía quiere recordarles que pueden abandonar un territorio geográfico, pero su origen, su mito, estará con ellos donde ellos estén.
En el video, el Kkoyaruna (minero en lengua quechua), es acompañado por un carnaval en el camino hacia la mina, los enmascarados danzantes y músicos, le recordamos que a través del rito del Carnaval puede depurar la degradación del trabajo y conectarse con su raíz. La grabación cuenta con queridos amigos invitados; Freddy Torrealba (charango), Alex Johnson (quena) y Francisca Vilches (trombón). El video fue grabado junto a la comparsa ̈La Gritona ̈ en el Aeródromo de Olmué , bajo la antigua mina del Cerro la Campana. Realización : Pablo Miranda Dinamarca
Dalla pagina youtube dell'artista
Mi mino-minoría
(continua)
inviata da adriana 31/12/2018 - 09:48
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Auprès de ma blonde (ou Le Prisonnier de Hollande)

anonimo
[fine 600]
Una canzone che risale al periodo immediatamente successivo a quello delle cosiddette "Guerre d'Olanda" (1672-78), combattute tra la Francia di Luigi XIV di Borbone – il Re Sole – ed un'alleanza variegata, composta da Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Spagna e Province Unite dei Paesi Bassi. Durante quel conflitto molti soldati e marinai francesi caddero prigionieri e restarono per diversi anni come ostaggi nelle mani della coalizione avversaria.
Tradizionalmente il testo viene attribuito a tal André Joubert du Collet, nativo dell'isola di Noirmoutiers, in Vandea, occupata dagli "olandesi" del 1674. André Joubert sarebbe stato sequestrato e imprigionato ad Amsterdam per alcuni anni, e durante quel soggiorno forzato avrebbe composto la canzone. Tuttavia l'attribuzione è molto dubbia per cui ho preferito lasciarla ad Anonimo.

Questa canzone è ancora oggi molto celebre nei paesi... (continua)
Dans les jardins d'mon père
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/12/2018 - 20:49
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Pushed

Historians have barely begun to document the terrible effects on Aboriginal people of the European invasion of Australia since 1788. One problem is that the European approach to evidence relies heavily on written documents. Indigenous memory on the other hand is found in oral narratives. This song tells the story of a massacre in the Central Tablelands of New South Wales and of the conflict over what counts as evidence. It is time we abandoned our patronising attitudes and acknowledged the validity of Indigenous epistemology.
Pushed!
(continua)
inviata da Tony Smith 29/12/2018 - 22:20
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Ho visto un re

Paolo Ciarchi racconta la genesi di "Ho visto un re".

Salvo Lo Galbo 29/12/2018 - 22:14
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Francine

[1940]
Scritta da Albert Willemetz, grande autore di operette e cabaret, e Casimir Oberfeld, celebre compositore degli “Années folles”, morto nel 1945 nel campo di sterminio di Auschwitz.
Willemetz e Oberfeld furono anche gli autori di Paris sera toujours Paris

Interpretata da Fernandel contro la voce francese della propaganda nazista, quel Paul Ferdonnet (1901-1945), giornalista e militante di estrema destra, che in Germania trasmetteva per "Radio-Stuttgart", propagandando il "service du travail obligatoire". Ferdonnet fu poi processato e giustiziato per collaborazionismo alla fine della guerra.
La canzone si trova in antologie come "Histoire de France en chansons, 1900-1949" e "Fernandel ‎– Félicie Aussi"
Méfie toi ma Francine
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2018 - 21:10
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Senza domande

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Delle antiche canzoni, non rimane che il suono.
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 18:08
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Breviario partigiano

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Breviario partigiano
(continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:55
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Il nemico

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Ma io ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certe morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiam... (continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:38
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Anaciclosi

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Sara Benvenuti: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore

Anaciclosi, con Sara Benvenuti, rientra in ranghi molto placati a livello sonoro, con la chitarra classica che detta i ritmi e il flauto che aggiunge qualche nota più acuta.

La descrizione degli ultimi giorni dell’occupazione tedesca dentro Roma città aperta, quando la città diventa un triste luogo per avvoltoi, i soli a nutrirsi a sazietà. Qualche anno dopo, nel 1947, la guerra è finita; ma non la rabbia e la disperazione di Davide, che in un’osteria tiene un lungo discorso sull’anarchia e... (continua)
Negli alberghi di lusso
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 17:14
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L'anarchia

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Marco Rovelli: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore

Brano che narra la storia di Giuseppe Ramundo (il padre di Ida), maestro anarchico calabrese.

Di famiglia contadina, da bambino rimane leggermente storpio a causa di un incidente in campagna. Successivamente i genitori si arrangiano in modo da farlo studiare, mandandolo ad istruirsi dai preti: ma l’esperienza pretesca e padronale non farà che attizzare la sua fede ostinata verso l’anarchia (professarla gli era negato, perfino dalla moglie fra le mura della propria casa).

Giuseppe Ramundo esce... (continua)
Nei campi quando il sangue
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 16:57
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Classe borghese

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Nicola Pecci: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore

Classe Borghese (con Nicola Pecci) torna a toni drammatici, con un inizio tranquillo a livello di suoni e un climax drammatico inevitabile. Il personaggio centrale, così come nella precedente Classe operaia, è Davide Segre.

È il racconto di una delle prime ferite di Davide Segre, che segnerà per sempre la sua esistenza con l’inizio dell’odio nei confronti della propria famiglia. A soli 11 anni prende coscienza di far parte di una classe, quella borghese, che definisce teppa del mondo al cospetto... (continua)
Davide ha un ricordo:
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 16:39

Marche des Maquisards

[1944]
Parole di Jean Piemme
Musica di Louis Beirens
Con la seguente dedica: "Hommage de reconnaissance à tous ceux qui ont contribué à la Libération"
La fine dell'ultima strofa ha una variante in onore dei partigiani belgi.
Quand les all’mands sont arrivés
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2018 - 14:30
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Solidarity Forever

Recording of the Lira, Valdez and Cantú Spanish verses:



Recording of one of the Glazer and Villareal Spanish verses:
Paweł Dembowski 29/12/2018 - 10:45
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Starman

[1972]
Scritta da David Bowie e inclusa all'ultimo momento nell'album "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars"

"C’è un uomo delle stelle che sta aspettando in cielo
Ci ha detto di non rovinare tutto
Perché sa che ne vale la pena"
Hey now, now
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/12/2018 - 20:57
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Requiem for a Private War

[2018]
Scritta da Annie Lennox e H. Scott Salinas per la colonna sonora di "A Private War", un film diretto da Matthew Heineman e dedicato alla figura di Marie Colvin, giornalista statunitense, per anni corrispondente di guerra per The Sunday Times, che il 22 febbraio 2012 in Siria, nel corso dell'assedio di Homs, fu uccisa insieme al giovane fotoreporter francese Rémi Ochlik. Il governo di Damasco cercò di accreditare la tesi dell'esplosione di un IED dei combattenti antigovernativi ma tutte le testimonianze e le inchieste successive hanno dimostrato che il media center dove si trovavano le due vittime fu deliberatamente preso di mira dall'artiglieria dell'esercito di Assad...

Marie Colvin aveva 56 anni e portava sul corpo e nell'anima le ferite di molti conflitti di cui era stata testimone fin dalla metà degli anni 80...
Why do these cold stars burn bright, all these cold stars? (cold stars)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/12/2018 - 20:14




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