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Prima del 2018-1-26

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Polvere e viole

(2016?)

Chiara Riondino, voce
Alessandro Giachero, pianoforte
Franco Fabbrini, contrabbasso


Brano scritto e cantato da Chiara Riondino dedicato a Tina Modotti.

Una canzone molto bella che secondo me ha tutto il diritto di stare in questo sito se non altro per il verso "ho visto carne farsi sangue sotto i colpi dell'ordine" che descrive tutta l'esperienza umana e politica di Tina di fronte agli orrori del nazismo, del fascismo e della guerra.

Seduta dentro l'auto
(continua)
inviata da Lorenzo 26/1/2018 - 23:55
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Terrorism! (The ISIS Crisis)

(2017)

The song also comes with an animated video that underlines the themes of the song which tackles a topic that which is rarely not from the news in 2017. “I think the video and song are pretty self explanatory,” says Salami. “If it’s not, well, key words to consider would be ‘irony’ , ‘hysteria’ and ‘consequence’.”
I scrolled down and hit a link
(continua)
26/1/2018 - 22:49
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The Battle

In realtà la canzone descrive una partita di scacchi in forma di battaglia medievale come fa intuire il colore delle vesti dei due schieramenti "A tide of black, the Bishops' men" "The King's men dressed in purest white"
"
Benvenuto 26/1/2018 - 21:09

Inno di Mameli (2002)

Inno di Mameli (1847), rifatto il 14-6-2002, armonizzato con la Costituzione, nello stesso stile buffo del testo tradizionale, ma senza le sue violenze e brutture.
Fratelli d’Italia
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 19:16
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Non chiamatele "missioni di Pace!"

Il brano é stato ispirato dalla lettera dell' Appello dal titolo: "Guerra in Afghanistan: Missione di Pace?" firmato e lanciato il 4 Ottobre 2010, giorno in cui ricorre la festa di S. Francesco D'Assisi, Testimone e strumento della Pace e del Dialogo. L' appello, a cui si chiede a tutte le persone sensibili e di buona volontà di aderire, é stato lanciato dai grandi Testimoni di Pace del nostro tempo, fra questi il Vescovo emerito di Caserta mons. Raffaele Nogaro ed il padre missionario comboniano Alex Zanotelli e tanti altri...
Vorrei un mondo in cui le guerre si chiamassero guerre
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 19:12
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Un vecchio soldato

anni '70
Questa che canto è la storia di un vecchio soldato in pensione
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 17:38
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Mother I Feel You

anonimo
Pare uno degli inni del movimento internazionale chiamato Rainbow Family
Il testo trovato qui
Mother I feel you under my feet,
(continua)
inviata da k 26/1/2018 - 16:16
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Amarti e poi morire

1971
Testo di Daniele Pace, Giancarlo Bigazzi
Musica di Jacques Revaux

La canzone è una cover di La maladie d'amour di Michel Sardou, diversamente da altre canzoni più "impegnate" divenute in italiano delle canzonette d'amore, questa diventa in italiano una canzone d'amore per il soldato che parte in guerra, un grande topos, da "Addio mia bella addio" in poi
"Perchè, perchè amarti e poi morire?"
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 16:13
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Dove l'aria è polvere

Crónica del día en que
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 15:41

Ballad Of The Green Berets (A Parody)

anonimo
Non è una vera cover, sulla stessa musica della "Ballad Of The Green Berets" una canzone d'amore di un soldato che parte

LA BALLATA DEL SOLDATO
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 15:24
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La ballata di un soldato

2011

Serie di 24 canzoni per bambini eseguite dal Coro dell'Università degli Studi di Torino composte dal maestro Sergio Pasteris. Il progetto è rivolto primariamente, ma non solo, ai bambini ospedalizzati e diversabili, configurandosi come veicolo di supporto e di sostegno anche per le famiglie coinvolte in particolari percorsi della vita. I disegni sono di bambini ospedalizzati e non, animati da Vincenzo Gioanola.
Sul viso un sorriso, sorpreso sereno
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 15:18

Lettera di un soldato

anonimo
2008

Testo trovato su internet postato dall'utente HikaruTheHost
Se vedrai in riva al mare mio amore
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 14:59
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Helpless

SOLO E SENZA TE
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 13:52
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Soldati

2014
Canto questa canzone
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 13:44
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Un soldato a Caporetto

2017
Gli alberi sfumati, attaccati come contorno
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 13:23

Hey! Fascist

Morto Mark E. Smith, cantante e fondatore dei Fall

Tra la fine degli anni '70 e gli anni '80 fu tra i principali interpreti del post-punk britannico

È morto questa mattina, all’età di 60 anni, il cantante e fondatore dei Fall, Mark E. Smith. A confermarlo è la stessa manager della band inglese Pamela Vander attraverso i social media legati al gruppo.
Le cause del decesso non sono state rese note e ma un annuncio più dettagliato verrà pubblicato nei prossimi giorni. Il tour dei Fall dell’anno scorso per l'ultimo album era stato cancellato in seguito al ricovero del cantante per problemi all'apparato respiratorio.

Il gruppo tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta fu tra i principali animatori del post-punk britannico, senza mai ottenere grandi successi ma costruendosi un fedele seguito di fan.

I Fall si formarono a Manchester alla fine di un concerto dei Sex Pistols, ma negli... (continua)
Dq82 26/1/2018 - 12:25
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Polly on the Shore

LA versione più bella è quella dei Trees, gruppo inglese dei primi anni 70, cantata magistralmente da Celia Humphris.
ANdrea 26/1/2018 - 10:06

J'ai osé parler

[1954-57]
Una poesia compresa in “Diwân de l'état-major", che poi insieme a “Matinale de mon peuple” - da dove è tratta Le temps des mots - costituì la raccolta così intitolata pubblicata nel 1961
Musica di Gilles Méchin, in “Gilles Méchin chante Jean Sénac - La vie au bout de la chanson”
Testo trovato sul sito di Gilles Méchin, compositore ed interprete francese.

Jean Sénac era algerino, poeta, cristiano, socialista libertario, nazionalista, omosessuale, ammiratore della grande letteratura francese e algerina, amico di Camus e molti altri intellettuali della gauche francese.

Il poeta “che si firmava con il sole” e che, a differenza di tanti altri, non abbandonò mai la sua terra, fu barbaramente trucidato a colpi di coltello nel povero scantinato dove abitava ad Algeri, nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1973. I suoi assassini non sono mai stati individuati.
J'ai osé parler !
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 13:54

Le temps des mots

[1955]
Versi di Jean Sénac (1926-1973), poeta algerino che si esprimeva in francese.
Una poesia compresa in “Matinale de mon peuple", pubblicata sulla rivista “Esprit” n. 232 del novembre 1955.
Musica di Gilles Méchin, in “Gilles Méchin chante Jean Sénac - La vie au bout de la chanson”
Testo trovato sul sito di Gilles Méchin, compositore ed interprete francese.

Jean Sénac era algerino, poeta, cristiano, socialista libertario, nazionalista, omosessuale, ammiratore della grande letteratura francese e algerina, amico di Camus e molti altri intellettuali della gauche francese.

Il poeta “che si firmava con il sole” e che, a differenza di tanti altri, non abbandonò mai la sua terra, fu barbaramente trucidato a colpi di coltello nel povero scantinato dove abitava ad Algeri, nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1973. I suoi assassini non sono mai stati individuati.
Cœur percé d’une hirondelle
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 13:31

Les belles apparences

[1955]
Versi di Jean Sénac (1926-1973), poeta algerino che si esprimeva in francese.
Una poesia compresa in “Matinale de mon peuple", pubblicata sulla rivista “Esprit” n. 232 del novembre 1955.
Musica di Gilles Méchin, in “Gilles Méchin chante Jean Sénac - La vie au bout de la chanson”
Testo trovato sul sito di Gilles Méchin, compositore ed interprete francese.

Jean Sénac era algerino, poeta, cristiano, socialista libertario, nazionalista, omosessuale, ammiratore della grande letteratura francese e algerina, amico di Camus e molti altri intellettuali della gauche francese.

Il poeta “che si firmava con il sole” e che, a differenza di tanti altri, non abbandonò mai la sua terra, fu barbaramente trucidato a colpi di coltello nel povero scantinato dove abitava ad Algeri, nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1973. I suoi assassini non sono mai stati individuati.
Le cœur à l'étroit
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 13:23

Tracts

[1954]
Versi di Jean Sénac (1926-1973), poeta algerino che si esprimeva in francese.
Nella raccolta “Poèmes", con la prefazione di René Char, curata da Albert Camus e pubblicata da Gallimard nel 1954 nella collezione "Espoir".
Musica di Gilles Méchin, in “Gilles Méchin chante Jean Sénac - La vie au bout de la chanson”
Testo trovato sul sito di Gilles Méchin, compositore ed interprete francese.

Jean Sénac era algerino, poeta, cristiano, socialista libertario, nazionalista, omosessuale, ammiratore della grande letteratura francese e algerina, amico di Camus e molti altri intellettuali della gauche francese.

Il poeta “che si firmava con il sole” e che, a differenza di tanti altri, non abbandonò mai la sua terra, fu barbaramente trucidato a colpi di coltello nel povero scantinato dove abitava ad Algeri, nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1973. I suoi assassini non sono mai stati individuati.
C’est un printemps de déchirures,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 13:06

Si chanter mon amour c’est aimer ma patrie

[1954]
Versi di Jean Sénac (1926-1973), poeta algerino che si esprimeva in francese.
Nella raccolta “Poèmes", con la prefazione di René Char, curata da Albert Camus e pubblicata da Gallimard nel 1954 nella collezione "Espoir".
Musica di Gilles Méchin, in “Gilles Méchin chante Jean Sénac - La vie au bout de la chanson”
Testo trovato sul sito di Gilles Méchin, compositore ed interprete francese (non so se sia il testo originale o un adattamento del compositore)

Jean Sénac era algerino, poeta, cristiano, socialista libertario, nazionalista, omosessuale, ammiratore della grande letteratura francese e algerina, amico di Camus e molti altri intellettuali della gauche francese.

Il poeta “che si firmava con il sole” e che, a differenza di tanti altri, non abbandonò mai la sua terra, fu barbaramente trucidato a colpi di coltello nel povero scantinato dove abitava ad Algeri, nella notte tra il 29 ed il 30 agosto 1973. I suoi assassini non sono mai stati individuati.
Si chanter mon amour c’est aimer ma patrie,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 12:06
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Peppe Voltarelli: Il monumento

[2014]
Testo e musica di Peppe Voltarelli
Peppe Voltarelli: Voce
Finaz: Chitarra elettrica
Paolo Baglioni: Batteria
Marco Bachi: Basso
Massimo Dedo: Tromba, trombone, arrangiamento fiati
Raffaele Brancati: Sax soprano
Album: Lamentarsi come ipotesi



Visto che oggi, 25 gennaio, sembra una giornata monumentale (e con Vladimir Vysotskij di mezzo non poteva che essere così), mi permetto di inserire questa originale reinterpretazione del tema “Monumento” da parte di Peppe Voltarelli. In casa mia tengo quattro santini di cantatori e sonatori: Georges Brassens, Léo Ferré, Jacques Brel (tutti e tre insieme su una cartolina speditami da Parigi da Oreste Scalzone), e Peppe Voltarelli. Brassens e Brel non li ho mai conosciuti. Con Léo Ferré ho scambiato una volta due o tre parole in un'osteria vicino a Castellina in Chianti (anzi, più vicina a Monteriggioni), prima che morisse. Con Peppe Voltarelli,... (continua)
Eccolo lo vedo da lontano
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 25/1/2018 - 10:38
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Campane di Monte Nevoso

[1948]

Scritta da Bixio Cherubini e Carlo Concina, il duo di "Vola Colomba" (quella che nell'interpretazione di Nilla Pizzi vinse il Festival di Sanremo 1952).
Mi pare che esistano almeno due versioni di "Campane di Monte Nevoso", quella originale, più patriottarda e religiosa, e una successiva (qui proposta), più "laica" e incentrata sugli affetti.
Dietro i monti tramonta il sole
(continua)
25/1/2018 - 10:27

Chanson

[1942]
Versi di Eugène Guillevic (1907-1997), nella raccolta intitolata “Terraqué” (1942)
Un, deux, trois —
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/1/2018 - 08:22
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Uns vão bem e outros mal

Dall'album "Madrugada dos Trapeiros". Composta durante gli ultimi anni del regime fascista di Salzar e i primi anni del periodo rivoluzionario iniziato il 25 aprile del 1974.
Senhoras e meus senhores, façam roda por favor
(continua)
inviata da Andrea 24/1/2018 - 20:53

Pierre Seghers: Octobre

[dicembre 1941]
Versi di Pierre Seghers (1906-1987), poeta, editore e partigiano francese. Pubblicati nel gennaio 1942 sulla rivista svizzera "Traits", n. 3. Poi con lo pseudonimo di Louis Maste nella fondamentale raccolta "L’Honneur des poètes", edita clandestinamente a Parigi nel 1943 per i tipi de Les Éditions de Minuit.

Una poesia che Pierre Seghers - autore di poesie e canzoni come La Gloire e Merde à Vauban – scrisse all'indomani dell'eccidio di Châteaubriant, Loira, del 22 ottobre 1941, quando i nazisti uccisero 50 ostaggi come rappresaglia per l'assassinio da parte della resistenza del tenente colonnello Karl Hotz.
Per un'ampio racconto della vicenda rimando all'introduzione alla poesia Les fusillés de Châteaubriant di René Guy Cadou.
Le vent qui pousse les colonnes de feuilles mortes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/1/2018 - 20:39

Shalom shalom

bella la canzone
Greta carrara 24/1/2018 - 19:20
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Rosenfeld's dream

2012
SENZA PADRONE sogni e storie dell’impresa a proprietà collettiva.
(GP. Bigazzi – S. Manetti – M. Cavallo)

È una data strana l'8 marzo, una storia difficile da ricostruire quella della giornata internazionale della donna. Molti concordano però che si celebra ricordando l’incendio della Triangle di New York, che però avvenne il 25, di marzo, del 1911.

La storia è questa, in due parole: il pomeriggio di quel sabato, la Triangle Shirtwaist Factory nel sud di Manhattan prese fuoco.
I padroni della fabbrica tenevano chiuse a chiave le porte principali e quelle di sicurezza, per impedire furti, ma anche ingressi e uscite non autorizzate. Scoppiò l’incendio e il risultato furono 146 morti… quasi tutte ragazze italiane ed ebree fra i 16 e i 23 anni.
Ragazze immigrate da poco in America, lavoravano 52 ore a settimana, chiuse là dentro, per una paga di 8 dollari.
Quelle che non morirono... (continua)
But as we hit the final strip of yellow land
(continua)
inviata da Dq82 24/1/2018 - 18:11
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Sono io il responsabile

2012
SENZA PADRONE sogni e storie dell’impresa a proprietà collettiva.
(GP. Bigazzi – S. Manetti – M. Cavallo)
Sono io il responsabile
(continua)
inviata da Dq82 24/1/2018 - 17:47
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Il general Cadorna

anonimo
Mio nonno materno morì sul Carso nel 1916 lasciando orfane due figlie, una nata nel 1913 (mia madre) e l'altra nata nel 1915 . Il suo nome è ricordato nel monumento ai caduti del paese ma il suo corpo non è mai stato ritrovato. Queste canzoni contro Cadorna sono sempre state cantate da mia nonna ma,tutte le volte che le sento ,mi prende un brivido perché penso alle sofferenze patite in quell'immane tragedia.
Mario Fabbri 24/1/2018 - 17:05
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Lezione di storia

"Bethger: Il lungo dolore" fu pubblicato, per la prima volta, nel 1976, dall'Editrice Sarda Fossataro
Riccardo Massole 24/1/2018 - 16:54

Ἀσπίδι μὲν Σαίων τις ἀγάλλεται (Fr. 5 di West)

da Osservazione rilassamento e assenza di giudizio (2014)

brano ascoltabile

Il secondo chakra, di colore arancione, funge da collegamento tra corpo e stati emotivi. Ad esso è associata la pulsione sessuale, e quindi il desiderio di vita. Il testo è un adattamento di un brano del poeta greco Archiloco, il quale sosteneva provocatoriamente che rimanere vivo fosse molto più importante che mantenere il proprio onore (nell’antica Grecia tornare da una battaglia senza scudo era l’onta peggiore per un soldato).
ARCHILOCO (SVADHISTANA)
(continua)
inviata da Dq82 24/1/2018 - 14:10
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Un posto chiamato Libertà

Ursula in viaggio per Anarres

Ursula K. Le Guin
Riccardo Venturi 24/1/2018 - 12:00
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Defensa de Violeta Parra

Lutto nel mondo della letteratura ispano americana. È scomparso il 23 gennaio a 103 anni Nicanor Parra Sandoval, creatore dell’«antipoesia» e considerato uno dei più significativi poeti in lingua spagnola del ventesimo secolo.

corriere.it
23/1/2018 - 23:19
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Aleppo

(2014)
Album: Aleppo
Falling into pieces
(continua)
23/1/2018 - 22:53
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Rotatives !

Rotatives !

Chanson française – Rotatives – Guy Béart – 1968


Dialogue maïeutique

Voici, Lucien l’âne mon ami, une chanson de Guy Béart, chanteur au répertoire polymorphe et gigantesque. Il a tenu la scène soixante ans et comme pour presque tous les chanteurs – à part Georges Brassens et Jacques Brel, bien de ses compositions et de ses interprétations sont méconnues. Si je dis ça, ce n’est pas que j’ai l’intention de te bassiner avec l’interminable énumération de ces chansons, ni même d’en tenter une docte classification par thèmes ; je dis ça, car j’ai un peu l’impression que Guy Béart est un de ces créateurs dont l’interlocuteur se contente de se rappeler l’une ou l’autre de ses chansons qui eurent du succès aux temps de sa jeunesse – à l’interlocuteur. « Ah, Guy Béart ! L’eau vive… Vive la Rose et tout ça… »
Précisément, « Et tout ça … ».
Mais la chanson n’a pas d’âge, et si le compositeur,... (continua)
Quand le soleil est sage,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 23/1/2018 - 22:38
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Hey, Nelly Nelly

Come faceva notare a suo tempo Gustavo nella quarta strofa (quella del 1865) almeno nelle versioni disponibili nei video Judy Collins canta "now the fightin' is over" and non "come to the window". Ho corretto il testo di conseguenza.
Lorenzo 23/1/2018 - 22:19
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The Highwayman

Volendo essere pignoli, non è corretto dire che le strofe non cantate da Loreena McKennitt siano quelle in corsivo, in quanto lei conclude la canzone con quella che è la penultima strofa, anche se in verità essa ricalca quasi completamente la prima. Omette solo l'ultima che a sua volta è la ripetizione della terza, con una sola variazione del tempo dei verbi bussare e fischiare. E' curioso invece il fatto che tutti omettano la responsabilità dello stalliere spione Tim.
Flavio Poltronieri 23/1/2018 - 20:51
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E garnison [E garnizon Lannuon]

Dis-moi donc, mon cher ami, quelles nouvelles as-tu entendu à St. Malo d'où tu reviens ce soir. De bien joyeuses nouvelles à dire et plus encore à entendre pour vous, Flav Kadorvrec'her, les gens de la ville disent que Richard Gwenndour a prigentisé l'annuaire téléphonique. Jésus-ma-Doué, hennès hen eus ar pouar! Hourra...Sinemara...Dali...Ariboué...
Flavio Poltronieri 23/1/2018 - 17:26
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Why We Build the Wall

PERCHÉ STIAMO COSTRUENDO IL MURO
(continua)
inviata da Marco 23/1/2018 - 16:08
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Lemmings

La traduzione è stata ampliata e meglio specificata con delle note, sia pure abbastanza sommarie. Vorrei segnalare anche la sorta di "telepatia" con l'osservazione di Daniela -k.d.- a proposito dei "Marching Morons", gli "Idioti in marcia" di Cyril Kornbluth: ci stavo esattamente pensando anche io mentre traducevo. O, forse, più che una telepatia è un paragone che viene spontaneo a chi conosce quel terrificante racconto di fantascienza...
Riccardo Venturi 23/1/2018 - 08:13

Lemmings in marcia

Antiwar Songs Blog
La storia del suicidio di massa dei lemmings (in italiano: lemmini, o anche lemmi [singolare: lemmo]) è, come si sa, un’invenzione bella e buona: i piccoli roditori arvicoli artici, che d’inverno non vanno in letargo, sono prevalentemente solitari ma hanno comunque tassi di riproduzione molto alti e, a volte, la loro popolazione “esplode” facendoli disperdere (non di rado caoticamente) in ogni […]
Antiwar Songs Staff 2018-01-23 07:41:00




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